Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Niccolò Machiavelli

Paolo Rapini

Created on September 18, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Vaporwave presentation

Animated Sketch Presentation

Memories Presentation

Pechakucha Presentation

Decades Presentation

Color and Shapes Presentation

Historical Presentation

Transcript

PRESENTATION

Niccolò Machiavelli

PRESENTAtioN LOREM IPSUM

Il Principe

L'opera più famosa di Machiavelli esce nel 1516 sotto forma di manoscritto originale e solo dal 1532, dopo la morte del suo autore, viene dato alle stampe

Reveal

Il genere è quello degli specula principis, trattati politici famosi nel Medioevo che descrivono le caratteristiche del principe ideale.

I contenuti

Come si conquista e si mantiene il potere nei vari tipi di Principato (Capitoli I-XI)

Il problema delle milizie (Capitoli XII- XIV)

La figura del Principe (Capitoli XV-XXIII)

Le cause della crisi in Italia, il ruolo della fortuna e l'esportazione a Lorenzo II de'Medici (Capitoli XXIV- XXVI)

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh

CAPITOLO XV. Delle cose, mediante le quali gli uomini, e massimamente i Principi, sono lodati o vituperati.

Resta ora a vedere quali debbano essere i modi e governi di un Principe con li sudditi e con gli amici. E perchè io so che molti di questo hanno scritto, dubito, scrivendone ancor io, non esser tenuto presontuoso, partendomi, massime nel disputare questa materia, dagli ordini degli altri. Ma essendo l’intento mio scrivere cosa utile a chi l’intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa, che all’immaginazione di essa: e molti si sono immaginate Repubbliche e Principati, che non si sono mai visti nè cognosciuti essere in vero; perchè egli è tanto discosto da come si vive, a come si doveria vivere, che colui che lascia quello che si fa per quello che si doveria fare, impara piuttosto la rovina, che la preservazione sua; perchè un uomo che voglia fare in tutte le parti professione di buono, conviene che rovini fra tanti che non sono buoni. Onde è necessario ad un Principe, volendosi mantenere, imparare a potere essere non buono, ed usarlo e non usarlo secondo la necessità.

Info

Info

Lorem Ipsum Dolor Sit

PRESENTATION LOREM IPSUM

Lasciando adunque indietro le cose circa un Principe immaginate, e discorrendo quelle che son vere, dico, che tutti gli uomini, quando se ne parla, e massime i Principi, per esser posti più alto, sono notati di alcuna di queste qualità che arrecano loro o biasimo, o laude; e questo è che alcuno è tenuto liberale, alcuno misero, usando un termine Toscano, (perchè avaro in nostra lingua è ancor colui che per rapina desidera d’avere, e misero chiamiamo quello che troppo si astiene dall’usare il suo) alcuno è tenuto donatore, alcuno rapace; alcuno crudele, alcuno pietoso; l’uno fedífrago, l’altro fedele; l’uno effeminato e pusillanime, l’altro feroce ed animoso; l’uno umano, l’altro superbo; l’uno lascivo, l’altro casto; l’uno intero, l’altro astuto; l’uno duro, l’altro facile; l’uno grave, l’altro leggiere; l’uno religioso, l’altro incredulo, e simili. Io so che ciascuno confesserà, che sarebbe laudabilissima cosa un Principe trovarsi di tutte le sopraddette qualità, quelle che sono tenute buone; ma perchè non si possono avere, nè interamente osservare per le condizioni umane che non lo consentono, gli è necessario essere tanto prudente, che sappia fuggire l’infamia di quelli vizi che li torrebbono lo Stato, e da quelli che non gliene tolgano, guardarsi, se egli è possibile; ma non potendosi, si può con minor rispetto lasciare andare. Ed etiam non si curi d’incorrere nell’infamia di quelli vizi, senza i quali possa difficilmente salvare lo Stato; perchè, se si considera bene tutto, si troverà qualche cosa che parrà virtù, e seguendola sarebbe la rovina sua; e qualcun’altra che parrà vizio, e seguendola ne risulta la sicurtà, ed il ben essere suo.

Info

Lorem Ipsum Dolor Sit

CAPITOLO XVIII. In che modo i Principi debbino osservare la fede.

Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la fede, e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimeno si vede per esperienzia, ne’ nostri tempi, quelli Principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con astuzia aggirare i cervelli degli uomini, ed alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in su la lealtà. Dovete adunque sapere come sono due generazioni di combattere: l’una con le leggi, l’altra con le forze. Quel primo è degli uomini; quel secondo è delle bestie; ma perchè il primo spesse volte non basta, bisogna ricorrere al secondo. Pertanto ad un Principe è necessario saper ben usare la bestia e l’uomo. Questa parte è stata insegnata a’ Principi copertamente dagli antichi scrittori, i quali scrivono come Achille e molti altri di quelli Principi antichi furono dati a nutrire a Chirone Centauro, che sotto la sua disciplina gli custodisse; il che non vuol dire altro l’avere per precettore un mezzo bestia e mezzo uomo, se non che bisogna a un Principe sapere usare l’una e l’altra natura, e l’una senza l’altra non è durabile.

Info

Info

Info

Essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la volpe e il lione; perchè il lione non si defende da’ lacci, la volpe non si defende da’ lupi. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendono. Non può pertanto un Signore prudente, nè debbe osservare la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. E se gli uomini fussero tutti buoni, questo precetto non saria buono; ma perchè sono tristi, e non l’osserverebbono a te, tu ancora non l’hai da osservare a loro. Nè mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l’inosservanza. Di questo se ne potriano dare infiniti esempi moderni, e mostrare quante paci, quante promesse siano state fatte irrite e vane per la infedeltà de’ Principi; e a quello che ha saputo meglio usare la volpe, è meglio successo. Ma è necessario questa natura saperla bene colorire, ed essere gran simulatore e dissimulatore; e sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessità presenti, che colui che inganna, troverà sempre chi si lascerà ingannare.

Info

Info

Io non voglio degli esempi freschi tacerne uno. Alessandro VI non fece mai altro che ingannare uomini, nè mai pensò ad altro, e trovò soggetto di poterlo fare; e non fu mai uomo che avesse maggiore efficacia in asseverare, e che con maggiori giuramenti affermasse una cosa, e che l’osservasse meno; nondimanco gli succederono sempre gl’inganni, perchè cognosceva bene questa parte del mondo. Ad un Principe adunque non è necessario avere in fatto tutte le soprascritte qualità, ma è ben necessario parere d’averle. Anzi ardirò di dire questo, che avendole, ed osservandole sempre, sono dannose; e parendo d’averle, sono utili; come parere pietoso, fedele, umano, religioso, intero, ed essere; ma stare in modo edificato con l’animo, che bisognando, tu possa e sappi mutare il contrario. E hassi ad intendere questo, che un Principe, e massime un Principe nuovo, non può osservare tutte quelle cose, per le quali gli uomini sono tenuti buoni, essendo spesso necessitato, per mantenere lo Stato, operare contro alla umanità, contro alla carità, contro alla religione. E però bisogna che egli abbia un animo disposto a volgersi secondo che i venti e le variazioni della fortuna gli comandano; e, come di sopra dissi, non partirsi dal bene, potendo, ma sapere entrare nel male, necessitato.

Info

Info

Deve adunque avere un Principe gran cura, che non gli esca mai di bocca una cosa che non sia piena delle soprascritte cinque qualità, e paia, a vederlo e udirlo, tutto pietà, tutto integrità, tutto umanità, tutto religione. E non è cosa più necessaria a parere d’avere, che quest’ultima qualità; perchè gli uomini in universale giudicano più agli occhi che alle mani, perchè tocca a vedere a ciascuno, a sentire a’ pochi. Ognuno vede quel che tu pari; pochi sentono quel che tu sei, e quelli pochi non ardiscono opporsi alla opinione de’ molti, che abbiano la maesta dello stato che gli difende; e nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati; perchè il vulgo ne va sempre preso con quello che pare, e con l’evento della cosa; e nel mondo non è se non vulgo; e gli pochi hanno luogo, quando gli assai non hanno dove appoggiarsi. Alcuno Principe di questi tempi, il quale non è bene nominare, non predica mai altro, che pace e fede; e l’una e l’altra, quando e’ l’avesse osservata, gli arebbe più volte tolto lo Stato, e la riputazione.

Info

Lorem Ipsum Dolor Sit

CAPITOLO XXV. Quanto possa nelle umane cose la fortuna, e in che modo se gli possa ostare.

Non mi è incognito, come molti hanno avuto e hanno opinione, che le cose del mondo siano in modo governate dalla fortuna, e da Dio, che gli uomini con la prudenza loro non possino correggerle, anzi non vi abbino rimedio alcuno; e per questo potrebbono giudicare che non fusse da insudare molto nelle cose, ma lasciarsi governare dalla sorte. Questa opinione è suta più creduta ne’ nostri tempi per la variazione delle cose grandi che si sono viste, e veggonsi ogni dì fuori di ogni umana coniettura. A che pensando io qualche volta, sono in qualche parte inchinato nella opinione loro. Nondimanco, perchè il nostro libero arbitrio non sia spento, giudico potere esser vero, che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l’altra metà, o poco meno, a noi. Ed assomiglio quella ad fiume rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell’altra; ciascuno gli fugge davanti, ognuno cede al suo furore, senza potervi ostare; e benchè sia così fatto, non resta però che gli uomini, quando sono tempi quieti, non vi possino fare provvedimenti e con ripari, e con argini, immodochè crescendo poi, o egli andrebbe per un canale, o l’impeto suo non sarebbe sì licenzioso, nè sì dannoso.

Info

PRESENTATION LOREM IPSUM

Lorem Ipsum Dolor Sit

Similmente interviene della fortuna, la quale dimostra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resistere, e quivi volta i suoi impeti, dove la sa che non sono fatti gli argini, nè i ripari a tenerla. E se voi considererete l’Italia, che è la sede di queste variazioni, e quella che ha dato loro il moto, vedrete essere una campagna senza argini, e senza alcun riparo. Che se la fusse riparata da conveniente virtù, come è la Magna, la Spagna, e la Francia, questa inondazione non avrebbe fatto le variazioni grandi che l’ha, o la non ci sarebbe venuta. E questo voglio basti aver detto quanto all’opporsi alla fortuna in universale. Ma restringendomi più al particulare, dico, come si vede oggi questo Principe felicitare, e domani rovinare, senza vederli aver mutato natura o qualità alcuna. Il che credo nasca prima dalle cagioni che si sono lungamente per lo addietro trascorse; cioè, che quel Principe che si appoggia tutto in sulla fortuna, rovina come quella varia. Credo ancora, che sia felice quello, il modo del cui procedere suo si riscontra con la qualità de’ tempi, e similmente sia infelice quello, dal cui procedere si discordano i tempi. Perchè si vede gli uomini nelle cose che gl’inducono al fine, quale ciascuno ha innanzi, cioè gloria e ricchezze, procedervi variamente, l’uno con rispetti, l’altro con impeto; l’uno per violenza, l’altro per arte; l’uno con pazienza, l’altro col suo contrario; e ciascuno con questi diversi modi vi può pervenire.

Lorem Ipsum Dolor Sit

PRESENTATION LOREM IPSUM

E vedesi ancora duoi respettivi, l’uno pervenire al suo disegno, l’altro no; e similmente duoi equalmente felicitare con due diversi studi, essendo l’uno respettivo, l’altro impetuoso; il che non nasce da altro, se non da qualità di tempi che si conformino o no col procedere loro. Di qui nasce quello ho detto che duoi, diversamente operando, sortiscano il medesimo effetto; e duoi equalmente operando, l’uno si conduce al suo fine, l’altro no. Da questo ancora dipende la variazione del bene; perchè se a uno, che si governa con rispetto e pazienza, i tempi e le cose girano in modo che il governo suo sia buono, esso viene felicitando; ma se li tempi e le cose si mutano, egli rovina, perchè non muta modo di procedere. Nè si trova uomo sì prudente, che si sappi accordare a questo, sì perchè non si può deviare da quello, a che la natura l’inclina; sì ancora perchè avendo sempre uno prosperato camminando per una via, non si può persuadere, che sia bene partirsi da quella; e però l’uomo rispettivo, quando gli è tempo di venire all’impeto non lo sa fare; donde egli rovina; che se si mutasse natura con li tempi e con le cose, non si muterebbe fortuna. Papa Iulio II procedette in ogni sua cosa impetuosamente, e trovò tanto i tempi e le cose conformi a quel suo modo di procedere, che sempre sortì felice fine. Considerate la prima impresa che fece di Bologna, vivendo ancora Messer Giovanni Bentivogli.

Lorem Ipsum Dolor Sit

PRESENTATION LOREM IPSUM

I Viniziani non se ne contentavano, il Re di Spagna similmente con Francia aveva ragionamento di tale impresa; e lui nondimanco con la sua ferocità ed impeto si mosse personalmente a quella espedizione, la qual mossa fece star sospesi e fermi e Spagna, e i Viniziani; quelli per paura, quell’altro per il desiderio di ricuperare tutto il Regno di Napoli; e dall’altra parte si tirò dietro il Re di Francia, perchè vedutolo quel Re mosso, e desiderando farselo amico per abbassare i Viniziani, giudicò non poterli negare le sue genti senza ingiuriarlo manifestamente. Condusse adunque Iulio con la sua mossa impetuosa quello che mai altro Pontefice con tutta l’umana prudenza non avria condutto; perchè se egli aspettava di partirsi da Roma con le conclusione ferme, e tutte le cose ordinate, come qualunque altro Pontefice arebbe fatto, mai non gli riusciva. Perchè il Re di Francia avria trovate mille scuse, e gli altri gli arebbero messo mille paure. Io voglio lasciare stare le altre sue azioni, che tutte sono state simili, e tutte gli sono successe bene, e la brevità della vita non gli ha lasciato sentire il contrario; perchè se fussero sopravvenuti tempi che fosse bisognato procedere con rispetti, ne seguiva la sua rovina; perchè mai non arebbe deviato da quelli modi, a’ quali la natura lo inchinava.

PRESENTATION LOREM IPSUM

Lorem Ipsum Dolor Sit

Conchiudo adunque, che, variando la fortuna, e gli uomini stando nei loro modi ostinati, sono felici mentre concordano insieme, e come discordano sono infelici. Io giudico ben questo, che sia meglio essere impetuoso, che rispettivo, perchè la Fortuna è donna; ed è necessario, volendola tener sotto, batterla, ed urtarla; e si vede che la si lascia più vincere da questi che da quelli che freddamente procedono. E però sempre, come donna, è amica de’ giovani, perchè sono meno rispettivi, più feroci, e con più audacia la comandano.

Il criterio utilitaristico

Ogni azione fatta per conservare il potere viene considerata da tutti onorevole e lodata. Questo perchè le azioni del Principe sono valutate in base all'UTILITà e non in basa alla moralitàQuesta è una visione nuova dello Stato più LAICA

L'importanza della storia

La storia antica e contemporanea è fondamentale per Machiavelli perché da esempi da imitare o da evitare. Per lui la storia è circolare, i comportamenti passati si ripetono e quindi bisogna conoscere il passato per essere pronti ad affrontare il presente.

Alessandro VI

Machiavelli riporta qui l'esempio di un papa ingannatore, Alessandro VI Borgia e attraverso questo esempio aggiunge anche una cosa importante: Il Principe deve SOLO fingere di avere delle buone qualità. In politica per Machiavelli conta solo l'APPARENZA

La visione pessimistica dell'uomo

Per Machiavelli l'uomo è portato naturalmente al male, l'unica cosa che può mettere un limite a questa natura è uno stato solido.Questa è la realtà con cui i governanti hanno a che fare e tutte le loro azioni devono avere come obiettivo il mantenimento e il rafforzamento dello Stato. Lo Stato deve garantire il bene pubblico dato che i singoli inseguono solo i propri interessi. Il Principe deve imparare, per necessità, ad essere "non buono"

  • Lorem ipsum dolor sit amet.
  • Consectetur adipiscing elit.
  • Sed do eiusmod tempor incididunt ut.
  • Labore et dolore magna aliqua.

Lorem ipsum dolor sit

Due categorie di uomini

Machiavelli individua due tipi di uomini: I respettivi, cioè i cauti e i prudenti, e gli impetuosi che agiscono d'istinto, senza pensare.

Il ruolo della fortuna

La fortuna, per Machiavelli, controlla il 50% delle azioni umane.In questa parte viene paragonata ad un fiume impetuoso che è in parte possibile controllare solo attraverso LA VIRTù dell'uomo che è la capacità di sapersi adattare alle situazioni.

Il Principe come Centauro

Il Principe deve essere come il centauro, mezzo uomo e mezzo bestia.Se infatti le leggi non bastano per governare lo Stato in modo sicuro allora è necessario usare la forza. Questo perchè abbiamo a che fare con la realtà degli uomini che sono in fondo malvagi.

La separazione tra politica e morale

Il Principe deve adattare il suo comportamento alle circostanze e si distingue così tra politica e morale. La virtù di un Principe non ha un valore morale ma è la capacità di esercitare efficacemente il potere politico e militare. Se costretto il Principe deve anche attuare comportamente orribili, usando forza e astuzia. Le sue azioni non vanno giudicate moralmente ma politicamente "IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI"

  • Lorem ipsum dolor sit amet.
  • Consectetur adipiscing elit.
  • Sed do eiusmod tempor incididunt ut.
  • Labore et dolore magna aliqua.

Lorem ipsum dolor sit

  • Lorem ipsum dolor sit amet.
  • Consectetur adipiscing elit.
  • Sed do eiusmod tempor incididunt ut.
  • Labore et dolore magna aliqua.

La "verità fattuale"

Machiavelli vuole scrivere di comportamenti politici efficaci per governare in maniera ottimale uno stato; per questo egli dice che bisogna considerare solo la verità dei fatti. Per Machiavelli infatti la politica è una scienza e come tale deve fondarsi sull'osservazione e lo studio della realtà concreta!

Papa Giulio II della Rovere

Come esempio di impetuoso Machiavelli porta un Papa. Papa Giulio si era impadronito di Bologna grazie alle sue azioni rapide prima che qualcuno potesse fermarlo. Papa Giulio II muore poi improvvisamente, e ciò è un bene secondo Machiavelli, perché i tempi erano cambiati e il suo carattere l'avrebbe portato alla rovina.

Lorem ipsum dolor sit

  • Lorem ipsum dolor sit amet.
  • Consectetur adipiscing elit.
  • Sed do eiusmod tempor incididunt ut.
  • Labore et dolore magna aliqua.

Il leone e la volpe

Il Principe deve essere forte come un leone per spaventare i nemici e allo stesso tempo furbo come una volpe per evitare gli inganni