i 7 rE rOMA
e LE ABITUDINI DEL POPOLO ROMANO
start
iNDICE DEL POWER POINT
1. 7 RE DI ROMA
2. FAMIGLIA ROMANA
3. RELIGIONI
4. CONDIZIONE DELLE DONNE
5. ABBIGLIAMENTO/ALIMENTAZIONE
6. ABITAZIONI E CALENDARIO
- Romolo, lo conosciamo tutti, è secondo la leggenda il fondatore della città. Di discendenza divina ( il Dio Marte) e leggendaria ( Enea), fu tradizionalmente allevato insieme al suo fratello Remo da una Lupa, ancora oggi simbolo capitolino.
- Numa Pompilio: a lui si attribuisce l’organizzazione religiosa della città, ma anche l’invenzione del calendario come lo conosciamo oggi, con 365 giorni divisi in 12 mesi.
- Tullo Ostilio fu un conquistatore: popolò la città con gli abitanti di Albalonga, grazie alla vittoria dello storico scontro Orazi contro Curiazi, e iniziò importanti opere urbanistiche.
- Anco Marzio è ricordato per la sua espansione verso il mare: a lui è attribuita la fondazione di Ostia e l’inizio di importanti scambi commerciali via mare. Sotto di lui furono avviate altre importanti opere, come il Ponte Sublicio, il primo ponte sul fiume Tevere.
- Tarquinio Prisco fu un grande costruttore: fu lui a volere l’imponente Circo Massimo, la Cloaca Massima, importantissima opera di ingegneria idraulica, il tempio di Giove Capitolino e il Foro Boario, dove si svolgeva l’attività commerciale della città.
- Servio Tullio. Da un punto di vista urbanistico è ricordato per la costruzione delle Mmura Severiane, che circondavano i sette colli della città. Da un punto di vista politico, introdusse importanti riforme basandosi sul censo di cittadini e distinguendo chi poteva armarsi da solo da chi non ne aveva la possibilità.
- Tarquinio il Superbo fu il re più tirannico: istituì un regime assolutistico e di sospensione dei diritti. La leggenda narra che suo figlio portò al suicidio la giovane Lucrezia. In seguito a questo episodio, il popolo insorse cacciando il re.
- Romolo (753 a.C. – 716 a.C.)
- Numa Pompilio (715 a.C. – 674 a.C.)
- Tullo Ostilio (673 a.C. – 641 a.C.)
- Anco Marzio (640 a.C. – 616 a.C.)
- Tarquinio Prisco (616 a.C. – 579 a.C.)
- Servio Tullio (578 a.C. – 535 a.C.)
- Tarquinio il Superbo (535 a.C. – 510 a.C.)
La famiglia romana nell’antica Roma: come era organizzata; i rapporti tra padri e figli, tra il pater familias e ciascun membro; i poteri del pater familias. (POTERE AL MASCHIO PIU ANZIANO)
La famiglia romana nell’antica Roma era molto più ampia della nostra. Oltre al padre, alla madre e ai figli, comprendeva le mogli dei figli e i nipoti, gli schiavi e i liberti.
rELIGIONE
La religione romana è l'insieme dei fenomeni religiosi propri dell'antica Roma considerati nel loro evolvere come varietà di culti, questi correlati allo sviluppo politico e sociale della città e del suo popolo.
La religione romana cessò di essere la religione "ufficiale" all'interno dell'Impero romano con l'editto di Tessalonica e i successivi editti promulgati a partire dal 380 dall'imperatore romano convertito al cristianesimo Teodosio I, il quale proibì e perseguitò tutti i culti non cristiani professati nell'Impero, soprattutto quelli pagani. Precedentemente (362-363) c'era stato il vano tentativo dell'imperatore Giuliano di riformare la religione pagana per contrapporla efficacemente al cristianesimo, ormai ampiamente diffuso.
LE DONNE NEL'ANTICA ROMA
Il matrimonio non migliorava la posizione della donna romana, specie nell'età più antica, sempl cemente segnava il passaggio dall'autorità di un uomo, il padre, a quella di un altro, il marito. La condizione di sottomissione permaneva anche in caso di morte del marito: se rimaneva vedova (caso non infrequente, vista la giovane età in cui si sposava), doveva nominare un tutore per l'amministrazione del suo patrimonio.
Uno degli obiettivi della donna romana veniva considerato im trimonio, e proprio per questo era impensabile che una decisione cosi importante fosse lascia al caso. Il più delle volte, specie per le gentes di maggior importanza, i matrimoni erano combina dai genitori, che in questo modo se ne servivano per stipulare o rinsaldare patti e alleanze
É facilmente intuibile come a condizioni private così restrittive corrispondessero altrettantto limiti nella vita pubblica. Le donne non avevano diritto di voto, non potevano testimoniare in tribunale, svolgere attività commerciali o avere proprietà personali; non potevano nemmeno avere un nome proprio Gradualmente la situazione cambiò, le leggi e le consuetudini vennero modificate a loro favore. Inoltre le donne ottennero la possibilità di divorziare, in origine riservata agli uomini, e per le vedove benestanti divenne più facile indicare un tutore di comodo, che le lasciasse libere di amministrare in proprio i beni ereditati
ABBIGLIAMENTO
Nell'antica roma
L’abbigliamento nell’antica Roma veniva distinti in due generi di indumenti: gli indumenta, che si portavano di giorno e di notte, e gli amictus, che venivano indossati solo di giorno1. Tra gli indumenta maschili troviamo il subligaculum o licium, un perizoma in lino annodato alla vita. Sopra s’indossava semplicemente la toga, oppure la tunica, formata da due pezzi di stoffa cuciti insieme, indossata in modo che, legata alla vita, la parte posteriore risultasse più lunga sino all’altezza delle ginocchia , quella davanti più corta. Le tuniche delle donne erano più lunghe e potevano arrivare sino ai talloni1. Durante l’età imperiale i romani erano soliti indossare due tuniche: una intima (subucula) e un’altra esterna (tunica exterior)1. I tessuti più usati per l’abbigliamento furono inizialmente la lana e il lino. Con l’età imperiale, i ricchi cominciarono ad acquistare tessuti di cotone e di seta, entrambi costosissimi perché arrivano rispettivamente dall’India e dalla Cina.
Alimentazione
L’alimentazione dei Romani ai tempi dei 7 re di Roma era principalmente a base di verdura, frutta, cereali, legumi, formaggi e uova1. Il pane era usato solo al principio del II secolo a.C. e serviva a preparare la puls (una pappa di frumento)1. I legumi più usati erano le fave, le lenticchie e i ceci. Tra gli ortaggi le lattughe, il cavolo e il porro1. La carne era inizialmente diffusa soprattutto tra i ceti più abbienti e nettamente preferita quella suina
Calendario romano e scrittura
Abitazione
Le abitazioni romane ai tempi dei 7 re di Roma erano molto diverse dalle abitazioni che conosciamo oggi. Le prime abitazioni private dell’antica Roma erano simili a delle capanne e vennero trasformate in domus per volere dei re e degli aristocratici romani1. La casa romana, dovendo tener conto nella sua struttura architettonica del poco spazio a disposizione per la sua edificazione, contrariamente a quello che si pensa, era molto simile a quella dei nostri giorni2.
Il calendario romano o calendario pre-giuliano denota l’insieme dei calendari che furono in uso nella Roma antica dalla sua fondazione fino all’avvento nel 46 a.C. del calendario giuliano. Secondo la tradizione, il calendario romano fu istituito nel 753 a.C. da Romolo, fondatore di Roma: subì diverse modifiche nel corso dei secoli, venendo infine sostituito nel 46 a.C. dal calendario giuliano promulgato da Gaio Giulio Cesare La scrittura romana era una scrittura epigrafica (iscrizioni realizzate, generalmente ma non necessariamente, su un materiale poco corruttibile) sviluppata ne IV e III secolo a.C.
I 7 RE DI ROMA
Sette è un numero magico, che i romani hanno fatto proprio. Sette i Colli e sette i Re che, secondo la leggenda, hanno governato Roma nei suoi primi 244 anni. Secondo la leggenda, i gemelli Romolo e Remo furono trovati da una lupa che si prese cura di loro.
I nomi dei sette re di Roma li abbiamo imparati a scuola come una filastrocca. Gli storici individuano due fasi del periodo monarchico:
la prima, caratterizzata dai primi quattro re, di origine latina o etrusca, in cui il ruolo del Senato e delle assemblee popolari era valorizzato;
la seconda, caratterizzata dagli ultimi tre re, di origine etrusca, dalla svolta assolutistica e accentratrice.
presentazione sui i 7 re di roma
Boun Dí
Created on August 21, 2023
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i 7 rE rOMA
e LE ABITUDINI DEL POPOLO ROMANO
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iNDICE DEL POWER POINT
1. 7 RE DI ROMA
2. FAMIGLIA ROMANA
3. RELIGIONI
4. CONDIZIONE DELLE DONNE
5. ABBIGLIAMENTO/ALIMENTAZIONE
6. ABITAZIONI E CALENDARIO
La famiglia romana nell’antica Roma: come era organizzata; i rapporti tra padri e figli, tra il pater familias e ciascun membro; i poteri del pater familias. (POTERE AL MASCHIO PIU ANZIANO) La famiglia romana nell’antica Roma era molto più ampia della nostra. Oltre al padre, alla madre e ai figli, comprendeva le mogli dei figli e i nipoti, gli schiavi e i liberti.
rELIGIONE
La religione romana è l'insieme dei fenomeni religiosi propri dell'antica Roma considerati nel loro evolvere come varietà di culti, questi correlati allo sviluppo politico e sociale della città e del suo popolo. La religione romana cessò di essere la religione "ufficiale" all'interno dell'Impero romano con l'editto di Tessalonica e i successivi editti promulgati a partire dal 380 dall'imperatore romano convertito al cristianesimo Teodosio I, il quale proibì e perseguitò tutti i culti non cristiani professati nell'Impero, soprattutto quelli pagani. Precedentemente (362-363) c'era stato il vano tentativo dell'imperatore Giuliano di riformare la religione pagana per contrapporla efficacemente al cristianesimo, ormai ampiamente diffuso.
LE DONNE NEL'ANTICA ROMA
Il matrimonio non migliorava la posizione della donna romana, specie nell'età più antica, sempl cemente segnava il passaggio dall'autorità di un uomo, il padre, a quella di un altro, il marito. La condizione di sottomissione permaneva anche in caso di morte del marito: se rimaneva vedova (caso non infrequente, vista la giovane età in cui si sposava), doveva nominare un tutore per l'amministrazione del suo patrimonio.
Uno degli obiettivi della donna romana veniva considerato im trimonio, e proprio per questo era impensabile che una decisione cosi importante fosse lascia al caso. Il più delle volte, specie per le gentes di maggior importanza, i matrimoni erano combina dai genitori, che in questo modo se ne servivano per stipulare o rinsaldare patti e alleanze
É facilmente intuibile come a condizioni private così restrittive corrispondessero altrettantto limiti nella vita pubblica. Le donne non avevano diritto di voto, non potevano testimoniare in tribunale, svolgere attività commerciali o avere proprietà personali; non potevano nemmeno avere un nome proprio Gradualmente la situazione cambiò, le leggi e le consuetudini vennero modificate a loro favore. Inoltre le donne ottennero la possibilità di divorziare, in origine riservata agli uomini, e per le vedove benestanti divenne più facile indicare un tutore di comodo, che le lasciasse libere di amministrare in proprio i beni ereditati
ABBIGLIAMENTO
Nell'antica roma
L’abbigliamento nell’antica Roma veniva distinti in due generi di indumenti: gli indumenta, che si portavano di giorno e di notte, e gli amictus, che venivano indossati solo di giorno1. Tra gli indumenta maschili troviamo il subligaculum o licium, un perizoma in lino annodato alla vita. Sopra s’indossava semplicemente la toga, oppure la tunica, formata da due pezzi di stoffa cuciti insieme, indossata in modo che, legata alla vita, la parte posteriore risultasse più lunga sino all’altezza delle ginocchia , quella davanti più corta. Le tuniche delle donne erano più lunghe e potevano arrivare sino ai talloni1. Durante l’età imperiale i romani erano soliti indossare due tuniche: una intima (subucula) e un’altra esterna (tunica exterior)1. I tessuti più usati per l’abbigliamento furono inizialmente la lana e il lino. Con l’età imperiale, i ricchi cominciarono ad acquistare tessuti di cotone e di seta, entrambi costosissimi perché arrivano rispettivamente dall’India e dalla Cina.
Alimentazione
L’alimentazione dei Romani ai tempi dei 7 re di Roma era principalmente a base di verdura, frutta, cereali, legumi, formaggi e uova1. Il pane era usato solo al principio del II secolo a.C. e serviva a preparare la puls (una pappa di frumento)1. I legumi più usati erano le fave, le lenticchie e i ceci. Tra gli ortaggi le lattughe, il cavolo e il porro1. La carne era inizialmente diffusa soprattutto tra i ceti più abbienti e nettamente preferita quella suina
Calendario romano e scrittura
Abitazione
Le abitazioni romane ai tempi dei 7 re di Roma erano molto diverse dalle abitazioni che conosciamo oggi. Le prime abitazioni private dell’antica Roma erano simili a delle capanne e vennero trasformate in domus per volere dei re e degli aristocratici romani1. La casa romana, dovendo tener conto nella sua struttura architettonica del poco spazio a disposizione per la sua edificazione, contrariamente a quello che si pensa, era molto simile a quella dei nostri giorni2.
Il calendario romano o calendario pre-giuliano denota l’insieme dei calendari che furono in uso nella Roma antica dalla sua fondazione fino all’avvento nel 46 a.C. del calendario giuliano. Secondo la tradizione, il calendario romano fu istituito nel 753 a.C. da Romolo, fondatore di Roma: subì diverse modifiche nel corso dei secoli, venendo infine sostituito nel 46 a.C. dal calendario giuliano promulgato da Gaio Giulio Cesare La scrittura romana era una scrittura epigrafica (iscrizioni realizzate, generalmente ma non necessariamente, su un materiale poco corruttibile) sviluppata ne IV e III secolo a.C.
I 7 RE DI ROMA
Sette è un numero magico, che i romani hanno fatto proprio. Sette i Colli e sette i Re che, secondo la leggenda, hanno governato Roma nei suoi primi 244 anni. Secondo la leggenda, i gemelli Romolo e Remo furono trovati da una lupa che si prese cura di loro. I nomi dei sette re di Roma li abbiamo imparati a scuola come una filastrocca. Gli storici individuano due fasi del periodo monarchico: la prima, caratterizzata dai primi quattro re, di origine latina o etrusca, in cui il ruolo del Senato e delle assemblee popolari era valorizzato; la seconda, caratterizzata dagli ultimi tre re, di origine etrusca, dalla svolta assolutistica e accentratrice.