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amicizia

Barbara Andreetto

Created on September 20, 2023

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Transcript

amicizia

nessun legame riesce a coinvolgere due persone in un rapporto realmente paritario, tranne l’amicizia. L’equità rappresenta il fondamento imprescindibile su cui costruire questo tipo di relazione. dal vocabolario: “Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine”. Rispetto, fedeltà, lealtà, stima reciproca sono alcuni dei caratteri necessari alla relazione interpersonale che siamo soliti definire come amicizia.

Di questa parola, che racchiude in sé così tanti significati, conosciamo il valore grazie a quello che nei secoli ci è stato trasmesso. Il mondo letterario, la cultura cinematografica, la sfera musicale non hanno mancato di indagare questo sentimento, talvolta più valoroso persino dell’amore. Eppure, molto del senso che oggi possiede deriva dal pensiero filosofico e dagli scritti di grandi pensatori. Accanto alle tematiche più profonde, quella sull’amicizia sembra una riflessione che filosofi di ogni tempo ed epoca hanno portato avanti, ciascuno con il proprio personale contributo.

Dall’Antica Grecia arriva la più profonda riflessione sul sentimento amoroso, complice il “Simposio” di Platone. Ma è con Aristotele che la metafisica platonica dell’amore come nostalgia per l’unità perduta viene abbandonata per lasciare spazio ad un altro fenomeno umano, fondato sulla volontà di vivere insieme: l'amicizia.

AristoteleL’amicizia è per Aristotele una disposizione attiva all’incontro e alla realizzazione di un rapporto stabile fra esseri umani, è la dimensione costitutiva dell’uomo in quanto essere socievole, immancabile in ogni forma di affetto che lega gli uomini gli uni con gli altri. Nel pensiero aristotelico, l’amicizia è, ancor più dell’amore, legata al concetto di virtù. Infatti, se l’amore è condizionato dal godimento della bellezza, che può venir meno, l’amicizia è destinata a durare, in particolare quando si stabilisce come comunicazione e scambio dei più alti valori della vita.

Etica nicomachea "[...] trattiamo dell'amicizia. Essa infatti è una virtù o s'accompagna alla virtù; inoltre essa è cosa necessarissima per la vita. Infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni [...] e ai giovani l'amicizia è d'aiuto per non errare, ai vecchi per assistenza e per la loro insufficienza ad agire a causa della loro debolezza, a quelli che sono nel pieno delle forze per le belle azioni: “Due persone che insieme vanno"(Omero)." Aristotele

nell’Etica Nicomachea Aristotele delinea tre tipi di amicizia: quella fondata sull’utile, quella fondata sul piacere ed infine quella fondata sul buono. Le prime due tipologie sono amicizie accidentali, poiché si basano sul bene che proviene loro in cambio. L’unica amicizia non destinata alla caducità è quella dei buoni, perfettamente simili nella virtù. La benevolenza dei buoni è reciproca, stabile ed autentica.

ViDEO

Aristotele recitato da Giulio Scarpati

epicuroEpicuro (341 a.C – 270 a.C) definisce l’amicizia come il “bene immortale”, essenziale per il conseguimento della felicità.

Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia. Epicuro – Massime Capitali

Leggiamo nello Gnomologium Vaticanum di epicuro: "Il saggio non soffre di piú se è messo alla tortura che se è messo un amico, e per lui è pronto a morire; perché se tradirà l’amico tutta la sua vita sarà sconvolta e sovvertita per la sua infedeltà. Non tanto ci occorre aiuto dagli amici, quanto confidare del loro aiuto. Non è da stimare né chi s'abbandona con facilità all'amicizia né chi esita a farlo. È necessario correre rischi, per amore dell'amicizia. Di tutti i tesori che la saggezza può ammassare per la felicità, l'amicizia è il più grande, il più inesauribile, il più dolce. Chi è persuaso che nella vita non c'è nulla di più solido dell'amicizia, conosce l'arte di affermare il suo spirito contro il timore dell'eternità o della durata del dolore."

Cicerone In epoca romana il termine acquista un nuovo significato: solidalitas, Ovvero la solidarietà tra gruppi di individui accomunati da uno stesso scopo e legati da un rapporto di fiducia. In questo contesto si inserisce il pensiero di Cicerone (106 a.C – 43 a.C) che dedica un intero testo all’amicizia. “laelius de amicitia” è un’opera dell’ultimo periodo ciceroniano, un dialogo filosofico in cui l’autore difende l’amicizia libera da qualsiasi vincolo politico. Cicerone contrappone al legame interessato promosso dalla solidalitas, un ideale d’amicizia filantropico ed etico. "L’amicizia non è niente altro che una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la benevolenza e l’affetto. "

Seneca (4 a.c.-65 ) va ben oltre la definizione aristotelica e si lascia andare ad una commossa esaltazione dell'amicizia. Questo avviene soprattutto nel contesto di un'opera che appunto dall'amicizia è nata: le Lettere a Lucilio.

"Chi pensa solo a se stesso e per questo motivo stringe un’amicizia, sbaglia i suoi calcoli. Come ha iniziato il rapporto, così lo concluderà. Si è procurato un amico perché gli portasse aiuto in caso di prigionia: bene, al primo cigolìo di catene l’amico se ne andrà. Queste sono le amicizie che la gente chiama “di circostanza”; colui che è stato scelto come amico in vista di un tornaconto, sarà apprezzato finché sarà utile. Per questo motivo una folla di amici circonda chi si trova nella buona sorte, mentre intorno a chi è caduto in disgrazia c'è il deserto, e gli amici se ne vanno quando sono messi alla prova; per questo motivo ci sono tanti infami esempi di uomini che abbandonano per paura, di uomini che tradiscono per paura.

E’ inevitabile che la fine sia coerente con l’inizio: chi ha cominciato ad essere amico per convenienza, per convenienza smetterà anche di esserlo; non disdegnerà qualche compenso per andare contro l'amicizia, se in essa ricerca qualche compenso che non sia l’amicizia stessa. “Ma allora, per quale scopo ti fai un amico?”. Per avere uno per cui poter morire, per avere uno da seguire in esilio, alla cui morte io possa oppormi con tutte le mie forze: è una speculazione, non un’amicizia, codesta che tu mi descrivi, che tende all’utile, che mira ai vantaggi che otterrà. Senza dubbio l’amore ha qualcosa di simile alla vera amicizia; si potrebbe definirlo un’amicizia impazzita."

è cambiato il concetto di amicizia?

#Team online. Ebbene sì, le amicizie virtuali esistono eccome. Sono rare, questo va detto, ma possono capitare e rivelarsi preziose. Questo è ciò che pensa chi crede fermamente nel potere del web come luogo di relazioni (anche d’amore) e nuove amicizie. In rete, infatti, si possono condividere passioni e interessi e ritrovarsi tra persone dalla sensibilità affine. A differenza del mondo “reale”, sul web è possibile approfondire con più concentrazione le proprie conoscenze e ricercare ciò che più attira la nostra curiosità prendendoci il giusto tempo. Chi crede in questo tipo di amicizie è convinto che i gusti in comune siano una base fondamentale per la costruzione di relazioni fruttuose e arricchenti. E poi, perché no, si può sempre uscire dallo schermo e trovarsi al tavolino di un caffè per conoscersi di persona.

#Team offline. Nulla è paragonabile a un incontro vero, a tu per tu, in cui non solo le parole ma anche i gesti assumono un’importanza fondamentale per la costruzione di un’amicizia vera. Vedersi di persona e condividere esperienze reali, per questo team, è la base di una relazione di amicizia autentica. La mimica del volto e del corpo, infatti, dice molto dello stato d’animo di una persona e fa la differenza quando si tratta di veicolare emozioni e sentimenti. Questo punto di vista sull’amicizia prevede anche che ci siano divergenze d’opinione e di gusti e che sia proprio questo il bello dell’amicizia: sapersi confrontare e arricchire di nuovi sguardi sul mondo, restando sempre se stessi e mettendoci letteralmente la faccia.