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Schopenhauer

Caterina Coluzzi

Created on September 24, 2023

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Transcript

Dopo la morte di Hegel vi è una reazione al suo pensiero e alla concezione idealistica.
Gli esponenti principali di questo movimento sono i tedeschi Johann Friedrich Herbart, Arthur Schopenhauer e il danese Soren Kierkegaard
Arthur Schopenhauer
nasce nel 1788 a Danzica da una famiglia aristocratica mercantile
alla morte del padre Arthur abbandona le attività commerciali e segue la madre scrittrice a Weimar
La madre di Arthur riceve nel suo salotto tutta l'èlite intellettuale della città, a cominciare da Goethe
Schopenhauer studia medicina e poi filosofia. Ascolta le lezioni di Fichte e Schleiermacher, che però non suscitano il suo interesse.
Nel 1813 scrive la dissertazione Sulla quadruplice radice del principio della ragion sufficiente
Si appassiona allo studi della filofia indiana e al pensiero buddista
Non ha preocuupazioni economiche, Schopenhauer ambisce moltissimo alla fama. tuttavia non ha un successo immediato dopo la pubblicazione del suo capolavoro
Il mondo come volontà e rappresentazione, per l'indirizzo pessimistico e anti-idealistico, poco apprezzato in un'epoca dove trionfa l'hegelismo
Anche nell'insegnamento ha poca fortuna, gli studenti preferiscono seguire le lezioni di Hegel. Abbandona l'insegnamento e trascorre la sua vita nella solitudine e negli studi.
La fortuna della sua filosofia inizia dopo il 1848 quando un'ondata di pessimismo si diffonde in Europa.
Nel 1851 pubblica i Pàrerga e Paralipòmena (appendici e temi tralasciati) un volume di riflessioni e aforismi
Quest'opera gli garantisce il successo, la seconda edizione de Il mondo come volontà e rappresentazione va esaurita, nel 1859 ne è ristampata una terza, mentre cresce il numero degli ammiratori
Schopenhauer muore nel 1860 a Francoforte per sfuggire al colera che ha ucciso Hegel.
Schopenhauer influenzerà non solo la storia della filosofia, ma anche la storia della cultura europea. la concezione della vita di Schopenhauer influienzerà direttamente la filosfia fi Friedrich Nietzsche, indirattamente la psicoanalisi di Sigmund Freud e l'esistenzialismo.
In letteratura il pessimismo di Schopenhauer verrà ripreso da Tolstoj, dal poeta Baudelaire, da Kafka, da Thomas Mann. Ha influenzato anche la musica Richard Wagner
La filosfia di Schopenhauer si contrappone alla filosofia di Hegel. Lo descrive come un sicario della verità o come un ciarlatano pesante e stucchevole.
Per Hegel il principio della realtà è la Ragione, per Schopenhauer il principio primo non è la Ragione, ma la Volontà, cioè una forza irrazionale.
Hegel è portato a un ottimismo radicale perchè vede nella storia il trionfo della regione e della libertà. Schopenhauer è sostenitore del pessimismo universale. la storia è priva di significato, ripete assurdamente le stesse vicende.
Schopenhauer pur essendo nemico dell'idealismo subisce l'influsso del Romanticismo per l'importanza attribuita all'arte e alla musica e per il tema dell'infinito.
Alla base della realtà esiste un principio infinito, impersonale e immanente che non è la Ragione ma una Volontà irrazionale
Schopenhauer contrapponendosi ad <hegel si rifà a Kant, riprendendo la distinzione tra fenomeno e noumeno
cioè tra il mondo apparente, che si manifesta a noi, e il mondo reale o cosa in sè
Ma Schopenhauer, a differenza di Kant, afferma che il noumeno può essere conosciuto dall'uomo
Significativo è anche l'apporto di Platone, dove Schopenhauer riprende la teoria platonica delle idee. Importante anche l'influenza della religione e della filosofia indiana, anche se incosapevolmente distorce molte nozioni della cultura orientale
Il mondo come volotà e rappresentazione è il capolavoro di Schopenhauer. Per rappresentazione (Vorstellung) intende il fenomeno, l'apparenza. Il mondo è apparenza, illusione, sogno. Noi conosciamo il mondo come ci appare e non com'è realmente.
Non conosciamo nè il sole nè la terra, ma conosciamo un occhio che vede il sole, una mano che sente la terra, attraverso le nostre forme a priori di conoscenza.
All'interno della rappresentazione , distinguamo due aspetti essenziali<. il soggetto rappresentante e l'oggetto rappresentato
Il soggetto e l'oggetto esistono solo all'interno della rappresentazione. Non ci può essere soggetto senza oggetto e viceversa
Perchè se non ci fosse l'oggetto il soggetto non conoscerebbe nulla.
Comunque Schoenhauer ammette che al di là della rappresentazione ci sia qualcos'altro, la cosa in sè, il noumeno.
Il noumeno non è nè l'oggetto nè il soggetto, ma la Volontà
Schopenhauer, inoltre, a differenza di Kant, ammette solo tre forme a priori - spazio - tempo - casualità
Nella rappresentazione cia appaiono collovati nello spazio, in una connessione temporale e gli uni dipendenti dagli altri (causa - effetto).
Quindi le 12 categorie kantiane, nel sisema di Schopenhauer, si riducono ad un'unica categoria il principio di ragion sufficiente, la causalità
La causalita, pur essendo un'unica categoria, assume quattro forme distinte, a seconda degli oggetti a cui viene applicata
1. causalità del divenire: regola i rapporti fra le cause e gli effetti fisici
2. causalità del conoscere: regola i rapporti tra le premesse e le conclusioni di un ragionamento
3. causalità dell'essere: regola i rapporti fra le parti del tempo e dello spazio (geometria, aritmetica)
4. causalità dell'agire: regola i rapporti fra le azioni e i loro motivi
Spazio, tempo e casualità sono per Schopenhauer il velo di Maya, che impedisce all'uomo di conoscere la realtà.
Il velo di Maya è ripreso dalla religione indiana. Spazio, tempo e casualità sono paragonati anche a vetri colorati e sfaccettati dove la nostra visione della realtà è alterata e deforme.
Il mondo è una nostra rappresentazione, la vita è una sorta di sogno o incantesimo. Il mondo è un'illusione
Schopenhauer pensa che possa lacerare il velo di Maya per accedere il noumeno oltrepassando il fenomeno. Paragona la via d'accesso per scoprire il noumeno ad un passaggio segreto sotterraneo
Questa via d'accesso è costituita dall'intuizione che abbiamo del nostro corpo.
Possiamo conoscere il nostro corpo in due modi: dall'esterno come un oggetto accanto agli altri oggetti e dal di dentro, attraverso l'introspezione: Volontà (cosa in sè)
Se supponiamo di muovere la mano per afferrare un oggetto, sono presenti due facce
una esteriore, consite nello spostamento della mano nello spazio, una interiore il moto muscolare è frutto della nostra Volontà
quindi la Volontà è la cosa in sè dell'uomo che si manifesta nella sua tendenza all'autoconservazione
Infatti in tutti ifenomeni vitali, piante, animali riscontriamo un istinto di conservazione e di riproduzione
una Volontà di vivere (forma inconscia). ma nache la materia inorganica è caratterizzata dalla stessa forma
la roccia oppone resistenza al piccone che vuole spaccarla, le aqcue che precipitano nelle cascate ....
La Volontà è dunque un principio primo, impersonale e immanente in tutte le cose.
il mondo quindi ha due volti, quello dell'apparenza, costituito dalle rappresentazioni
disposti nello spazio e nel tempo secondo rapporti di causalità
e quello della reltà in sè che genera la rappresentazione, che è la Volontà di vivere.
la Volontà si sottrae alle forme del fenomeno, cioè allo spazio, al tempo e alla causalità
Quindi la Volontà è unica in tutti gli esseri ed è indivisibile
nella Volontà non c'è spazio e non c'è tempo, si sottrae anche alla causalità. Agisce in modo cieco, cioè senza ragioni, la Volontà è irrazionale
Irrazionalismo di Schopenhauer: gli esseri (vegetali, animali, uomini) non vivono per uno scopo, ma seplicemente per continuare a vivere.
tutti sono mossi da un impulso vitale
L'universo, secondo Schopenhauer, proprio perchè è espressione della Volontà è dolore e male
da alcuni interpreti è paragonato a una specie di vascello fantasma che va alla deriva come un incubo inconsistente e spaventoso.
Secondo Schopenhauer, la Volontà per poter vivere, deve realizzarsi negli individui, attraverso due fasi
1. la Volontà, infinita e indeterminata, si determina in una molteplicità di idee che rappresentano modelli universali immutabili ed eterni non collocati nello spazio e nel tempo
2. oggettivazione della Volontà, le idee si individualizzano nello spazio e nel tempo e si concretizzano e costituiscono il mondo della rappresentazione
questo mondo si struttura poi in gradi disposti in ordine ascendente, il grado più basso è il mondo inorganico, i gradi superiore sono i regni vegetali, animale, umano
Questi livelli sono in lotta perenne fra di loro, la natura è dominata dalla contesa e dalla violenza
questa lotta raggiunge l'apice nel mondo animale che si nutre del mondo vegetale e ogni animale diventa preda di un altro animale
La Volontà di vivere divora perennemente se stessa
autolacerazione della Volontà: formica gigante dell'Australia
La Volontà è presente, tutta intera, in ciascun elemento della natura.
così il mondo della natura diventa teatro di una guerra spaventosa
Nel singolo uomo la Volontà s'individua in forma cosciente, ma non cessa di entrare in conflitto con gli altri uomini
anche lui è posseduto da\ un'oscura esigenze ed è incapace di conciliare la sua esigenza con le altre esigenze, identiche fra di loro.
Il dolore è dunque senza termine, è un dolore universale, che coinvolge non solo l'uomo , ma tutti gli esseri della natura
schopenhauer quindi sostiene che il nostro è il peggiore dei mondi possibilo
Fra tutti gli esseri quello che soffre di più è l'uomo che grazie alla sua intelligenza, si prefigge dei fini, delle mete in cui si illude di trovare la felicità
raggiunta una meta non si sente soddisfatto e se ne prefigge un'altra e così all'infinito e ciò provoca dolore
Inoltre se alla soddisfazione di un desiderio non segue un altro desiderio si crea nell'uomo un vuoto terribile. la noia
La vita è nulla, il dolore e la noia sono i poli estremi tra i quali oscilla il pendolo della vita
Ma se tutto è dolore perchè continuare a vivere?
perchè la Volontà d vivere ci illude facendosi credere per esempio il piacere e l'amore possono darci la felicità
Quello che chiamiamo piacere non è che la soddisfazione temporanea di un bisogno, cioè la cessazione del dolore.
perchè ci sia piacere bisogna che ci sia uno stato di dolore.
Comunque per Schopenhauer esiste per l'uomo la possibilità di liberarsi dal dolore universale attraverso vari gradi
l'arte - la morale della giustizia e della carità - l'ascesi
L'arte è un'intuizione disinteressata delle idee presenti nelle cose, al di fuori dello spazio, del tempo e della causalità
Un pittore che contempla un tramonto dal punto di vista artistico si dimentica del luogo un cui si trova (lo spazio), del tempo in cui vive e degli effetti di ciò che vede (causa - effetto)
l'artista contempla la pura idea del tramonto, mentre un contadino o un meteorologo sono incatenati ai rapporti causa - effetto (come sarà la giornata domani?)
quindo l'arte consente di liberarsi dal dolore, ma solo momentaneamente. nel momento estetico lo spirito dell'uomo si calma e si rasserena
il nostro spirito, attraverso l'arte, gode attimi di pace perchp la comtemplazione è disinteressata, non ha alcun fine.
Nell'esperienza estetica l'uomo perde il senso della prorpia individualità, si identifica con il Tutto ìe smarrisce la consapevilezza dei propri dolori.
Schopenhauer propone una classificazione delle arti l'architettura è espressione delle idee di livelli inferiori la pittura esprime le idee del regno vegetale e animale
la scultura ha per oggetto le idee del corpo umano la poesia esprime le idee dell'intera nautura, ma il tema principale è l'uomo
La musica è l'arte suprema che va al di là delle idee eterne
riproduce il fluire inconscio della Volontà e ci aiuta a distaccarci dalla Volontà stessa.
Ma la liberazione dalla Volontà attraverso l'arte è momentanea e l'uomo viene ripreso dalle passioni e dal dolore
Un mezzo per raggiungere una più duratura eliminazione del dolore è quello di frenare l'egoismo attraverso la pratica della moralità
Secondo Schopenhauer ciò che ci muove all'azione morale è un sentimento di pietà, e non la ragione come affermava Kant
La compassione, compatire signnfica soffrire con gli altri, condividere i dolori. E' indispensabile con-sentire la sofferenza altrui
Dalla compassione, che comporta una vittoria sull'egosimo dell'uomo, derivano due virtù: la giustizia e la carità
La giustizia consiste nell'astenersi a farsi del male, a non nuocere agli altri
La carità nel fare del bene agli altri, nel togliere o mitigare il dolore altrui
Ma la vittoria sulla Volontà operata dalla morale non è definitiva, perchè non estirpa il male alla radice
L'ascesi è il totale distacco dai beni e dalle soddisfazioni della vita. Il distacco e la rinuncia eliminano il bisogno e quindi il dolore
con l'ascesi bisogna rinunciare al corpo, quindi è necessaria la castità perfetta, che libera dalla fondamentale manifestazione della Volontà di vivere
cioè l'impulso alla gwnerazione e alla propagazione della specie
seguono poi la rinuncia ai piaceri, l'umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio, l'automacerazione
l'ascesi si perfeziona quando si arriva allo stadio della Nolontà, che consiste nella rinucia totale e definitiva al volere - Noluntas
Quindi si arriva all'annulamento del dolore
la Nolontà corrisponde al nievana della religione buddists, che significa estinzione di ogni desiderio
Il culmine della Nolontà è l'esperienza del nulla . E' un oceano di pace e di riposo per l'anima
l'ascesi si perfeziona quando si arriva allo stadio della Nolontà, che consiste nella rinucia totale e definitiva al volere - Noluntas
Quindi si arriva all'annulamento del dolore
la Nolontà corrisponde al nirvana della religione buddista, che significa estinzione di ogni desiderio
Il culmine della Nolontà è l'esperienza del nulla . E' un oceano di pace e di riposo per l'anima
La quiete dell'anima è paragonata da Schopenhauer alla calma del mare e alla serenità che traspare sui volti dei personaggi dipinti da Raffaello
Schopenhauere non ha intrapreso la via dell'ascesi, è rimasto attaccatissimo alla Volontà di vivere e ai piaceri della vita
si è giustificato dicendo che non è necessario che un filosofo sia un santo