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La letteratura religiosa

Alessandra Sforza

Created on October 1, 2023

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Transcript

secolo XIII

La letteratura religiosa

La corruzione della chiesa

Con la rinascita economica del Basso Medioevo e lo sviluppo del potere dello Stato della Chiesa, quest'ultima risulta sempre più corrotta, soprattutto dalla simonia. In risposta a tale situazione nascono una serie di eresie, con l'obiettivo di ritrovare i valori della Chiesa originaria.

Eresie e ordini

L'eresia catara

L'ordine francescano

L'eresia valdese

L'ordine domenicano

+info

Le forme letterarie

La letteratura religiosa in volgare assume due forme:

  • Il poemetto narrativo, che ha lo scopo di insegnare qualcosa e si struttura infatti come una discussione su un tema teologico.
  • la lauda, è appunto una lode di Maria, Cristo o i santi. Progressivamente assume una struttura sempre più teatrale tanto che nel tempo diventerà una forma di teatro sacro, chiamato sacra rappresentazione.

Il cantico di frate sole

1224-1226

Si tratta del primo testo artistico della letteratura italiana
è una lauda, un testo composto per lodare Dio e le sue creature
Contrastare l'eresia càtara
Opporsi al pessimismo medioevale
Concezione ottimistica e serena della vita e della natura
Rapporto armonioso dell'uomo con Dio, del cielo con la terra
San Francesco
Linguaggio gioioso e semplice: la vita è una scoperta della bellezza dell'universo
La libertà spirituale,sociale e materiale è la condizione naturale dell'uomo
La vita di Cristo come modello
La Chiesa deve avere una funzione solo spirituale

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke ’l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no ’l farrà male. Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento. Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

I quattro elementi

Gli uomini che seguono l'esempio di Cristo

Gli astri

Il libero arbitrio

I quattro elementi

Finalità sociale

O Signor, per cortesia, manname la malsanìa! A mme la freve quartana, la contina e la terzana, la doppla cotidïana co la granne ydropesia. A mme venga mal de dente, mal de capo e mal de ventre; a lo stomaco dolur’ pognenti e ’n canna la squinanzia. Mal dell’occhi e doglia de flanco e la postema al canto manco; tiseco me ionga enn alto e d’onne tempo fernosìa. Aia ’l fecato rescaldato, la melza grossa e ’l ventr’enflato e llo polmone sia ’mplagato cun gran tòssa e parlasia.

Allegom’en sseppultura un ventr’i lupo en voratura e l’arliquie en cacatura en espineta e rogarìa. Li miracul’ po’ la morte, chi cce vene aia le scorte e le deversazioni forte con terrebel fantasia. Onn’om che m’ode mentovare sì sse deia stupefare e co la croce sé segnare, che reo escuntro no i sia en via. Signor meo, non n’è vendetta tutta la pena ch’e’ aio ditta, ché me creasti en tua diletta et eo t’ho morto a villania.

O Signore, per favore, mandami la malattia [la lebbra]! A me la febbre quartana, la febbre continua e quella terzana, e quella che viene due volte in un giorno, insieme alla grave idropisia. Mi venga il mal di denti, il mal di testa e di ventre, mi vengano dolori pungenti allo stomaco e l'angina alla gola. [Mi venga] male agli occhi e dolore al fianco [mal di reni], l'ascesso al lato sinistro [al cuore]; mi venga anche la tisi e la frenesia [il delirio] in ogni momento. Che io abbia il fegato infiammato, la milza ingrossata, il ventre gonfio; che il polmone sia piagato da grande tosse e paralisi.

Scelgo come mia sepoltura il ventre di un lupo che mi abbia divorato, e possano essere i miei resti defecati da quello tra spineti e roveti. [Questi] i miei miracoli dopo la morte: chi viene dove sono i miei resti possa avere una scorta [di spiriti maligni] e dure persecuzioni con terribili pensieri. Ogni uomo che mi sente menzionare deve restare inorridito e farsi il segno della croce, per evitare un brutto incontro per la strada. O mio Signore, tutti i tormenti che ho elencato non sono una vendetta eccessiva: tu mi creasti per il tuo amore, io ti ho villanamente ucciso [con la crocifissione].

[...]

Iacopone da todi

1230/36-1306

La parte più importante della sua produzione è rappresentata dalle laudi
Se per Francesco ogni cosa aveva valore a causa della presenza di Dio, per Iacopone rispetto a Dio ogni cosa è nulla
La condizione umana è sofferenza
La divinità è così assoluta e inimmaginabile da essere un vuoto, un'assenza
Il misticismo aggressivo
Rifiuto della vita sociale, vista come corrotta, e della cultura intellettuale, lontana dagli ideali francescani di povertà
Utilizza il dialetto umbro, esaltandone gli aspetti più corposi e scabri
Come reagì la chiesa a questa situazione?

Con l'assimilazione

Con la repressione

  • Crociata contro gli Albigesi (1208-09);
  • Fondazione del Tribunale dell'Inquisizione (1233)
  • Diffusione di frati predicatori domenicani;
  • Assunzione di movimenti che predicavano la povertà e accoglievano alcune richieste delle proteste eretiche (es. movimento francescano);