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Mandragola, Machiavelli

Silvia Vitucci

Created on September 6, 2023

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Transcript

La mandragola

scritta da machiavelli intorno al 1518

start

Le fonti

1) Plauto (figura del servus callidus e figura dell'innamorato)

2) Terenzio (comicità amara e ricchezza psicologica dei personaggi)

3) Boccaccio (tema della beffa erotica: qui però manca la celebrazione del piacere dei sensi, Machiavelli si limita a constatare che il mondo si divide tra astuti ingannatori e ingenui ingannati)

I personaggi

NicIa

callimaco

  • letterato, sognatore e inetto senza Ligurio
  • usa un linguaggio solenne e vuoto
  • borioso, ingenuo (come Calandrino), credulone; disonesto e amorale
  • usa proverbi e modi di dire stereotipi del fiorentino
SOSTRATA
TIMOTEO
  • Rappresenta la visione della famiglia di Machiavelli
  • Spregevole e cinica
  • Rappresenta la visione della chiesa di Machiavelli
  • Spregevole e cinico

Personaggi

Lucrezia

Ligurio

  • Unico personaggio non esclusivamente negativo.
  • Inizialmente respinge le ipocrisie, poi si adatta alle circostanze mutando con esse.
  • Alcuni hanno visto in lei il Principe di Machiavelli.
  • Erede del servus Plautino.
  • Dotato di grande intelligenza pratica che mette al servizio di interessi mediocri.
  • Nel suo linguaggio dominano l'astuzia, l'ironia e il doppio senso.

Prologo

fornisce informazioni sulla trama e in esso l'autore si rivolge al pubblico

apparente atteggiamento di sufficienza verso il genere della commedia (van pensieri) cui si dedica perché non può dedicarsi alla politica: è vero solo in parte perché per Machiavelli scrivere commedie è sì un sostituto rispetto ad attività più alte ma ha una sua dignità

Uno amante meschino, un dottore poco astuto, un frate mal vissuto, un parassito di malizia el cucco, fien questo giorno el vostro badalucco. ( vv.40-44)

Ligurio: Analogie e differenze con il servus plautino

Ligurio è considerato l’erede del servus plautino per le caratteristiche che entrambi condividono, ovviamente senza dimenticare alcune sostanziali differenze. A prima vista i due personaggi risultano quasi identici poiché entrambi posseggono un’astuzia sorprendente e un carattere dotato di una forte vis comica che è fondamentale per l’organizzazione dell’inganno. Ciononostante dopo un’attenta analisi fin da subito le differenze sono abbastanza chiare, prima fra tutte l’obiettivo finale dell’inganno, che nelle opere plautine è la risata e la beffa, mentre nella Mandragola è molto più oscuro e amorale. Un’altra differenza è che il servus plautino, pur simboleggiando un sogno di riscatto impossibile per la sua classe sociale, utilizza sempre la sua astuzia per favorire il padrone, mentre Ligurio è semplicemente un parassita della società che sfrutta la sua astuzia con malizia.

Nicia: lo stolido borioso

Un'innovazione portata da Machiavelli rispetto alla commedia classica è la struttura della beffa. Il personaggio che subisce la beffa è Nicia, uno sciocco bonaccione, orgoglioso del suo lavoro in legge e gonfio di presunzione. Brutale e autoritario nei confronti della moglie, mostra anche cinismo morale ed egoismo. L'unico scrupolo è la paura di essere giudicato dalla magistratura.

"Io son contento, poi che tu di' che e re e principi e signori hanno tenuto questo modo; ma sopra a tutto, che non si sappia, per amore degli Otto!" v.66

I tratti più rilevanti sono la grettezza, la sua inerzia e la sua limitata visione di orizzonti , caratteristiche analoghe alla descrizione che Machiavelli presenta nel prologo durante la presentazione della Firenze contemporanea priva di speranze.

L'irrisione dei fiorentini

Il personaggio di Nicia viene utilizzato da Machiavelli per esprimere una critica personale contro la sua città. Acquista importanza il registro linguistico utilizzato da Nicia, che è ben diverso da quello utilizzato dagli altri personaggi. Il suo linguaggio è fortemente dialettale e caratterizzato da espressioni gergali con l'obiettivo di porre in rilievo la natura provinciale del personaggio. Si tratta di una scelta stilistica perfettamente funzionale alla feroce irrisione di Machiavelli nei confronti della decadenza di Firenze.

"Oh, uh, potta di san Puccio" v.10 "Cacasangue" v.37

La concezione della donna

Machiavelli presenta Lucrezia come una donna diversa dalle altre, infatti Callimaco afferma che, secondo il suo ideale di moglie, la donna deve essere obbediente e devota al marito. Lucrezia, però, è differente da questa visione della donna, infatti nel testo vengono più volte ribadite la sua onestà e la sua diffidenza nei confronti di un simile stratagemma.

"Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi esser marito, se io non la disponessi a fare mio modo." (righe 75-77)

Ingannare Nicia: le capacità persuasive di Ligurio e Callimaco

"CAllimaco: Che dite voi, dottore? Oh, io non v'ho per savio come io credetti. Sì che voi dubitiate di fare quello che ha fatto el re di FRancia e tanti signori quanti sono là?"

  • PROVOCAZIONE E ATTACCO ALL'ORGOGLIO: Per incitarlo ad accettare la proposta, Callimaco provoca Nicia dicendogli che non è saggio come egli credeva.
  • LATINO: Ligurio suggerisce a Callimaco di parlare in lingua latina e utilizzare un tono elevato per sembrare più colto.
  • NOMINARE PERSONAGGI FAMOSI: Callimaco cerca di convincere Nicia spiegando come personaggi di un certo rilievo come il re di Francia abbiano intrapreso la stessa cura.

L'inganno di Ligurio e Callimaco a Nicia: Ligurio possiede quelle qualità descritte anche ne "Il Principie", come l'astuzia e la capicità di manipolare le persone, necessarie a chi vuole ottenere e mantenere il comando, come Il Principe, o semplicemente a chi vuole tenere nel palmo della mano le sue marionette, come Ligurio.

L'evoluzione di Lucrezia

L'onestà di lucrezia

"El dottore fia facile a persuadere, la difficultà fia la donna."(Atto VI scena V)

Come si evince dalla battuta di Ligurio, Lucrezia è una donna molto intelligente, inoltre, essendo onesta e fedele ai suoi valori morali, tende ad essere prudente nelle decisioni in modo tale da rimanere coerente alla sua etica. I tratti caratteristici di Lucrezia sono la assoluta dirittura morale, il rigore della devozione religiosa, l'onestà, la saggezza e la moderazione che la porta a fuggire dagli svaghi mondani e a vivere chiusa in casa. Lucrezia è infatti un personaggio originale e complesso, non esclusivamente negativo. Inizialmente rappresenta la perfetta figura femminile: rispettosa del matrimonio, buona e premurosa. Quando però verrà persuasa dal frate e dalla madre e conoscerà Callimaco, scopriremo il suo carattere mutevole e una notevole ingenuità nell'aver riposto la sua fiducia in Timoteo e Sostrata.

L'evoluzione di Lucrezia

Lucrezia viene persuasa...

Nella scena XI dell'atto III emerge il conflitto interiore tra i valori morali dell'onesta Lucrezia e l'rresistibile argomentazione teologica di frate Timoteo, a cui lei non riesce a tenere testa e si vede costretta a cedere.

L'ADULTERIO NON E' PIU' PECCATO: Timoteo spiega che il peccato consiste nel provocare un dispiacere al marito, ma in questo caso Lucrezia lo compiacerà soltanto. "Quanto all'atto, che sia peccato, questo è una favola, perchè la volontà è quella che pecca, non el corpo; e la cagione del peccato è dispiacere al marito, e voi li compiacerete; pigliarne piacere, e voi avete dispiacere."

IL "MALE INCERTO": Timoteo fa credere a Lucrezia che, assumendo il medicinale, non è sicuro che colui che giacerà nel letto con lei morirà di lì a poco. "Qui è un bene certo, che voi ingraviderete, acquisterete una anima a messer Domenedio: el male incerto è che colui che iacerà doppo la pozione con voi, si muoia: ma e' si truova anche di quelli che non muoiono."

Abiltà oratorie di Timoteo

Veramente io son stato in su' libri più di dua ore a studiare questo caso, e dopo molte esamine io truovo di molte cose che e in particulare e in generale fanno per noi (righe 81-83)

Per rassicurare Lucrezia, Timoteo fa un riferimento alla Bibbia: le dice che la notte avrebbe pregato per lei recitando la preghiera dell'arcangelo Raffaele. Timoteo allude a una citazione biblica in cui Raffaele spiega a Tobia come saranno gestiti i suoi rapporti con Sara.

Timoteo nella scena XI dell'atto III si mostra un ottimo oratore; dice a Sostrata e a Lucrezia che aveva studiato per più di due ore il caso che le riguardava per arrivare alla soluzione migliore.

Non dubitare figliuola mia: io pregherrò Dio per te, io dirò l'orazione dell'agnol Raffaello che t'accomagni. (righe 118-119)

L'evoluzione di Lucrezia

Dopo l'incontro con Callimaco

Dopo l'unione con Callimaco e dopo aver scoperto l'inganno, Lucrezia decide di diventare la sua amante spinta dall'amore e dalla passione carnale. Sono state fatte varie ipotesi sul perchè Lucrezia abbia continuato la relazione con Callimaco tradendo i suoi valori morali, ad esempio, la celebrazione del piacere carnale nella prospettiva di un "naturalismo" boccacciano e laico: la scoperta del piacere sessuale, infatti, determina nella donna un trionfo della forza della natura. Oppure, considerando che la commedia è una denuncia della Firenze contemporanea, si potrebbe ritenere Lucrezia parte del pessimismo machiavellico già riscontrato negli altri personaggi. Inoltre, la duttilità di Lucrezia di fronte al variare delle situazioni la porta ad avere tratti assimilabili a quelli del Principe di Machiavelli, poichè anch'egli deve adattarsi in base al susseguirsi degli eventi commettendo anche azioni negative. Lucrezia, infatti, dopo aver scoperto l'inganno, si autoconvincerà di non commettere alcun peccato nel restare insieme a Callimaco.

La corruttibiltà di Fra Timoteo

Fra Timoteo è un personaggio molto importante, perché Machiavelli lo utilizza per rappresentare la corruzione di Firenze in quel momento.Infatti Fra Timoteo è disposto a mentire sotto compenso e a servirsi della religione per delle cause che non hanno nulla a che fare con la fede. Per lui la religione non è nient'altro che un mezzo per arricchirsi. Come abbiamo visto nel corso del testo, il Frate convince Lucrezia che quello che sta commettendo in realtà non è un adulterio, perché in fondo non guidato da intenzioni cattive.

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