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Ipazia

Sabato Deva

Created on October 2, 2023

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ipazia

Matematica, astronoma e filosofa della Grecia antica.

Ipazia era figlia di Teone, un famoso matematico e astronomo , dal quale apprese la tradizione scientifica; allo stesso tempo, però, teneva lezioni pubbliche sul pensiero di Aristotele e di Platone. Ne siamo a conoscenza grazie a dei ritrovamenti epistolari tra Ipazia e il suo più grande seguace, Sinesio di Cirene, che le promise addirittura di ricordarla nell'Ade. Ella ottenne così tanti successi nel campo matematico e filosofico che Socrate scrisse che arrivava a superare i più grandi filosofi uomini del suo tempo.

Ipazia nacque nell'Alessandria del V secolo occupata nel soffocare ciò che restava del paganesimo, agendo con intolleranza feroce e violenza, tanto da arrivare nel 391 ad incendiare la famosa Biblioteca di Alessandria.

Ipazia e suo padre furono gli ultimi a rappresentare la grande conoscenza qui contenuta, avendo entrambi ricoperto il ruolo di maestro della Biblioteca, commentando opere tremendamente difficili come le Coniche di Apollonio, l'Arithmetica di Diofanto e l'Almagesto di Tolomeo.

Nonostante altri filosofi parlino di Ipazia come una delle menti più avanzante di allora, a causa degli innumerevoli incendi della Biblioteca di Alessandria non ne ritroviamo testi scritti. Ciononostante possiamo pensare che fosse arrivata ad ipotizzare il movimento della Terra e quindi a contraddire la teoria tolemaica. Viene ricordata anche come inventrice del planisfero, dell'idroscopio (per misurare il peso specifico dei liquidi) e dell'astrolabio (per la posizione dei pianeti).

Ipazia è ricordata anche come una donna molto affascinante; ciononostante lei respingeva tutti i suoi ammiratori, ricordando loro che l'amore è un impulso del corpo che ci spinge a conoscere la specie. Si ritenneinfatti "sposa della verità".

Ipazia era quindi una figura influentissima, inseguita da molti discepoli e molto ammirata nella sua città. C'era solo un problema: era pagana. Nel marzo del 415 una folla chiassosa, composta da una moltitudine di credenti di Dio, attaccò la sapiente e rispettata Ipazia, uccidendola e bruciandone i resti: pensavano che avesse ingannato la città e il prefetto con i suoi "incantesimi". La sua figura venne poi ricordata durante l'Illuminismo come simbolo di libertà di pensiero ed emancipazione della donna.