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Analisi di un'opera d'arte: il David

Greta Moratto

Created on September 27, 2023

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DAVID

Michelangelo Buonarroti, 1501-1504, marmo, 410 cm, Galleria dell'Accademia di Firenze

I consoli dell’Arte della Lana e l’Opera del Duomo di Firenze, il 16 agosto del 1501, commissionarono a Michelangelo una statua di re David. La scultura, era destinata a decorare uno dei contrafforti esterni alla sona absidale della cattedrale di Santa Maria del Fiore.

David è in piedi e somiglia a un dio Greco, eroico e fiero. Il momento raffigurato nel marmo è quello che precede il lancio della pietra che ucciderà Golia.

Il David presenta il chiasmo, la corrispondenza inversa degli arti per cui la gamba destra è tesa, come il braccio sinistro, mentre la gamba sinistra è in riposo come il braccio destro.

La testa è coperta da una folta capigliatura a ciocche di riccioli, mentre lo sguardo, reso intensissimo dalle sopracciglia aggrottate, scruta l’orizzonte in attesa del nemico. La bocca è contratta in una smorfia di sdegno. Il collo, a causa della rotazione, tira muscoli e tendini.

Pur avendo tendenzialmente seguito il modello greco, Michelangelo non volle rispettare alla lettera le norme sulle proporzioni della figura umana ideale

Il torace, le braccia, la schiena, i glutei del giovane eroe ostentano una vigorosa muscolatura.

Nel 1501, Michelangelo, che all’epoca aveva solo 26 anni decise di cimentarsi nell’impresa e completò l’opera dopo tre anni di duro lavoro, rintanato nel piccolo cantiere che aveva creato.Quando la scultura venne rivelata ai Fiorentini, lo stupore e l’entusiasmo furono incontenibili, anche tra gli umanisti, gli storici e gli eruditi.

I sovrintendenti dell’Opera del Duomo di Firenze avevano chiesto al giovane artista di scolpire un enorme blocco di marmo, malamente intaccato quarant’anni prima, nel 1464, dallo scultore Agostino di Duccio.

Agostino aveva fallito il primo tentativo. Nel 1476 ci riprovò Antonio Rossellino, ma rinunciò anch’egli e il blocco rimase abbandonato nel cantiere di Santa Maria del Fiore.

Tutti i Fiorentini giudicarono l’opera superiore ad ogni scultura antica e moderna, nonché l’incarnazione stessa della Fortezza e dell’Ira, simboli civici della giovane Repubblica fiorentina di cui Michelangelo era un convinto sostenitore.

Il giovane David di Michelangelo è un eroe straordinariamente bello eppure pienamente umano, reale, più impetuoso e proprio per questo meno sicuro di sé.

David sa incarnare gli ideali del Rinascimento fiorentino; e tuttavia non è un eroe trionfante: egli non ostenta il simbolo della sua vittoria, non è mostrato nello sforzo della lotta, è invece teso e concentrato .

E' funzionale a esprimere prima di tutto la dignità e la potenza morale dell’uomo