ORLANDO FURIOSO
Impazzire di gelosia
Bruno Giulia - Orlando Alessio - Pettavino Anna
06/10/18
01
ANTEFATTO
Dopo l'apparizione per liberarlo dal palazzo di Atlante, Orlando non ha più visto Angelica, ma non ha mai smesso di cercarla.
Angelica, sprezzante nei confronti di ogni uomo, è stata punita dal dio Amore, che l'ha fatta innamorare dell'umile ma bellissimo soldato africano Medoro, che ha trovato per caso ferito e ha salvato da una morte certa con le sue arti curative, finendo per innamorarsene.
Questo amore, ricambiato da entrambi, verrà celebrato con un matrimonio nella casa del pastore che li ha ospitati fino alla guarigione di Medoro, e dove hanno a lungo amoreggiato nei pressi di un boschetto lì vicino. Guarda caso, è proprio qui che capita un giorno lo sventurato Orlando mentre stava inseguendo il saraceno Mandricardo, con il quale stava affrontando un duello.
02
TRAMA
100-115
Orlando vagò per due giorni cercando il saraceno Mandricardo, finché non giunse a un ruscello con un bellissimo prato fiorito, dove notò molte incisioni sugli alberi lungo la riva. Riconobbe subito che erano state scritte dalla sua amata Angelica. Questo luogo era noto come un posto dove Angelica e Medoro si incontravano frequentemente. Orlando vide scritte e simboli che raffiguravano i due amanti in vari contesti romantici, e tutto ciò alimentò il suo dolore e la sua gelosia. Quando arrivò in una grotta adornata di edere e viti, vide numerose iscrizioni lasciate da Medoro in arabo, (lingua che Orlando conosceva molto bene) che esprimevano il loro amore. Questo causò un dolore crescente nel suo cuore, portandolo alla follia temporanea. Nella speranza che ciò che aveva letto non fosse vero, riprese il suo viaggio verso una villa da cui sentiva provenire rumori di attività.
116-129
Orlando scese dal suo cavallo Brigliadoro e lo affidò ad un garzone perché ne avesse cura. Si fece disarmare e pulire l'armatura da alcuni servitori nella casa dove Medoro visse mentre era ferito.
Il pastore della casa raccontò a Orlando la storia degli amanti, incluso il matrimonio di Angelica e Medoro. Questa notizia infuriò Orlando che iniziò ad odiare la casa e il pastore. L'immagine del letto in cui Angelica e Medoro erano uniti lo tormentò, e fuggì nel bosco. Rimase tormentato dalla gelosia, e il suo dolore si manifestò attraverso le lacrime e i sospiri, sentì che il suo cuore stava per essere divorato dall'amore. La notte si allontanò nel bosco e al mattino tornò al luogo dell'incisione di Medoro e lo distrusse con la spada. Il suo odio e la sua rabbia crebbero, e niente e nessuno sembrava sfuggire alla sua furia.
130-136
Rovinò tutte le piante di quel bosco che da quel giorno né ombra né sollievo daranno più al pastore o al suo gregge, e anche il fiume, non fu al riparo da un'ira così grande, poiché Orlando non smise di lanciare i rami, i tronchi, i sassi e le zolle di terra nelle limpide acque che rese torbide. Alla fine stanco e sudato si abbandonò sul prato e sospirò al cielo, rimase così per tre giorni, senza mangiare e senza dormire. Il quarto giorno, sconvolto dalla pazzia violenta, si tolse di dosso l'armatura e ogni pezzo finì in una diverso posto nel bosco. Si squarciò poi i vestiti e rimase a petto nudo, da qui iniziò la vera grande follia. Con un solo scrollone riuscì a sradicare un pino, e dopo questo molti altri comprese querce e altre piante secolari. Il canto si concluse con i pastori che accorrono dopo aver sentito l'immenso rumore.
130-136
Rovinò tutte le piante di quel bosco che da quel giorno né ombra né sollievo daranno più al pastore o al suo gregge, e anche il fiume, non fu al riparo da un'ira così grande, poiché Orlando non smise di lanciare i rami, i tronchi, i sassi e le zolle di terra nelle limpide acque che rese torbide. Alla fine stanco e sudato si abbandonò sul prato e sospirò al cielo, rimase così per tre giorni, senza mangiare e senza dormire. Il quarto giorno, sconvolto dalla pazzia violenta, si tolse di dosso l'armatura e ogni pezzo finì in una diverso posto nel bosco. Si squarciò poi i vestiti e rimase a petto nudo, da qui iniziò la vera grande follia. Con un solo scrollone riuscì a sradicare un pino, e dopo questo molti altri comprese querce e altre piante secolari. Il canto si concluse con i pastori che accorrono dopo aver sentito l'immenso rumore.
03
PERSONAGGI
Orlando
Angelica
è un cavaliere paladino della corte di Carlo Magno e si trova in uno stato di follia amorosa a causa dell'amore non corrisposto per Angelica, una principessa pagana. Questa follia lo porta a compiere gesti eroici e straordinariamente potenti, ma allo stesso tempo irrazionali e distruttivi
è una principessa pagana di grande bellezza e desiderata da molti cavalieri. La sua presenza scatena passioni e rivalità
Medoro
Mandricardo
Pastore
è un giovane guerriero saraceno che diventa un personaggio chiave. Dopo essere stato ferito in battaglia, viene curato da Angelica.
è un cavaliere saraceno che stava combattendo a duello contro Orlando per vendicare la morte del padre Agricane.
colui che ospita Orlando e racconta lui la storia dei due amanti.
TECNICHE NARRATIVE
04
Descrizioni dettagliate: Ariosto utilizza descrizioni vivide e dettagliate per dipingere scene, luoghi e personaggi, creando un'immagine visiva ricca nella mente del lettore. "Liete piante, verdi erbe, limpide acque, spelunca opaca..." Monologhi interiori: attraverso i monologhi interiori dei personaggi principali, come Orlando, vengono esplorati i loro pensieri più profondi e le loro emozioni, fornendo una comprensione più profonda dei loro conflitti interiori. Suspense: Ariosto crea suspense attraverso l'uso di cliffhanger (finale sospeso) e situazioni incerte, mantenendo la curiosità del lettore riguardo allo sviluppo degli eventi. "Ma son giunto a quel segno il qual s'io passo vi potria la mia istoria esser molesta; ed io la vo' più tosto diferire, che v'abbia per lunghezza fastidire." Simbolismo e esagerazioni: l'autore utilizza simbolismo e esagerazioni per rappresentare temi più profondi, come l'amore, l'onore e la follia.
"...un alto pino al primo crollo svelse: e svelse dopo il primo altri parecchi, come fosser finocchi..." Narratore in terza persona: il canto è narrato in terza persona, consentendo all'autore di avere un punto di vista onnisciente sulla storia e sui personaggi.
IMPAZZIRE DI GELOSIA
Anna Pettavino
Created on September 21, 2023
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ORLANDO FURIOSO
Impazzire di gelosia
Bruno Giulia - Orlando Alessio - Pettavino Anna
06/10/18
01
ANTEFATTO
Dopo l'apparizione per liberarlo dal palazzo di Atlante, Orlando non ha più visto Angelica, ma non ha mai smesso di cercarla. Angelica, sprezzante nei confronti di ogni uomo, è stata punita dal dio Amore, che l'ha fatta innamorare dell'umile ma bellissimo soldato africano Medoro, che ha trovato per caso ferito e ha salvato da una morte certa con le sue arti curative, finendo per innamorarsene. Questo amore, ricambiato da entrambi, verrà celebrato con un matrimonio nella casa del pastore che li ha ospitati fino alla guarigione di Medoro, e dove hanno a lungo amoreggiato nei pressi di un boschetto lì vicino. Guarda caso, è proprio qui che capita un giorno lo sventurato Orlando mentre stava inseguendo il saraceno Mandricardo, con il quale stava affrontando un duello.
02
TRAMA
100-115
Orlando vagò per due giorni cercando il saraceno Mandricardo, finché non giunse a un ruscello con un bellissimo prato fiorito, dove notò molte incisioni sugli alberi lungo la riva. Riconobbe subito che erano state scritte dalla sua amata Angelica. Questo luogo era noto come un posto dove Angelica e Medoro si incontravano frequentemente. Orlando vide scritte e simboli che raffiguravano i due amanti in vari contesti romantici, e tutto ciò alimentò il suo dolore e la sua gelosia. Quando arrivò in una grotta adornata di edere e viti, vide numerose iscrizioni lasciate da Medoro in arabo, (lingua che Orlando conosceva molto bene) che esprimevano il loro amore. Questo causò un dolore crescente nel suo cuore, portandolo alla follia temporanea. Nella speranza che ciò che aveva letto non fosse vero, riprese il suo viaggio verso una villa da cui sentiva provenire rumori di attività.
116-129
Orlando scese dal suo cavallo Brigliadoro e lo affidò ad un garzone perché ne avesse cura. Si fece disarmare e pulire l'armatura da alcuni servitori nella casa dove Medoro visse mentre era ferito. Il pastore della casa raccontò a Orlando la storia degli amanti, incluso il matrimonio di Angelica e Medoro. Questa notizia infuriò Orlando che iniziò ad odiare la casa e il pastore. L'immagine del letto in cui Angelica e Medoro erano uniti lo tormentò, e fuggì nel bosco. Rimase tormentato dalla gelosia, e il suo dolore si manifestò attraverso le lacrime e i sospiri, sentì che il suo cuore stava per essere divorato dall'amore. La notte si allontanò nel bosco e al mattino tornò al luogo dell'incisione di Medoro e lo distrusse con la spada. Il suo odio e la sua rabbia crebbero, e niente e nessuno sembrava sfuggire alla sua furia.
130-136
Rovinò tutte le piante di quel bosco che da quel giorno né ombra né sollievo daranno più al pastore o al suo gregge, e anche il fiume, non fu al riparo da un'ira così grande, poiché Orlando non smise di lanciare i rami, i tronchi, i sassi e le zolle di terra nelle limpide acque che rese torbide. Alla fine stanco e sudato si abbandonò sul prato e sospirò al cielo, rimase così per tre giorni, senza mangiare e senza dormire. Il quarto giorno, sconvolto dalla pazzia violenta, si tolse di dosso l'armatura e ogni pezzo finì in una diverso posto nel bosco. Si squarciò poi i vestiti e rimase a petto nudo, da qui iniziò la vera grande follia. Con un solo scrollone riuscì a sradicare un pino, e dopo questo molti altri comprese querce e altre piante secolari. Il canto si concluse con i pastori che accorrono dopo aver sentito l'immenso rumore.
130-136
Rovinò tutte le piante di quel bosco che da quel giorno né ombra né sollievo daranno più al pastore o al suo gregge, e anche il fiume, non fu al riparo da un'ira così grande, poiché Orlando non smise di lanciare i rami, i tronchi, i sassi e le zolle di terra nelle limpide acque che rese torbide. Alla fine stanco e sudato si abbandonò sul prato e sospirò al cielo, rimase così per tre giorni, senza mangiare e senza dormire. Il quarto giorno, sconvolto dalla pazzia violenta, si tolse di dosso l'armatura e ogni pezzo finì in una diverso posto nel bosco. Si squarciò poi i vestiti e rimase a petto nudo, da qui iniziò la vera grande follia. Con un solo scrollone riuscì a sradicare un pino, e dopo questo molti altri comprese querce e altre piante secolari. Il canto si concluse con i pastori che accorrono dopo aver sentito l'immenso rumore.
03
PERSONAGGI
Orlando
Angelica
è un cavaliere paladino della corte di Carlo Magno e si trova in uno stato di follia amorosa a causa dell'amore non corrisposto per Angelica, una principessa pagana. Questa follia lo porta a compiere gesti eroici e straordinariamente potenti, ma allo stesso tempo irrazionali e distruttivi
è una principessa pagana di grande bellezza e desiderata da molti cavalieri. La sua presenza scatena passioni e rivalità
Medoro
Mandricardo
Pastore
è un giovane guerriero saraceno che diventa un personaggio chiave. Dopo essere stato ferito in battaglia, viene curato da Angelica.
è un cavaliere saraceno che stava combattendo a duello contro Orlando per vendicare la morte del padre Agricane.
colui che ospita Orlando e racconta lui la storia dei due amanti.
TECNICHE NARRATIVE
04
Descrizioni dettagliate: Ariosto utilizza descrizioni vivide e dettagliate per dipingere scene, luoghi e personaggi, creando un'immagine visiva ricca nella mente del lettore. "Liete piante, verdi erbe, limpide acque, spelunca opaca..." Monologhi interiori: attraverso i monologhi interiori dei personaggi principali, come Orlando, vengono esplorati i loro pensieri più profondi e le loro emozioni, fornendo una comprensione più profonda dei loro conflitti interiori. Suspense: Ariosto crea suspense attraverso l'uso di cliffhanger (finale sospeso) e situazioni incerte, mantenendo la curiosità del lettore riguardo allo sviluppo degli eventi. "Ma son giunto a quel segno il qual s'io passo vi potria la mia istoria esser molesta; ed io la vo' più tosto diferire, che v'abbia per lunghezza fastidire." Simbolismo e esagerazioni: l'autore utilizza simbolismo e esagerazioni per rappresentare temi più profondi, come l'amore, l'onore e la follia. "...un alto pino al primo crollo svelse: e svelse dopo il primo altri parecchi, come fosser finocchi..." Narratore in terza persona: il canto è narrato in terza persona, consentendo all'autore di avere un punto di vista onnisciente sulla storia e sui personaggi.