La zattera di Medusa
Theodore Gericault Arianna Nalesso
Autore
Théodore Gériacault è stato un pittore francese, esponente del romanticismo; nacque a Rouen nel 1791 e morì a Parigi nel 1824.
Proveniva da una famiglia agiata.
Fin da giovane visse a Parigi, dove frequentò il Liceo Imperiale; finita la scuola, studiò presso lo studio di Guérin dove conobbe anche Delacroix.
Egli lavorò prevalentemente in modo autonomo, senza ricevere commissioni. Decise poi di soggiornare nella capitale italiana per un anno, anche perché era stata scoperta la sua relazione con la moglie di suo zio, quindi sarebbe stato comunque costretto a fuggire da Parigi.
Nonostante l’istruzione di stampo neoclassico, si avvicinò agli ideali del Romanticismo. Infine tornò a Parigi, dove iniziò ad interessarsi agli ‘abitanti del mondo della follia’, ossia i pazzi, i malati, i quali iniziarono ad essere rappresentati nelle sue pitture, poiché ne voleva esaltare e mostrare la dignità, nonostante la malattia.
Storia
Géricault ha dipinto La zattera della Medusa a seguito di un evento drammatico: durante un naufragio della nave Medusa centocinquanta persone saltarono in mare su una zattera e solo quindici di loro rividero la terra dopo numerosi episodi di cannibalismo, disperazione, pazzia e annegamenti. Fu un evento tragico che fece riflettere il pittore che, mentre progettava il quadro, si chiedeva quale fosse il momento più idoneo per essere ritratto: il naufragio, gli atti di cannibalismo, la salvezza o la morte. Diversi aspetti di un unico risvolto storico. Fra tutti, Géricault ne scelse uno particolarmente originale, cioè l’avvistamento della nave-salvezza Argus da un lato e la profonda desolazione della loro condizione animalesca dall’altro. Condizione peraltro dettata dai numerosi giorni trascorsi in mare.
Lo spazio
Le imponenti dimensioni,491 centimetri di altezza e 716 cm di larghezza, permettono una visione dal vero di grande effetto scenico. Infatti la fruizione del dipinto a dimensione reale, proietta lo spettatore all’interno dell’evento. Le figure sovradimensionate e la luce teatrale riescono a catturare l’osservatore contemporaneo. L’effetto sarà stato, probabilmente, enfatizzato ulteriormente per lo spettatore ottocentesco.
Il forte chiaroscuro e la prospettiva aerea rendono lo spazio tridimensionale. Contribuisce a questa resa anche la posizione della zattera, raffigurata in obliquo, e le onde del mare che creano un forte senso di movimento.
La tecnica e la luce
La zattera della Medusa è un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni 491 centimetri di altezza e 716 cm di larghezza.
Le figure sono esaltate da una illuminazione che ricorda la pittura di Caravaggio. Le anatomie e alcune pose evocano poi la monumentalità dei personaggi dipinti da Michelangelo.
I toni sono scuri e drammatici. I colori tendono al grigio, i corpi sono lividi, per la morte e per il freddo. Solo all’orizzonte brilla il colore di un tramonto. Il rosso è l’unico colore vivace riservato al mantello che copre il padre. Il panno usato come bandiera è di un arancione vivo. Nel dipinto si notano toni cupi e forti contrasti perché siamo nel mezzo di una tempesta marina.
La composizione
La struttura compositiva de La zattera della Medusa è articolata. La struttura piramidale culmina sull’uomo che sventola il panno. Il triangolo che fa capo al naufrago sale lungo il corpo del ragazzo morto a sinistra. Discende poi per creare la base di questo triangolo compositivo. Questa direttrice ascensionale può essere letta come un espediente visivo e narrativo di Théodore Géricault. Lo sguardo sale verso il panno che sventola. Si tratta di una aspirazione alla salvezza, un crescendo emotivo verso il cielo. Altri due triangoli compositivi si possono individuare verso sinistra, con il vertice alla sommità dell’albero della vela. Il secondo, di orientamento inverso, con il vertice sul cadavere abbandonato in acqua sulla destra.
La zattera della medusa
Nalesso Arianna
Created on September 19, 2023
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Transcript
La zattera di Medusa
Theodore Gericault Arianna Nalesso
Autore
Théodore Gériacault è stato un pittore francese, esponente del romanticismo; nacque a Rouen nel 1791 e morì a Parigi nel 1824. Proveniva da una famiglia agiata. Fin da giovane visse a Parigi, dove frequentò il Liceo Imperiale; finita la scuola, studiò presso lo studio di Guérin dove conobbe anche Delacroix. Egli lavorò prevalentemente in modo autonomo, senza ricevere commissioni. Decise poi di soggiornare nella capitale italiana per un anno, anche perché era stata scoperta la sua relazione con la moglie di suo zio, quindi sarebbe stato comunque costretto a fuggire da Parigi. Nonostante l’istruzione di stampo neoclassico, si avvicinò agli ideali del Romanticismo. Infine tornò a Parigi, dove iniziò ad interessarsi agli ‘abitanti del mondo della follia’, ossia i pazzi, i malati, i quali iniziarono ad essere rappresentati nelle sue pitture, poiché ne voleva esaltare e mostrare la dignità, nonostante la malattia.
Storia
Géricault ha dipinto La zattera della Medusa a seguito di un evento drammatico: durante un naufragio della nave Medusa centocinquanta persone saltarono in mare su una zattera e solo quindici di loro rividero la terra dopo numerosi episodi di cannibalismo, disperazione, pazzia e annegamenti. Fu un evento tragico che fece riflettere il pittore che, mentre progettava il quadro, si chiedeva quale fosse il momento più idoneo per essere ritratto: il naufragio, gli atti di cannibalismo, la salvezza o la morte. Diversi aspetti di un unico risvolto storico. Fra tutti, Géricault ne scelse uno particolarmente originale, cioè l’avvistamento della nave-salvezza Argus da un lato e la profonda desolazione della loro condizione animalesca dall’altro. Condizione peraltro dettata dai numerosi giorni trascorsi in mare.
Lo spazio
Le imponenti dimensioni,491 centimetri di altezza e 716 cm di larghezza, permettono una visione dal vero di grande effetto scenico. Infatti la fruizione del dipinto a dimensione reale, proietta lo spettatore all’interno dell’evento. Le figure sovradimensionate e la luce teatrale riescono a catturare l’osservatore contemporaneo. L’effetto sarà stato, probabilmente, enfatizzato ulteriormente per lo spettatore ottocentesco. Il forte chiaroscuro e la prospettiva aerea rendono lo spazio tridimensionale. Contribuisce a questa resa anche la posizione della zattera, raffigurata in obliquo, e le onde del mare che creano un forte senso di movimento.
La tecnica e la luce
La zattera della Medusa è un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni 491 centimetri di altezza e 716 cm di larghezza.
Le figure sono esaltate da una illuminazione che ricorda la pittura di Caravaggio. Le anatomie e alcune pose evocano poi la monumentalità dei personaggi dipinti da Michelangelo.
I toni sono scuri e drammatici. I colori tendono al grigio, i corpi sono lividi, per la morte e per il freddo. Solo all’orizzonte brilla il colore di un tramonto. Il rosso è l’unico colore vivace riservato al mantello che copre il padre. Il panno usato come bandiera è di un arancione vivo. Nel dipinto si notano toni cupi e forti contrasti perché siamo nel mezzo di una tempesta marina.
La composizione
La struttura compositiva de La zattera della Medusa è articolata. La struttura piramidale culmina sull’uomo che sventola il panno. Il triangolo che fa capo al naufrago sale lungo il corpo del ragazzo morto a sinistra. Discende poi per creare la base di questo triangolo compositivo. Questa direttrice ascensionale può essere letta come un espediente visivo e narrativo di Théodore Géricault. Lo sguardo sale verso il panno che sventola. Si tratta di una aspirazione alla salvezza, un crescendo emotivo verso il cielo. Altri due triangoli compositivi si possono individuare verso sinistra, con il vertice alla sommità dell’albero della vela. Il secondo, di orientamento inverso, con il vertice sul cadavere abbandonato in acqua sulla destra.