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epistola III

Marta Anni

Created on September 10, 2023

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Transcript

Epistola III <<La scelta degli amici>>

Seneca, Epistulae morales ad Lucilium

Seneca saluta il suo Lucilio

Seneca Lucilio suo salutem. Epistulas ad me perferendas tradidisti, ut scribis, amico tuo; deinde admones me ne omnia cum eo ad te pertinentia communicem, quia non soleas ne ipse quidem id facere: ita eadem epistula illum et dixisti amicum et negasti. Itaque si proprio ilio verbo quasi publico usus es et sic illum amicum vocasti quomodo omnes candidatos << bonos viros >> dicimus, quomodo obvios, si nomen non succurrit, << dominos >> salutamus, hac abierit.

[I] Seneca saluta il suo Lucilio. Mi scrivi che hai consegnato alcune lettere ad un tuo amico perché me le portasse; e subito dopo mi preghi di tenergli celato tutto ciò che ti riguarda, poiché tu stesso sei solito comportarti cosi: in tal modo nella stessa lettera hai affermato e negato che colui ti fosse amico. Ma, se prima hai adoperato la parola “amico” senza annettere ad essa alcun particolare valore ed hai chiamato amico quel tale cosi come noi chiamiamo “onorevoli” i candidati e “signori” quelli che incontriamo e salutiamo per via, se ci sfugge il nome, lasciamo andare.

Rifletti a lungo se devi stringere amicizia con una persona

[2] Sed si aliquem amicum existimas cui non tantundem credis quantum tibi, vehemcnter erras et non satis nosti viro verae amicitiae. Tu vero omnia cum amico delibera, sed de ipso prius: post amicitiam credendum est, ante amicitiam iudicandum. lsti vero praepostero offida permiscent qui curo amaverunt iudicant, et non amant curo iudicaverunt 5. Diu cogita an tibi in amicitiam aliquis recipiendus sit. Curo placuerit fieri, toto illum pectore admitte; taro audaciter cum illo loquere quam tecum.

[2], Se, però, ritieni tuo amico uno nel quale non riponi la stessa fiducia che in te stesso, sei completamente fuor di strada ed ignori in che cosa consista la vera amicizia. Consigliati pure in ogni cosa con l'amico, ma rifletti attentamente su di lui: una volta che si è stretta amicizia bisogna che ci sia piena fiducia; prima di stringere amicizia occorre giudicare. Chi entra in intimità con qualcuno prima di averlo conosciuto e quando poi lo ha conosciuto cessa di amarlo, confonde i doveri invertendone l'ordine 5 • Rifletti a lungo se devi stringere amicizia con una persona. Ma quando avrai deciso, spalanca le porte del cuore: parla con lei con la stessa coraggiosa schiettezza con cui parli con te stesso.

Perchè davanti a lui non dovrei ritenermi solo?

[3] Tu quidem ita vive ut nihil tibi committas nisi quod committere etiam inimico tuo possis; sed quia interveniunt quaedam quae consuetudo fecit arcana, curo amico omnes curas, omnes cogitationes tuas misce. Fidelem si putaveris, facies; naro quidam fallere docuerunt duro timent falli, et illi ius peccandi suspicando fecerunt. Quid est quare ego ulla verba coram amico meo rctraham? quid est quare me coram ilio non putem solum?

[3] La tua condotta sia tale che tu possa confidare anche ad un nemico ciò che confidi a te; ma poiché succedono fatti che l'abitudine vuole che si tengano segreti, rendi partecipe l'amico di tutte le tue preoccupazioni, di tutti i tuoi pensieri. Se mostrerai di ritenerlo degno di fiducia, lo renderai tale: infatti certuni, lasciando trapelare il timore di essere ingannati, spingono all'inganno, altri coi loro sospetti dànno il diritto di tradire. Perché io dovrei trattenermi dal pronunciare qualche parola alla presenza del mio amico? perché davanti a lui non dovrei ritenermi solo?

SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA