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L'Italia dell'Umanesimo e del Rinascimento

Domenica Lavalle

Created on September 21, 2023

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Transcript

La scena politica nella penisola Italiana dal XIII al XV secolo

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO

LE SIGNORIE

Tra la fine del Duecento e il Quattrocento la penisola italiana, all'avanguardia dello sviluppo economico europeo nella sua parte settentrionale, è frammentata in varie realtà politiche. Nessuno stato riesce a imporsi sugli altri.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Nell'Italia centro-settentrionale i Comuni attraversano una fase di crisi: le istituzioni sono sempre più instabili per le lotte prolungate ed estenuanti tra le diverse fazioni.

Nel tentativo di limitare l'instabilità, i Comuni si affidano alla guida di singole persone che instaurano così, progressivamente, regimi monocratici: le signorie.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Il potere del signore diventa col tempo ereditario, dando origine a dinastie, e ottiene la legittimazione da parte dell'autorità pontificia o imperiale.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Il passaggio dai Comuni alle signorie è lungo, graduale e presenta degli elementi di continuità:

  • molti Comuni erano già di fatto regimi oligarchici, in cui diverse famiglie influenti si contendevano il potere;
  • le signorie, anche se ereditarie, vengono spesso rovesciate e conservano dunque l'instabilità politica caratteristica dei Comuni.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Le prime signorie che si affermano sono quelle urbane dell'Italia settentrionale.

area veneta

Ezzelino III da Romano

1226-1259

area romagnola e lombarda

Oberto Pallavicino

1239-1265

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Ferrara

Estensi

dal 1264

dal 1328

Mantova

Gonzaga

Verona

Della Scala

dal 1259

Milano

Visconti

dal 1277

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

In Italia centrale le signorie si affermano come soluzioni temporanee agli scontri tra fazioni.

Urbino

Montefeltro

dal 1443

Ravenna

Da Polenta

dal 1275

Rimini

Malatesta

dal 1295

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Dall'espansione di una famiglia nel contado nascono signorie di tipo feudale, come il marchesato dei Malaspina in Lunigiana, il marchesato di Saluzzo o il ducato di Savoia.

Stemma del ducato di Savoia

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Venezia rimane formalmente una Repubblica, ma di fatto è un'oligarchia gestita da un gruppo ristretto di famiglie.

La sua espansione sui mari e i suoi domini sulla terraferma conoscono in questo periodo una crescita portentosa.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

A Firenze emerge la famiglia di banchieri dei Medici, destinata a dominare a lungo la politica italiana ed europea.Cosimo il Vecchio si impadronisce del potere nel 1434, anche se formalmente restano in vita le istituzioni repubblicane.

Nel corso del Quattrocento Firenze arriva a controllare l'intera Toscana.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Le signorie dell'Italia centro-settentrionale all'inizio del XIV secolo

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LE SIGNORIE

Tra Trecento e Quattrocento tre città italiane si espandono fino ad assumere i contorni di veri e propri Stati regionali:

  • Milano, passata sotto il controllo della famiglia Sforza;
  • Venezia, vittoriosa su Genova;
  • Firenze, governata dai Medici.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO

IL PAPATO SI RAFFORZA

Dopo la “cattività avignonese” (1309-1377) la sede papale torna a Roma, svincolandosi dalla monarchia francese. Alla morte di papa Gregorio XI nel 1378, tuttavia, i cardinali francesi non riconoscono il nuovo papa eletto, Urbano VI, e designano un altro papa ad Avignone: Clemente VII.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / IL PAPATO SI RAFFORZA

L'elezione dell'antipapa avignonese apre il cosiddetto "Scisma d'Occidente", ossia la divisione del mondo cristiano in due, che dura dal 1377 al 1417.

Il movimento conciliarista mira ad accordare le due fazioni; il concilio di Costanza (1414-1417) riesce infine a ricomporre lo scisma con l'elezione di Martino V.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO

LA CRISI DELLE MONARCHIE MERIDIONALI

Nel Regno di Napoli gli Angioini affrontano nel XIV secolo vari scontri legati alla successione dinastica.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LA CRISI DELLE MONARCHIE MERIDIONALI

Il Regno di Sicilia, in mano agli Aragonesi, si rivela molto debole di fronte al potere dell'aristocrazia e dei grandi latifondisti.

Alfonso V d'Aragona riunisce temporaneamente le corone di Napoli e di Sicilia, ma alla sua morte nel 1458 le due monarchie vengono nuovamente separate.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LA CRISI DELLE MONARCHIE MERIDIONALI

In tutto il Meridione rimangono prevalenti strutture sociali ed economiche di tipo feudale:

  • potere dei grandi proprietari terrieri, insofferenti all'autorità delle monarchie;
  • assenza di un forte ceto borghese;
  • urbanizzazione limitata.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO

LA PACE DI LODI

La frammentazione della penisola italiana in signorie e Stati regionali più o meno ampi è naturalmente causa di continue guerre e scontri per il predominio. Un relativo equilibrio viene raggiunto a metà del Quattrocento con la Pace di Lodi (1454).

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LA PACE DI LODI

La Pace di Lodi viene sottoscritta dalle due maggiori potenze del periodo: Venezia e Milano.

Firenze si aggiunge alla loro alleanza e poco dopo anche lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli: nasce così la Lega Italica, con lo scopo di mantenere la pace. Sarà la morte di Lorenzo de' Medici, nel 1492, a rompere l'equilibrio raggiunto.

LA SCENA POLITICA NELLA PENISOLA ITALIANA DAL XIII AL XV SECOLO / LA PACE DI LODI

L'Italia dopo la Pace di Lodi

L’Umanesimo e il Rinascimento

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO

LA CULTURA UMANISTICA

Tra 1300 e 1600 l’Italia detiene il primato culturale in Europa, soprattutto nel campo della letteratura e delle arti. I dialetti volgari italiani acquistano importanza in ambito internazionale. Artisti e letterati sono finanziati dalle grandi famiglie di commercianti e finanzieri italiani.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

Da metà del Trecento in Italia si sviluppano due nuovi movimenti culturali che trasformano la cultura e la società, segnando il passaggio dal Medioevo all’Età moderna: Umanesimo e Rinascimento.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

Umanesimo Fenomeno culturale, inizialmente letterario, che si ispira alle opere degli autori classici (humanae litterae) in quanto modelli perfetti, ma con un’impostazione critica. L’iniziatore è considerato Francesco Petrarca.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

L’intellettuale, educato agli studi umanistici e alla conoscenza dei classici, diventa una figura centrale con funzione civile ed educativa. Dopo la caduta di Costantinopoli a Firenze giungono molti dotti bizantini.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

La riscoperta del greco antico favorisce la nascita della filologia. Attraverso il metodo filologico, il cui obiettivo principale è storicizzare il documento, il filologo Lorenzo Valla dimostra la falsità della Donazione di Costantino, che legittimava il potere temporale della Chiesa.

Filologia Scienza che analizza e interpreta i testi in modo critico, epurandoli da errori e aggiunte.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

L’umanesimo pone l’uomo al centro dell’Universo. L’umanista Pico della Mirandola sostiene che l’uomo è l’artefice del proprio destino: attraverso lo studio e la cultura può dominare la natura.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA UMANISTICA

I valori umanisti si diffondono nel resto d’Europa. Erasmo da Rotterdam critica la corruzione della Chiesa nell’Elogio della Follia e sostiene l’importanza di conoscere direttamente i testi sacri.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO

LA RINASCITA DELL’ARTE

La riscoperta dell’antichità greca e latina diventa la base per un nuovo linguaggio figurativo che fonde antico e moderno. L’architetto Filippo Brunelleschi realizza la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA RINASCITA DELL’ARTE

La pittura rinascimentale di Giotto e Masaccio si rinnova ispirandosi al realismo introdotto nella scultura da Donatello.

  • Senso della misura e delle proporzioni (arte antica).
  • Naturalezza e volontà di tradurre la pittura in realtà.
  • Ispirazione alla natura.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA RINASCITA DELL’ARTE

La tecnica della prospettiva, teorizzata dall’architetto Leon Battista Alberti, diventa lo strumento per rappresentare la centralità dell’uomo.

Raffaello e Michelangelo raggiungono i vertici più alti dell’arte rinascimentale.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO

LA RIVALUTAZIONE DELLA SCIENZA

Grazie alla diffusione dei valori umanistici e rinascimentali progrediscono anche le arti meccaniche, contribuendo al futuro sviluppo della scienza moderna. L’artista, da semplice artigiano, si trasforma in un artista-scienziato che fonde competenze tecniche e creatività.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA RIVALUTAZIONE DELLA SCIENZA

Una figura esemplare è quella di Leonardo da Vinci (artista, architetto, ingegnere e scienziato), il quale dà molta importanza al disegno e alla matematica come

strumento di conoscenza. La matematica rinascimentale raggiunge grandi traguardi nel Cinquecento.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA RIVALUTAZIONE DELLA SCIENZA

Oltre alla matematica, molti scienziati umanisti considerano astrologia, magia e alchimia (“arti occulte”) mezzi per comprendere la natura dell’Universo.

Alchimia Antica disciplina che si propone di scoprire il principio con cui trasformare i metalli in oro ed elevare la condizione umana.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO

L’INVENZIONE DELLA STAMPA E LA DIFFUSIONE DEL LIBRO

Intorno al 1400 in Italia il campo dell’editoria viene rinnovato: gli umanisti promuovono libri più piccoli e un carattere chiamato romano tondo, più leggibile. Nella produzione del libro si diffondono novità tecnologiche come la carta e nuove tecniche di lavorazione dei metalli.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / L’INVENZIONE DELLA STAMPA E LA DIFFUSIONE DEL LIBRO

A metà del Quattrocento l’orafo tedesco Johann Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili servendosi delle tecniche della xilografia.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / L’INVENZIONE DELLA STAMPA E LA DIFFUSIONE DEL LIBRO

La stampa ha un impatto molto forte sulla cultura rinascimentale in quanto favorisce la circolazione delle idee. La diffusione del metodo tipografico di Gutenberg

riduce il costo dei volumi, ora prodotti in serie. La stampa diventa un efficace strumento di propaganda.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO

LA CULTURA NELLE CORTI RINASCIMENTALI

Nel Quattrocento le corti signorili diventano i principali centri della cultura umanistica grazie al mecenatismo.

Mecenatismo Protezione di artisti, poeti e scrittori da parte dei signori in cambio dell’esaltazione della propria famiglia.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA NELLE CORTI RINASCIMENTALI

Nel 1528 Baldassarre Castiglione pubblica il Cortegiano, un manuale di comportamento per il perfetto intellettuale di corte.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA NELLE CORTI RINASCIMENTALI

Nelle corti rinascimentali nascono le accademie, ruoli di incontro e discussione per gli intellettuali umanisti. Nel 1463 a Firenze viene fondata l’Accademia neoplatonica.

L’UMANESIMO E IL RINASCIMENTO / LA CULTURA NELLE CORTI RINASCIMENTALI

L’intellettuale Niccolò Machiavelli, ritenuto uno dei fondatori della scienza politica moderna, traccia il ritratto del principe ideale nell’opera Il principe (1532).