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L'alimentazione dei romani- ppt

Pierjvan Conte

Created on September 23, 2023

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Transcript

Alimentazionedei romani

Introduzione

NOTA

I Romani facevano gran differenza tra i pasti, infatti solo la cena era considerato il "vero" pasto, gli altri due pasti terminavano così presto che non c'era bisogno di apparecchiare e di lavarsi le mani dopo, si trattava di pasti freddi consumati in fretta e furia.

I romani amavano in modo particolare le spezie, come lo zenzero, il pepe, lo zafferano che utilizzavano in gran quantità per la preparazione di quasi ogni piatto. Come oggi, anche nell’antica Roma i pasti principali erano tre: 1. colazione 2. pranzo 3. cena

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

La colazione

La prima colazione, chiamata ientaculum, si faceva solitamente verso le otto del mattino. Si svolgeva con un un bicchiere di latte o un biscotto inzuppato in un po’ di vino. Successivamente, nel tempo, si introdusse la moda di consumare una colazione salata con formaggi e olive.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

Il pranzo

Il pranzo, chiamato prantium, si consumava poco prima di mezzogiorno ed era un pasto veloce, consumato quasi sempre in piedi e consisteva banalmente negli avanzi freddi del giorno prima.Era spesso consumato in una delle numerose tabernae o thermopolia, una sorta di tavola calda dell’epoca. Nell’antica Roma, infatti, cucinare in casa era scomodo, perché le cucine, piccole e buie, si riempivano di fumo e fuliggine. Molti, soprattutto quanti abitavano nelle insulae, le grandi case popolari, non avevano neppure una cucina. Quindi la maggior parte dei Romani mangiavano in locali pubblici.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

La cena

La cena era il pasto principale e si svolgeva tra le 15 e le 17: i patrizi cenavano stesi sui triclini attorno a una tavola riccamente bandita. Si mangiava tutto con le mani, che venivano lavate tra una portata e l’altra, o nel caso di zuppe si mangiava con i cucchiai.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

Il banchetto

NOTA

Durante la serata andavano in scena danze, musica e spettacoli improvvisati da attori. Le Candidae puellae erano le compagne più richieste durante il banchetto.

I banchetti erano delle cene che iniziavano dopo le 16:00, verso il tramonto, svolgendosi in 3 momenti: la gustatio, la cena vera e le secundae mensae. Nella sala da pranzo, detta triclinium, si disponevano intorno alla tavola (o mensa) 3 letti (imus, medius, summus). Erano coperti con tappeti e cuscini, su cui si sdraiavano gli ospiti, solitamente 3 per letto. Quando gli invitati erano numerosi, si disponevano 3 o 4 tavole, fino a 36 posti disponibili.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

Chi cucinava

A cucinare ci pensavano gli schiavi, mentre i più ricchi avevano anche dei cuochi che venivano pagati; a volte i cuochi veniva assunti appositamente per i banchetti (lo chef capo era chiamato archimagirus). Al servizio del banchetto dei ricchi vi erano gli schiavi addetti alla preparazione dei tavoli e distribuzione delle portate.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

Il thermopolium

Il thermopolium (dal greco thermós, “caldo”, e poléo, “vendo”) offriva cibi caldi e bevande, da asporto o da consumare sul posto, come focacce, salsicce, spiedini, pesce fritto, formaggio, olive, qualche verdura, frutta. Per avere un’idea di quanto fossero diffuse queste “tavole calde”, basta pensare che una città di circa 15000 abitanti (come Pompei nel I secolo d.C.) ne contava una novantina. Caratteristico di questi locali era un bancone con numerosi incavi (talora profondi fino a terra) per contenere i recipienti delle bevande e dei cibi. Un piccolo focolare in un angolo permetteva di scaldare pentole di bronzo o terracotta.

colazione

pranzo

vino

argomenti

cena

thermopolium

banchetto

chi cucina

Il vino

Al primo posto tra le bevande vi era il vino, ne esistevano numerosi tipi e qualità, con prezzi molto vari. Lo bevevano tutti e in abbondanza, ricchi e poveri, anche gli schiavi. Alle donne era invece severamente proibito, perché l’ebbrezza era accomunata all’adulterio, la colpa più grave per una donna romana secondo la mentalità tradizionale. Il vino non veniva quasi mai consumato puro, perché di alta gradazione e perché poteva assumere sapori sgradevoli, veniva invece diluito in acqua e mescolato a spezie, erbe aromatiche, miele. Molto diffusa era la posca, una miscela di acqua e vino di scarto prossimo a inacidirsi. I romani ricavavano bibite anche dalla frutta, facendo fermentare pere, cotogne, melograni e datteri. Una bibita rinfrescante era l’idromele o aqua mulsa (preparata con una parte di miele e due di acqua).

Grazie per l'attenzione

Fine