L'età Giulio-Claudia
L'eredità di augusto
COMINCIAMO
La successione di Augusto
Dopo la morte di Augusto , nel 14 d.C., un aspetto irrisolto della struttura del regime del Princeps fece emergere la natura formale del regime : non erano state previste regole per la successione , ciò avrebbe reso necessario il riconoscimento della natura della monarchia come stabilito da Augusto.
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La dinastia Giulio-Claudia
Per dinastia giulio-claudia si intende la famiglia della quale facevano parte i primi cinque imperatori romani, che governarono l’impero dal 27 a.C. al 68 d.C., anno in cui l’ultimo della linea dinastica, Nerone, si suicidò aiutato da un liberto.
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Da Tiberio a Nerone
Il principato di Augusto: una politica senza eredi
La politica senatoria di Tiberio: mantenere l'ordine imperiale
II
L'assolutismo di Caligola: ispirarsi all'oriente per celebrare Roma
III
La politica intellettuale di Claudio: verso la pace e la prosperità
IV
La follia di Nerone: la tirannia domina Roma
Generi letterari
Opere scientifiche
Satira
Filosofia
Storiografia
Favolistica
Epica
Grazie!
Si
Al passo con le scoperte
Si ebbe un grande sviluppo della scienza, dovutoprobabilmente al fatto che si trattava di una disciplina non compromettente sul piano politico e che veniva anzi favorita dal principato, convinto di poter creare un miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini proprio attraverso la scienza e la sua successiva applicazione politica (Seneca "Naturales quaestiones" Manilio `Astronomica", Pomponio Mela, Celso, Columella)
L'albero genealogico
La definizione della dinastia è riconducibile al nomen di due imperatori: Gaio Giulio Cesare Ottaviano, adottato da Giulio Cesare e dunque membro della gens Iulia, il primo imperatore della famiglia e fondatore dell’impero, e Tiberio Claudio Cesare Germanico (Claudio), quarto imperatore e membro della gens Claudia, primo tra i Principi a non essere adottato nella gens Iulia, poiché il suo predecessore, Caligola, aveva estinto la linea adottiva.
Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico
Nerone, figlio di Agrippina (seconda moglie di Claudio), divenne imperatore a soli 17 anni. Egli era sostenuto e consigliato non solo dalla madre, ma dal prefetto del pretorio Sesto Afranio Burro e dal filosofo stoico Lucio Anneo Seneca. Nerone trasforma gradualmente la sua politica in un terrificante assolutismo dispotico: allontana o uccide tutti coloro dal quale è condizionato, lottando apertamente contro il Senato. Nel suo impero avvengono anche alcune positive riforme economiche e successi militari. Dopo lo scoppio dell'incendio del 64 d.C.che distrugge gran parte di Roma, si crea un clima di terrore attorno all'imperatore (accusato per l'accaduto) e dopo vari tentativi di complotto sedati col sangue, la ribellione trova successo.
“Non si tiene in nessun conto la musica che resta nascosta.”
La censura storiografica
Non è possibile tracciare un bilancio complessivodell'attività storiografica di questo periodo, perché la produzione che esprimeva dissenso nei confronti del potere è stata censurata e quindi non ci è pervenuta Ci resta la produzione più innocua, ma forse anche la meno valida, quella cioè che fiancheggiò l'opera del principato, o che tutt'al più si mise in una posizione di neutralità. Nell'ambito di questa storiografia sostanzialmente conformistica si collocano le opere di Velleio Patercolo, Valerio Massimo e Curzio Rufo.
Sulle orme di Virgilio
Il poema epico perde i caratteri che aveva avutodurante il principato augusteo. Lo sforzo di Virgilio era stato quello di trasfigurare nel mito, e quindi in una dimensione atemporale, la storia di Roma e del suo principe; Lucano, invece, non rinuncia alla storia, e riprende l'antica tradizione epico-storica romana da Nevio a Ennio, descrivendo e trasfigurando artisticamente i fatti concernenti la guerra fra Česare e Pompeo. Nel Bellum Civile l'interesse per la realtà storica si fonde con il gusto per il meraviglioso, per I'esotico e per l'immaginario.
Tiberio Giulio Cesare Augusto
Tiberio era figlio di Livia Drusilla, terza moglie di Augusto, e del primo marito di lei, Tiberio Claudio. Con lui ebbe inizio la dinastia Giulio-Claudia: Tiberio, infatti, faceva parte della dinastia Giulia per adozione (era stato adottato da Augusto nel 4 d. C) e della gens Claudia per nascita. La politica di Tiberio è filosenatoria e attenta al risparmio, nel rispetto della tradizione repubblicana. L'esercito simpatizza per il nipote germanico come successore al comando, ma quest'ultimo viene a mancare per circostanze sconosciute. Attribuita a responsabilità della morte a Tiberio, inizia un periodo di forti sospetti e lotte contro i rivali politici. Al termine della sua vita, Tiberio lascia la nomina del successore al Senato.
"Oderint dum probent""Mi odino pure perchè mi apprezzino"
Il percorso filosofico
• Con l'avvento del principato e la conseguente crisi del senato, la filosofia si distacca sempre più dalla politica e acquista toni individualistici legati all'etica e all'arte del vivere. Dapprima, era stato epicureismo a conoscere una breve fase di diffusione, in particolare negli ambienti neoterici che praticavano una moderata fronda di opposizione ad Augusto, quali il circolo di Messalla Corvino. Successivamente, tuttavia, fu lo stoicismo ad imporsi, in particolare attraverso Seneca, come ideologia maggiormente adeguata al nuovo ceto dirigente, essendo basata sul rigore morale e sul senso del dovere, anziché sulla vita ritirata e sul distacco dalle cose pratiche, tipicamente epicureista.
• Lo stoicismo intanto, s'interessava sempre più alle meditazioni religiose che nel mondo greco-romano s'intessevano con interessi magici, misterici. Contemporaneamente iniziava a diffondersi il Cristianesimo, a partire dai ceti più bassi e fra gli schiavi.
• E proprio a questo periodo appartiene la cosiddetta scuola dei Sestii, di matrice filosofica. Fondata a Roma intorno all'anno 40 a.C. da Quinto Sestio, continuò col figlio, il medico Sestio Nigro, fino all'anno 19 d.C., quando fu chiusa a seguito del decreto dell'imperatore Tiberio che proibiva i riti stranieri. Appartenevano a questa sorta di setta, il letterato greco Crassicio Pasicle, il medico Aulo Cornelio Celso, il retore Papirio Fabiano e il filosofo neopitagorico Sozione.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto
Cesare, circa un anno prima della sua morte, nominò nel suo testamento Gaio Ottavio suo erede e lo adottò.In seguito all’adozione, Gaio Ottavio prese il nome di Gaio Giulio Cesare Ottaviano. Durante il corso della sua vita ottenne i titoli:
- di princeps, cioè di primus inter pares, da intendersi come primo tra i suoi pari cittadini;
- di imperator, un titolo che, fino a Cesare, era attribuito ai comandanti militari dal giorno della vittoria fino al loro trionfo;
- di Augusto “degno di venerazione”, “superiore”, attribuitogli dal Senato.
“Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.”
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico
Nel 41, i pretoriani imposero come imperatore Claudio, zio di Caligola e fratello di Germanico, probabilmente a causa della sua goffaggine e salute incerta, che lo rendevano apparentemente malleabile Claudio sale al trono e pratica una politica di stabilità ed equilibrio sociale. Allarga i confini dell’impero con alcune conquiste e si muove per potenziare le province e ‘’romanizzare’’, concedendo la cittadinanza e snellendo la burocrazia. Risana la finanaza e realizza opere pubbliche.
"Un essere che la natura aveva lasciato incompiuto"
La favolistica: Fedro
Il primo favolista latino, fu Fedro (15 a.C. circa-50 d.C.). Rappresentò una voce isolata della letteratura latina, rivestendo un ruolo poetico subalterno in quanto la favola non era considerata (analogamente ad oggi) un genere letterario "alto" anche se possedeva un carattere pedagogico e un fine morale. Fedro riconosce la propria dipendenza dall'opera di Esopo, dando tuttavia alle sue favole maggiore dignità letteraria, riscrivendole in versi senari. Le favole di Fedro hanno un doppio scopo: divertire il lettore, con scene di carattere comico, ma di suggerire anche "saggi consigli" per vivere. Il genere favolistico era infatti costituito da linguaggio semplice, dotato di metafore facilmente comprensibili, un principio di verità o un insegnamento morale, ossia un insegnamento relativo a un principio etico o un comportamento, che spesso è formulato esplicitamente alla fine della narrazione (anche in forma di proverbio). Anche l'utilizzazione, a questo scopo, di racconti i cui protagonisti siano animali, attribuendo loro peculiarità morali e caratteristiche comportamentali, risponderebbe alla necessità di esemplificare e rendere immediatamente assimilabile il messaggio contenuto nel racconto.
Lo sviluppo della satira
La satira, genere che si prendeva gioco con il risum delle persone che si comportavano male, attraversò un periodo di grande splendore con grandi autori come Persio e Giovenale. Essi però, piuttosto che fare attacchi personali, condannavano per lo più i vizi e non le persone, con lo scopo pedagogico di far capire al lettore di non seguire l'esempio delle persone viziate presenti nella satira.
Pur affermando esplicitamente la tradizione familiare di Augusto come successore , egli promuove la continua propagazione del concetto nobiliare romano, concetto che implicava il concetto di eredità di ricchezza , onore , potere e status , senza però configurarsi direttamente come una vera dinastia .
La storia della successione
Augusto non ebbe figli maschi ma una figlia , Giulia, che gli diede due nipoti, Lucio e Gaio . Nel 39 aC divorziò dalla prima moglie e sposò Livia, che era già madre dei suoi due figli avuti da un precedente matrimonio , Tiberio e Druso. Ma Druso morì giovane , e la stessa sorte toccò ai suoi nipoti, i figli di Giulia: il princips non ebbe altra scelta che nominare Tiberio suo erede e lasciargli in eredità la maggior parte dei suoi beni. Dopo la morte di Augusto nel 14 dC, il Senato concesse l'eredità a Tiberio, che all'epoca aveva 56 anni. Iniziò così la dinastia Giulio-Claudia
Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico
Nel 37 Gaio Cesare, detto Caligola per calzatura militare che egli portò fin da fanciullo, salì al potere. Questi era figlio di Germanico (fatello di Claudio) ed era stato nominato da Tiberio come suo erede. Caligola imposta una monarchia assoluta di stampo orientale, introducendo follie di ogni tipo: dopo una serie di uccisioni spregiudicate, si instaura un clima di terrore culminato con l’assassinio dell’imperatore.
"Vorrei che il popolo romano avesse una sola testa"
L'età Giulio-Claudia
Vin Sapo
Created on September 27, 2023
Lavoro della classe 5°N del Liceo Scientifico Enrico Fermi
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L'età Giulio-Claudia
L'eredità di augusto
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La successione di Augusto
Dopo la morte di Augusto , nel 14 d.C., un aspetto irrisolto della struttura del regime del Princeps fece emergere la natura formale del regime : non erano state previste regole per la successione , ciò avrebbe reso necessario il riconoscimento della natura della monarchia come stabilito da Augusto.
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La dinastia Giulio-Claudia
Per dinastia giulio-claudia si intende la famiglia della quale facevano parte i primi cinque imperatori romani, che governarono l’impero dal 27 a.C. al 68 d.C., anno in cui l’ultimo della linea dinastica, Nerone, si suicidò aiutato da un liberto.
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Da Tiberio a Nerone
Il principato di Augusto: una politica senza eredi
La politica senatoria di Tiberio: mantenere l'ordine imperiale
II
L'assolutismo di Caligola: ispirarsi all'oriente per celebrare Roma
III
La politica intellettuale di Claudio: verso la pace e la prosperità
IV
La follia di Nerone: la tirannia domina Roma
Generi letterari
Opere scientifiche
Satira
Filosofia
Storiografia
Favolistica
Epica
Grazie!
Si
Al passo con le scoperte
Si ebbe un grande sviluppo della scienza, dovutoprobabilmente al fatto che si trattava di una disciplina non compromettente sul piano politico e che veniva anzi favorita dal principato, convinto di poter creare un miglioramento delle condizioni di vita di tutti i cittadini proprio attraverso la scienza e la sua successiva applicazione politica (Seneca "Naturales quaestiones" Manilio `Astronomica", Pomponio Mela, Celso, Columella)
L'albero genealogico
La definizione della dinastia è riconducibile al nomen di due imperatori: Gaio Giulio Cesare Ottaviano, adottato da Giulio Cesare e dunque membro della gens Iulia, il primo imperatore della famiglia e fondatore dell’impero, e Tiberio Claudio Cesare Germanico (Claudio), quarto imperatore e membro della gens Claudia, primo tra i Principi a non essere adottato nella gens Iulia, poiché il suo predecessore, Caligola, aveva estinto la linea adottiva.
Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico
Nerone, figlio di Agrippina (seconda moglie di Claudio), divenne imperatore a soli 17 anni. Egli era sostenuto e consigliato non solo dalla madre, ma dal prefetto del pretorio Sesto Afranio Burro e dal filosofo stoico Lucio Anneo Seneca. Nerone trasforma gradualmente la sua politica in un terrificante assolutismo dispotico: allontana o uccide tutti coloro dal quale è condizionato, lottando apertamente contro il Senato. Nel suo impero avvengono anche alcune positive riforme economiche e successi militari. Dopo lo scoppio dell'incendio del 64 d.C.che distrugge gran parte di Roma, si crea un clima di terrore attorno all'imperatore (accusato per l'accaduto) e dopo vari tentativi di complotto sedati col sangue, la ribellione trova successo.
“Non si tiene in nessun conto la musica che resta nascosta.”
La censura storiografica
Non è possibile tracciare un bilancio complessivodell'attività storiografica di questo periodo, perché la produzione che esprimeva dissenso nei confronti del potere è stata censurata e quindi non ci è pervenuta Ci resta la produzione più innocua, ma forse anche la meno valida, quella cioè che fiancheggiò l'opera del principato, o che tutt'al più si mise in una posizione di neutralità. Nell'ambito di questa storiografia sostanzialmente conformistica si collocano le opere di Velleio Patercolo, Valerio Massimo e Curzio Rufo.
Sulle orme di Virgilio
Il poema epico perde i caratteri che aveva avutodurante il principato augusteo. Lo sforzo di Virgilio era stato quello di trasfigurare nel mito, e quindi in una dimensione atemporale, la storia di Roma e del suo principe; Lucano, invece, non rinuncia alla storia, e riprende l'antica tradizione epico-storica romana da Nevio a Ennio, descrivendo e trasfigurando artisticamente i fatti concernenti la guerra fra Česare e Pompeo. Nel Bellum Civile l'interesse per la realtà storica si fonde con il gusto per il meraviglioso, per I'esotico e per l'immaginario.
Tiberio Giulio Cesare Augusto
Tiberio era figlio di Livia Drusilla, terza moglie di Augusto, e del primo marito di lei, Tiberio Claudio. Con lui ebbe inizio la dinastia Giulio-Claudia: Tiberio, infatti, faceva parte della dinastia Giulia per adozione (era stato adottato da Augusto nel 4 d. C) e della gens Claudia per nascita. La politica di Tiberio è filosenatoria e attenta al risparmio, nel rispetto della tradizione repubblicana. L'esercito simpatizza per il nipote germanico come successore al comando, ma quest'ultimo viene a mancare per circostanze sconosciute. Attribuita a responsabilità della morte a Tiberio, inizia un periodo di forti sospetti e lotte contro i rivali politici. Al termine della sua vita, Tiberio lascia la nomina del successore al Senato.
"Oderint dum probent""Mi odino pure perchè mi apprezzino"
Il percorso filosofico
• Con l'avvento del principato e la conseguente crisi del senato, la filosofia si distacca sempre più dalla politica e acquista toni individualistici legati all'etica e all'arte del vivere. Dapprima, era stato epicureismo a conoscere una breve fase di diffusione, in particolare negli ambienti neoterici che praticavano una moderata fronda di opposizione ad Augusto, quali il circolo di Messalla Corvino. Successivamente, tuttavia, fu lo stoicismo ad imporsi, in particolare attraverso Seneca, come ideologia maggiormente adeguata al nuovo ceto dirigente, essendo basata sul rigore morale e sul senso del dovere, anziché sulla vita ritirata e sul distacco dalle cose pratiche, tipicamente epicureista. • Lo stoicismo intanto, s'interessava sempre più alle meditazioni religiose che nel mondo greco-romano s'intessevano con interessi magici, misterici. Contemporaneamente iniziava a diffondersi il Cristianesimo, a partire dai ceti più bassi e fra gli schiavi. • E proprio a questo periodo appartiene la cosiddetta scuola dei Sestii, di matrice filosofica. Fondata a Roma intorno all'anno 40 a.C. da Quinto Sestio, continuò col figlio, il medico Sestio Nigro, fino all'anno 19 d.C., quando fu chiusa a seguito del decreto dell'imperatore Tiberio che proibiva i riti stranieri. Appartenevano a questa sorta di setta, il letterato greco Crassicio Pasicle, il medico Aulo Cornelio Celso, il retore Papirio Fabiano e il filosofo neopitagorico Sozione.
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto
Cesare, circa un anno prima della sua morte, nominò nel suo testamento Gaio Ottavio suo erede e lo adottò.In seguito all’adozione, Gaio Ottavio prese il nome di Gaio Giulio Cesare Ottaviano. Durante il corso della sua vita ottenne i titoli:
“Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.”
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico
Nel 41, i pretoriani imposero come imperatore Claudio, zio di Caligola e fratello di Germanico, probabilmente a causa della sua goffaggine e salute incerta, che lo rendevano apparentemente malleabile Claudio sale al trono e pratica una politica di stabilità ed equilibrio sociale. Allarga i confini dell’impero con alcune conquiste e si muove per potenziare le province e ‘’romanizzare’’, concedendo la cittadinanza e snellendo la burocrazia. Risana la finanaza e realizza opere pubbliche.
"Un essere che la natura aveva lasciato incompiuto"
La favolistica: Fedro
Il primo favolista latino, fu Fedro (15 a.C. circa-50 d.C.). Rappresentò una voce isolata della letteratura latina, rivestendo un ruolo poetico subalterno in quanto la favola non era considerata (analogamente ad oggi) un genere letterario "alto" anche se possedeva un carattere pedagogico e un fine morale. Fedro riconosce la propria dipendenza dall'opera di Esopo, dando tuttavia alle sue favole maggiore dignità letteraria, riscrivendole in versi senari. Le favole di Fedro hanno un doppio scopo: divertire il lettore, con scene di carattere comico, ma di suggerire anche "saggi consigli" per vivere. Il genere favolistico era infatti costituito da linguaggio semplice, dotato di metafore facilmente comprensibili, un principio di verità o un insegnamento morale, ossia un insegnamento relativo a un principio etico o un comportamento, che spesso è formulato esplicitamente alla fine della narrazione (anche in forma di proverbio). Anche l'utilizzazione, a questo scopo, di racconti i cui protagonisti siano animali, attribuendo loro peculiarità morali e caratteristiche comportamentali, risponderebbe alla necessità di esemplificare e rendere immediatamente assimilabile il messaggio contenuto nel racconto.
Lo sviluppo della satira
La satira, genere che si prendeva gioco con il risum delle persone che si comportavano male, attraversò un periodo di grande splendore con grandi autori come Persio e Giovenale. Essi però, piuttosto che fare attacchi personali, condannavano per lo più i vizi e non le persone, con lo scopo pedagogico di far capire al lettore di non seguire l'esempio delle persone viziate presenti nella satira.
Pur affermando esplicitamente la tradizione familiare di Augusto come successore , egli promuove la continua propagazione del concetto nobiliare romano, concetto che implicava il concetto di eredità di ricchezza , onore , potere e status , senza però configurarsi direttamente come una vera dinastia .
La storia della successione
Augusto non ebbe figli maschi ma una figlia , Giulia, che gli diede due nipoti, Lucio e Gaio . Nel 39 aC divorziò dalla prima moglie e sposò Livia, che era già madre dei suoi due figli avuti da un precedente matrimonio , Tiberio e Druso. Ma Druso morì giovane , e la stessa sorte toccò ai suoi nipoti, i figli di Giulia: il princips non ebbe altra scelta che nominare Tiberio suo erede e lasciargli in eredità la maggior parte dei suoi beni. Dopo la morte di Augusto nel 14 dC, il Senato concesse l'eredità a Tiberio, che all'epoca aveva 56 anni. Iniziò così la dinastia Giulio-Claudia
Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico
Nel 37 Gaio Cesare, detto Caligola per calzatura militare che egli portò fin da fanciullo, salì al potere. Questi era figlio di Germanico (fatello di Claudio) ed era stato nominato da Tiberio come suo erede. Caligola imposta una monarchia assoluta di stampo orientale, introducendo follie di ogni tipo: dopo una serie di uccisioni spregiudicate, si instaura un clima di terrore culminato con l’assassinio dell’imperatore.
"Vorrei che il popolo romano avesse una sola testa"