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1.ALFABETO E PRONUNCIA

CRISTIANA MALDINI

Created on August 29, 2023

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Transcript

ALFABETO E PRONUNCIA

DEL LATINO

Index

1. I tipi linguistici

5. L'accento

2. L'alfabeto

6. La divisione in sillabe

3. La pronuncia

4. La quantità

Video

1. I tipi linguistici

I linguisti distinguono quattro tipologie di lingue:

  • isolanti
  • agglutinanti
  • flessive
  • polisintetiche

A quale tipologia appartiene il latino?

Le lingue flessive sono quelle in cui ogni parola combina più morfemi, non necessariamente distinti e di forma variabile, come il latino. Prendiamo ad esempio la parola LUPUS, lupo:

Genere: maschile

-US

LUP-

Numero: singolare
Funzione: soggetto

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02

L'ALFABETO

Cosa noti?

L'alfabeto latino, che deriva da quello etrusco, a sua volta basato su quello greco, costa di 23 lettere

  • L'unica differenza con l'alfabeto italiano sta nel fatto che il latino usa un solo segno per indicare la u e la v, e precisamente usa la V per la maiuscola e la u per la minuscola. Solo nel Rinascimento si ha una distinzione tra i due suoni, perciò i latini scrivevano VINUM e uinum;
  • il segno K era usato davanti ad a (KARISSIMO) e a consonante (SAKROS), ma fu presto sostituito da C, sopravvivendo solo in alcune parole come KALENDAE e KAESO
  • I segni Y e Z furono aggiunti nel I sec. a.C. per trascrivere parole greche come LYRA e ZEPHYRUS
  • Le maiuscole si usano per i nomi di persona, di popolo e per le parole da essi derivate

03

LA PRONUNCIA

La pronuncia del latino può riassumersi nei seguenti punti

a) vocali- la i, come in italiano, può avere valore

  • vocalico, quando fa sillaba (ETIAM, IRE);
  • consonantico o semivocalico quando non fa sillaba (IACĒRE, IULIUS)
  • intervocalico, cioè tra due vocali (MAIOR)
- la y, estranea all'alfabeto italiano, si pronuncia come la i francese (LYRA, CRYPTA)b) dittonghisono coppie di vocali che formano un'unica sillaba; in latino sono AU, EU, AE e OE. AE e OE si pronunciano E (CAESAR si pronuncia Cesar e POENA si pronuncia pena).A volte AE e OE non formano dittongo e sono indicati con la dieresi (AËNUS e POËSIS)

La pronuncia del latino

c) consonanti

  • la h è muta, sia che si trovi davanti a vocale (HOMO, NIHIL) che dopo consonante (THERMAE, RHENUS)
  • CH si legge k, come in italiano (CHORDA)
  • PH si legge f (PHILOSOPHUS)
  • TH, CH e PH (consonanti aspirate) compaiono solo in parole che derivano dal greco
  • TI + VOCALE si legge zi (GRATIA, grazia), tuttavia conserva il suono ti
    • nei nomi di origine greca (BOEOTIA)
    • quando la I è lunga e accentata (TOTĪUS), mentre se è accentata ma breve si legge zi (SATIETAS)
    • quando la T è preceduta da S, T e X (OSTIA, MIXTIO, IUSTITIA)

Attenzione!

Quella che si propone è la pronuncia italiana del latino, che coincide con quella della Chiesa cattolica e risale all'alto Medioevo. Ogni popolo è solito pronunciare il latino secondo le proprie abitudini fonetiche. Tuttavia, è abbastanza noto che la classe colta di Roma del I sec. a.C. pronunciasse i suoni nel seguente modo (latino classico):

  • tutti i dittonghi venivano pronunciati come erano scritti, con l'accento sulla prima vocale (Cáesar, próelium);
  • la y ha il medesimo suono che in greco, cioè quello della u francese o lombarda (LYRA, lüra);
  • dove noi scriviamo e pronunciamo V, i latini scrivevano u e pronuncivano u semivocalica (come in uovo e uomo): VAE VICTIS, uae uictis
  • h si faceva sentire con una leggera spirazione all'inizio di parola (homo);
  • TI si pronuncia sempre ti (sentio);
  • C e G si pronunciano sempre dure (CICERO, Kikero; GENUS, ghenus)
  • la -s- intervocalica è sempre sorda (rosa)

04

LA QUANTITA'

Cos'è la quantità

Sillaba lunga

- quando termina per consonante, indipendentemente dalla quantità della vocale (sillaba chiusa)- quando termina con un dittongo o con una vocale lunga (sillaba aperta)

Vocali

In base alla durata il latino distingue 6 vocali, in base alla loro durata: vocali lunghe (ā, ē, ī, ō, ū, ȳ) e vocali brevi (ă, ĕ, ĭ, ŏ, ŭ, y)

I suoni dell'alfabeto latino non si distinguono solamente per la loro qualità, cioè per il timbro, ma anche per la loro quantità, cioè per la loro durata percepibile all'orecchio

Quantità sillabica

Sillaba breve

la vocale non va considerata di per se stessa ma all'interno della sillaba, così si parla di quantità sillabica

- quando finisce per vocale breve (sillaba aperta)

Regola: è breve la sillaba aperta che termina con vocale breve, tutte le altre sono lunghe

Alcuni esempi

CAEDO, taglioCĒDO, cedo

CĂDO, cadoFĂCIO, faccio

FĀCTUM, fattoĂCTUM, atto

CAE-DO CĒ-DO in entrambi i casi le sillabe sono lunghe perché terminano con dittongo e con vocale lunga

CĂ-DO FĂ-CIO In entrambi i casi le sillabe sono brevi perché terminano con vocale breve

FĀC-TUM ĂC-TUM in entrambi i casi le sillabe sono lunghe perché chiuse

ATTENZIONE!

LĔGIT / LĒGIT

PŎPULUS / PŌPULUS

egli legge / egli lesse

popolo / pioppo

La quantità delle vocali, in latino, è importantissima perché parole scritte allo stesso modo, ma con quantità vocaliche diverse distinguono signficati diversi!

MĂLUM / MĀLUM

DILIGENTIĂ/ DILIGENTIĀ

il male / la mela

soggetto / complemento di mezzo

Regola: la conoscenza della morfologia e l'uso costante del vocabolario ci permette di conoscere le quantità delle parole

05

L'ACCENTO

La quantità è importante perché regola la posizione dell'accento

LEGGE DELLA PENULTIMA

LEGGE DEL TRISILLABISMO

L'accento non cade mai oltre la terzultima sillaba né, in generale, sull'ultima

L'accento cade sulla penultima sillaba, se questa è lunga; se la penultima è breve, cade sulla terzultima

Le sillabe portatrici di accento sono, a parte i monosillabi, la terzultima e la penultima

Ovviamente questa regola vale solo per le parole di più di due sillabe

Qualche esempio

É molto importante, per la corretta accentazione delle parole, conoscere la quantità della penultima sillaba

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Alcuni suggerimenti

1) Una sillaba aperta seguita da una vocale è generalmente breveAUDĬO: ÁUDIO (ma l'infinito è AUDĪRE) 2) la consonante doppi X (=CS) allunga la sillaba precedente, appunto perché essendo doppia, la chiude:CORREXI: CORRÉXI 3) nei composti, una I, al posto di una A o di una E della parola semplice, è breve:CÓNFĬCIS, compi (da FĂCIS)ma una I al posto del dittongo AE è lunga:CONCÍDO, faccio a pezzi (da CAEDO)4) per riconoscere l'accento di una parola, si ricorra a parole di uguale origine e di accentazione già nota:INVOLÚCRUM da INVOLÚTUS 5) sono brevi O ed E che in italiano si trasformano in UO e IE:CÓMMOVES diventa commuovi RÉSONO diventa risuono

É molto importante, per la corretta accentazione delle parole, conoscere la quantità della penultima sillaba

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06

LA DIVISIONE IN SILLABE

Due semplici regole

1) di due o più consonanti consecutive, la prima appartiene alla sillaba precedente, la seconda o le altre alla seguente:IMBER: IM-BER VICTRIX: VIC-TRIX MAGISTRA: MA-GIS-TRA 2) se il gruppo consonantico è formato da muta + liquida, appartiene tutto alla sillaba seguente:PATRES: PA-TRES AGRESTIS: A-GRES-TIS 3) nei composti, la sillabazione è etimologica e non fonetica:INĔRAT: IN-ĔRATINUTILIS: IN-UTILISDISTURBO: DIS-TURBO

La divisione in sillabe, a cui si è già accennato, segue le stesse norme dell'italiano, con poche differenze:

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L'EVOLUZIONE DEL LATINO

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