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STILE LIBERTY
Martina Amalfi
Created on September 10, 2023
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Transcript
Presentazione
LIBERTY
Martina Amalfi, Jacopo Bettanin
Indice:
LIBERTY
1.
Introduzione
2.
Caratteristiche principali
3.
Il Liberty a busto Arsizio
4.
Villa Ottolino Tosi
ART NOUVEAU
Come e dove nasce il liberty?
L’obiettivo del grande imprenditore era quella di porre un freno allo scadimento di gusto per gli oggetti di tutti i giorni, determinato dalla crescente industrializzazione e conseguente standardizzazione della produzione.
L'Art Nouveau, noto in Italia anche come stile floreale, stile Liberty o arte nuova, fu un movimento artistico che si sviluppò tra la fine dell'800 e il primo decennio del 1900 e che influenzò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate.
“Stile Liberty” prese il nome dai magazzini Liberty & Co. fondati nel 1875 dall'inglese Arthur Lasenby Liberty. In questo magazzino di Londra si vendevano oggetti d'arte e arredamento di alta qualità provenienti dall'estremo oriente. Il Liberty nacque dal rifiuto degli stili storici del passato che nell’architettura di quegli anni fornivano gli elementi di morfologia progettuale. Il Liberty cercò invece ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo, totalmente originale rispetto a quelli allora in voga.
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Caratteristiche principali
2. affermazione di un modello di figura femminile eterea e molto idealizzata
1.La stilizzazione di elementi naturali
sia vegetali (soprattutto mazzi e festoni di fiori, cesti di frutta, girali vegerali, rami frondosi e motivi modulari con foglie e fiori che animali
con forme esili e sinuose, lunghi capelli ondulati e carnagione quasi bianca.
3. la ricca policromia ed esuberanza cromatica
4. Lo sgraffito
che – rispetto agli esemplari rinascimentali con la tipica bicromia bianco-nera della tecnica vasariana – ostentano spesso una ricca policromia di tre o più colori spesso assai vivaci.
identificabile nell’uso di campiture a tinte piatte – in colori puri e vivaci o nelle più delicate nuance pastello – con evidenti bordi neri
Liberty a cura di Paolo Bolpagni
VILLA OTTTOLINI TOSI
Il Liberty a busto Arsizio
Diffusione del Liberty in Italia
Nella nostra penisola il Liberty si sviluppa in un paese sostanzialmente pigro...
Nella nostra penisola il Liberty si sviluppa in un paese sostanzialmente pigro e che sembra aver dimenticato le recenti spinte ideologiche e popolari del risorgimento, in una nazione convinta di aver superato tutti i suoi problemi per il solo fatto di essere stata finalmente unita. In questo clima di stasi, tuttavia, va generandosi nel campo artistico, una "minoranza modernista" desiderosa di affacciarsi sul resto d'Europa e che vuole opporsi concretamente alla trita e ritrita mescolanza di stili storici dell'arte "ufficiale".
Questa corrente modernista si muove verso una direzione stilistica, che sfocierà nell'Art Nouveau secondo i criteri già affermatisi nelle altre nazioni europee, e verso una direzione tecnica originata dalle nuove scoperte industriali e da nuove tecniche strutturali, soprattutto nel campo architettonico. Il movimento si affermò definitivamente nel nostro paese dopo l'Esposizione di Torino nel 1902. I promotori del nuovo stile, tutti appartenenti al circolo degli artisti di Torino, furono lo scultore Leonardo Bistolfi, Raimondo D'Aronco architetto e lo scrittore Enrico Thovez Per la prima volta, dopo lo stile impero, una corrente artistica mostrava delle qualità creative ed innovative spurie del precedente linguaggio impregnato di provincialismo.
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Villa Ottolini Tosi
A Busto Arsizio dalla metà del XIX secolo la moderna industria cominciò ad avere un ruolo sempre più importante, tanto che in poche decadi la città venne definita la "Manchester d'Italia" visto che nel 1862 contava già 51 ditte, in gran parte filature o tessitura.
Info
Esterno
Architettura
L'esterno è caratterizzato dall'elegante effetto cromatico prodotto dall'abbinamento della pietra bianca con il mattone a vista delle pareti e la pietra del basamento e dei rinforzi agli angoli del piano terra
Camillo Crespi Balbi scelse la tipologia a castello medievale.
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Interno
Ferri battuti
La massiccia presenza di ferri battuti, tutti ideati e realizzati tra il 1901 e il 1902 dall'officina Alessandro Mazzucotelli, è un elemento fondamentale della villa Tosi-Ottolini.
L'interno della villa presenta una decorazione estremamente ricca.
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Per andare alla mappa:
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Presentazione realizzata da: Martina Amalfi, Jacopo Bettanin.
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L'edificio, molto mosso sia in pianta che in alzato, si articola su due piani principali fuori terra ed uno, seminterrato, destinato agli ambienti di servizio. Solo in corrispondenza del quadrante a sud-ovest della pianta si ha un terzo piano fuori terra. Il torrione all'angolo di nord-est era destinato ad ospitare la scala di servizio e una sorta di ambiente di guardia alla sommità. Lo schema parametrico è molto semplice per tutti e due i piani fuori terra: un corridoio posto trasversalmente rispetto alla direzione d'ingresso serve le varie sale, mentre l'ampio scalone in marmo collocato a nord-est, in prossimità della torre, collega i due livelli principali.
Il cancello principale, fittamente intrecciato con una serie infinita di motivi vegetali, ma anche astratti, è un ingresso trionfale; invece che con barre a sezione costante e lamiere, i particolari sono realizzati con corde arrotolate, torciglioni, terminazioni a "colpo di frusta", forme ricavate plasticizzando il ferro come fosse cera, senza che nulla ricordi i profilati da cui sono derivate, ma conservando invece evidentemente l'impronta del martello. Altri elementi in ferro battuto sono i parapetti delle terrazze nord e sud, le porte laterali e posteriori, le finestre della cantina, la pensilina che protegge l'ingresso alla torre e i colmi del tetto.
Storia del Liberty
e nuove introduzioni
Il liberty nacque a Parigi tra il 1880 e il 1890, ma si diffuse ben presto in tutta Europa, negli Stati Uniti e nei paesi sudamericani soprattutto grazie alle Esposizioni Universali, che durante la Belle Époque assunsero proprio il fondamentale ruolo di “vetrina” di tutte le innovazioni scientifiche, tecnologiche, artistiche e culturali prodotte da ciascun paese.
- Nuovi materiali
- Esuberanza cromatica
- affermazione di un modello di figura femminile eterea
- revival medievale e rinascimentale
L'ambiente di maggior pregio è il salone che si affaccia a sud-est, alla destra dell'ingresso: al suo interno, impreziosito da mosaici e da un soffitto di travi a vista decorate, si trovano un camino di marmi policromi, sormontato da una imponente cappa con bassorilievo bronzeo, riportante alla sua sommità le iniziali del padrone di casa (EO) e otto grandi figure affrescate, che rappresentano La Pittura, La Scultura, L'Architettura e La Musica, mentre le altre quattro sono raggruppate intorno a una quinta porta al centro della parete settentrionale e rappresentano Giulietta e Romeo, in un unico dipinto, a simboleggiare l'arte della poesia e l'amore, e due figure allegoriche femminili che probabilmente simboleggiano la Virtù e la Pace.
LA FAMIGLIA OTTOLINI
È la più grandiosa delle ville di Busto Arsizio ed era di proprietà di Ernesto Ottolini, uno dei tre figli di Carlo Ottolini, il padrone del cotonificio omonimo. Sorge al limite nord del vecchio borgo, nelle vicinanze della chiesa di San Michele, collocata a poca distanza dalle altre due residenze che ospitavano la famiglia Ottolini. Il progetto della villa fu redatto da Camillo Crespi Balbi su tipologia di castello medievale. Costruito nel 1902, l'edificio fu acquisito dal comune di Busto Arsizio nel 1969. Oggi è sede di uffici pubblici del Parco Alto Milanese e della scuola di musica Gioacchino Rossini. Per la costruzione furono impiegati la pietra appena sbozzata e il mattone a vista, che rivelano l'intenzione del progettista di coniugare il ritorno alla purezza di ideali dell'architettura romantica con gli stimoli provenienti dall'ormai imperante gusto Liberty.
L'architrave dell'ingresso è sorretto da colonne binate su alti dadi di base. I molti elementi in ferro battuto rappresentano girasoli, pannocchie, melograni, scheletri e teste di draghi. Il monumentale cancello principale è solo ciò che rimane della recinzione molto più estesa che era stata presentata con grande successo all'esposizione di Torino del 1902. Nel parco, originariamente molto più grande, furono collocate alcune sculture in bronzo.