Comunità e Rifugiati
insieme
per l’integrazione
Costruiamo
comunità
accoglienti,
solidali,
inclusive.
Il Community Matching è un programma
realizzato da UNHCR
, insieme a Ciac e Refugees Welcome Italia, grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000.
Il Community Matching è un programma
realizzato da UNHCR
, insieme a Ciac e Refugees Welcome Italia, grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000.
obiettivo del programma
tra persone rifugiate e volontari e volontarie, che possano affiancarle
nel loro percorso d’integrazione.
favorire lo sviluppo di relazioni
persone rifugiate
tra persone rifugiate e volontari e volontarie, che possano affiancarle
nel loro percorso d’integrazione.
favorire lo sviluppo di relazioni
obiettivo del programma
Motivazione a partecipare al programma.
Richiedenti asilo, apolidi, titolari di protezione internazionale, temporanea e persone arrivate in Italia attraverso canali di accesso sicuri e legali
Persone residenti sul territorio che vogliono rafforzare il proprio percorso d’integrazione
In accoglienza
e/o usciti dall’accoglienza, che abbiano avviato un percorso di integrazione.
Conoscenza base della lingua italiana e/o di un’altra lingua veicolare.
persone volontarie
persone rifugiate
Richiedenti asilo, apolidi, titolari di protezione internazionale, temporanea e persone arrivate in Italia attraverso canali di accesso sicuri e legali
In accoglienza
e/o usciti dall’accoglienza, che abbiano avviato un percorso di integrazione.
Persone residenti sul territorio che vogliono rafforzare il proprio percorso d’integrazione
Motivazione a partecipare al programma.
Conoscenza base della lingua italiana e/o di un’altra lingua veicolare.
Persone con cittadinanza italiana
Persone rifugiate ben inserite e orientate nel territorio locale.
Motivazione a partecipare al programma.
Persone straniere regolarmente residenti sul territorio
persone volontarie
Persone con cittadinanza italiana
Persone straniere regolarmente residenti sul territorio
Persone rifugiate ben inserite e orientate nel territorio locale.
Motivazione a partecipare al programma.
2024
2022
si continua nelle 10 città
Palermo, Milano, Napoli, Parma
si aggiungono
2021
2023
Bari, Torino, Roma
Bergamo, Bologna, Padova
si aggiungono
I risultati raggiunti, mostrano come l’attivazione di relazioni sia determinante nei percorsi d’integrazione delle persone rifugiate
358 match in 7 città italiane
358
match
FINO AL 31/12/2022
I principi guida
Cambiare l'immaginario
Protagonismo e partecipazione
Comunità interculturali
Complementarietà e collaborazione
Costruire un modello
Il programma ha codificato e continua a consolidare una metodologia semplice e rigorosa che trova sintesi nel
Toolkit Community Matching
Le 4 fasi del percorso
Le 4 fasi del percorso
Cos'è il PIIT?
Il PIIT, Piano Individualizzato di Integrazione Territoriale, nasce come strumento di protagonismo e revisione di vita della persona rifugiata, allo scopo di orientare il suo percorso di integrazione sul territorio.
Offre una visione globale delle azioni intraprese e della modalità con cui sono state realizzate fino a quel momento e mette a fuoco sogni, bisogni, obiettivi della persona definendo una scansione temporale che permette di delineare un piano d’azione concreto per raggiungere diversi obiettivi lungo quattro direttrici principali: casa, lavoro, strumenti e relazioni sociali.
Valutazione di impatto
Per misurare l’impatto del programmasulla componente rifugiata è stato laborato un set di indicatori che consente di rilevare variazioni significative tra l’inizio e la fine del match, sei mesi dopo.
Nel corso del 2023 il programmasi è dotato anche di strumenti metodologici per misurare l’impatto sulle comunità locali coinvolte nel programma.
I numeri del programma
MESI
RISULTATI RAGGIUNTI IN
DI MATCH
86
dei rifugiati ha migliorato la sua capacità di e di
orientarsi sul territorio
accedere ai servizi
36
Il
dei rifugiati ha dimostrato un
miglioramentodella propria condizione generale
È aumentato del
25
il numero di persone con un a fine percorso (passando dal 37% al 62%)
contratto di lavoro
È aumentato del
17
50
il numero di persone (passando dal 18% al 35%)
titolaridi un contratto di locazione
dei rifugiati ha migliorato il
livello di italiano
I numeri del programma
MESI
RISULTATI RAGGIUNTI IN
DI MATCH
86
dei rifugiati ha migliorato la sua capacità di e di
orientarsi sul territorio
accedere ai servizi
36
Il
dei rifugiati ha dimostrato un
miglioramentodella propria condizione generale
È aumentato del
25
il numero di persone con un a fine percorso (passando dal 37% al 62%)
contratto di lavoro
È aumentato del
17
50
il numero di persone (passando dal 18% al 35%)
titolaridi un contratto di locazione
dei rifugiati ha migliorato il
livello di italiano
Lingua
Il livello di conoscenza della lingua italiana da parte dei rifugiati coinvolti è uno degli aspetti su cui il programma ha avuto maggior impatto.
LIVELLO DI CONOSCENZA DELL’ITALIANO
DOPO
PRIMA
liv.A1
22
liv.A1
31
liv.A2
31
liv.A2
27
liv.B1
32
liv.B1
29
liv.B2
13
liv.B2
liv.C1
13
liv.C1
Servizi
Il miglioramento della propria capacità di orientarsi nel territorio e di accedere ai servizi è stato evidente per la stragrande maggioranza delle persone rifugiate (l'86%).
GRADO DI CONOSCENZA DEI SERVIZI
DOPO
PRIMA
nessuna/bassa
33
nessuna/bassa
media
48
media
46
alta
19
alta
47
Casa e lavoro
Il numero di persone che a fine progetto ha dichiarato di avere un contratto di lavoro è pari al 62% (+25% rispetto all’avvio del percorso). Raddoppiail numero di persone che dichiarano di avere un contratto di affitto intestato
a fine percorso.
a fine percorso il
50
senza accoglienza esenza contratto di affitto
17
il
delle persone che eranoin accoglienza all’avvio del percorso, a distanza di 6 mesi ha trovato una casa in affitto.
Rete sociale
La rete sociale si è andata ampliando e modificando, con l’aumento del numero di persone che sono entrate a far parte della rete di ciascuna persona rifugiata coinvolta.
Se siete operatori del sistema di accoglienza,servizi d’integrazione territoriali, istituzioni locali o organizzazioni della società civile e siete interessate/i ad adottare il Community Matching potete:
Se siete operatori del sistema di accoglienza,servizi d’integrazione territoriali, istituzioni locali o organizzazioni della società civile e siete interessate/i ad adottare il Community Matching potete:
La metodologia sviluppata è a disposizione di tutti/e e lo staff del programma Community Matching è disponibile a fornire una formazione specifica per attivare il programma in altri territori e contesti.
Cosa puoi fare tu
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Materiale di Approfondimento
MATERIALEdel CM
SI PARLADI NOI
INTERVISTE
Video registrazione dell’evento di presentazionedei risultati 2022
“Community Matching.
Comunità e rifugiati insieme per l'integrazione, (Roma 21.03. 2023)
Claudia e Biheb: un'amicizia nata da interessi comunie da uno scambio culturale
Stephanie e Cristina superanobarriere e pregiudizi grazie al progetto Community Matching
STORIE
Community Matching: quando le relazioni cambiano la vitadelle persone
Comunità di accoglienza e rifugiati costruiscono insieme un futuro migliore grazie al progetto Community Matching
Shabharu e Mari Grazia: insieme per i diritti
delle donne
Rifugiati e volontari alla scoperta di Torino: visita alla Basilica di Superga
Community Matching:i legami sono ponti per la pace
Intervistaa Chiara Cardoletti
Una buddyper amica
Siamo in fase di raccoltaed elaborazione dei dati, il report sarà disponibile a inizio 2024
FAQs
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
FAQs
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione
e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Chi sono i community facilitators?
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
Chi sono i community facilitators?
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione
e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
FAQs
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Comunità interculturali
La pratica di relazioni significative tra persone con diversi background non è sempre facile e accessibile, né per le persone rifugiate né per quelle autoctone: per questo il Community Matching rappresenta non solo un’opportunità per lo sviluppo di rapporti interculturali one-to-one, ma anche per costruire contesti di socialità più allargati e plurali, e via via più inclusivi e autorganizzati. Allo stesso tempo, attraverso la reciproca conoscenza, si abbattono barriere e si superano stereotipi, si valorizzano risorse e si contribuisce attivamente alla società, con ricadute positive sull’intera comunità.
Ampliare la rete relazionale e sociale ha ripercussioni positive sulla vita delle persone rifugiate: dalla lavorativa a quella abitativa, dalla salute al , dall’apprendimento della all’orientamento ai servizi e al territorio.
stabilizzazione
senso di sicurezza
lingua
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Il match viene proposto sulla base delle informazioni che il buddy rifugiato e il buddy volontario vogliono condividere con gli operatori che però non hanno la bacchetta magica. In alcuni match scatta subito la sintonia e il coinvolgimento, altri ci mettono più tempo a ingranare - magari con il supporto e la mediazione degli operatori, in altri casi ancora (per fortuna una netta minoranza!) non scatta la scintilla oppure uno dei due buddy per esigenze proprie deve interrompere la partecipazione. In questi casi, niente di grave. Il contatto con gli operatori è costante e se i vari tentativi di rilanciare il match non vanno a buon fine, si accompagnerà la chiusura dell’abbinamento, lasciando aperta la possibilità - per chi lo vorrà - di tentare con un’altra persona, subito o a distanza di tempo.
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
No, non sono necessarie particolari competenze pregresse. Si può candidare chiunque! Più che le competenze, sono importanti la curiosità, la motivazione e la disponibilità a mettersi in gioco. Sarà comunque offerto un breve corso di formazione per dare alcune informazioni di base ma non ci sono esami da superare! E gli operatori saranno disponibili prima, dopo e durante il match per chiarire eventuali dubbi o aiutare i buddy a comprendere meglio le dinamiche della relazione.
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
Non c’è un impegno fisso e prestabilito. Il match viene definito anche sulla base delle disponibilità del buddy rifugiato e del buddy volontario. Idealmente ci si aspetta che le persone coinvolte abbiamo tempo e voglia di incontrarsi almeno una volta al mese e di sentirsi o scriversi più frequentemente, ma l’intensità del rapporto dipenderà dal legame che si crea e dalla reale disponibilità delle persone. L’importante è non perdersi di vista per troppo tempo!
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
Non c’è un impegno fisso e prestabilito. Il match viene definito anche sulla base delle disponibilità del buddy rifugiato e del buddy volontario. Idealmente ci si aspetta che le persone coinvolte abbiamo tempo e voglia di incontrarsi almeno una volta al mese e di sentirsi o scriversi più frequentemente, ma l’intensità del rapporto dipenderà dal legame che si crea e dalla reale disponibilità delle persone. L’importante è non perdersi di vista per troppo tempo!
Cambiare l’immaginario
Il programma Community Matching mette al centro il protagonismo delle persone rifugiate e delle comunità locali, riconoscendo la loro capacità di contribuire attivamente allo sviluppo di comunità coese e inclusive. In questo modo, inoltre, il programma intende influenzare l’opinione pubblica e ribaltare approcci "paternalistici" e assistenzialistici, in cui le persone rifugiate sono viste innanzitutto come “portatrici” di bisogni che hanno poco da offrire alla società.
Dopo il primo contatto,le persone che si sono candidate vengono incontrate per presentare meglio il progetto e approfondire le loro motivazioni.
È inoltre previstauna formazione specifica per le persone volontarie.
Costruire un modello
Il Community Matching ha sviluppato una metodologia completa per implementare misure di protezione e integrazione sociale, proponendo anche strumenti consolidati di ricerca e valutazione dell’impatto che i legami sviluppati nell’ambito del programma suscitano tanto sulla componente rifugiata, quanto sui cittadini italiani e le comunità locali. Tutto ciò è sintetizzato e reso pubblico nel Toolkit che da un lato codifica i building block della pratica, e d’altro lato rappresenta un'opportunità di confronto e scambio di esperienze con le altre organizzazioni che oggi, sempre più numerose, stanno sviluppando in Italia e in Europa programmi affini.
Toolkit
Toolkit
Cos'è il Community Matching
1.1
Obiettivo del programma
1.2
1.3
Requisiti per le persone rifugiate
Requisiti per le persone volontarie
1.4
Community Matching negli anni
1.5
Principi guida
1.6
Le persone volontarie e rifugiate interessate possono registrarsi al programma compilando il form sul sito .Sono poi contattate da un referente del progetto per approfondire aspettative e motivazioni.
www.buddy.unhcr.it
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Il match viene proposto sulla base delle informazioni che il buddy rifugiato e il buddy volontario vogliono condividere con gli operatori che però non hanno la bacchetta magica. In alcuni match scatta subito la sintonia e il coinvolgimento, altri ci mettono più tempo a ingranare - magari con il supporto e la mediazione degli operatori, in altri casi ancora (per fortuna una netta minoranza!) non scatta la scintilla oppure uno dei due buddy per esigenze proprie deve interrompere la partecipazione. In questi casi, niente di grave. Il contatto con gli operatori è costante e se i vari tentativi di rilanciare il match non vanno a buon fine, si accompagnerà la chiusura dell’abbinamento, lasciando aperta la possibilità - per chi lo vorrà - di tentare con un’altra persona, subito o a distanza di tempo.
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
I buddy si impegnano su base volontaria e non retribuita. Non sono previsti pagamenti né rimborsi, ma si cercherà di pesare il meno possibile sulle disponibilità economiche dei partecipanti. Attraverso il programma di Community Matching vengono organizzate occasioni di socializzazione e festa. E si cerca di rendere accessibile gratuitamente o a basso costo l’offerta culturale delle città in cui viene realizzato. Per non parlare di tutte le cose che possono essere fatte e inventate senza dover spendere nemmeno un euro!
Complementarietà e collaborazione
Attraverso il programma Community Matching, ciascuna persona rifugiata che desideri completare il percorso d’integrazione avviato nel circuito d’accoglienza e raggiungere una piena autonomia accede a opportunità complementari a quelle già disponibili sui territori, anche grazie al potenziamento della rete di collaborazioni e delle risorse della società civile e delle comunità locali. Affinché ciò avvenga, è fondamentale la collaborazione di altri enti e organizzazioni: questa si concretizza in un costante scambio di informazioni, un allineamento continuo, una chiara determinazione delle competenze e una puntuale restituzione dei risultati nell’interesse della persona rifugiata e nel rispetto del suo progetto individualizzato.
Dopo il primo contatto,le persone che si sono candidate vengono incontrate per presentare meglio il progetto e approfondire le loro motivazioni.
È inoltre previstauna formazione specifica per le persone volontarie.
Protagonismo e partecipazione
Le persone rifugiate sono protagoniste del percorso, dalla definizione del Piano Individuale d’Integrazione Territoriale, in cui sono individuati gli obiettivi del singolo match, alla partecipazione attiva nella relazione e nella comunità. Partecipare implica sentirsi autori del proprio percorso d’integrazione e del proprio futuro, conoscere e condividere consapevolmente gli spazi e contribuire allo sviluppo della società. Essere protagonisti non significa solo poter incidere sul match in una dimensione paritaria e restituire simmetria a relazioni troppo spesso caratterizzate da dinamiche di squilibrio, ma anche, in una prospettiva più ampia, favorire la partecipazione delle persone rifugiate ai processi conoscitivi e decisionali della comunità.
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione
e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Il Community Matching è molto di più che una somma di singoli match! Chi vuole coltivare soprattutto un legame a due è naturalmente libero di farlo, ma vengono comunque organizzati e promossi eventi, laboratori, momenti di scambio, occasioni di socializzazione a cui possono partecipare i buddy già attivi, i candidati in attesa di essere abbinati ma anche i buddy che hanno terminato ufficialmente il match ma che vogliono continuare in qualche modo a partecipare al programma e rimanere in contatto con la comunità interculturale che si sta creando! Questi momenti allargati sono molto importanti anche per chi è agli inizi del match e magari è un po’ imbarazzato a trovarsi da solo con il proprio buddy, oppure i buddy che sono rimasti provvisoriamente un po’ soli perché la persona a loro abbinata si è per qualche motivo dovuta allontanare per un certo tempo (per esempio per motivi di salute, di lavoro o di studio). In questo modo non ci si sente mai davvero soli!
La conoscenza reciproca tra rifugiati e cittadini volontari contribuisce a e ha un impatto positivo anche sulla società d’accoglienza, nella direzione del rispetto dei diritti umani, della solidarietà e dell’inclusione.
superare barriere e stereotipi
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Possono esserci momenti di difficoltà sia da parte del buddy rifugiato che da parte del buddy volontario. Si può trattare di qualche problema relativo al match e al rapporto con il proprio buddy, oppure situazioni di difficoltà, fatica, demotivazione personale. In tutti questi casi l’operatore è a disposizione per affiancare e supportare la persona e per provare a trovare insieme una soluzione. Sono previsti momenti fissi di incontro e monitoraggio, in cui si possono condividere questi problemi, ma l’operatore può comunque essere contattato in qualunque momento, anche al di là di questi appuntamenti programmati.
L’equipe del progetto valuta quale abbinamento possa meglio rispondere alle aspettative e ai bisogni delle persone coinvolte (volontario/a e rifugiato/a) Formalizzato il match, le persone saranno libere di costruire "su misura" il legame che va bene per loro. La relazione ha una e sarà sempre accompagnata da personale qualificato.
durata in media di 6 mesi
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
No, non c’è un rifugiato/a più adatto di un altro per partecipare al Community Matching. Durante la fase di conoscenza gli operatori approfondiscono le caratteristiche della singola persona e cercano il match più adatto con un buddy volontario che si abbini al meglio. Se la persona rifugiata sta attraversando un momento di particolare difficoltà (sul piano psicologico o materiale) potrebbe essere necessario facilitare prima il suo accesso ai servizi e la soddisfazione delle sue esigenze primarie, ma anche per questo il programma cerca di lavorare in modo integrato con il sistema di accoglienza e con i servizi della città.
L’equipe del progetto valuta quale abbinamento possa meglio rispondere alle aspettative e ai bisogni delle persone coinvolte (volontario/a e rifugiato/a) Formalizzato il match, le persone saranno libere di costruire "su misura" il legame che va bene per loro. La relazione ha una e sarà sempre accompagnata da personale qualificato.
durata in media di 6 mesi
L'equipe di progetto sostiene il
match realizzato e valuta i progressi
verso l'autonomia e l'integrazione
delle persone rifugiatecoinvolte, attraverso
strumenti e indicatori dedicati.
I numeri del programma
3.1
Lingua
3.2
3.3
Servizi
Casa e lavoro
3.4
Rete sociale
3.5
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Il Community Matching si integra e completa l’approccio dell’accoglienza integrata e diffusa incarnata nei progetti SAI, potenziando le dimensioni dell’integrazione sociale e dello sviluppo di reti sociali interculturali via via più ampie e diversificate. Se volete che il vostro progetto SAI adotti la metodologia del Community Matching, potete contattare UNHCR, CIAC o RWI per aderire formalmente al programma e ricevere il supporto necessario per acquisire la metodologia e gli strumenti già elaborati dal programma. Il Community Matching può essere portato avanti direttamente dall’equipe multidisciplinare del SAI, debitamente formata, oppure da operatori di CIAC o RWI, in un rapporto di partnership e coordinamento.
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Possono esserci momenti di difficoltà sia da parte del buddy rifugiato che da parte del buddy volontario. Si può trattare di qualche problema relativo al match e al rapporto con il proprio buddy, oppure situazioni di difficoltà, fatica, demotivazione personale. In tutti questi casi l’operatore è a disposizione per affiancare e supportare la persona e per provare a trovare insieme una soluzione. Sono previsti momenti fissi di incontro e monitoraggio, in cui si possono condividere questi problemi, ma l’operatore può comunque essere contattato in qualunque momento, anche al di là di questi appuntamenti programmati.
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
No, non sono necessarie particolari competenze pregresse. Si può candidare chiunque! Più che le competenze, sono importanti la curiosità, la motivazione e la disponibilità a mettersi in gioco. Sarà comunque offerto un breve corso di formazione per dare alcune informazioni di base ma non ci sono esami da superare! E gli operatori saranno disponibili prima, dopo e durante il match per chiarire eventuali dubbi o aiutare i buddy a comprendere meglio le dinamiche della relazione.
Contatti
4.1
Pacchetto formativo
4.2
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Il Community Matching parte da un’idea semplice e porta risultati tangibili sia per le persone rifugiate che per le comunità nel loro complesso. Le istituzioni locali possono scegliere di adottare il programma in favore dei rifugiati, ma anche di applicarlo ad altri destinatari, adattando la metodologia già elaborata e codificata. Mettendosi in contatto con UNHCR, CIAC o RWI si può approfondire attraverso una consulenza o un percorso di formazione come fare in modo che il Community Matching approdi anche nella vostra città.
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
I buddy si impegnano su base volontaria e non retribuita. Non sono previsti pagamenti né rimborsi, ma si cercherà di pesare il meno possibile sulle disponibilità economiche dei partecipanti. Attraverso il programma Community Matching vengono organizzate occasioni di socializzazione e festa. E si cerca di rendere accessibile gratuitamente o a basso costo l’offerta culturale delle città in cui viene realizzato. Per non parlare di tutte le cose che possono essere fatte e inventate senza dover spendere nemmeno un euro!
Le persone volontarie e rifugiate interessate possono registrarsi al programma compilando il form sul sito .Sono poi contattate da un referente del progetto per approfondire aspettative e motivazioni.
www.buddy.unhcr.it
L'equipe di progetto sostiene il
match realizzato e valuta i progressi
verso l'autonomia e l'integrazione
delle persone rifugiatecoinvolte, attraverso
strumenti e indicatori dedicati.
Chi sono i community facilitators?
Ci sono tanti modi per partecipare al programma di Community Matching. Alcuni buddy danno la disponibilità a impegnarsi non solo con la persona a cui vengono abbinati ma anche a sostenere il programma nel suo complesso. Dopo aver avuto una bella esperienza di amicizia con una persona rifugiata o con un italiano/a può venire voglia di darsi da fare per promuovere il programma, per organizzare laboratori o eventi, per supportare gli operatori nell’affiancamento ad alcuni match, per portare testimonianze in luoghi pubblici o per fare interviste con dei giornalisti. I community facilitators vengono coinvolti e formati per promuovere il Community Matching e lo sviluppo di comunità interculturali. Chi meglio di loro può raccontare e mostrare quanto è bello e stimolante vivere il Community Matching?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
Potete offrire la disponibilità ad ospitare un evento di promozione del programma dove presentare ai propri soci e amici la possibilità di diventare buddy. Possiamo co-organizzare insieme una festa, un evento sociale, un torneo di calcetto, una cena o una merenda conviviale, a cui invitare i buddy già attivi e magari invogliare i vostri membri ad aderire al programma. Potete diventare uno “spazio amico” del Community Matching, segnalando che nelle vostre sedi i rifugiati e i loro buddy sono sempre benvenuti. Potete… proporci altre forme di collaborazione che in questo momento non ci vengono in mente: le porte del Community Matching sono sempre aperte!
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
No, non c’è un rifugiato/a più adatto di un altro per partecipare al Community Matching. Durante la fase di conoscenza gli operatori approfondiscono le caratteristiche della singola persona e cercano il match più adatto con un buddy volontario che si abbini al meglio. Se la persona rifugiata sta attraversando un momento di particolare difficoltà (sul piano psicologico o materiale) potrebbe essere necessario facilitare prima il suo accesso ai servizi e la soddisfazione delle sue esigenze primarie, ma anche per questo il programma cerca di lavorare in modo integrato con il sistema di accoglienza e con i servizi della città.
Il Toolkit Community Matching
2.1
Le 4 fasi del percorso
2.2
2.3
Cos'è il PIIT?
Cos'è la valutazione d'impatto?
2.4
Community Matching
Erika Vicaretti
Created on September 19, 2023
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Comunità e Rifugiati
insieme
per l’integrazione
Costruiamo comunità accoglienti, solidali,
inclusive.
Il Community Matching è un programma
realizzato da UNHCR
, insieme a Ciac e Refugees Welcome Italia, grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000.
Il Community Matching è un programma
realizzato da UNHCR
, insieme a Ciac e Refugees Welcome Italia, grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000.
obiettivo del programma
tra persone rifugiate e volontari e volontarie, che possano affiancarle nel loro percorso d’integrazione.
favorire lo sviluppo di relazioni
persone rifugiate
tra persone rifugiate e volontari e volontarie, che possano affiancarle nel loro percorso d’integrazione.
favorire lo sviluppo di relazioni
obiettivo del programma
Motivazione a partecipare al programma.
Richiedenti asilo, apolidi, titolari di protezione internazionale, temporanea e persone arrivate in Italia attraverso canali di accesso sicuri e legali
Persone residenti sul territorio che vogliono rafforzare il proprio percorso d’integrazione
In accoglienza e/o usciti dall’accoglienza, che abbiano avviato un percorso di integrazione.
Conoscenza base della lingua italiana e/o di un’altra lingua veicolare.
persone volontarie
persone rifugiate
Richiedenti asilo, apolidi, titolari di protezione internazionale, temporanea e persone arrivate in Italia attraverso canali di accesso sicuri e legali
In accoglienza e/o usciti dall’accoglienza, che abbiano avviato un percorso di integrazione.
Persone residenti sul territorio che vogliono rafforzare il proprio percorso d’integrazione
Motivazione a partecipare al programma.
Conoscenza base della lingua italiana e/o di un’altra lingua veicolare.
Persone con cittadinanza italiana
Persone rifugiate ben inserite e orientate nel territorio locale.
Motivazione a partecipare al programma.
Persone straniere regolarmente residenti sul territorio
persone volontarie
Persone con cittadinanza italiana
Persone straniere regolarmente residenti sul territorio
Persone rifugiate ben inserite e orientate nel territorio locale.
Motivazione a partecipare al programma.
2024
2022
si continua nelle 10 città
Palermo, Milano, Napoli, Parma
si aggiungono
2021
2023
Bari, Torino, Roma
Bergamo, Bologna, Padova
si aggiungono
I risultati raggiunti, mostrano come l’attivazione di relazioni sia determinante nei percorsi d’integrazione delle persone rifugiate
358 match in 7 città italiane
358
match
FINO AL 31/12/2022
I principi guida
Cambiare l'immaginario
Protagonismo e partecipazione
Comunità interculturali
Complementarietà e collaborazione
Costruire un modello
Il programma ha codificato e continua a consolidare una metodologia semplice e rigorosa che trova sintesi nel
Toolkit Community Matching
Le 4 fasi del percorso
Le 4 fasi del percorso
Cos'è il PIIT?
Il PIIT, Piano Individualizzato di Integrazione Territoriale, nasce come strumento di protagonismo e revisione di vita della persona rifugiata, allo scopo di orientare il suo percorso di integrazione sul territorio.
Offre una visione globale delle azioni intraprese e della modalità con cui sono state realizzate fino a quel momento e mette a fuoco sogni, bisogni, obiettivi della persona definendo una scansione temporale che permette di delineare un piano d’azione concreto per raggiungere diversi obiettivi lungo quattro direttrici principali: casa, lavoro, strumenti e relazioni sociali.
Valutazione di impatto
Per misurare l’impatto del programmasulla componente rifugiata è stato laborato un set di indicatori che consente di rilevare variazioni significative tra l’inizio e la fine del match, sei mesi dopo.
Nel corso del 2023 il programmasi è dotato anche di strumenti metodologici per misurare l’impatto sulle comunità locali coinvolte nel programma.
I numeri del programma
MESI
RISULTATI RAGGIUNTI IN
DI MATCH
86
dei rifugiati ha migliorato la sua capacità di e di
orientarsi sul territorio
accedere ai servizi
36
Il
dei rifugiati ha dimostrato un
miglioramentodella propria condizione generale
È aumentato del
25
il numero di persone con un a fine percorso (passando dal 37% al 62%)
contratto di lavoro
È aumentato del
17
50
il numero di persone (passando dal 18% al 35%)
titolaridi un contratto di locazione
dei rifugiati ha migliorato il
livello di italiano
I numeri del programma
MESI
RISULTATI RAGGIUNTI IN
DI MATCH
86
dei rifugiati ha migliorato la sua capacità di e di
orientarsi sul territorio
accedere ai servizi
36
Il
dei rifugiati ha dimostrato un
miglioramentodella propria condizione generale
È aumentato del
25
il numero di persone con un a fine percorso (passando dal 37% al 62%)
contratto di lavoro
È aumentato del
17
50
il numero di persone (passando dal 18% al 35%)
titolaridi un contratto di locazione
dei rifugiati ha migliorato il
livello di italiano
Lingua
Il livello di conoscenza della lingua italiana da parte dei rifugiati coinvolti è uno degli aspetti su cui il programma ha avuto maggior impatto.
LIVELLO DI CONOSCENZA DELL’ITALIANO
DOPO
PRIMA
liv.A1
22
liv.A1
31
liv.A2
31
liv.A2
27
liv.B1
32
liv.B1
29
liv.B2
13
liv.B2
liv.C1
13
liv.C1
Servizi
Il miglioramento della propria capacità di orientarsi nel territorio e di accedere ai servizi è stato evidente per la stragrande maggioranza delle persone rifugiate (l'86%).
GRADO DI CONOSCENZA DEI SERVIZI
DOPO
PRIMA
nessuna/bassa
33
nessuna/bassa
media
48
media
46
alta
19
alta
47
Casa e lavoro
Il numero di persone che a fine progetto ha dichiarato di avere un contratto di lavoro è pari al 62% (+25% rispetto all’avvio del percorso). Raddoppiail numero di persone che dichiarano di avere un contratto di affitto intestato a fine percorso.
a fine percorso il
50
senza accoglienza esenza contratto di affitto
17
il
delle persone che eranoin accoglienza all’avvio del percorso, a distanza di 6 mesi ha trovato una casa in affitto.
Rete sociale
La rete sociale si è andata ampliando e modificando, con l’aumento del numero di persone che sono entrate a far parte della rete di ciascuna persona rifugiata coinvolta.
Se siete operatori del sistema di accoglienza,servizi d’integrazione territoriali, istituzioni locali o organizzazioni della società civile e siete interessate/i ad adottare il Community Matching potete:
Se siete operatori del sistema di accoglienza,servizi d’integrazione territoriali, istituzioni locali o organizzazioni della società civile e siete interessate/i ad adottare il Community Matching potete:
La metodologia sviluppata è a disposizione di tutti/e e lo staff del programma Community Matching è disponibile a fornire una formazione specifica per attivare il programma in altri territori e contesti.
Cosa puoi fare tu
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INTERVISTE
Video registrazione dell’evento di presentazionedei risultati 2022 “Community Matching. Comunità e rifugiati insieme per l'integrazione, (Roma 21.03. 2023)
Claudia e Biheb: un'amicizia nata da interessi comunie da uno scambio culturale
Stephanie e Cristina superanobarriere e pregiudizi grazie al progetto Community Matching
STORIE
Community Matching: quando le relazioni cambiano la vitadelle persone
Comunità di accoglienza e rifugiati costruiscono insieme un futuro migliore grazie al progetto Community Matching
Shabharu e Mari Grazia: insieme per i diritti delle donne
Rifugiati e volontari alla scoperta di Torino: visita alla Basilica di Superga
Community Matching:i legami sono ponti per la pace
Intervistaa Chiara Cardoletti
Una buddyper amica
Siamo in fase di raccoltaed elaborazione dei dati, il report sarà disponibile a inizio 2024
FAQs
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
FAQs
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Chi sono i community facilitators?
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
Chi sono i community facilitators?
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
FAQs
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Comunità interculturali
La pratica di relazioni significative tra persone con diversi background non è sempre facile e accessibile, né per le persone rifugiate né per quelle autoctone: per questo il Community Matching rappresenta non solo un’opportunità per lo sviluppo di rapporti interculturali one-to-one, ma anche per costruire contesti di socialità più allargati e plurali, e via via più inclusivi e autorganizzati. Allo stesso tempo, attraverso la reciproca conoscenza, si abbattono barriere e si superano stereotipi, si valorizzano risorse e si contribuisce attivamente alla società, con ricadute positive sull’intera comunità.
Ampliare la rete relazionale e sociale ha ripercussioni positive sulla vita delle persone rifugiate: dalla lavorativa a quella abitativa, dalla salute al , dall’apprendimento della all’orientamento ai servizi e al territorio.
stabilizzazione
senso di sicurezza
lingua
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Il match viene proposto sulla base delle informazioni che il buddy rifugiato e il buddy volontario vogliono condividere con gli operatori che però non hanno la bacchetta magica. In alcuni match scatta subito la sintonia e il coinvolgimento, altri ci mettono più tempo a ingranare - magari con il supporto e la mediazione degli operatori, in altri casi ancora (per fortuna una netta minoranza!) non scatta la scintilla oppure uno dei due buddy per esigenze proprie deve interrompere la partecipazione. In questi casi, niente di grave. Il contatto con gli operatori è costante e se i vari tentativi di rilanciare il match non vanno a buon fine, si accompagnerà la chiusura dell’abbinamento, lasciando aperta la possibilità - per chi lo vorrà - di tentare con un’altra persona, subito o a distanza di tempo.
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
No, non sono necessarie particolari competenze pregresse. Si può candidare chiunque! Più che le competenze, sono importanti la curiosità, la motivazione e la disponibilità a mettersi in gioco. Sarà comunque offerto un breve corso di formazione per dare alcune informazioni di base ma non ci sono esami da superare! E gli operatori saranno disponibili prima, dopo e durante il match per chiarire eventuali dubbi o aiutare i buddy a comprendere meglio le dinamiche della relazione.
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
Non c’è un impegno fisso e prestabilito. Il match viene definito anche sulla base delle disponibilità del buddy rifugiato e del buddy volontario. Idealmente ci si aspetta che le persone coinvolte abbiamo tempo e voglia di incontrarsi almeno una volta al mese e di sentirsi o scriversi più frequentemente, ma l’intensità del rapporto dipenderà dal legame che si crea e dalla reale disponibilità delle persone. L’importante è non perdersi di vista per troppo tempo!
Quale tipo di impegno è richiesto ai buddy?
Non c’è un impegno fisso e prestabilito. Il match viene definito anche sulla base delle disponibilità del buddy rifugiato e del buddy volontario. Idealmente ci si aspetta che le persone coinvolte abbiamo tempo e voglia di incontrarsi almeno una volta al mese e di sentirsi o scriversi più frequentemente, ma l’intensità del rapporto dipenderà dal legame che si crea e dalla reale disponibilità delle persone. L’importante è non perdersi di vista per troppo tempo!
Cambiare l’immaginario
Il programma Community Matching mette al centro il protagonismo delle persone rifugiate e delle comunità locali, riconoscendo la loro capacità di contribuire attivamente allo sviluppo di comunità coese e inclusive. In questo modo, inoltre, il programma intende influenzare l’opinione pubblica e ribaltare approcci "paternalistici" e assistenzialistici, in cui le persone rifugiate sono viste innanzitutto come “portatrici” di bisogni che hanno poco da offrire alla società.
Dopo il primo contatto,le persone che si sono candidate vengono incontrate per presentare meglio il progetto e approfondire le loro motivazioni.
È inoltre previstauna formazione specifica per le persone volontarie.
Costruire un modello
Il Community Matching ha sviluppato una metodologia completa per implementare misure di protezione e integrazione sociale, proponendo anche strumenti consolidati di ricerca e valutazione dell’impatto che i legami sviluppati nell’ambito del programma suscitano tanto sulla componente rifugiata, quanto sui cittadini italiani e le comunità locali. Tutto ciò è sintetizzato e reso pubblico nel Toolkit che da un lato codifica i building block della pratica, e d’altro lato rappresenta un'opportunità di confronto e scambio di esperienze con le altre organizzazioni che oggi, sempre più numerose, stanno sviluppando in Italia e in Europa programmi affini.
Toolkit
Toolkit
Cos'è il Community Matching
1.1
Obiettivo del programma
1.2
1.3
Requisiti per le persone rifugiate
Requisiti per le persone volontarie
1.4
Community Matching negli anni
1.5
Principi guida
1.6
Le persone volontarie e rifugiate interessate possono registrarsi al programma compilando il form sul sito .Sono poi contattate da un referente del progetto per approfondire aspettative e motivazioni.
www.buddy.unhcr.it
Se non mi trovo bene con il mio buddy, cosa succede?
Il match viene proposto sulla base delle informazioni che il buddy rifugiato e il buddy volontario vogliono condividere con gli operatori che però non hanno la bacchetta magica. In alcuni match scatta subito la sintonia e il coinvolgimento, altri ci mettono più tempo a ingranare - magari con il supporto e la mediazione degli operatori, in altri casi ancora (per fortuna una netta minoranza!) non scatta la scintilla oppure uno dei due buddy per esigenze proprie deve interrompere la partecipazione. In questi casi, niente di grave. Il contatto con gli operatori è costante e se i vari tentativi di rilanciare il match non vanno a buon fine, si accompagnerà la chiusura dell’abbinamento, lasciando aperta la possibilità - per chi lo vorrà - di tentare con un’altra persona, subito o a distanza di tempo.
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
I buddy si impegnano su base volontaria e non retribuita. Non sono previsti pagamenti né rimborsi, ma si cercherà di pesare il meno possibile sulle disponibilità economiche dei partecipanti. Attraverso il programma di Community Matching vengono organizzate occasioni di socializzazione e festa. E si cerca di rendere accessibile gratuitamente o a basso costo l’offerta culturale delle città in cui viene realizzato. Per non parlare di tutte le cose che possono essere fatte e inventate senza dover spendere nemmeno un euro!
Complementarietà e collaborazione
Attraverso il programma Community Matching, ciascuna persona rifugiata che desideri completare il percorso d’integrazione avviato nel circuito d’accoglienza e raggiungere una piena autonomia accede a opportunità complementari a quelle già disponibili sui territori, anche grazie al potenziamento della rete di collaborazioni e delle risorse della società civile e delle comunità locali. Affinché ciò avvenga, è fondamentale la collaborazione di altri enti e organizzazioni: questa si concretizza in un costante scambio di informazioni, un allineamento continuo, una chiara determinazione delle competenze e una puntuale restituzione dei risultati nell’interesse della persona rifugiata e nel rispetto del suo progetto individualizzato.
Dopo il primo contatto,le persone che si sono candidate vengono incontrate per presentare meglio il progetto e approfondire le loro motivazioni.
È inoltre previstauna formazione specifica per le persone volontarie.
Protagonismo e partecipazione
Le persone rifugiate sono protagoniste del percorso, dalla definizione del Piano Individuale d’Integrazione Territoriale, in cui sono individuati gli obiettivi del singolo match, alla partecipazione attiva nella relazione e nella comunità. Partecipare implica sentirsi autori del proprio percorso d’integrazione e del proprio futuro, conoscere e condividere consapevolmente gli spazi e contribuire allo sviluppo della società. Essere protagonisti non significa solo poter incidere sul match in una dimensione paritaria e restituire simmetria a relazioni troppo spesso caratterizzate da dinamiche di squilibrio, ma anche, in una prospettiva più ampia, favorire la partecipazione delle persone rifugiate ai processi conoscitivi e decisionali della comunità.
Il programma organizza attività sociali, momenti di condivisione e scambio di esperienze tra i partecipanti?
Il Community Matching è molto di più che una somma di singoli match! Chi vuole coltivare soprattutto un legame a due è naturalmente libero di farlo, ma vengono comunque organizzati e promossi eventi, laboratori, momenti di scambio, occasioni di socializzazione a cui possono partecipare i buddy già attivi, i candidati in attesa di essere abbinati ma anche i buddy che hanno terminato ufficialmente il match ma che vogliono continuare in qualche modo a partecipare al programma e rimanere in contatto con la comunità interculturale che si sta creando! Questi momenti allargati sono molto importanti anche per chi è agli inizi del match e magari è un po’ imbarazzato a trovarsi da solo con il proprio buddy, oppure i buddy che sono rimasti provvisoriamente un po’ soli perché la persona a loro abbinata si è per qualche motivo dovuta allontanare per un certo tempo (per esempio per motivi di salute, di lavoro o di studio). In questo modo non ci si sente mai davvero soli!
La conoscenza reciproca tra rifugiati e cittadini volontari contribuisce a e ha un impatto positivo anche sulla società d’accoglienza, nella direzione del rispetto dei diritti umani, della solidarietà e dell’inclusione.
superare barriere e stereotipi
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Possono esserci momenti di difficoltà sia da parte del buddy rifugiato che da parte del buddy volontario. Si può trattare di qualche problema relativo al match e al rapporto con il proprio buddy, oppure situazioni di difficoltà, fatica, demotivazione personale. In tutti questi casi l’operatore è a disposizione per affiancare e supportare la persona e per provare a trovare insieme una soluzione. Sono previsti momenti fissi di incontro e monitoraggio, in cui si possono condividere questi problemi, ma l’operatore può comunque essere contattato in qualunque momento, anche al di là di questi appuntamenti programmati.
L’equipe del progetto valuta quale abbinamento possa meglio rispondere alle aspettative e ai bisogni delle persone coinvolte (volontario/a e rifugiato/a) Formalizzato il match, le persone saranno libere di costruire "su misura" il legame che va bene per loro. La relazione ha una e sarà sempre accompagnata da personale qualificato.
durata in media di 6 mesi
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
No, non c’è un rifugiato/a più adatto di un altro per partecipare al Community Matching. Durante la fase di conoscenza gli operatori approfondiscono le caratteristiche della singola persona e cercano il match più adatto con un buddy volontario che si abbini al meglio. Se la persona rifugiata sta attraversando un momento di particolare difficoltà (sul piano psicologico o materiale) potrebbe essere necessario facilitare prima il suo accesso ai servizi e la soddisfazione delle sue esigenze primarie, ma anche per questo il programma cerca di lavorare in modo integrato con il sistema di accoglienza e con i servizi della città.
L’equipe del progetto valuta quale abbinamento possa meglio rispondere alle aspettative e ai bisogni delle persone coinvolte (volontario/a e rifugiato/a) Formalizzato il match, le persone saranno libere di costruire "su misura" il legame che va bene per loro. La relazione ha una e sarà sempre accompagnata da personale qualificato.
durata in media di 6 mesi
L'equipe di progetto sostiene il match realizzato e valuta i progressi verso l'autonomia e l'integrazione delle persone rifugiatecoinvolte, attraverso
strumenti e indicatori dedicati.
I numeri del programma
3.1
Lingua
3.2
3.3
Servizi
Casa e lavoro
3.4
Rete sociale
3.5
Sono un progetto SAI, come posso aderire al programma?
Il Community Matching si integra e completa l’approccio dell’accoglienza integrata e diffusa incarnata nei progetti SAI, potenziando le dimensioni dell’integrazione sociale e dello sviluppo di reti sociali interculturali via via più ampie e diversificate. Se volete che il vostro progetto SAI adotti la metodologia del Community Matching, potete contattare UNHCR, CIAC o RWI per aderire formalmente al programma e ricevere il supporto necessario per acquisire la metodologia e gli strumenti già elaborati dal programma. Il Community Matching può essere portato avanti direttamente dall’equipe multidisciplinare del SAI, debitamente formata, oppure da operatori di CIAC o RWI, in un rapporto di partnership e coordinamento.
Se sono diventato buddy e ho qualche problema, a chi mi posso rivolgere?
Possono esserci momenti di difficoltà sia da parte del buddy rifugiato che da parte del buddy volontario. Si può trattare di qualche problema relativo al match e al rapporto con il proprio buddy, oppure situazioni di difficoltà, fatica, demotivazione personale. In tutti questi casi l’operatore è a disposizione per affiancare e supportare la persona e per provare a trovare insieme una soluzione. Sono previsti momenti fissi di incontro e monitoraggio, in cui si possono condividere questi problemi, ma l’operatore può comunque essere contattato in qualunque momento, anche al di là di questi appuntamenti programmati.
Bisogna avere competenze particolari per diventare buddy volontario/a?
No, non sono necessarie particolari competenze pregresse. Si può candidare chiunque! Più che le competenze, sono importanti la curiosità, la motivazione e la disponibilità a mettersi in gioco. Sarà comunque offerto un breve corso di formazione per dare alcune informazioni di base ma non ci sono esami da superare! E gli operatori saranno disponibili prima, dopo e durante il match per chiarire eventuali dubbi o aiutare i buddy a comprendere meglio le dinamiche della relazione.
Contatti
4.1
Pacchetto formativo
4.2
Sono un Comune o un’altra istituzione, come posso aderire al programma?
Il Community Matching parte da un’idea semplice e porta risultati tangibili sia per le persone rifugiate che per le comunità nel loro complesso. Le istituzioni locali possono scegliere di adottare il programma in favore dei rifugiati, ma anche di applicarlo ad altri destinatari, adattando la metodologia già elaborata e codificata. Mettendosi in contatto con UNHCR, CIAC o RWI si può approfondire attraverso una consulenza o un percorso di formazione come fare in modo che il Community Matching approdi anche nella vostra città.
È prevista qualche forma di retribuzione o rimborso?
I buddy si impegnano su base volontaria e non retribuita. Non sono previsti pagamenti né rimborsi, ma si cercherà di pesare il meno possibile sulle disponibilità economiche dei partecipanti. Attraverso il programma Community Matching vengono organizzate occasioni di socializzazione e festa. E si cerca di rendere accessibile gratuitamente o a basso costo l’offerta culturale delle città in cui viene realizzato. Per non parlare di tutte le cose che possono essere fatte e inventate senza dover spendere nemmeno un euro!
Le persone volontarie e rifugiate interessate possono registrarsi al programma compilando il form sul sito .Sono poi contattate da un referente del progetto per approfondire aspettative e motivazioni.
www.buddy.unhcr.it
L'equipe di progetto sostiene il match realizzato e valuta i progressi verso l'autonomia e l'integrazione delle persone rifugiatecoinvolte, attraverso
strumenti e indicatori dedicati.
Chi sono i community facilitators?
Ci sono tanti modi per partecipare al programma di Community Matching. Alcuni buddy danno la disponibilità a impegnarsi non solo con la persona a cui vengono abbinati ma anche a sostenere il programma nel suo complesso. Dopo aver avuto una bella esperienza di amicizia con una persona rifugiata o con un italiano/a può venire voglia di darsi da fare per promuovere il programma, per organizzare laboratori o eventi, per supportare gli operatori nell’affiancamento ad alcuni match, per portare testimonianze in luoghi pubblici o per fare interviste con dei giornalisti. I community facilitators vengono coinvolti e formati per promuovere il Community Matching e lo sviluppo di comunità interculturali. Chi meglio di loro può raccontare e mostrare quanto è bello e stimolante vivere il Community Matching?
Sono un’associazione/un gruppo informale/una parrocchia/un centro sociale, come posso collaborare con il programma?
Potete offrire la disponibilità ad ospitare un evento di promozione del programma dove presentare ai propri soci e amici la possibilità di diventare buddy. Possiamo co-organizzare insieme una festa, un evento sociale, un torneo di calcetto, una cena o una merenda conviviale, a cui invitare i buddy già attivi e magari invogliare i vostri membri ad aderire al programma. Potete diventare uno “spazio amico” del Community Matching, segnalando che nelle vostre sedi i rifugiati e i loro buddy sono sempre benvenuti. Potete… proporci altre forme di collaborazione che in questo momento non ci vengono in mente: le porte del Community Matching sono sempre aperte!
È un programma adatto solo a un certo profilo di rifugiati?
No, non c’è un rifugiato/a più adatto di un altro per partecipare al Community Matching. Durante la fase di conoscenza gli operatori approfondiscono le caratteristiche della singola persona e cercano il match più adatto con un buddy volontario che si abbini al meglio. Se la persona rifugiata sta attraversando un momento di particolare difficoltà (sul piano psicologico o materiale) potrebbe essere necessario facilitare prima il suo accesso ai servizi e la soddisfazione delle sue esigenze primarie, ma anche per questo il programma cerca di lavorare in modo integrato con il sistema di accoglienza e con i servizi della città.
Il Toolkit Community Matching
2.1
Le 4 fasi del percorso
2.2
2.3
Cos'è il PIIT?
Cos'è la valutazione d'impatto?
2.4