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Recensione Libro-Alba Marraffa-C'era due volte il Barone Lamberto

Alba Marraffa

Created on September 12, 2023

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Transcript

C'era due volte il barone Lamberto

Informazioni generali

Il libro "C'era due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio" fu pubblicato nel 1978 da Einaudi editore. Il romanzo scritto da Giovanni Francesco Rodari, detto Gianni, fu ed è uno dei suoi libri più famosi. Gianni è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, che nacque il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul lago d'Orta e morì il 14 aprile 1980, per shock cardiogeno, all'età di 59 anni. Gianni Rodari, scrittore e giornalista famoso per la sua fantasia e originalità, attraverso racconti, filastrocche e poesie, divenute in molti casi classici per ragazzi, ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi.

Lo stile

Il genere

Lo stile è semplice e informale, scritto apposta per essere capito anche da dei bambini. Le frasi sono brevi e la sintassi è ordinata. È scritto in terza persona da un narratore esterno.

Il libro è da considerarsi narrativa per ragazzi, la trama ricorda una fiaba.

I temi

Il tema principale è la comicità, il libro è pieno di eventi e commenti comici e irrealistici, e la storia in sé non si prende sul serio. Anche se dall' epilogo si può intuire che il messaggio è diversificarsi dalla massa, pensare con la propria testa e non farsi limitare.

Trama

Il barone Lamberto è un uomo di 94 anni, molto ricco e molto malato. Le sue malattie sono 24 e solo il suo maggiordomo Anselmo le ricorda tutte. Il barone vive sull'isola di San Giulio ed ricchissimo perché possiede 24 banche. Dopo un viaggio in Egitto, assume sei persone, selezionate attentamente, perche vivano nella soffitta della sua casa. Li paga profumatamente, oltre a vitto ed alloggio, per ripete in continuazione il suo nome, a turno. I dipendenti si chiedono il motivo di quell' insolito compito, ma non fanno domande perché soddisfatti della propria paga. Lamberto, un giorno, si sveglia con un capello, e presto ne spuntano altri ricci e color d'oro, come quando era giovane. Le rughe iniziano a scomparire dal suo viso e non si era mai sentito meglio: stava guarendo miracolosamente dalla sue ventiquattro malattia grazie al segreto che un santone egizio aveva rivelato al barone dicendogli: " colui il cui nome è sempre pronunciato resta in vita". Intanto Ottavio, nipote ed unico parente in vita del barone Lamberto, ha sperperato tutti i suoi soldi per gazzose e gioco d'azzardo, ed ora ha un disperato bisogno dell'eredità dello zio. A Lamberto non è mai piaciuto troppo Ottavio, forse per via del nome che considera poco musicale per via della ripetizione della vocale iniziale alla fine del nome. Così Ottavio si presenta a casa sperando di trovare lo zio moribondo, ma per sua disgrazia, trova il barone giovane e fresco come una rosa. Ottavio allora, disperato, decide di sbarazzarsi del barone Lamberto. Imposta una sveglia a mezzanotte e con un trincia anatra prova a tagliare la gola allo zio, ma il mattino dopo lui non ha nemmeno una ferita. Ottavio, quindi, riprova la notte successiva con una carabina, ma al mattino dopo il barone Lamberto è illeso. Per caso, un giorno, Ottavio capita in soffitta e trova le persone che ripetono il nome dello zio ed inizia ad intuire che la ripetizione constante del suo nome abbia determinato il miglioramento della salute dello zio, così compra un sonnifero per addormentare i dipendenti. Li avrebbe anche avvelenati ma non vuole fare del male alla signorina Delfina, una delle persone che lavora in soffitta perché è interessato a lei.

Trama

Quando però torna all'isola di San Giulio, scopre che dei criminali ( 24 banditi tutti di nome Lamberto) hanno scatenato il putiferio. Duilio, il barcarolo detto Caronte, porta la notizia che l'isola è stata assalita dai banditi, e che è inaccessibile. Subito dopo, i banditi si presentano a casa del barone Lamberto, e lo prendendo in ostaggio per chiedere il pagamento di un riscatto: il versamento di un miliardo di lire da ognuno dei direttori delle ventiquattro banche di Lamberto. L'assurda notizia porta sull'isola numerosi giornalisti ed esperti di informazione anche perché è stato rapito un uomo ricco e potente. Il capo dei banditi chiede al barone di scrivere un messaggio ai direttori delle sue banche per ordinare il pagamento del riscatto e lo avverte che se non avranno i soldi invieranno parti del suo corpo per convincere i direttori a pagare. Il barone, però, sicuro di non rischiare finché ci sono i sei in soffitta a ripetere il suo nome, si prende gioco dei banditi scrivendo dei messaggi, in inglese e poi in tedesco, lingue sconosciute ai banditi, in cui non ordina ai direttori di effettuare i versamenti ma parla di altro. In questo modo, i banditi non vedono soddisfatte le loro richieste perché i direttori di banca sono confusi dai bizzarri messaggi del barone. E quando con i messaggi si vedono recapitare un orecchio e poi un dito, si convincono sempre di più che si tratti di un impostore perché dito ed orecchio, secondo il parere medico, apparterebbero ad un uomo molto più giovane del barone. Intanto, Ottavio ha finalmente l'opportunità di mettere nella zuppa un sonnifero, che fa addormentare i sei dipendenti di Lamberto in soffitta, interrompendo il continuo ripetere del suo nome. Lamberto, muore prima che se ne possa accorgere, ed i banditi quindi hanno fallito la loro impresa. Mentre i criminali si preoccupano di trovare un piano per scappare, ricorrendo addirittura all'aiuto del dizionario, il maggiordomo corre in soffitta e trova i sei dipendenti addormentati profondamente, e non riuscendoli a svegliarsi gli lascia un biglietto che li accusa di omicidio e li licenzia. Il piano dei banditi per scappare prevede di usare un pallone aerostatico, e anche se riescono a preparare la fuga, dei boy scout infiammano il pallone aerostatico con dei fuochi d'artificio, ed i banditi vengono arrestati. Dopo l'arresto, la città di Orta, di fronte all'isola di San Giulio, viene avvisata della terribile morte di Lamberto, e si svolge un meraviglioso funerale in suo onore. Tutte le persone presenti in città, tutte quelle che partecipano al funerale, tutte ma proprio tutte continuavano a parlare dei recenti accadimenti e tutti incessantemente continuavano a pronunciare il nome del barone... "Lamberto... Lamberto... Lamberto" Leggete per scoprire come finisce!

I personaggi

Il maggiordomo Anselmo è l'uomo di fiducia del barone. Si prende cura di lui e si capisce che gli vuole veramente bene. È un uomo che sa fare tutto ed molto affidabile. Ha sempre avuti sospetti sul conto di Ottavio, e porta sempre con sé un ombrello, come ricordo del padre che faceva l'ombrellaio.

Anselmo

Unico parente vivente di Lamberto, figlio della sua unica sorella, Ottavio è il nipote viziato e spendaccione di Lamberto. È un personaggio intuitivo ed intelligente ma senza scrupoli, perché disposto ad uccidere lo zio, e non solo, pur di ricevere l'eredità.

Ottavio

Il barone Lamberto è un uomo buono, ricco e molto vecchio e malato. È appassionato di musica e delle cose belle, possiede tantissime collezioni (una di camomilla) e vive nella sua sfarzosa villa mangiando pietanze sofisticate. Dopo essere ringiovanito, inzia a praticare diversi sport dal nuoto alla boxing e sembra aver capito che nella vita c'è altro oltre al lavoro ed ai soldi

Il Barone lamberto

Punti di forza

Punti deboli

L'umorismo che traspare dalle pagine di questo libro, a volte un po' infantile, mi ha spesso fatto abbozzare un sorriso mentre scorrevo le pagine.

Il plot twist, il colpo di scena chiave di tutta la storia, era ovvio. Probabilmente l'obbiettivo non era stupire, ma si poteva giocare di più su un aria di mistero intorno al segreto del barone.

Il finale mi ha un po' deluso, ma lo stesso libro suggerisce di non farsi spaventare dalla parola fine.

Voto finale:7

La mia opinione rimane confusa su questo libro, perché anche se mi dà la sensazione di essere fiabesco ed irreale, sembra nascondere un significato più profondo. Il mio voto finale è sette, probabilmente perché non sono una grande fan del genere e dello scrittore, e non credo che lo consiglierei a i miei amici perché questi, come me, non amano particolarmente il genere.