CONFRONTO
Donna de paradiso - tre madri
Indice
Donna de Paradiso
Tre madri
Differenze ed Analogie
Superclassico
Donna de Paradiso
È una lauda drammatica scritta da Iacopone da Todi nel XIII secolo in cui la Madonna,Cristo,Maria Maddalena ed il Nunzio dialogano tra loro sul Calvario, dinanzi alla croce.Particolare importanza ha il dolore della Madonna per la morte del figlio, infatti ella viene vista nella sua umanità di madre e non come madre di Gesù, consapevole che risorgerà dopo pochi giorni. All'interno della lauda c'è inoltre una lunga e sofferente invocazione di Maria dove si sommano affetto e dolore straziante a cui si alternano attenzioni di Cristo per la propria madre terrena, mostrando anche qui un lato non più divino, ma umano.
Tre madri
È una canzone di Fabrizio De André uscita nel 1970 in cui ci sono Maria e le madri dei due ladroni dinanzi alla croce, disperate per il destino dei propri figli. La madre di Gesù viene criticata per la sua tristezza, siccome è consapevole del fatto che suo figlio risorgerà, mentre i due ladroni moriranno per sempre. Viene cosi fuori l'umanità di Maria, che piange vedendo un figlio prossimo alla morte e conclude con la constatazione che se non fosse stato figlio di Dio lei non lo avrebbe visto in quella condizione sofferente. Inoltre, non si può non sottolineare la bravura dell'autore nell'avere un occhio di riguardo verso le madri dei due ladroni, dando luce ed ascolto ai "dimenticati" della storia.
Differenze ed Analogie
-La principale differenza tra le due opere è che, mentre nella lauda di Iacopone da Todi il punto di vista è prevalentemente quello di Maria, nella canzone di Fabrizio De Andrè si da importanza anche alla sofferenza delle altre due madri, che soffrivano allo stesso modo per la morte dei loro figli.Ovviamente anche il linguaggio cambia, infatti il testo di De Andrè, essendo più recente, è più comprensibile e facile, mentre la lauda è scritta in volgare umbro e richiede più attenzione e maggiori competenze linguistiche per comprenderla a pieno -Il tema delle due opere è quasi identico, infatti in entrambi prevale l'aspetto religioso e si tratta in modo approfondito la sofferenza di una madre che vede soffrire e morire un figlio dinanzi ai propri occhi. Sono inoltre presenti informazioni storiche e bibliche relative al Calvario di Cristo.
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"Superclassico"
Il protagonista del brano è un uomo che si invaghisce di una ragazza ma, consapevole di avere diversi problemi, preferisce dirle di stare alla larga da lui. Tuttavia, mentre l’allontana, l’uomo sente di avvicinarsi sempre più a lei, di volerla al suo fianco. Alla fine i due sembrano mettersi insieme, ma il protagonista ribadisce che ha paura che la storia prima o poi è destinata a finire, perché lei standogli vicino noterà tutti i difetti che ha sempre avuto, uscendo dalla sua vita come se nulla fosse accaduto.Negli ultimi versi il protagonista afferma con convinzione la sua paura, crede che tutto questo finirà. Pensa che prima o poi la donna, standogli così vicino, vedrà meglio tutti i difetti che lo caratterizzavano fin dall’inizio e si scoccierà di lui, come se niente fosse mai successo. Si tratta dunque di un brano senza un lieto fine e con mille dubbi che restano intatti dall’inizio alla fine.
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Powerpoint Italiano
Pasquale Guadagno
Created on October 1, 2023
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Tre madri
Differenze ed Analogie
Superclassico
Donna de Paradiso
È una lauda drammatica scritta da Iacopone da Todi nel XIII secolo in cui la Madonna,Cristo,Maria Maddalena ed il Nunzio dialogano tra loro sul Calvario, dinanzi alla croce.Particolare importanza ha il dolore della Madonna per la morte del figlio, infatti ella viene vista nella sua umanità di madre e non come madre di Gesù, consapevole che risorgerà dopo pochi giorni. All'interno della lauda c'è inoltre una lunga e sofferente invocazione di Maria dove si sommano affetto e dolore straziante a cui si alternano attenzioni di Cristo per la propria madre terrena, mostrando anche qui un lato non più divino, ma umano.
Tre madri
È una canzone di Fabrizio De André uscita nel 1970 in cui ci sono Maria e le madri dei due ladroni dinanzi alla croce, disperate per il destino dei propri figli. La madre di Gesù viene criticata per la sua tristezza, siccome è consapevole del fatto che suo figlio risorgerà, mentre i due ladroni moriranno per sempre. Viene cosi fuori l'umanità di Maria, che piange vedendo un figlio prossimo alla morte e conclude con la constatazione che se non fosse stato figlio di Dio lei non lo avrebbe visto in quella condizione sofferente. Inoltre, non si può non sottolineare la bravura dell'autore nell'avere un occhio di riguardo verso le madri dei due ladroni, dando luce ed ascolto ai "dimenticati" della storia.
Differenze ed Analogie
-La principale differenza tra le due opere è che, mentre nella lauda di Iacopone da Todi il punto di vista è prevalentemente quello di Maria, nella canzone di Fabrizio De Andrè si da importanza anche alla sofferenza delle altre due madri, che soffrivano allo stesso modo per la morte dei loro figli.Ovviamente anche il linguaggio cambia, infatti il testo di De Andrè, essendo più recente, è più comprensibile e facile, mentre la lauda è scritta in volgare umbro e richiede più attenzione e maggiori competenze linguistiche per comprenderla a pieno -Il tema delle due opere è quasi identico, infatti in entrambi prevale l'aspetto religioso e si tratta in modo approfondito la sofferenza di una madre che vede soffrire e morire un figlio dinanzi ai propri occhi. Sono inoltre presenti informazioni storiche e bibliche relative al Calvario di Cristo.
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"Superclassico"
Il protagonista del brano è un uomo che si invaghisce di una ragazza ma, consapevole di avere diversi problemi, preferisce dirle di stare alla larga da lui. Tuttavia, mentre l’allontana, l’uomo sente di avvicinarsi sempre più a lei, di volerla al suo fianco. Alla fine i due sembrano mettersi insieme, ma il protagonista ribadisce che ha paura che la storia prima o poi è destinata a finire, perché lei standogli vicino noterà tutti i difetti che ha sempre avuto, uscendo dalla sua vita come se nulla fosse accaduto.Negli ultimi versi il protagonista afferma con convinzione la sua paura, crede che tutto questo finirà. Pensa che prima o poi la donna, standogli così vicino, vedrà meglio tutti i difetti che lo caratterizzavano fin dall’inizio e si scoccierà di lui, come se niente fosse mai successo. Si tratta dunque di un brano senza un lieto fine e con mille dubbi che restano intatti dall’inizio alla fine.
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