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IL BAROCCO

Francesca D angelo

Created on September 13, 2023

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Transcript

IL BAROCCO

QUANDO? 1600 ( XVII SECOLO)

DOVE? PRIMA A ROMA E POI IN EUROPA

PERCHE'? ARTE USATA DALLA CHIESA CATTOLICA COME PROPAGANDA RELIGIOSA

CONTESTO STORICO

GUERRA DEI TRENT'ANNI, TRIONFO DELLA FRANCIA

ITALIA SOTTO IL DOMINIO SPAGNOLO, CRISI ECONOMICA

CONTRORIFORMA

IIL XVII SECOLO SI APRE CON DUE EVENTI MEMORABILI:

6 ottobre 1600 Viene rappresentato il primo melodramma a teatro

17 Febbraio 1600 Giordano Bruno viene condannato al rogo

RINASCIMENTO vs BAROCCO

RINASCIMENTO vs BAROCCO

RINASCIMENTO vs BAROCCO

RINASCIMENTO vs BAROCCO

DAL RINASCIMENTO

AL BAROCCO

NUOVE PROSPETTIVE, GRANDE MERAVIGLIA

Gli spazi architettonici vengono dilatati con illusioni prospettiche spettacolari
Esempio di prospettiva da sott'in su. ( Andrea Pozzo, Gloria di Sant'Ignazio, 1691-1694. Roma)
In pittura si diffonde la prospettiva accidentale che, con la visione d'angolo, permetteva di apportare un effetto dinamico e scenografico

Esempio di prospettiva accidentale ( due punti di fuga)

QUAL E' LO SCOPO DELL'ARTE BAROCCA?

STUPIRE, EMOZIONARE, MERAVIGLIARE, PERSUADERE, CONVINCERE DELLA VERITA' DELLA FEDE CATTOLICA

COME?

ATTRAVERSO UN LINGUAGGIO SPETTACOLARE, DRAMMATICO CHE COINVOLGA EMOTIVAMENTE L'OSSERVATORE FACENDO LEVA SUI SENSI E NON SULLA RAGIONE

BAROCCO = da Barrueco ( in spagnolo "perla irregolare, scaramazza")

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PROTAGONISTI

Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Annibale Carracci, Rubens, Rembrandt, Velàzquez, Vermeer

PITTURA

Bernini

SCULTURA

ARCHITETTURA

Bernini, Borromini

SI AFFERMANO NUOVI GENERI PITTORICI

NATURA MORTA

SCENA DI GENERE

I CARRACCI

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ANNIBALE
AGOSTINO
LUDOVICO
CUGINO
FRATELLI
FONDANO L'ACCADEMIA DEI DESIDEROSI
Annibale Carracci, Il mangiafagioli, 1584-85
Annibale Carracci, La macelleria, 1585

CARAVAGGIO

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Go!

CARATTERISTICHE

-RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA' ( NO IDEALIZZAZIONE)

-CONTRASTO LUCE ED OMBRA MOLTO ACCENTUATO

-RAPPRESENTAZIONE DI SOGGETTI RELIGIOSI, MITOLOGICI, SCENE DI GENERE E NATURE MORTE

Casa in cui abitò Caravaggio
Campo Marzio, qui Caravaggio uccise un suo avversario nel gioco della pallacorda

1606 Caravaggio uccide un rivale nel gioco della pallacorda. Il Papa lo condanna alla decapitazione, perciò fugge a Malta. In questo periodo rappresenta molte opere in cui i protagonisti vengono decapitati poichè egli riflette nella tela le sue paure.

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Carcere di Malta dove venne imprigionato Caravaggio
Porto Ercole: qui fu ritrovato Caravaggio morto

NATURA MORTA

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Ragazzo con canestra di frutta
Canestra di frutta. 1596
Bacco, 1593-94
Nel primo periodo la pittura è ancora "chiara", senza contrasti
Bacchino malato, 1591
Ragazzo morso da un ramarro

RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA'

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lLa buona ventura, 1594
I bari, 1594

MITOLOGIA

Here you can include a relevant fact to highlight

Opere di Caravaggio nella Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma. Inizia la sua svolta stilistica.

Vocazione di S. Matteo
Martirio di S. Matteo
S. Matteo e l'angelo, 1600

Tele di Santa Maria del Popolo, Roma

Deposizione, 1602

La morte della Vergine, 1605
La decollazione del Battista, 1608
Particolare

NATIVITA' DI CARAVAGGIO, CAPOLAVORO RUBATO

I CARAVAGGISTI: ARTEMISIA GENTILESCHI

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Caravaggio, Giuditta che decapita Oloferne, 1597-1600
Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne, 1620-21

Gian Lorenzo Bernini

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Bernini fu:

ARCHITETTO

PITTORE

SCULTORE

L'anima dannata, 1619
L'anima beata
Visita virtuale
Scipione Borghese
Ratto di Prosperpina
David
Enea e Anchise
Apollo e Dafne

Il giovane eroe è raffigurato nel momento di massima torsione. E' un momento carico di tensione come dimostrano la fronte corrugata e le labbra serrate

confronto tra i David
Anche in APOLLO E DAFNE l'artista rappresenta il movimento e la torsione dei corpi. La scena è tratta dal racconto narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, in particolare il momento in cui Dafne si trasforma in albero di alloro. Questa metamorfosi è stata cristallizzata da Bernini nel marmo
Video

Da "Le Metamorfosi" di Ovidio

Le colonne tortili appaiono elastiche come molle. Nonostante le imponenti dimensioni, il baldacchino appare molto leggero
Il momento dell'estasi è messo in scena all'interno di un'edicola barocca di marmi policromi
Bernini inserisce anche i committenti dell'opera ( famiglia Cornaro) che si affacciano da finti palchetti teatrali simmetrici, come se assistessero ad uno spettacolo
Pietro e Gian Lorenzo Bernini, fontana della Barcaccia

RUBENS E VELAZQUEZ

Il Barocco si sviluppa anche in Europa. In Spagna e nelle Fiandre, ad esempio, fiorisce uno stile più celebrativo, legato a temi storici, religiosi o mitologici, come nel caso dei pittori Rubens e Velàzquez.

Rubens

Esprime al meglio le caratteristiche del Barocco con effetti di luce spettacolari, ricchezza del colore, movimento e pennellate libere e veloci

VELAZQUEZ

E'il maggior esponente del Barocco in Spagna. Pittore di corte, la sua opera più famosa è " Las meninas" in cui rappresenta tutti i componenti della corte di re Filippo IV d'Asburgo

VERMEER

La maggior parte delle sue opere ritrae scene di genere ambientate in una stanza, sempre illuminata da una finestra posta a sinistra. Luce protagonista senza contrasti violenti
Lattaia, 1658
Ragazza con orecchino di perla, 1665

Il gruppo raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme. Enea sostiene sulle spalle l'anziano padre, che indossa un cappello frigio e con la mano sinistra porta in salvo, poggiata sulla testa di Enea, la statuetta dei Penati, mentre con la destra si sostiene alla spalla del figlio. Questi regge con entrambe le mani la gamba sinistra di Anchise, creando un elegante intreccio con l’altra gamba paterna, che scende libera davanti al suo busto. Dietro di loro, si affaccia timidamente il piccolo Ascanio, con il fuoco di Vesta in mano. Le tre figure, nude, sono parzialmente avvolte in una pelliccia. Come per le altre sue opere, anche per questo gruppo Bernini aveva previsto un punto di vista che privilegiava la parte frontale e il lato destro, come testimoniato dalle diverse aree che non sarebbero state visibili da tale posizione e che quindi l’artista lasciò “non finite

Nel gruppo è raffigurato anche il tema tradizionale delle tre età dell’uomo, reso attraverso la differenziazione delle epidermidi dei protagonisti: la pelle morbida del bambino, quella tesa dell’adulto e quella rugosa e avvizzita dell’anziano

E’ l’unica fra le quattro sculture borghesiane che abbia un soggetto biblico: rappresenta il giovane eroe nel momento in cui sta per scagliare la pietra contro il gigante Golia. Tradizionalmente David veniva raffigurato stante, spesso con la testa di Golia ai suoi piedi. Perfino Michelangelo aveva rappresentato il suo David in piedi, saldo sulle gambe mentre si prepara a fronteggiare il nemico. Bernini invece cambia l’iconografia corrente e raffigura David in azione, con il corpo sbilanciato e in torsione. Sfidando le possibilità statiche del marmo, Bernini sposta il baricentro sulla gamba destra, che diventa il perno della rotazione. Tutto il corpo è in tensione, una tensione palpabile che trova il suo culmine nella fionda tesa allo stremo. Così tesa che lo spettatore, che si trova di fronte alla statua esattamente al posto di Golia, si sente emotivamente coinvolto e “vede” con l’immaginazione il lancio del sasso. Bernini è un grandissimo narratore e in un’unica immagine riesce a sintetizzare tutto il racconto biblico. Fra le gambe del David si trova infatti una corazza: è quella che Saul, re d’Israele, aveva donato a David perchè si proteggesse dal gigante, ma il giovane non la ha indossata, è ingombrante e quindi è stata abbandonata a terra. In questa posizione la corazza ha anche una funzione statica, serve a Bernini a fornire alla statua un terzo punto di appoggio e a bilanciare la posa ardita.

Il volto del David, volitivo e contratto dallo sforzo, è l’autoritratto di Bernini.

L’autoidentificazione dello scultore con l’eroe biblico è densa di significato. Bernini si rappresenta come un lottatore determinato, leonino, che sfida un gigante e lo vince: sfida il blocco di pietra, che viene trasformato in carne, tendini, vello, corda; ma anche l’ombra ciclopica di Michelangelo e del suo David, contro cui Bernini si scaglia con il suo furor innovativo e la sua ambizione.

L’opera raffigura il rapimento di Proserpina per mano di Plutone, dio degli Inferi.

L’impianto della scultura è spinto fino ai limiti della stabilità dalle due figure che si ritraggono l’una dall’altra pur rimanendo frontali rispetto allo spettatore. L’avvitamento della fanciulla richiama il virtuosismo di gusto manierista, ma la potenza della plastica, la tensione dei muscoli, la tenerezza sensuale delle carni, l’intensità del sentimento esprimono un nuovo linguaggio espressivo, fondato su un naturalismo evidente nella straordinaria resa materica delle superfici. Attraverso lo studio costante della statuaria classica e il recupero degli strumenti antichi Bernini traduce nel marmo la poetica del racconto mitologico, confrontandosi con le potenzialità della stessa pittura.

Il tema del gruppo scultoreo è la favola di Ovidio tratta dalle Metamorfosi, dove si narra di Apollo che, a causa di una vendetta di Eros, è da lui colpito con una freccia d’oro – il metallo più nobile – che lo fa invaghire della ninfa Dafne, seguace di Diana. La fanciulla, invece, trafitta da un dardo del vile piombo, rifiuta l’amore del dio e prega suo padre Peneo, divinità fluviale, di aiutarla e farle cambiare quelle sembianze che tanta passione avevano suscitato. L’opera rappresenta il momento culminante della metamorfosi di Dafne in albero di alloro. Gian Lorenzo Bernini crea qui una messa in scena teatrale, nella quale l’occhio dello spettatore segue lo sviluppo della trasformazione: Apollo, al termine del suo inseguimento, ha finalmente raggiunto l’amata, che sta già mutando i suoi piedi in radici e le mani e i capelli in fronde. Lui tenta di afferrarla, ma le sue dita sfiorano non il suo corpo, ma la corteccia dell’albero. Da quel momento l’alloro diventerà caro al dio, che si cingerà il capo con le sue fronde, e sarà considerato attributo di artisti e poeti.