Antonella Tiburzi
Tra fascisti e nazisti. Gli ebrei di Saint Martin Vésubie al campo di Borgo San Dalmazzo 1943-1944
Ebrei sotto l'occupazione italiana nel sud est dalla Francia
Il 10 giugno 1940, l'Italia entra in guerra e attacca la Francia. Il 24 giugno Italia e Francia firmano l' Armistizio.
Migliaia di ebrei sono o arrivano a Nizza e nei villagi limitrofi.
- A Nizza si forma il "Comitato di aiuto ai rifugiati ebrei sotto la protezione italiana" grazie ad Angelo Donati, un benefattore ebreo.
- I soldati italiani evitano di collocare gli ebrei nella zona delle Ardèche, una area sotto il controllo nazista secondo il comando di Vichy.
Lungo il confine italo francese...
- La IV° armata dei G.A.F. (Guardia alla Frontiera) era collocata nei piccoli villaggi delle Alpi marittime
- A Saint Martin Vésubie circa 1000 ebrei si trovavano in confinamento forzato.
- Essi erano liberi di muoversi nel o intorno al paese.
Gli ebrei nelle mani della diplomazia italiana, tedesca e francese.
Mussolini decise che la polizia francese poteva arrestare gli ebrei anche nella zona di occupazione italiana.
Fonte: Cdec Archive, F. Meckensen to Mussolini
Luglio 25 - Settembre 8, 1943 Il collasso del Fascismo, dell'esercito italiano e la firma dell'Armistizio
- Il governo di Mussolini si dissolve.
- L'esercito nazista si trovava già nel sud della Francia, nella ex zona italiana (secondo Vichy).
- Gli ebrei devono andare via…
- Il IV° Reggimento GAF aiutò gli ebrei nell'attraversare il confine verso l'Italia.
I giorni felici sono contati:
Domanda di assistenza reimpatri - 13 giugno1949
Testimonianza di Vera Dridso (dopo la guerra)
Quando Nizza fu occupata dalle truppe italiane dal 1940 al 1943 la testimone dichiara che ne lei ne la sua famiglia sono stati mai in alcun modo disturbati o maltrattati sebbene fossero ebrei.
Fonte: Bad Arolsen Archive, Vera Dridso
Prima della catastrofe....
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Le regole sotto l'esercito italiano
- Essi si possono incontrare solo sotto la sorveglianza dell'esercito italiano;
- Essi possono vivere in case private o in hotel.
- Possono svolgere il loro lavoro (insegnanti, traduttori, attori, musicisti etc…)
- L'esercito italiano li protegge dall'esercito francese.
Fonte: Arch. dép. Alpes-Maritimes, 166W10
Ho sentito il dovere di aiutare questi ebrei che avevano messo la loro vita nelle nostre mani. (Dal Diario del tenente della III° compagnia GAF, Federico Strobino)
Fonte: Collection Charles Roman; Collection MRA, f. RAIBERTI
Il percorso dei profughi
Borgo San Dalmazzo
Saint Martin Vésubie
Proprio di fronte ai nazisti al confine...
- I rifugiati ebrei si fermarono nei primi villaggi italiani di Valdieri e Entraque.
- Compresero il pericolo, così inizirono a disperdersi nelle piccole frazioni.
- I nazisti si stanziarono a Cuneo sin dal 12 settembre e furono informati "dell'esodo" in corso.
- Il giorno 17, i nazisti diffusero un comunicato in cui dichiaravano che coloro i quali non si fossero arresi, sarebbero stati arrestati o uccisi il giorno seguente.
- Il giorno dopo 340 ebrei furono circondati e arrestati.
Questioni sull'esercito italiano
- Perchè abbandonarono i rifugiati ebrei appena prima del confine....
- Perchè ritornarno nelle loro caserme anche se l'esercito era ormai allo sbaraglio.
- Ebbero paura delle reazioni dell'esercito nazista?
RICORDARE: Enzo Cavaglion. Un giusto ebreo e partigiano che aiutò gli altri ebrei a trovare un rifugio. La sua storia.
Campo di Borgo San Dalmazzo 1943-1944
1° periodo Amministrazione Nazi-fascista 18 settembre - 21 novembre 1943 349 ebrei stranieri
2° periodo Amministrazione fascista 4 dicembre 1943 - 15 febbraio 194426 ebrei italiani
Caserma di Borgo San Dalmazzo. Il periodo Nazi-fascista 18 settembre– 21 novembre 1943
Le condizioni nel campo....
Il brigadiere oggi è molto severo, no visite e meno cibo. E' tutto molto grave, e noi siamo tutti preoccupati. Io spero che rimuovano presto il Brigadiere Luciani […]E' tornata la commissione italiana dei documenti personali. (Fonte: Rosetta Scotti Douglas, Il campo di Borgo San Dalmazzo, 1955)
- Le caserme erano dismesse, sporche, svuotate e prive dei servizi base, senza letti e riscaldamento.
- I 340 prigionieri crearono una infermeria e pulirono le stanze.
- Le violenze, le umiliazioni e gli abusi delle Ss. avevano luogo sotto il silenzio dei Carabinieri.
- Gli uomini erano costretti a portare alla stazione materiale pesante diretto in Germania.
L'interno delle baracche
Lista di alcuni dei deportati del 21 novembre 1943 ad Auschwitz via Drancy
Bambini
Il 2° periodo sotto l'amministrazione fascista italiana. 4 dicembre 1943-15 Febraio 1944
- Inizio di un piano programmatico per la caccia agli ebrei (14 novembre 1943 - Carta di Verona - R.s.i.)
- Il 4 dicembre 1943 gestione unicamente italiana.
- Dal 4 dicembre '43 al 6 febbraio '44, un primo gruppo di ebrei fu arrestato nei locali villaggi e altre frazioni.
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
La burocrazia fascista
All'ufficio delle tasse di Borgo S. Dalmazzo
8 febbraio 1944 Oggetto: spese per campo di concentramento ebrei «Questo comune amministra il locale campo provinciale di concentraemnto degli ebrei, per il quale ha sostenuto anche le seguenti spese: - acquisto legna per riscaldamento dei mesi di dicembre 1943 e gennaio 1944 come da allegata fattura della ditta Viale; - acquisto lampadine e filo elettrico per la sistemazione degli impianti di illuminazione come da allegata fattura della ditta Garabello. Le predette spese sono ammesse a rimborseo statale prevsio visto di codesto Ufficio per la congruità dei prezzi praticati, per cui Vi rimetto le allegate fatture con preghiera di restiturle vistate ».
La presente lettera del commissario prefettizio all'Ufficio tecnico erariale di Cuneo rivela, oggettivamente, la drammatica e aberrante considerazione che si nutriva nei confronti degli ebrei e negli altri perseguitati. Si noti come non si faccia neanche lontanamente riferimento al fatto che degli esseri umani erano stati lì imprigionati e poi erano stati deportati e che i pochi altri rimasti, dopo una settimana, avrebbero vissuto lo stesso destino. Dunque in questa ultima fase, ci si preoccupava solo delle spese sostenute durante la loro prigionia con una precisione e perfida efficienza burocratica soprattutto quando si sottolinea la presenza di fatture comprovanti. Come se la prigionia e poi deportazione di esseri umani fosse solo un aspetto della locale burocrazia.
Fonte: Acbsd, Lettera dell'8 febbraio 1944, prot. 484, no. d'ordine 96.
Le direttive e i trasporti
- 26 ebrei erano internati nelle caserme, sotto la sorveglianza della polizia italiana.
- Il 13 gennaio 1944, la questura di Cuneo ordinò il loro trasferimento nel campo di Fossoli il successivo 15 febbraio 1944.
- Le autorità italiane risposero alle direttive dei nazisti che stavano appunto organizzando uno dei tanti trasporti di prigionieri ebrei per Auschwitz.
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
Il Campo nel 1943
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clicca sull'immagine storica
I bambini a Saint Martin Vésubie
I bambini imprgionati nella caserma/campo di di Borgo San Dalmazzo furono 62. La più "grande" era Rifka Golombek, Byalistok (Polonia) di anni 14, che si trova nel campo con la sorella Anna Perla (Byalistok) di anni 12. Il più piccolo era Daniele Szatkownik, nato a Saint Martin Vésubie il 13 luglio 1943. Mentre Evelina Loerber, che era nata il 12 luglio, era insieme alla sorellina Alice, di tre anni.
Non vengono risparmiati neanche i bambini che si trovano all’ospedale di Borgo come Beatrice Podolsky, di 5 anni. Ci sono inoltre Bella Josefowicz, che non aveva ancora 2 anni, Evelina e Alice Loerber, Tobia Grünfeld, di 9 mesi, con il fratello Enrico, di tre anni, Joseph Tarnowsky, di 1 anno, internato con il fratello Renato, di 4 anni.
Ci sono inoltre 5 bambini che hanno meno di 1 anno, altri 24 che hanno tra gli 1 e i 5 anni, 17 bambini/ragazzi dai 6 ai 16 anni e 16 dagli 11 ai 14 anni.
Dei bambini deportati nei trasporti del 21 novembre e del 15 febbraio da Borgo San Dalmazzo, nessuno è sopravvissuto.
Il convoglio del 21 novembre 1943 parte da Borgo San Dalmazzo con 328 persone.
Discussione in classe
Trasporto del 15 febbraio: Fossoli - Auschwitz
Su ordine della prefettura di Cuneo, il 22 Febbario iniziò il loro transporto ad Auschwitz via Fossoli. Dopo questa data, il campo di Borgo San Dalmazzo fu definitivamente chiuso.
"Prego disponete che un numero di 26 ebrei internati a B. San Dalmazzo vengano trasferiti al campo di Carpi. °Allo stesso deve essere allegato un foglio obbligatorio e dei mezzi di viaggio per raggiungere Carpi entro il 18 di questo mese". Firmato Commissario Finucci. P.s. Questi 26 ebrei devono essere trasferiti sotto il controllo della polizia militare italiana.
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
Fonte: Digital library Cdec: Borgo San Dalmazzo
Il Memoriale alla Stazione di Borgo San Dalmazzo
Alice Loerber(Fonte: http://dati.cdec.it/lod/shoah/person/4877
Biblio-sitografia
- A. Cavaglion, La deportazione dall'Italia. Borgo San Dalmazzo, in AA.VV, Spostamenti di popolazione e deportazione in Europa 1933-1945, Nuc, 1987, pp. 356-381.
- A. Cavaglion, Nella notte straniera. Gli ebrei di S. Martin Vésubie e il campo di concentramento di Borgo S. Dalmazzo 8 settembre 1943-21 novembre 1943, L'Arciere, 1981.
- J.L.Panicacci, L'occupazione italiana delle Alpi marittime, in «Notiziario dell'Istituto storico della Resistenza di Cuneo», 1978, 13. pp. 7-35.
- R. Scotti Douglas, 45 giorni nel campo di concentramento di Borgo S. Dalmazzo, in Quaderni del Cdec, vol. I, 1961, pp. 78-89.
- M. Peyrano, Il regime fascista e i provvedimenti antisemiti in provincia di Cuneo, testi di laurea, Unito, Magistero, rel. M. Salvadori, a.a. 1970-71 (con documenti).
- Audrey Gordon, Dove danzeremo domani, Italia, 2021. (film) vedi in Raiplay
- Nel 2021 si è tenuto un convegno allo Yad Vashem dal titolo "Non German camps for Jews in the Holocaust". Leggi l'articolo su Yad Vashem Magazine, pp. 13-14 .
- Leggi il programma del convegno
Clicca qui per la versione digitale
Una storia qualitativaGrégoire Dridso
Grégoire Dridso era nato a Losovaya (Ucraina) il 22 settembre 1868. Nel 1922 si era trasferito con la moglie, Rachel Drabkin, a Berlino dove nel 1924 era nata la loro prima figlia Vera e poi la seconda figlia Rima. Nel 1927 la moglie e le due figlie decidono di trasferirsi a Nizza (Francia) mentre il padre rimase a Berlino per la sua attività.
Ma con la salita al potere di Hitler nel 1933, Grégoire lascia la Germania e raggiunge la famiglia a Nizza . Più tardi acquistarono una casa, "Les Châtaigners", a Saint-Martin Vésubie.
Con l'8 settembre, gli ebrei furono accompagnati al confine italiano, nella speranza di salvarli, ma Grégoire non se la sentì di attraversare le Alpi marittime di notte, senza forze e già all'età di 75 anni. Rimase nella sua casetta. Fu arrestato dalla Gestapo il 13 dicembre 1943, e fu trasferito prima a Drancy e poi, con il trasporto no. 66, il 20 gennaio 1944 fu derportato a Auschwitz dove fu assassinato.
Riflessioni
Il Memoriale oggi a Borgo San Dalmazzo
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La complessità della storia
- Cercare di far capire agli studenti la complessità della storia delle singole vittime della Shoah come l'aspetto geostorico di una microstoria nell'ambito della macrostoria europea tra il 1933-1945.
- Grégoire Dridso proveniva dall'Ucraina, visse a Berlino in Germania, si trasferì con la famiglia a Nizza e poi a Saint Martin Vésubie in Francia per poi essere deportato e assassinato ad Auschwitz in Polonia.
- Far riflettere sul fatto che ogni spostamento e trasferimento era legato alle persecuzioni, violenze e aggressioni da cui si cercava di fuggire, spesso senza riuscirci.
I giorni felici sono contati...
Con questa frase scritta in questa missiva di un burocrate di Vichy si evidenzia tutta la considerazione maligna che essi avevano degli ebrei. A quali giorni felici si riferisce? I profughi ebrei avevano lasciato le loro case e vite, soprattutto in Europa orientale e avevano iniziato a vagare per 2 anni almeno in Europa occidentale, senza cibo, senza aiuto, senza famigliari, attanagliati dalla paura di essere arrestati, con bambini piccoli nati in luoghi di fortuna e senza alcuna assistenza. Solo a Saint Martin Vesubie avevano trovato un piccolo rifugio di persone umane ma che anch'esso si rivelò insicuro. Fonte: CDJC XXXVII, rapport du Service des restitutions, annexe I 1.
Trasporto no. 66. Drancy - Auschwitz, 20 gennaio 1944.
Si trattò di un trasporto di 1153 Arbeitsjuden dunque ebrei da destinare al lavoro per il Terzo Reich. Grégoire è il no. 271 della lista con il numero di matricola 10021. Si tratta di un trasporto partito dalla stazione di Bobigny, il primo del 1944, ed era formato da famiglie, coppie, bambini e anziani soli. Proprio come Grégoire.
Clicca sulle foto per ingrandire
Fonte: Bad Arolsen Archive, signature 1446000
I nazisti e i bambini ebrei
- Perchè i nazisti uccisero i bambini ebrei?
- Per quali motivi essi rapprentavano un pericolo per il Terzo Reich?
- Perchè uccisero migliaia di neonati ovunque nell'Europa occupata?
- Cosa avrebbero potuto fare i bambini contro i nazisti?
Gli ebrei di Saint Martin Vésubie e Borgo San Dalmazzo
Antonella Tiburzi
Created on August 16, 2023
La storia degli ebrei di S. Martin Vesubie nel campo di B. S. Dalmazzo
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Antonella Tiburzi
Tra fascisti e nazisti. Gli ebrei di Saint Martin Vésubie al campo di Borgo San Dalmazzo 1943-1944
Ebrei sotto l'occupazione italiana nel sud est dalla Francia
Il 10 giugno 1940, l'Italia entra in guerra e attacca la Francia. Il 24 giugno Italia e Francia firmano l' Armistizio.
Migliaia di ebrei sono o arrivano a Nizza e nei villagi limitrofi.
Lungo il confine italo francese...
Gli ebrei nelle mani della diplomazia italiana, tedesca e francese.
Mussolini decise che la polizia francese poteva arrestare gli ebrei anche nella zona di occupazione italiana.
Fonte: Cdec Archive, F. Meckensen to Mussolini
Luglio 25 - Settembre 8, 1943 Il collasso del Fascismo, dell'esercito italiano e la firma dell'Armistizio
I giorni felici sono contati:
Domanda di assistenza reimpatri - 13 giugno1949
Testimonianza di Vera Dridso (dopo la guerra)
Quando Nizza fu occupata dalle truppe italiane dal 1940 al 1943 la testimone dichiara che ne lei ne la sua famiglia sono stati mai in alcun modo disturbati o maltrattati sebbene fossero ebrei.
Fonte: Bad Arolsen Archive, Vera Dridso
Prima della catastrofe....
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Le regole sotto l'esercito italiano
Fonte: Arch. dép. Alpes-Maritimes, 166W10
Ho sentito il dovere di aiutare questi ebrei che avevano messo la loro vita nelle nostre mani. (Dal Diario del tenente della III° compagnia GAF, Federico Strobino)
Fonte: Collection Charles Roman; Collection MRA, f. RAIBERTI
Il percorso dei profughi
Borgo San Dalmazzo
Saint Martin Vésubie
Proprio di fronte ai nazisti al confine...
Questioni sull'esercito italiano
RICORDARE: Enzo Cavaglion. Un giusto ebreo e partigiano che aiutò gli altri ebrei a trovare un rifugio. La sua storia.
Campo di Borgo San Dalmazzo 1943-1944
1° periodo Amministrazione Nazi-fascista 18 settembre - 21 novembre 1943 349 ebrei stranieri
2° periodo Amministrazione fascista 4 dicembre 1943 - 15 febbraio 194426 ebrei italiani
Caserma di Borgo San Dalmazzo. Il periodo Nazi-fascista 18 settembre– 21 novembre 1943
Le condizioni nel campo....
Il brigadiere oggi è molto severo, no visite e meno cibo. E' tutto molto grave, e noi siamo tutti preoccupati. Io spero che rimuovano presto il Brigadiere Luciani […]E' tornata la commissione italiana dei documenti personali. (Fonte: Rosetta Scotti Douglas, Il campo di Borgo San Dalmazzo, 1955)
L'interno delle baracche
Lista di alcuni dei deportati del 21 novembre 1943 ad Auschwitz via Drancy
Bambini
Il 2° periodo sotto l'amministrazione fascista italiana. 4 dicembre 1943-15 Febraio 1944
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
La burocrazia fascista
All'ufficio delle tasse di Borgo S. Dalmazzo
8 febbraio 1944 Oggetto: spese per campo di concentramento ebrei «Questo comune amministra il locale campo provinciale di concentraemnto degli ebrei, per il quale ha sostenuto anche le seguenti spese: - acquisto legna per riscaldamento dei mesi di dicembre 1943 e gennaio 1944 come da allegata fattura della ditta Viale; - acquisto lampadine e filo elettrico per la sistemazione degli impianti di illuminazione come da allegata fattura della ditta Garabello. Le predette spese sono ammesse a rimborseo statale prevsio visto di codesto Ufficio per la congruità dei prezzi praticati, per cui Vi rimetto le allegate fatture con preghiera di restiturle vistate ».
La presente lettera del commissario prefettizio all'Ufficio tecnico erariale di Cuneo rivela, oggettivamente, la drammatica e aberrante considerazione che si nutriva nei confronti degli ebrei e negli altri perseguitati. Si noti come non si faccia neanche lontanamente riferimento al fatto che degli esseri umani erano stati lì imprigionati e poi erano stati deportati e che i pochi altri rimasti, dopo una settimana, avrebbero vissuto lo stesso destino. Dunque in questa ultima fase, ci si preoccupava solo delle spese sostenute durante la loro prigionia con una precisione e perfida efficienza burocratica soprattutto quando si sottolinea la presenza di fatture comprovanti. Come se la prigionia e poi deportazione di esseri umani fosse solo un aspetto della locale burocrazia.
Fonte: Acbsd, Lettera dell'8 febbraio 1944, prot. 484, no. d'ordine 96.
Le direttive e i trasporti
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
Il Campo nel 1943
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I bambini a Saint Martin Vésubie
I bambini imprgionati nella caserma/campo di di Borgo San Dalmazzo furono 62. La più "grande" era Rifka Golombek, Byalistok (Polonia) di anni 14, che si trova nel campo con la sorella Anna Perla (Byalistok) di anni 12. Il più piccolo era Daniele Szatkownik, nato a Saint Martin Vésubie il 13 luglio 1943. Mentre Evelina Loerber, che era nata il 12 luglio, era insieme alla sorellina Alice, di tre anni.
Non vengono risparmiati neanche i bambini che si trovano all’ospedale di Borgo come Beatrice Podolsky, di 5 anni. Ci sono inoltre Bella Josefowicz, che non aveva ancora 2 anni, Evelina e Alice Loerber, Tobia Grünfeld, di 9 mesi, con il fratello Enrico, di tre anni, Joseph Tarnowsky, di 1 anno, internato con il fratello Renato, di 4 anni.
Ci sono inoltre 5 bambini che hanno meno di 1 anno, altri 24 che hanno tra gli 1 e i 5 anni, 17 bambini/ragazzi dai 6 ai 16 anni e 16 dagli 11 ai 14 anni.
Dei bambini deportati nei trasporti del 21 novembre e del 15 febbraio da Borgo San Dalmazzo, nessuno è sopravvissuto.
Il convoglio del 21 novembre 1943 parte da Borgo San Dalmazzo con 328 persone.
Discussione in classe
Trasporto del 15 febbraio: Fossoli - Auschwitz
Su ordine della prefettura di Cuneo, il 22 Febbario iniziò il loro transporto ad Auschwitz via Fossoli. Dopo questa data, il campo di Borgo San Dalmazzo fu definitivamente chiuso.
"Prego disponete che un numero di 26 ebrei internati a B. San Dalmazzo vengano trasferiti al campo di Carpi. °Allo stesso deve essere allegato un foglio obbligatorio e dei mezzi di viaggio per raggiungere Carpi entro il 18 di questo mese". Firmato Commissario Finucci. P.s. Questi 26 ebrei devono essere trasferiti sotto il controllo della polizia militare italiana.
Fonte: Acs, Borgo San Dalmazzo, f. ebrei Caserma degli Alpini.
Fonte: Digital library Cdec: Borgo San Dalmazzo
Il Memoriale alla Stazione di Borgo San Dalmazzo
Alice Loerber(Fonte: http://dati.cdec.it/lod/shoah/person/4877
Biblio-sitografia
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Una storia qualitativaGrégoire Dridso
Grégoire Dridso era nato a Losovaya (Ucraina) il 22 settembre 1868. Nel 1922 si era trasferito con la moglie, Rachel Drabkin, a Berlino dove nel 1924 era nata la loro prima figlia Vera e poi la seconda figlia Rima. Nel 1927 la moglie e le due figlie decidono di trasferirsi a Nizza (Francia) mentre il padre rimase a Berlino per la sua attività.
Ma con la salita al potere di Hitler nel 1933, Grégoire lascia la Germania e raggiunge la famiglia a Nizza . Più tardi acquistarono una casa, "Les Châtaigners", a Saint-Martin Vésubie.
Con l'8 settembre, gli ebrei furono accompagnati al confine italiano, nella speranza di salvarli, ma Grégoire non se la sentì di attraversare le Alpi marittime di notte, senza forze e già all'età di 75 anni. Rimase nella sua casetta. Fu arrestato dalla Gestapo il 13 dicembre 1943, e fu trasferito prima a Drancy e poi, con il trasporto no. 66, il 20 gennaio 1944 fu derportato a Auschwitz dove fu assassinato.
Riflessioni
Il Memoriale oggi a Borgo San Dalmazzo
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La complessità della storia
I giorni felici sono contati...
Con questa frase scritta in questa missiva di un burocrate di Vichy si evidenzia tutta la considerazione maligna che essi avevano degli ebrei. A quali giorni felici si riferisce? I profughi ebrei avevano lasciato le loro case e vite, soprattutto in Europa orientale e avevano iniziato a vagare per 2 anni almeno in Europa occidentale, senza cibo, senza aiuto, senza famigliari, attanagliati dalla paura di essere arrestati, con bambini piccoli nati in luoghi di fortuna e senza alcuna assistenza. Solo a Saint Martin Vesubie avevano trovato un piccolo rifugio di persone umane ma che anch'esso si rivelò insicuro. Fonte: CDJC XXXVII, rapport du Service des restitutions, annexe I 1.
Trasporto no. 66. Drancy - Auschwitz, 20 gennaio 1944.
Si trattò di un trasporto di 1153 Arbeitsjuden dunque ebrei da destinare al lavoro per il Terzo Reich. Grégoire è il no. 271 della lista con il numero di matricola 10021. Si tratta di un trasporto partito dalla stazione di Bobigny, il primo del 1944, ed era formato da famiglie, coppie, bambini e anziani soli. Proprio come Grégoire.
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Fonte: Bad Arolsen Archive, signature 1446000
I nazisti e i bambini ebrei