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I GIOCHI OLIMPICI

Chiara Librio

Created on September 23, 2023

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Transcript

LE OLIMPIADI ANTICHE E LE ORIGINI

INDICE

8. I Giochi Olimpici

1. Introduzione

9. I Giochi Istimici, Nemei e Panatenaici

2. Lo Stadion e Zeus

3. Il Pugilato

10. La Maratona

4. La Lotta

11. L'organizzazione dei Giochi

5. Il Pancrazio e il Pentathlon

12. La fiamma Olimpica

6.Il lancio del giavellotto e del Disco

13. I simboli olimpici moderni

7. Le Olimpiadi Antiche

I Giochi olimpici antichi furono delle celebrazioni atletiche e religiose, svolte nella città della Grecia antica di Olimpia, storicamente dal 776 a.C. al 393 d.C. L'origine degli antichi Giochi olimpici si è persa, anche se esistono molte leggende. Il primo documento scritto che può riferirsi alla nascita delle Olimpiadi parla di una festa con una sola gara: lo STADION. Successivamente si aggiunsero altri sport. • Le competizioni in cui gli atleti si misuravano erano: • DIAULUS (corsa sulla distanza doppia dello Stadion) • DOLICOS (corsa di resistenza) • PUGILATO • LOTTA • PANCRAZIO • PENTATHLON (Salto in lungo, Lancio del giavellotto, Lancio del disco, Corsa, Lotta) • HOPLITRODOMOS (Corsa con le armi) • GARE EQUESTRI (corse coi carri e deicavalli) I Giochi si tenevano ogni quattro anni. Per tutta la durata dei giochi venivano sospese le guerre in tutta la Grecia. • I Greci usavano le Olimpiadi come uno dei loro metodi per contare gli anni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati in poemi e statue, con una CORONA DI ULIVO. La partecipazione era riservata a greci liberi, maschi, che potessero vantare antenati greci. Alle donne non era permesso partecipare ai Giochi e neanche assistere.Il motivo era che tutti gli atleti combattevano o gareggiavano del tutto nudi.

Ci fu un caso di una madre (Callipatera) che si travestì da uomo per assistere al trionfo di suo figlio e che però fu scoperta, e da allora dovevano denudarsi non solo gli atleti, ma anche gli spettatori. Alcune fonti storiche sostengono che anche le donne potevano praticare sport, anche se non potevano partecipare alle olimpiadi. Anzi secondo queste fonti, proprio a Olimpia, furono indetti i giochi Erei, delle competizioni femminili in onore di Era, la moglie di Zeus, protettrice delle donne. Anche questi giochi si disputavano ogni quattro anni e consistevano in una gara di corsa fra ragazze, non tutte della stessa età: le più giovani correvano per prime, poi le meno giovani ed infine le più anziane.Portavano i capelli sciolti e la spalla destra era scoperta fin sotto il seno; correvano nello stadio, ma la lunghezza delle corse era ridotta rispetto ai maschi. Le vincitrici venivano premiate con corone di ulivo, veniva sacrificata ad Era una mucca e venivano commissionate delle statue con la propria immagine, dopo avervi posto il nome.Le sedici donne scelte (una per ciascun villaggio dell'Ellade) erano sacerdotesse del tempio di Era. Per questo motivo, prima dei Giochi si purificavano con il sangue di un animale sacrificato e con l'acqua della sacra fonte di Pieridi.

Le attività sportive delle ragazze nate libere e non sposate erano, oltre la corsa, anche l'atletica, la ginnastica e la doma dei tori: le ragazze accompagnavano gli acrobati e, come gli uomini, prendevano il toro per le corna. Anche i ragazzi, all’inizio erano esclusi; poi furono ammessi, ma potevano partecipare solo alle gare di discipline tipicamente atletiche, e non agli sport pericolosi e a quelli che si svolgevano con le armature da guerra. Le Olimpiadi avevano un'importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di ZEUS, il padre degli dei. Per onorare i vincitori si componevano e si declamavano versi, e per scegliere i migliori, si istituirono dei concorsi che ben presto attirarono i più famosi autori.Fu così che oltre ad essere una competizione sportiva e una solennità religiosa, i Giochi si trasformarono in vere e proprie manifestazioni culturali, con gare di poesia.

LO STADION era un'antica gara di corsa, parte dei giochi olimpici. Lo stadion prendeva il nome dall'edificio nel quale si svolgeva, anch'esso chiamato stadion. Il termine divenne stadium in latino, che divenne a sua volta stadio in italiano. Lo stadion era la gara di corsa più prestigiosa: il vincitore veniva considerato il vincitore degli interi Giochi e l'olimpiade prendeva il suo nome; il vincitore doveva accendere il fuoco dei giochi successivi. Ai Giochi Olimpici, lo stadion (inteso come edificio), era abbastanza grande (la pista era larga circa 29 m). Conteneva venti concorrenti, e la gara consisteva in uno sprint su un rettilineo di 192.27 metri. La gara iniziava con uno squillo di tromba, e c'erano dei giudici. C'erano anche dei giudici sulla linea di arrivo per stabilire il vincitore ed accertarsi che nessuno avesse barato. Si correva su sabbia e sia la linea di partenza che quella di arrivo erano contrassegnate da soglie di pietra.

Zeus è “il padre degli dei e degli uomini”. Zeus amministra le vicende del mondo terreno e celeste. Premiava gli uomini inviando loro venti favorevoli o piogge provvidenziali, mentre puniva senza pietà, lanciando i suoi fulmini o scatenando gli uragani, quelli che osavano mettere in discussione la sua autorità. I suoi fulmini colpivano tanto gli umani quanto gli dei. Zeus decideva la sorte degli uomini che riconoscevano nei fenomeni atmosferici i segni della sua potenza e del suo volere. I greci dedicarono a Zeus il tempio di Olimpia, luogo in cui si disputavano le Olimpiadi, i giochi più importanti del mondo greco dedicati proprio al suo nome. Pur essendo un dio onnipotente egli aveva anche alcune caratteristiche dell’uomo, tra cui le sue debolezze

L'arte del PUGILATO in Grecia è assai antica: le prime tracce della sua esistenza si trovano nell'Iliade. Il pugilato prese piede in Grecia a partire dalle civiltà minoica e micenea. La leggenda vuole che Teseo inventò uno sport nel quale due uomini, seduti l'uno di fronte all'altro, dovevano colpirsi coi pugni fino a quando uno dei due rimaneva ucciso o comunque impossibilitato a combattere. Secondo l‘Iliade, i guerrieri micenei includevano tornei di boxe fra le cerimonie per onorare i caduti in guerra (fra cui Patroclo). Proprio in commemorazione di Patroclo, i greci introdussero il pugilato nei giochi olimpici antichi. Nel pugilato si lottava per un po' di tempo e si smetteva quando si era stanchi, senza che uno dei due venisse sconfitto. L’ATTREZZATURA DEL PUGILE EQUIPAGGIAMENTO: i pugili usavano delle fascette di cuoio a protezione di mani ed avambracci, con ispessimenti sulle nocche e una fascia di lana per il sudore.

REGOLAMENTO Non era consentito fare delle prese; • ✯ Veniva accettata qualsiasi ferita da impatto, anche fratture o tagli dovuti a colpi di striscio, mentre danni inferti con le dita decretavano la squalifica; • ✯ Il ring era rappresentato dalla folla stessa, che delimitava un cerchio attorno ai due sfidanti; • ✯ L'incontro non era suddiviso in round, né aveva limiti di tempo; i due sfidanti, semplicemente, duellavano fino a quando uno dei due capitolava, o si arrendeva alzando in aria il dito indice; • ✯ Non esistevano categorie di peso: gli sfidanti venivano selezionati in base ad estrazioni.

LA LOTTA Il termine lotta indica un combattimento corpo a corpo tra due atleti disarmati. REGOLE La Lotta Olimpica è uno sport da combattimento specializzato nel confronto in piedi ed a terra suddiviso in due varianti: lotta greco-romana e lotta libera. Nella specialità greco – romana è proibito dal regolamento afferrare l'avversario al di sotto delle anche, eseguire sgambetti ed utilizzare gli arti inferiori. Nello stile libero invece, è permesso afferrare le gambe dell'avversario, effettuare sgambetti ed utilizzare attivamente le gambe nell'esecuzione di qualsiasi azione. Ogni incontro è diviso in tre round. Ad ogni tecnica viene assegnato un punteggio. I combattimenti prevedono fasi di lotta in piedi ed altre a terra. La competizione avviene su un tappeto; L’abbigliamento nelle competizioni è composto da un costume intero con bretelle che copre dalle ginocchia fin sopra ai fianchi e dalle scarpe alte. È permesso l'utilizzo di protezioni morbide, come ginocchiere, gomitiere o "caschetti". Le prime testimonianze riguardanti la lotta risalgono agli egizi. Il duello tra due uomini era considerato un modo intelligente per evitare una guerra tra due popoli. La lotta era considerata come l'esaltazione delle qualità umane, oltre che della forza e dell'elasticità.

La lotta aveva scopi diversi: educativo-formativo, ludico-circense, militare e sportivo. La lotta divenne di primaria importanza soprattutto con l’istituzione dei giochi olimpici nell’antica Grecia. La lotta iniziava in piedi, non necessariamente l'avversario doveva toccare il terreno con le spalle, ma era sufficiente farlo cadere a terra per tre volte perché si dichiarasse vinto. Erano due le forme di lotta allora conosciute: nella prima i due contendenti combattevano in piedi; nella seconda l'incontro poteva svolgersi o continuare anche a terra.

Il pancrazio è uno sport di origine greca, un misto di lotta e pugilato. Il termine significa "intera forza del corpo". Lo scopo era vincere l'avversario utilizzando tutte le proprie forze, a mani nude utilizzando tutte le tecniche possibili: sgambetti, pugni, calci, ginocchiate, gomitate, unghiate, tecniche di rottura delle dita, morsi, possibilità di strozzare l'avversario.

Il pentathlon era una gara sportiva articolata su cinque prove e praticata sin dall'antichità in Grecia. Le discipline erano: • corsa; • salto; • lancio del giavellotto; • lancio del disco; • lotta. • La corsa è l'attività sulla quale si basa la stragrande maggioranza delle attività sportive. • Nell’atletica leggera la corsa è suddivisa in due settori: • Velocità • Resistenza • Il termine salto indica il movimento con cui ci si stacca dal terreno con un balzo per superare un ostacolo o per percorrere una distanza. • Nello sport esistono varie discipline di salto: • salto a ostacoli • salto con l’asta • salto in alto • salto in lungo

IL LANCIO DEL GIAVELLOTTO E DEL DISCO

Il lancio del giavellotto è una specialità dell’atletica leggera, in cui l'atleta cerca di scagliare il più lontano possibile un attrezzo a forma di lancia fatto di metallo e fibra di vetro. Le regole: i concorrenti hanno a disposizione un certo numero di lanci, vengono valutati in base al loro miglior lancio valido, e vince chi ha fatto il lancio più lungo. Per il lancio viene utilizzata un'area di rincorsa, delimitata da una striscia dipinta per terra. Il lancio è valido se l'estremità della punta metallica tocca il terreno prima di ogni altra parte del giavellotto ed entro i margini interni delle linee bianche delimitanti il settore di caduta.

Il lancio del disco è una specialità dell’atletica leggera in cui l'atleta cerca di scagliare il più lontano possibile un attrezzo fatto di legno e metallo. Iconcorrenti hanno a disposizione un certo numero di lanci, vengono valutati in base al loro miglior lancio e vince chi ha fatto il lancio valido più lungo. Il lancio è valido se l'attrezzo cade completamente entro i margini interni delle linee bianche delimitanti il settore di caduta.

LE OLIMPIADI ANTICHE

Presso i Greci il momento sportivo era parte essenziale dell'educazione. Il termine sport compare per la prima volta in Inghilterra verso la fine del XV sec. e proviene dal termine francese disport, che a sua volta deriva dal termine desport che significa ricreazione, divertimento. Per i Greci il momento sportivo si associava alla formazione del carattere dei giovani. L'ideale atletico era quindi nell'emulazione e nello sforzo per essere riconosciuto il migliore di tutti. Contava soltanto la vittoria. Anche lo spirito di squadra mancava e la partecipazione alla competizione era strettamente individuale. I Giochi dell'Antica Grecia sono classificati dagli storici in due gruppi: I Giochi Panellenici ed I Giochi Panatenaici. I Giochi Panaellenici, a loro volta, si distinguono in: Giochi olimpici, Giochi Pitici, Giochi Istimici e Giochi Nemei.

I GIOCHI OLIMPICI

I giochi olimpici si sviluppavano ad Olimpia in onore di Zeus. Erano i giochi più antichi e più prestigiosi e la prima organizzazione risale al 776 a.C. il premio per la vittoria era una corona di olivo selvaggio. I giochi venivano organizzati seguendo un ciclo di quattro anni, noto come Olimpiade, che era uno dei modi in cui gli antichi greci misurava nel tempo. I giochi olimpici venivano presi come punto di partenza, ovvero rappresentavano il primo anno del ciclo; nel secondo anno si tenevano sia i giochi Nemei che i giochi Istmici, seguiti dei giochi Pitici nel terzo anno ed è una nuova edizione dei Nemei e Istmici nel quarto.a quel punto il ciclo ricominciava. Erano organizzati in questo modo affinché gli atleti potessero partecipare a tutti i giochi. Le olimpiadi erano le gare più prestigiose di un mondo che vedeva nello sport un elemento fondamentale della vita pubblica. Che otteneva il primo premio in tutte e quattro le manifestazioni che componevano i giochi panellenici si assicurava la gloria straordinaria: era perciò definito "vincitore di tutti i giochi" e passava la storia dell'intera nazione come un eroe.

I GIOCHI ISTIMICI, NEMEI E PANATENAICI

I Giochi Istimici che venivano organizzati ogni due anni ad istmo in onore di Poseidone e dell'eroe Mélicerte con prima organizzazione ufficiale nel 582 a.C. e con premio per la vittoria una corona di Pino. I Giochi Nemei che si tenevano a Nemè in onore di Zeus ogni due anni comprimo organizzazione ufficiale nel 573 a.C. e con premio per la vittoria una corona di foglie di sedano. I Giochi Panatenaici facevano invece parte delle grandi Panatenee, le feste ateniesi più importanti che venivano realizzate ogni quattro anni in onore di Atena. I loro premi consistevano in oggetti d'oro ed argento per i vincitori del concorso musicale, scudi d'olio di oliva per i vincitori dei concorsi ginnici ed ippici. Presero la loro forma organizzativa definitiva a partire dal 566 a.C.

LA MARATONA

Una data in cui la storia si mescola con la leggenda è il 490 a.C., Quando nella pianura di maratona un esercito greco si oppose con successo agli invasori persiani. Questo episodio darà il nome alla più lunga gara di corsa dei giochi attuali, la maratona, che si disputa sulla distanza che separa la località di maratona da Atene (42,2 km). Della corsa, la maratona costituisce la parte più nobile e sofferta. La maratona può essere disputata solo da atleti provetti e specialmente allenati, è la gara più lunga e faticosa di tutto il programma olimpico. Nell'Olimpiade, a questa gara partecipano non più di un centinaio di atleti.

L'ORGANIZZAZIONE DEI GIOCHI

Circa un mese prima dell'inizio dei giochi gli atleti dovevano presentarsi ai giudici, nella città di Elide allenarsi nel ginnasio: per essere ammessi dovevano dichiarare le proprie generalità e la località di origine. Potevano gareggiare solo ai cittadini greci liberi, con esclusione degli schiavi delle donne. Per quattro settimane concorrenti si allenavano sotto il controllo dei giudici, per dimostrare le proprie capacità e le possibilità di ben figurare in gara. Terminati i preparativi, il corteo di atleti allenatori giudici e sacerdoti si trasferiva a piedi fino a Olimpia, dove si svolgeva la: cerimonia di apertura con sacrificio a Zeus organizzati da sacerdoti, giuramento olimpico degli atleti e di giudici e accensione del fuoco sacro .

LA FIAMMA OLIMPICA

il fuoco venire acceso per tutto il periodo delle olimpiadi. Colui che porta la fiamma olimpica viene chiamato "Teodoforo", cioè portatore della "TEDA", la fiaccola olimpica. La fiamma brucia per tutta la durata dei giochi e viene spenta nella cerimonia di chiusura. Alla gara accedevano solo gli atleti migliori. I confronti erano sempre a eliminazione diretta e non venivano calcolati i tempi ne stilate classifiche. Contava solo la vittoria: arrivare secondi equivaleva a una sconfitta. gli atleti che volevano partecipare i giochi dovevano soddisfare due condizioni: essere di origine greca e di libera condizione. Le leggi escludevano dai concorsi quelli che avevano commesso un delitto contro un altro greco e quelli che avevano perduto i diritti civili; in effetti, la partecipazione di persone indegne era considerata un crimine contro Zeus. il desiderio di vedersi coronare ad Olimpia poteva condurre alcuni atleti a comportamenti scorretti. La lealtà era tenuta in grande considerazione. per il I secolo e mezzo giochi furono dominati dagli atleti di Sparta.

I SIMBOLI OLIMPICI MODERNI

I cinque cerchi sono intrecciati per simboleggiare l'unità dei cinque continenti, attraverso lo spirito olimpico e l'incontro tra gli atleti provenienti da tutto il mondo durante i giochi olimpici. Ogni cerchio ha un colore diverso. Nell'opinione pubblica si è però ormai consolidata l'idea che ogni cerchio il suo colore rappresentino un continente con il seguente abbinamento: -BLU: Europa -GIALLO: Asia -ROSSO: America -NERO: Africa -VERDE: Oceania Secondo il CIO (comitato olimpico internazionale) i sei colori tutti insieme simboleggiano tutti i paesi del mondo. IL MOTTO OLIMPICO Il motto olimpico ufficiale è "Citius, Altius, Fortius" , un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte".la frase fu scelta come motto dal comitato olimpico internazionale sin dalla sua fondazione nel 1894 ma fu usata per la prima volta in un'Olimpiade solo nel 1924 a Parigi.

Si consideravano giochi "internazionali" poiché partecipavano greci dalle varie città stato della Grecia, ed anche dalle colonie.