LE ARTI MAGGIORI
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LE ARTI MAGGIORI
In Italia le “arti” si diffusero soprattutto nei comuni dell’Italia centrale e settentrionale, in particolare a Firenze. Divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri) e “arti minori” (artigiani e commercianti), a loro volta divise in corporazioni. il compito primario di ogni corporazione era la difesa del monopolio dell’esercizio del proprio mestiere. Lo svolgimento delle attività era vincolato da un ordine gerarchico: - maestri che possedevano le materie prime e gli attrezzi e vendevano le merci prodotte; -apprendisti, cioè coloro che imparavano il mestiere, e semplici garzoni che vivevano nella casa del maestro e venivano solo mantenuti, non pagati. Questa gerarchia creò una notevole disparità economica tra gli iscritti. Le sette corporazioni che presero il nome di Arti Maggiori sono: Arte dei Giudici e Notai, Arte dei Mercatanti (o di Calimala), Arte del Cambio, Arte della Lana, Arte della Seta (o di Por Santa Maria), Arte dei Medici e Speziali, Arte dei Vaiai e Pellicciai.
AVANTI
LE CORPORAZIONI
Le corporazioni medievali rappresentano il punto di partenza per l'affermazione di un nuovo ruolo, destinato a crescere, del mondo del lavoro e delle professioni. Distinte per categorie professionali, erano soggette al controllo dell'autorità politica, ma godevano di completa autonomia per tutto ciò che riguardava l'organizzazione del lavoro. Ogni arte aveva il proprio statuto, che stabiliva il prezzo delle merci, i salari e le condizioni di lavoro per la manodopera: in questo modo si impediva la concorrenza sleale. Chi non faceva parte di un'arte non poteva intraprendere un'attività e l'ammissione dipendeva dalla decisione dei suoi membri. Le arti furono caratterizzate da una forte solidarietà interna: se un loro membro era una vittima di un infortunio o di una malattia, esse provvedevano a fornirgli un sussidio, prendendosi anche cura di vedove e orfani
AVANTI
nel medioevo
L'arte dei giudici e dei notai nel Basso Medioevo rappresentava un elemento cruciale nella società dell'epoca. I giudici erano responsabili di amministrare la giustizia applicando le leggi dell'epoca, spesso basate sul diritto romano. Essi dovevano possedere una vasta conoscenza delle leggi e delle consuetudini locali, oltre a competenze in retorica per condurre processi equi.I notai, d'altra parte, avevano il compito di redigere (compilare) atti legali e documenti ufficiali. La loro calligrafia doveva essere impeccabile, e dovevano garantire l'autenticità dei documenti che compilavano. Erano figure di grande fiducia nella società, in quanto la validità legale dei documenti dipendeva dalla loro competenza e integrità. Entrambe queste professioni richiedevano una formazione specifica e spesso erano svolte da individui istruiti che avevano studiato il diritto e le leggi canoniche o civili. Il loro lavoro contribuiva all'ordine sociale e alla stabilità giuridica nell'Europa del Basso Medioevo, svolgendo un ruolo fondamentale nell'organizzazione della società e nell'applicazione della legge.
avanti
eta' moderna
Nell’arte moderna per accedere all’Arte dei Giudici e Notai ci voleva un periodo di preparazione che le famiglie più ricche si potevano permettere. Ai fini dell’immatricolazione non erano ammessi chierici, ebrei, insegnanti elementari, figli illegittimi e forestieri. Le due carriere rimanevano tra loro ben distinte e non sovrapponibili, e anche le modalità di ammissione erano diverse: i giudici si limitavano a versare la tassa d’iscrizione, mentre per i notai si richiedeva il superamento di 3 severissimi esami. Il lavoro del notaio era più o meno quello attuale: consisteva in prevalenza nella stesura e registrazione di atti ufficiali e pubblici, i giudici invece presiedevano le corti di giustizia fiorentine ed erano di regola forestieri, mentre i giudici nati a Firenze esercitavano in altri comuni.Le pene all’epoca erano durissime. Il codice penale fiorentino prevedeva la fustigazione per i bestemmiatori, il taglio della mano per i ladri e per chi si macchiava del reato di falso, l’evirazione per gli omosessuali, la decapitazione o l’impiccagione per gli assassini. La pena di morte infine fu abolita dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1782: la Toscana fu il primo stato abolizionista in Italia
avanti
eta' contemporanea
nell'età moderna il giudice svolge il compito di giudicare fatti secondo l'applicazioni di norme giuridiche. egli fa parte della magistratura e ha il compito pronunciare una decisione all'esito di un processo e in funzione delle applicazione nelle norme generali ed astratte al caso concreto i Il notaio è un pubblico ufficiale. la figura è stata istituita per ricevere gli atti, ossia vendite, mutui ecc. si occupa inoltre e di testamenti, di attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati ed estratti.
avanti
CECILIA DE BARTOLO, DARIO CARLA', MARIAVITTORIA ZIZZARI, FRANCESCO CHIRICO, CESARE SCORZA, EDOARDO GRANDE, GIORGIO ROLLO
arti maggiori e corporazioni
mary huan
Created on October 3, 2023
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LE ARTI MAGGIORI
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LE ARTI MAGGIORI
In Italia le “arti” si diffusero soprattutto nei comuni dell’Italia centrale e settentrionale, in particolare a Firenze. Divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri) e “arti minori” (artigiani e commercianti), a loro volta divise in corporazioni. il compito primario di ogni corporazione era la difesa del monopolio dell’esercizio del proprio mestiere. Lo svolgimento delle attività era vincolato da un ordine gerarchico: - maestri che possedevano le materie prime e gli attrezzi e vendevano le merci prodotte; -apprendisti, cioè coloro che imparavano il mestiere, e semplici garzoni che vivevano nella casa del maestro e venivano solo mantenuti, non pagati. Questa gerarchia creò una notevole disparità economica tra gli iscritti. Le sette corporazioni che presero il nome di Arti Maggiori sono: Arte dei Giudici e Notai, Arte dei Mercatanti (o di Calimala), Arte del Cambio, Arte della Lana, Arte della Seta (o di Por Santa Maria), Arte dei Medici e Speziali, Arte dei Vaiai e Pellicciai.
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LE CORPORAZIONI
Le corporazioni medievali rappresentano il punto di partenza per l'affermazione di un nuovo ruolo, destinato a crescere, del mondo del lavoro e delle professioni. Distinte per categorie professionali, erano soggette al controllo dell'autorità politica, ma godevano di completa autonomia per tutto ciò che riguardava l'organizzazione del lavoro. Ogni arte aveva il proprio statuto, che stabiliva il prezzo delle merci, i salari e le condizioni di lavoro per la manodopera: in questo modo si impediva la concorrenza sleale. Chi non faceva parte di un'arte non poteva intraprendere un'attività e l'ammissione dipendeva dalla decisione dei suoi membri. Le arti furono caratterizzate da una forte solidarietà interna: se un loro membro era una vittima di un infortunio o di una malattia, esse provvedevano a fornirgli un sussidio, prendendosi anche cura di vedove e orfani
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nel medioevo
L'arte dei giudici e dei notai nel Basso Medioevo rappresentava un elemento cruciale nella società dell'epoca. I giudici erano responsabili di amministrare la giustizia applicando le leggi dell'epoca, spesso basate sul diritto romano. Essi dovevano possedere una vasta conoscenza delle leggi e delle consuetudini locali, oltre a competenze in retorica per condurre processi equi.I notai, d'altra parte, avevano il compito di redigere (compilare) atti legali e documenti ufficiali. La loro calligrafia doveva essere impeccabile, e dovevano garantire l'autenticità dei documenti che compilavano. Erano figure di grande fiducia nella società, in quanto la validità legale dei documenti dipendeva dalla loro competenza e integrità. Entrambe queste professioni richiedevano una formazione specifica e spesso erano svolte da individui istruiti che avevano studiato il diritto e le leggi canoniche o civili. Il loro lavoro contribuiva all'ordine sociale e alla stabilità giuridica nell'Europa del Basso Medioevo, svolgendo un ruolo fondamentale nell'organizzazione della società e nell'applicazione della legge.
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eta' moderna
Nell’arte moderna per accedere all’Arte dei Giudici e Notai ci voleva un periodo di preparazione che le famiglie più ricche si potevano permettere. Ai fini dell’immatricolazione non erano ammessi chierici, ebrei, insegnanti elementari, figli illegittimi e forestieri. Le due carriere rimanevano tra loro ben distinte e non sovrapponibili, e anche le modalità di ammissione erano diverse: i giudici si limitavano a versare la tassa d’iscrizione, mentre per i notai si richiedeva il superamento di 3 severissimi esami. Il lavoro del notaio era più o meno quello attuale: consisteva in prevalenza nella stesura e registrazione di atti ufficiali e pubblici, i giudici invece presiedevano le corti di giustizia fiorentine ed erano di regola forestieri, mentre i giudici nati a Firenze esercitavano in altri comuni.Le pene all’epoca erano durissime. Il codice penale fiorentino prevedeva la fustigazione per i bestemmiatori, il taglio della mano per i ladri e per chi si macchiava del reato di falso, l’evirazione per gli omosessuali, la decapitazione o l’impiccagione per gli assassini. La pena di morte infine fu abolita dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1782: la Toscana fu il primo stato abolizionista in Italia
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eta' contemporanea
nell'età moderna il giudice svolge il compito di giudicare fatti secondo l'applicazioni di norme giuridiche. egli fa parte della magistratura e ha il compito pronunciare una decisione all'esito di un processo e in funzione delle applicazione nelle norme generali ed astratte al caso concreto i Il notaio è un pubblico ufficiale. la figura è stata istituita per ricevere gli atti, ossia vendite, mutui ecc. si occupa inoltre e di testamenti, di attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati ed estratti.
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CECILIA DE BARTOLO, DARIO CARLA', MARIAVITTORIA ZIZZARI, FRANCESCO CHIRICO, CESARE SCORZA, EDOARDO GRANDE, GIORGIO ROLLO