"Dove sono tutti quanti?"
un libro di Amedeo Balbi
presentazione di Vanessa Cinquini
START
L'autore
AMEDEO BALBI
Amedeo Balbi è un astrofisico, divulgatore scientifico e saggista nato a Roma il 6 maggio 1971. Attualmente insegna all'università di Roma Tor Vergata ed in generale da anni si occupa di spiegare argomenti di natura prettamente scientifica al pubblico attraverso programmi radio e tv, articoli pubblicati su giornali come "La Repubblica" e "La Stampa" ed in particolare con la sua rivista mensile "Le Scienze" ed i suoi numerosi libri.
Indice
Come si è formato l'universo?
Premessa
Un tremendo spreco di spazio
Alla ricerca della vita
Comunicare con gli alieni
Viaggiare nell'universo
Siamo soli?
Conclusione
premessa
per comprendere quanto è grande il nostro universo
la Terra ruota attorno al Sole
ed assieme ad altri pianeti ed altri corpi più piccoli fa parte del Sistema Solare
il Sistema Solare fa parte della galassia detta "Via Lattea"
a sua volta la Via Lattea è solo una delle 200 miliardi di galassie che si stimano esserci nell'universo
un tremendo spreco di spazio
nel primo capitolo del suo libro, Amedeo Balbi si dedica ad una serie di riflessioni sulla grandezza dell'universo di cui l'essere umano sembra molto spesso incapace di comprendere la vastità nonostante faccia parte di esso
+ INFO
...per farci comprendere quanto è grande il nodto universo, Balbi si propone di fare dei modellini per riprodurre in scala il nostro universo
modellino 1
considerando la Terra con la grandezza di una palla da basket
circa 23,5 cm di diametro
circa 3 km
circa 4 km
circa 15 km
circa 110 km
circa 26 m di diametro
modellino 2
considerando il Sole con la grandezza di una palla da basket
circa 25 m
circa 100 m
circa 200 m
circa 23,5 cm di diametro
Info
modellino 3
modello al di fuori del Sistema Solare
30 km
Proxima Centrauri
un granello di un millimetro
modellino 4
Proxima Centrauri
200 m
circa 2000 km
centro della galassia
un granello di un centesimo di millimetro
le sonde Voyager e Pioneer
è possibile studiare la vastità dello spazio?
agosto/settembre 1977
14 febbraio 1990
1979
1980-81
1989
2012-13
1986
1998
le sonde gemelle Voyager vengono lanciate dalla NASA
le Voyager arrivano a Saturno
le Voyager arrivano a Giove
Voyager 2 arriva a Nettuno
Voyager 1 raggiunge l'eliopausa
Voyager 2 arriva ad Urano
Voyager 1 sorpassa Pioneer 10
Voyager 1 si gira verso la Terra
mentre
30 novembre 1995
1979
1973-74
7 febbraio 2003
le Pioneer arrivano a Giove
si perdono i contatti con Pioneer 10
Pioneer 11 arriva a Saturno
si perdono i contatti con Pioneer 11
l'illusione di essere speciali
Il principio di Copernico che ci ha permesso di comprendere l’universo, ovvero il fatto di non essere speciali o
centrali nello schema generale del cosmo, implica anche che non
siamo soli?
siamo soli nell'universo?
dove sono tutti quanti?
alla fine di questo capitolo, Balbi si concentra su una riflessione legata alla possibile presenza di vita fuori dal nostro pianeta riportando una famosa frase di Enrico Fermi.
+ INFO
come si è formato l'universo?
prima di comprendere il nostro ruolo nell'universo, dobbiamo prima comprendere com'è fatto
Seguendo il principio utilizzato da Newton (che consiste nel cercare le cause delle cose a ritroso basandosi sulle evidenze empiriche e applicandole nostre conoscenze riguardanti le leggi di natura) negli ultimi secoli la scienza si è
spinta molto indietro nel ricostruire l’evoluzione dell’universo...
+ INFO
Innanzitutto, dobbiamo dare come premessa il fatto che l'universo si espande quindi la distanza tra i corpi dell'universo aumenta con il passare del tempo. Infatti in
passato l’universo era più denso e più
caldo. Andando al momento in cui la densità e la temperatura
tendono all’infinito, circa 13,8 miliardi di anni fa, si risalirebbe all’inizio di
tutto “big bang". Dopo il big bang, l’universo si
espanse, la densità e la temperatura diminuì. Tra 1 milionesimo di secondo e 1
secondo dopo il big bang nell’universo vi erano solo la luce e un
insieme di particelle elementari diffuse in
tutto lo spazio. Erano presenti già i protoni, neutroni ed elettroni che in quel momento non erano ancora legati tra loro.
Dopo pochi minuti, protoni e neutroni si fusero formando nuclei
di atomi di elio. Gli elettroni vagarono da soli per circa 380.000 anni e quando l’universo diventò abbastanza freddo, essi legandosi con i protoni, formarono atomi di idrogeno. A questo
punto la luce, che finora era rimasta intrappolata nella nebbia
di particelle che riempie l’universo, iniziò a viaggiare libera. Milioni di anni dopo il big bang, le prime nubi di idrogeno
iniziarono a collassare, diventando abbastanza calde e dense da
innescare al loro interno reazioni di fusione nucleare: così si accesero le stelle. Le luci che iniziarono a illuminare
l’universo si raggrupparono all’interno delle galassie, che si vanno formarono nello stesso
periodo.
Nel frattempo, dopo i primi
minuti, l’universo formò i nuclei degli atomi semplici (idrogeno e elio), ma poi si tutti gli elementi
chimici che troviamo nella tavola periodica si generarono grazie alle stelle, infatti le prime stelle erano fatte solo di idrogeno ed
elio.
Quando una stella non aveva abbastanza idrogeno, la gravità incominciava a comprimerne il nucleo riscaldandolo fino all'accensione di nuove reazioni che iniziavano a bruciare elio e a produrre altri elementi. Terminato l’elio, se la stella era massiccia la gravità poteva comprimere il nucleo
abbastanza da accendere altre reazioni, producendo i primi 26 elementi della tavola
periodica, fino al ferro e quando il nucleo era composto quasi solo di ferro, le reazioni potevano continuare, quindi la stella collassava, provocando
un’esplosione (supernova). Nel giro di pochi secondi
gli strati esterni dell’astro si catapultavano all’esterno,
raggiungendo temperature molto calde, e
rilasciando energia. In quelle condizioni si producevano i restanti
elementi che si sparsero nello spazio, e da
nuove nubi di materia arricchite di atomi pesanti si formarono altre
stelle.
+ INFO
e per quanto riguarda il nostro pianeta?
come si è formato il Sistema Solare?
Dopo circa 100.000 anni, nella piccola nuvola era presente un rigonfiamento centrale, in esso la
temperatura, salendo vertiginosamente, faceva in modo che gli atomi si
scontrassero tra loro in modo sempre più violento fino a formare una stella (il Sole).
A questo punto, la stella si era presa quasi tutta la materia che
formava la nube iniziale che a ruotare nel disco, ne era rimasta
appena un millesimo. Nel disco
c’erano, oltre a gas e particelle di elementi pesanti, anche granelli di polvere, che pian piano
cominciarono ad unirsi fra loro.
Concentrandosi su una delle nubi precedentemente citate, 4,6 miliardi di
anni fa, essa era nella periferia della Via Lattea, si sarebbe potuto notare che (per motivi ignoti) una parte della
nube, ruotando su se stessa, si stava separando dalla
nube più grande, diventando sempre più densa e piccola. Più si addensava, più ruotava velocemente e più ruotava velocemente più si schiacciava, prendendo la forma di un disco.
Quanto avvenuto intorno al Sole non avrebbe molta importanza se non per il
fatto che, miliardi di anni dopo, su uno dei pianeti si fosse creata la vita. Quando guardiamo il cielo stellato, dunque, stiamo anche
guardando il luogo da cui veniamo.
Dopo qualche milione di anni, centinaia di frammenti continuarono a
scontrarsi e a saldarsi fra loro, formando corpi sempre più grandi,
che diventarono veri e propri pianeti. Nelle zone più interne, più esposte al calore del Sole, erano
rimasti solo materiali resistenti alle alte temperature: i pianeti più
vicini alla stella ( che sono fatti di roccia
e metalli). Nelle gelide regioni esterne, invece, c’era molto
ghiaccio, ma anche gas (elio ed idrogeno) che l'energia del Sole non era riuscita a spazzare.
libro della storia dell'universo
e se immaginassimo la storia dell'universo riassunta in un libro?
libro di 1380 pagine totali
in maniera tale che ogni facciata contenga 10 milioni di anni di storia
l'illusione di essere speciali
e per quanto riguarda la storia dell'uomo?
920
880
10
100
La nostra specie, Homo Sapiens, compare solo verso
l’inizio dell’ultima riga dell’ultima pagina. Tutta la storia scritta
dell’umanità sarebbe nel punto alla fine del libro.
1000
pagina
pagina
pagina
pagina
pagina
creazione Sistema Solare e Terra
comparsa degli organismi semplici
comparsa delle prime stelle
formazione della Via Lattea
comparsa delle galassie
Cosa è successo 4 miliardi
di anni fa sulla Terra quando si è formato il primo essere vivente?
La difficoltà nella nostra comprensione
della vita non è tanto nei meccanismi in cui opera, ma nel
fatto che essa esista. Purtroppo, questo problema è quasi impossibile da risolvere, se con ciò intendiamo il
ricostruire tutti i passi che hanno portato all’apparizione della vita
sulla Terra poichè le tracce di quegli eventi sono andate
perdute per sempre.
negli ultimi anni però ha
guadagnato molti consensi l’idea che il luogo più adatto per la
comparsa della vita sia stato sul fondo degli oceani, nei pressi delle spaccature della crosta
terrestre, piene di energia e di composti chimici ed in generale in posti al riparo dalla superficie
L'esperimento di Miller e Urey
+ info
Che un ambiente molto simile alla pozza calda ipotizzata da
Darwin possa aver fornito una condizione adatta alla comparsa delle basi della vita è stato dimostrato in
laboratorio da Miller e Urey: un’ampolla
chiusa contenente solo acqua e un’atmosfera di metano e
ammoniaca gassosi, dopo essere stata attraversata da scariche
elettriche, si riempiva di un liquido fatto di molecole tra cui amminoacidi (componenti delle proteine) che sono i tasselli di cui sono composte tutte le cellule viventi. Oggi però sappiamo che
probabilmente l’ambiente della Terra primordiale era molto diverso da quello simulato nell’ampolla da Miller
e Urey.
amminoacidi al microscopio
alla ricerca della vita
A metà del XX secolo si è iniziato a pensare di inviare sonde
su altri pianeti del Sistema Solare per cercare la vita...
Venere
Mercurio
Grande più o meno come la Terra, è sempre avvolto da nubi che ne nascondono la superficie. Di acqua liquida non ce n'è, ma sono piogge acide (le nubi
sono di acido solforico), che non arrivano mai a toccare il suolo. La pressione, in superficie, è circa 90 volte più forte di quella del suolo terrestre e dato che la densa atmosfera di Venere è fatta quasi
completamente di anidride carbonica, la temperatura media
sul pianeta è quasi 500 °C.
Grande poco più della Luna, privo di atmosfera, con una
temperatura superficiale che supera i 400 °C di giorno e -180 °C di notte, Mercurio non è affatto un luogo adatto per cercare organismi viventi. Quando la sonda
Mariner 10, negli anni Settanta, ne osservò per la prima volta la
superficie, mostrò chiaramente che si trattava di un deserto grigio e
sterile.
e per quanto riguarda Marte?
dopo aver scartato Mercurio e Venere, si decise di concentrare tutte le risorse su Marte
perchè Marte non è più abitabile?
quindi su Marte c'era la vita in passato?
La decadenza di Marte avvenne probabilmente a causa delle sue piccole dimensioni.
La presunta prova della vita su Marte e la scoperta del meteorite ALH84001
+ INFO
+ INFO
dove per "intelligente" si intende dotato di intelligenza
la possibilità della vita intelligente nell'universo
quindi l'esistenza di una forma di vita differente a quella presente nostro pianeta, ma con un'intelligenza simile è davvero impossibile?
+ INFO
comunicare con gli alieni
Quando ci chiediamo se c’è vita nell’universo, generalmente non si pensa solo alla possibilità di
scoprire microorganismi, ma anche a trovare qualcosa che ci somigli e che sia in grado di comunicare con noi...
il nostro tentativo di farci sentire
Nel tentativo di comunicare con altri esseri nel nostro universo, Frank Drake inviò, il 16 novembre 1974, dal radiotelescopio di Arecibo
verso l’ammasso di stelle M13 (a circa 25.000 anni-luce dalla Terra) un messaggio. Questo, della durata di tre minuti, conteneva informazioni sulle nostre conoscenze scientifiche, sulla
nostra specie e sul Sistema Solare.
approfondimento sul messaggio di Drake
N.B. il video partirà dal minuto 6.30 e dovrà essere guardato fino al minuto 15.19
...purtroppo ad oggi non vi è alcuna prova che testimoni la presenza una civiltà dotata di intelligenza o di una tecnologia adatta a rispondere ai nostri messaggi
«L’eterno
silenzio di questi spazi infiniti mi spaventa»
Blaise Pascal
considerazioni finali
Se da un lato questo libro ci insegna a comprendere quanto siamo piccoli nei confronti della grandezza dell'universo, dall'altro ci insegna che, nonostante la nostra effimerità, in quanto esseri finiti (cioè destinati inesorabilmente ad una fine), è fondamentale assecondare il desiderio insito nell'animo umano di continuare ad investigare e conoscere gli aspetti che da un lato ci angosciano, ma dall'altro ci affascinano come può essere l'indagine dell'universo. In conclusione il libro si propone di essere un augurio alle nuove generazioni di cercare di raggiungere i limiti della conoscenza ed ambire a ciò che momentaneamente sembra inconoscibile (a causa della mancanza di strumenti adatti), ma che di sicuro ha una spiegazione logica che, se identificata, potrebbe non solo risolvere la questione sulla complessità del cosmo, ma ci permetterebbe anche di comprendere anche noi stessi come parte di questo stesso cosmo.
grazie per l'attenzione
sitografia
https://www.geopop.it/big-bang-la-spiegazione-semplice-dellorigine-dellunvierso/
biografia di Amedeo Balbi
https://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Balbi
l'origine dell'universo
https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27universo
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.fisica.uniroma2.it%2Felenco-telefonico%2Fbalbia%2F&psig=AOvVaw1SFXk-oZx01JSXWxHagoHs&ust=1693296984650000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCNjXw_z0_oADFQAAAAAdAAAAABAE
immagine di Amedeo Balbi
l'origine del Sistema Solare
https://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-solare_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/#:~:text=La%20formazione%20del%20Sistema%20Solare,che%20divenne%20poi%20il%20Sole.
video Powers of Ten
https://youtu.be/0fKBhvDjuy0
https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey
http://www.penseesdepascal.fr/Grandeur/Grandeur13-moderne.php#:~:text=La%20grandeur%20de%20l'homme%20est%20si%20visible%20qu'elle,qui%20lui%20%C3%A9tait%20propre%20autrefois.
discorso sulla grandezza e miseria dell'uomo di Pascal
esperimento di Miller e Urey
http://stelle.bo.astro.it/archivio/2009-mostraevo/bonfitto2.html#:~:text=L'autore%2C%20Stanley%20Miller%20(,Chimico%20dell'Universit%C3%A0%20di%20Chicago.
Les Pensées de Blaise Pascal
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k9607935r/f347.item.texteImage
https://www.sanpellegrino-corporate.it/it/impegno-per-ambiente/come-e-arrivata-lacqua-sulla-terra#:~:text=Dall'acqua%20nasce%20la%20vita,di%20acqua%20sul%20nostro%20Pianeta.
https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Voyager
informazioni sul programma Voyager
nascita della vita negli oceani
https://voyager.jpl.nasa.gov/
https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Pioneer
informazioni sul programma Pioneer
vivere su Mercurio
http://www.brera.inaf.it/~covino/DVG/planetv/1/L15_01S.html#:~:text=In%20realt%C3%A0%2C%20non%20ci%20possono,due%20rivoluzioni%20intorno%20al%20Sole.
https://www.nasa.gov/centers/ames/missions/archive/pioneer.html
https://www.focus.it/scienza/spazio/viaggio-nella-via-lattea-il-gran-tour-delle-voyager-e-delle-pioneer
informazioni sulle sonde Voyager e Pioneer
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/23/venere-era-simile-alla-terra-il-clima-di-un-pianeta-cambia-per-questo-dobbiamo-attrezzarci/5528825/
la possibiltà di vita su Venere
https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi#:~:text=%C2%ABSe%20l'Universo%20e%20la,%2C%20sonde%20o%20navi%20spaziali%3F%C2%BB
paradosso di Fermi
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_9
Mariner 9
https://www.raiscuola.rai.it/scienze/articoli/2021/01/1971-Il-Mariner-9-raggiunge-Marte-5afa4ce7-056c-4072-8924-ab49e017c9d8.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Brandon_Carter
biografia Brandon Carter
https://www.nationalgeographic.it/spazio/2022/02/perche-i-segni-di-vita-su-marte-rimangono-uno-dei-piu-grandi-misteri-dellumanita
la possibiltà di vita su Marte
cenni su Copernico
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_copernicana
ALH84001
https://it.wikipedia.org/wiki/ALH_84001
conclusioni su ALH84001
https://www.science.org/doi/10.1126/science.273.5277.924
biografia di Frank Drake
https://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Drake
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fdrake-equation-formula-alien-life-calculation-2018-7&psig=AOvVaw2323NiQVeOYZec9BpVQ_bN&ust=1693425109204000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCOiV06LSgoEDFQAAAAAdAAAAABAE
equazione di Drake
https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake
Le immagini riguardanti i singoli soggetti sono prese dagli archivi della NASA, mentre le immagini di transizione sono prese da siti di wallpaper (come Pinterest) I riferimenti su Copernico, Pascal e Newton sono presi in parte sia dal libro "Fisica è", sia da appunti di storia e filosofia.
messaggio di Arecibo
https://it.wikipedia.org/wiki/Messaggio_di_Arecibo
Arecibo message ricreato
https://youtu.be/9bK9ALQX6fU
messaggio di Arecibo (approfondimento)
https://youtu.be/5V2KuClix_k
radiazione cosmica di fondo
https://youtu.be/shJFrY9sZhM
tutti gli altri riferimenti sono presi dal libro "Dove sono tutti quanti?"
Le prove della vita su Marte (si parla di microorganismi, non di una vera e propria civiltà) erano nascoste in un frammento
di roccia. Esso si era formato circa 4 miliardi di
anni fa, su Marte, poi,
circa 17 milioni di anni fa, l’impatto di un meteorite sulla superficie
del pianeta aveva sollevato una pioggia di detriti che si persero nello spazio. Tra
questi c’era anche questa roccia, che dopo l'impatto iniziò un viaggio terminato circa 13.000 anni fa, quando si schiantò in Antartide.
Nel 1984 gli scienziati ritrovarono la roccia e la chiamarono ALH84001, ma solo nel 1993, analizzando i gas intrappolati al suo interno si comprese la sua provenienza. La datazione della roccia dimostrò che era la più antica mai ritrovata, poiché risaliva a 400 milioni di anni dopo la formazione di Marte (quando probabilmente il pianeta era ancora abitabile). In effetti, l'analisi della roccia mostrò che con grande probabilità era stata a contatto con acqua liquida mentre era ancora su Marte, inoltre nella roccia c'erano particolari detriti di minerali e molecole organiche complesse che, sulla Terra, vengono associati all'attività e alla decomposizione di microorganismi.
il Sole e Proxima Centauri
Considerando le dimensioni precedentemente stabilite (con il Sole avente il diametro di 23,5 cm), Proxima Centauri sarebbe a circa 7000 km di distanza dal Sole (ovvero la distanza tra Roma e New York misurata sulla superficie terrestre)
7000 km
- Proxima Centauri: è una stella (precisamente una nana rossa) considerata la più vicina al Sole, essa si trova a circa 4,23 anni luce dal Sole
foto di Proxima Centauri
cos'hanno in comune tutte le teorie?
Nonostante le molte teorie esistenti per spiegare
l’origine della vita, c’è qualcosa che le accomuna: l’idea che il precursore di
tutti i sistemi viventi presenti sul nostro pianeta sia stata una
molecola che ha iniziato a replicarsi, a subire mutazioni, trasformandosi con il tempo in qualcosa di più elaborato.
conclusione dell'autore
Cito: "Un evento unico è, per sua natura, inspiegabile. La comprensione
scientifica della realtà è basata sulla ricerca di regolarità, di schemi,
di leggi, e quindi di ripetizioni dello stesso processo. Ecco un altro
motivo per cui sono convinto che cercare la vita al di fuori della
Terra sia importantissimo. È probabilmente il solo modo che
abbiamo per sperare di trarre qualche conclusione generale sul
problema dell’origine della vita"
Powers of Ten
comprendere quanto è grande l'universo
Nel video riportato, ogni 10 secondi il lato del quadrato ripreso
nell’inquadratura diventa dieci volte più grande. Dopo 5 minuti, dopo aver abbandonato il Sistema Solare, aver visto la nostra galassia con la sua enorme quantità stelle diventare dei punti e successivamente tutte
le altre galassie rimpicciolirsi fino a diventare quasi invisibili, la telecamera si sofferma per qualche instante su
un quadrato quasi completamente nero: il lato dell’inquadratura, grande 1
seguito da 24 zeri metri quadrati, ritrae in questo punto del video una porzione di spazio grande quanto l’intero universo
osservabile. Infine, la telecamera fa il percorso inverso, tornando alle persone sull'erba, per poi
immergersi nel mondo microscopico degli atomi e delle particelle
elementari.
perchè è importante vedere questo video?
Questo video in soli 10 minuti riesce a farci riflettere sul paradosso su cui si basa la natura umana che era stato individuato già da Pascal, il quale aveva detto che l'uomo (poichè essere imperfetto e finito) è contemporaneamente "grandezza e miseria": Grandezza poichè, essendo diverso dagli altri esseri viventi dato che è dotato di ragione, si sente grande di fronte all'infinitamente piccolo (gli altri esseri viventi considerati inferiori) e miseria poichè si sente una nullità di fronte all'infinitamente grande dell'universo
Niccolò Copernico
Brandon Carter
siamo speciali?
- l'ipotesi di Brandon Carter
Nel 1973, il fisico Carter decise di presentare
un punto di vista critico rispetto all’applicazione del
principio copernicano a qualunque problema riguardante il cosmo. Carter ammise che è evidente che l’umanità non occupa una
posizione privilegiata nell’universo, ma Carter sostenne pure che non possiamo nemmeno dire che la nostra
posizione nello spazio e nel tempo sia completamente arbitraria poichè essa deve essere compatibile con la nostra esistenza.
"non siamo speciali, ma potremmo essere rari"
In generale però dobbiamo stare attenti a non commettere lo stesso errore di prospettiva in cui
erano caduti coloro che, in passato, avevano creduto che la Terra
fosse stata progettata unicamente per gli esseri umani perché ha tutto il necessario per permettere la vita. Le cose in realtà funzionano al contrario: siamo noi che non potremmo trovarci in un
pianeta con caratteristiche diverse
Nonostante le cose non ruotino attorno a noi, non conosciamo un altro
pianeta dove esiste la vita, quindi dimostrare
che non siamo unici, verificando l’esistenza di altre forme di vita
fuori dalla Terra ci aiuterebbe a chiarire il
nostro posto nel cosmo ed in definitiva capire
chi siamo
Da un lato, non vi era sufficiente attrazione gravitazionale per tenere intrappolata l'atmosfera, la quale è andata perduta. Dall'altro lato, le piccole dimensioni hanno facilitato il raffreddamento dell'interno del pianeta e ciò ha causato la fine dell'attività vulcanica: così venne a mancare il meccanismo che avrebbe potuto rifornire l'atmosfera di nuovi gas che avrebbero rimpiazzato quelli persi. Rimasto con una piccola percentuale di atmosfera, il pianeta diventò privo di effetto serra e le temperature scesero: mentre Marte diventava sempre più freddo, la sua acqua per una parte evaporò (perdendosi nello spazio), e la restante parte ghiacciò (venendo incorporata nel sottosuolo)
Nel 1964 da due radioastronomi, controllando un’antenna, captarono un
segnale che scambiarono per un rumore della loro
strumentazione. Solo successivamente si scoprì che veniva dal cielo, però
non da una sorgente particolare, ma da ogni punto dello spazio: era
l’universo stesso a emetterlo. Questo segnale è definito come "radiazione cosmica di fondo" ovvero la radiazione residua proveniente dalle prime fasi della creazione dell'universo. Ad oggi, essa è una delle rilevazioni più importanti per quanto riguarda la conferma della teoria del Big Bang
mappa della radiazione cosmica di fondo
differenze con la Terra
la sonda Mariner 9
Fu la prima sonda a orbitare intorno a Marte e, fotografando la superficie, Marte risultò spoglio e arido, ma c’erano segni di antiche attività
geologiche (come ad esempio tracce di erosione che facevano
pensare a letti di fiumi). C’erano inoltre venti forti e tempeste di sabbia in grado di oscurare la
superficie del pianeta. Probabilmente furono queste tempeste a provocare le variazioni nell’aspetto del pianeta che, in
passato, erano state attribuite alla presenza di vegetazione.
- ragioni della decadenza di Marte
paradosso di Fermi
per comprendere l'esistenza di forme di vita al di fuori dell'universo
Con “paradosso di Fermi” si fa riferimento ad una riflessione conseguente alla domanda "Dove sono tutti quanti?" pronunciata da Enrico Fermi riguardo alla presenza di vita nell'universo. Sebbene
non si tratti di un paradosso ma di una costatazione, non abbiamo prove che ci siano civiltà avanzate nella nostra
galassia o nel Sistema Solare. Questa è l’unica certezza che abbiamo, ma quello che non è chiaro, secondo Balbi, è quali implicazioni dovremmo trarne. Cito: "Forse che siamo gli unici
esseri intelligenti mai apparsi nella Via Lattea? O che siamo
semplicemente i primi, e ogni altra forma di vita esistente è ancora
in uno stadio primitivo? Forse che lo sviluppo della tecnologia è un
evento rarissimo, oppure che una volta raggiunto un certo livello
tecnologico le civiltà immancabilmente si autodistruggono? Che ce
ne sono in abbondanza ma non hanno interesse a colonizzare la Via
Lattea, magari per pigrizia? Oppure che si divertono a osservarci di
nascosto?" Da qualunque parte lo si guardi, non si è in grado di trovare una soluzione alle domande che il paradosso scaturisce.
Secondo Balbi, la conferma della presenza di vita nell'universo più avvenire solo nel caso riuscissimo ad esplorare tutto il nostro universo, ma dato che con le tecnologie attuali questo non è possibile su grandi distanze, la ricerca di altre forme di vita dovrà, almeno per ora, limitarsi alle stelle più vicine della nostra
galassia che sono comunque parecchie. "È una sfida enorme, ma non impossibile. Ed è appena iniziata".
C'è però un problema che è comune a tutti i fattori considerati nella formula, ovvero quello della longevità della vita di esseri intelligenti, poiché se le civiltà in grado di comunicare hanno una breve durata, la probabilità che ce ne siano almeno due attive in grado di comunicare si riduce in maniera evidente. A questo proposito, bisogna rendersi conto che anche la nostra civiltà ha raggiunto la tecnologia che le permette di trasmettere segnali radio da un secolo (il che è molto poco considerando i 4 miliardi di presenza della vita sulla Terra). I partecipanti alla riunione conclusero quindi che il fattore che influenzava maggiormente il risultato finale fosse appunto la durata delle civiltà intelligenti, la quale è impossibile calcolare. Ad ogni modo, la stima finale che emerse, a dir la verità piuttosto ottimista, fu che nella Via Lattea potevano esserci da 1000 a 100 milioni di civiltà intelligenti
Il punto di partenza della discussione sulla possibilità di vita intelligente nell'universo è una formula che Frank Drake presentò in una riunione in un osservatorio in West Virginia. Lo scopo della formula fu appunto il comprendere qual è la probabilità che una specie intelligente esterna a quella terrestre inventi la tecnologia e quindi sia in grado di comunicare con noi (dando come presupposto la presenza di pianeti abitabili e la presenza di una civiltà da qualche parte nello spazio).
Dove sono tutti quanti?
Vanessa
Created on August 7, 2023
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"Dove sono tutti quanti?"
un libro di Amedeo Balbi
presentazione di Vanessa Cinquini
START
L'autore
AMEDEO BALBI
Amedeo Balbi è un astrofisico, divulgatore scientifico e saggista nato a Roma il 6 maggio 1971. Attualmente insegna all'università di Roma Tor Vergata ed in generale da anni si occupa di spiegare argomenti di natura prettamente scientifica al pubblico attraverso programmi radio e tv, articoli pubblicati su giornali come "La Repubblica" e "La Stampa" ed in particolare con la sua rivista mensile "Le Scienze" ed i suoi numerosi libri.
Indice
Come si è formato l'universo?
Premessa
Un tremendo spreco di spazio
Alla ricerca della vita
Comunicare con gli alieni
Viaggiare nell'universo
Siamo soli?
Conclusione
premessa
per comprendere quanto è grande il nostro universo
la Terra ruota attorno al Sole
ed assieme ad altri pianeti ed altri corpi più piccoli fa parte del Sistema Solare
il Sistema Solare fa parte della galassia detta "Via Lattea"
a sua volta la Via Lattea è solo una delle 200 miliardi di galassie che si stimano esserci nell'universo
un tremendo spreco di spazio
nel primo capitolo del suo libro, Amedeo Balbi si dedica ad una serie di riflessioni sulla grandezza dell'universo di cui l'essere umano sembra molto spesso incapace di comprendere la vastità nonostante faccia parte di esso
+ INFO
...per farci comprendere quanto è grande il nodto universo, Balbi si propone di fare dei modellini per riprodurre in scala il nostro universo
modellino 1
considerando la Terra con la grandezza di una palla da basket
circa 23,5 cm di diametro
circa 3 km
circa 4 km
circa 15 km
circa 110 km
circa 26 m di diametro
modellino 2
considerando il Sole con la grandezza di una palla da basket
circa 25 m
circa 100 m
circa 200 m
circa 23,5 cm di diametro
Info
modellino 3
modello al di fuori del Sistema Solare
30 km
Proxima Centrauri
un granello di un millimetro
modellino 4
Proxima Centrauri
200 m
circa 2000 km
centro della galassia
un granello di un centesimo di millimetro
le sonde Voyager e Pioneer
è possibile studiare la vastità dello spazio?
agosto/settembre 1977
14 febbraio 1990
1979
1980-81
1989
2012-13
1986
1998
le sonde gemelle Voyager vengono lanciate dalla NASA
le Voyager arrivano a Saturno
le Voyager arrivano a Giove
Voyager 2 arriva a Nettuno
Voyager 1 raggiunge l'eliopausa
Voyager 2 arriva ad Urano
Voyager 1 sorpassa Pioneer 10
Voyager 1 si gira verso la Terra
mentre
30 novembre 1995
1979
1973-74
7 febbraio 2003
le Pioneer arrivano a Giove
si perdono i contatti con Pioneer 10
Pioneer 11 arriva a Saturno
si perdono i contatti con Pioneer 11
l'illusione di essere speciali
Il principio di Copernico che ci ha permesso di comprendere l’universo, ovvero il fatto di non essere speciali o centrali nello schema generale del cosmo, implica anche che non siamo soli?
siamo soli nell'universo?
dove sono tutti quanti?
alla fine di questo capitolo, Balbi si concentra su una riflessione legata alla possibile presenza di vita fuori dal nostro pianeta riportando una famosa frase di Enrico Fermi.
+ INFO
come si è formato l'universo?
prima di comprendere il nostro ruolo nell'universo, dobbiamo prima comprendere com'è fatto
Seguendo il principio utilizzato da Newton (che consiste nel cercare le cause delle cose a ritroso basandosi sulle evidenze empiriche e applicandole nostre conoscenze riguardanti le leggi di natura) negli ultimi secoli la scienza si è spinta molto indietro nel ricostruire l’evoluzione dell’universo...
+ INFO
Innanzitutto, dobbiamo dare come premessa il fatto che l'universo si espande quindi la distanza tra i corpi dell'universo aumenta con il passare del tempo. Infatti in passato l’universo era più denso e più caldo. Andando al momento in cui la densità e la temperatura tendono all’infinito, circa 13,8 miliardi di anni fa, si risalirebbe all’inizio di tutto “big bang". Dopo il big bang, l’universo si espanse, la densità e la temperatura diminuì. Tra 1 milionesimo di secondo e 1 secondo dopo il big bang nell’universo vi erano solo la luce e un insieme di particelle elementari diffuse in tutto lo spazio. Erano presenti già i protoni, neutroni ed elettroni che in quel momento non erano ancora legati tra loro.
Dopo pochi minuti, protoni e neutroni si fusero formando nuclei di atomi di elio. Gli elettroni vagarono da soli per circa 380.000 anni e quando l’universo diventò abbastanza freddo, essi legandosi con i protoni, formarono atomi di idrogeno. A questo punto la luce, che finora era rimasta intrappolata nella nebbia di particelle che riempie l’universo, iniziò a viaggiare libera. Milioni di anni dopo il big bang, le prime nubi di idrogeno iniziarono a collassare, diventando abbastanza calde e dense da innescare al loro interno reazioni di fusione nucleare: così si accesero le stelle. Le luci che iniziarono a illuminare l’universo si raggrupparono all’interno delle galassie, che si vanno formarono nello stesso periodo.
Nel frattempo, dopo i primi minuti, l’universo formò i nuclei degli atomi semplici (idrogeno e elio), ma poi si tutti gli elementi chimici che troviamo nella tavola periodica si generarono grazie alle stelle, infatti le prime stelle erano fatte solo di idrogeno ed elio.
Quando una stella non aveva abbastanza idrogeno, la gravità incominciava a comprimerne il nucleo riscaldandolo fino all'accensione di nuove reazioni che iniziavano a bruciare elio e a produrre altri elementi. Terminato l’elio, se la stella era massiccia la gravità poteva comprimere il nucleo abbastanza da accendere altre reazioni, producendo i primi 26 elementi della tavola periodica, fino al ferro e quando il nucleo era composto quasi solo di ferro, le reazioni potevano continuare, quindi la stella collassava, provocando un’esplosione (supernova). Nel giro di pochi secondi gli strati esterni dell’astro si catapultavano all’esterno, raggiungendo temperature molto calde, e rilasciando energia. In quelle condizioni si producevano i restanti elementi che si sparsero nello spazio, e da nuove nubi di materia arricchite di atomi pesanti si formarono altre stelle.
+ INFO
e per quanto riguarda il nostro pianeta?
come si è formato il Sistema Solare?
Dopo circa 100.000 anni, nella piccola nuvola era presente un rigonfiamento centrale, in esso la temperatura, salendo vertiginosamente, faceva in modo che gli atomi si scontrassero tra loro in modo sempre più violento fino a formare una stella (il Sole). A questo punto, la stella si era presa quasi tutta la materia che formava la nube iniziale che a ruotare nel disco, ne era rimasta appena un millesimo. Nel disco c’erano, oltre a gas e particelle di elementi pesanti, anche granelli di polvere, che pian piano cominciarono ad unirsi fra loro.
Concentrandosi su una delle nubi precedentemente citate, 4,6 miliardi di anni fa, essa era nella periferia della Via Lattea, si sarebbe potuto notare che (per motivi ignoti) una parte della nube, ruotando su se stessa, si stava separando dalla nube più grande, diventando sempre più densa e piccola. Più si addensava, più ruotava velocemente e più ruotava velocemente più si schiacciava, prendendo la forma di un disco.
Quanto avvenuto intorno al Sole non avrebbe molta importanza se non per il fatto che, miliardi di anni dopo, su uno dei pianeti si fosse creata la vita. Quando guardiamo il cielo stellato, dunque, stiamo anche guardando il luogo da cui veniamo.
Dopo qualche milione di anni, centinaia di frammenti continuarono a scontrarsi e a saldarsi fra loro, formando corpi sempre più grandi, che diventarono veri e propri pianeti. Nelle zone più interne, più esposte al calore del Sole, erano rimasti solo materiali resistenti alle alte temperature: i pianeti più vicini alla stella ( che sono fatti di roccia e metalli). Nelle gelide regioni esterne, invece, c’era molto ghiaccio, ma anche gas (elio ed idrogeno) che l'energia del Sole non era riuscita a spazzare.
libro della storia dell'universo
e se immaginassimo la storia dell'universo riassunta in un libro?
libro di 1380 pagine totali
in maniera tale che ogni facciata contenga 10 milioni di anni di storia
l'illusione di essere speciali
e per quanto riguarda la storia dell'uomo?
920
880
10
100
La nostra specie, Homo Sapiens, compare solo verso l’inizio dell’ultima riga dell’ultima pagina. Tutta la storia scritta dell’umanità sarebbe nel punto alla fine del libro.
1000
pagina
pagina
pagina
pagina
pagina
creazione Sistema Solare e Terra
comparsa degli organismi semplici
comparsa delle prime stelle
formazione della Via Lattea
comparsa delle galassie
Cosa è successo 4 miliardi di anni fa sulla Terra quando si è formato il primo essere vivente?
La difficoltà nella nostra comprensione della vita non è tanto nei meccanismi in cui opera, ma nel fatto che essa esista. Purtroppo, questo problema è quasi impossibile da risolvere, se con ciò intendiamo il ricostruire tutti i passi che hanno portato all’apparizione della vita sulla Terra poichè le tracce di quegli eventi sono andate perdute per sempre.
negli ultimi anni però ha guadagnato molti consensi l’idea che il luogo più adatto per la comparsa della vita sia stato sul fondo degli oceani, nei pressi delle spaccature della crosta terrestre, piene di energia e di composti chimici ed in generale in posti al riparo dalla superficie
L'esperimento di Miller e Urey
+ info
Che un ambiente molto simile alla pozza calda ipotizzata da Darwin possa aver fornito una condizione adatta alla comparsa delle basi della vita è stato dimostrato in laboratorio da Miller e Urey: un’ampolla chiusa contenente solo acqua e un’atmosfera di metano e ammoniaca gassosi, dopo essere stata attraversata da scariche elettriche, si riempiva di un liquido fatto di molecole tra cui amminoacidi (componenti delle proteine) che sono i tasselli di cui sono composte tutte le cellule viventi. Oggi però sappiamo che probabilmente l’ambiente della Terra primordiale era molto diverso da quello simulato nell’ampolla da Miller e Urey.
amminoacidi al microscopio
alla ricerca della vita
A metà del XX secolo si è iniziato a pensare di inviare sonde su altri pianeti del Sistema Solare per cercare la vita...
Venere
Mercurio
Grande più o meno come la Terra, è sempre avvolto da nubi che ne nascondono la superficie. Di acqua liquida non ce n'è, ma sono piogge acide (le nubi sono di acido solforico), che non arrivano mai a toccare il suolo. La pressione, in superficie, è circa 90 volte più forte di quella del suolo terrestre e dato che la densa atmosfera di Venere è fatta quasi completamente di anidride carbonica, la temperatura media sul pianeta è quasi 500 °C.
Grande poco più della Luna, privo di atmosfera, con una temperatura superficiale che supera i 400 °C di giorno e -180 °C di notte, Mercurio non è affatto un luogo adatto per cercare organismi viventi. Quando la sonda Mariner 10, negli anni Settanta, ne osservò per la prima volta la superficie, mostrò chiaramente che si trattava di un deserto grigio e sterile.
e per quanto riguarda Marte?
dopo aver scartato Mercurio e Venere, si decise di concentrare tutte le risorse su Marte
perchè Marte non è più abitabile?
quindi su Marte c'era la vita in passato?
La decadenza di Marte avvenne probabilmente a causa delle sue piccole dimensioni.
La presunta prova della vita su Marte e la scoperta del meteorite ALH84001
+ INFO
+ INFO
dove per "intelligente" si intende dotato di intelligenza
la possibilità della vita intelligente nell'universo
quindi l'esistenza di una forma di vita differente a quella presente nostro pianeta, ma con un'intelligenza simile è davvero impossibile?
+ INFO
comunicare con gli alieni
Quando ci chiediamo se c’è vita nell’universo, generalmente non si pensa solo alla possibilità di scoprire microorganismi, ma anche a trovare qualcosa che ci somigli e che sia in grado di comunicare con noi...
il nostro tentativo di farci sentire
Nel tentativo di comunicare con altri esseri nel nostro universo, Frank Drake inviò, il 16 novembre 1974, dal radiotelescopio di Arecibo verso l’ammasso di stelle M13 (a circa 25.000 anni-luce dalla Terra) un messaggio. Questo, della durata di tre minuti, conteneva informazioni sulle nostre conoscenze scientifiche, sulla nostra specie e sul Sistema Solare.
approfondimento sul messaggio di Drake
N.B. il video partirà dal minuto 6.30 e dovrà essere guardato fino al minuto 15.19
...purtroppo ad oggi non vi è alcuna prova che testimoni la presenza una civiltà dotata di intelligenza o di una tecnologia adatta a rispondere ai nostri messaggi
«L’eterno silenzio di questi spazi infiniti mi spaventa»
Blaise Pascal
considerazioni finali
Se da un lato questo libro ci insegna a comprendere quanto siamo piccoli nei confronti della grandezza dell'universo, dall'altro ci insegna che, nonostante la nostra effimerità, in quanto esseri finiti (cioè destinati inesorabilmente ad una fine), è fondamentale assecondare il desiderio insito nell'animo umano di continuare ad investigare e conoscere gli aspetti che da un lato ci angosciano, ma dall'altro ci affascinano come può essere l'indagine dell'universo. In conclusione il libro si propone di essere un augurio alle nuove generazioni di cercare di raggiungere i limiti della conoscenza ed ambire a ciò che momentaneamente sembra inconoscibile (a causa della mancanza di strumenti adatti), ma che di sicuro ha una spiegazione logica che, se identificata, potrebbe non solo risolvere la questione sulla complessità del cosmo, ma ci permetterebbe anche di comprendere anche noi stessi come parte di questo stesso cosmo.
grazie per l'attenzione
sitografia
https://www.geopop.it/big-bang-la-spiegazione-semplice-dellorigine-dellunvierso/
biografia di Amedeo Balbi
https://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Balbi
l'origine dell'universo
https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27universo
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.fisica.uniroma2.it%2Felenco-telefonico%2Fbalbia%2F&psig=AOvVaw1SFXk-oZx01JSXWxHagoHs&ust=1693296984650000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCNjXw_z0_oADFQAAAAAdAAAAABAE
immagine di Amedeo Balbi
l'origine del Sistema Solare
https://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-solare_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/#:~:text=La%20formazione%20del%20Sistema%20Solare,che%20divenne%20poi%20il%20Sole.
video Powers of Ten
https://youtu.be/0fKBhvDjuy0
https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey
http://www.penseesdepascal.fr/Grandeur/Grandeur13-moderne.php#:~:text=La%20grandeur%20de%20l'homme%20est%20si%20visible%20qu'elle,qui%20lui%20%C3%A9tait%20propre%20autrefois.
discorso sulla grandezza e miseria dell'uomo di Pascal
esperimento di Miller e Urey
http://stelle.bo.astro.it/archivio/2009-mostraevo/bonfitto2.html#:~:text=L'autore%2C%20Stanley%20Miller%20(,Chimico%20dell'Universit%C3%A0%20di%20Chicago.
Les Pensées de Blaise Pascal
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k9607935r/f347.item.texteImage
https://www.sanpellegrino-corporate.it/it/impegno-per-ambiente/come-e-arrivata-lacqua-sulla-terra#:~:text=Dall'acqua%20nasce%20la%20vita,di%20acqua%20sul%20nostro%20Pianeta.
https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Voyager
informazioni sul programma Voyager
nascita della vita negli oceani
https://voyager.jpl.nasa.gov/
https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Pioneer
informazioni sul programma Pioneer
vivere su Mercurio
http://www.brera.inaf.it/~covino/DVG/planetv/1/L15_01S.html#:~:text=In%20realt%C3%A0%2C%20non%20ci%20possono,due%20rivoluzioni%20intorno%20al%20Sole.
https://www.nasa.gov/centers/ames/missions/archive/pioneer.html
https://www.focus.it/scienza/spazio/viaggio-nella-via-lattea-il-gran-tour-delle-voyager-e-delle-pioneer
informazioni sulle sonde Voyager e Pioneer
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/23/venere-era-simile-alla-terra-il-clima-di-un-pianeta-cambia-per-questo-dobbiamo-attrezzarci/5528825/
la possibiltà di vita su Venere
https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi#:~:text=%C2%ABSe%20l'Universo%20e%20la,%2C%20sonde%20o%20navi%20spaziali%3F%C2%BB
paradosso di Fermi
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_9
Mariner 9
https://www.raiscuola.rai.it/scienze/articoli/2021/01/1971-Il-Mariner-9-raggiunge-Marte-5afa4ce7-056c-4072-8924-ab49e017c9d8.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Brandon_Carter
biografia Brandon Carter
https://www.nationalgeographic.it/spazio/2022/02/perche-i-segni-di-vita-su-marte-rimangono-uno-dei-piu-grandi-misteri-dellumanita
la possibiltà di vita su Marte
cenni su Copernico
https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_copernicana
ALH84001
https://it.wikipedia.org/wiki/ALH_84001
conclusioni su ALH84001
https://www.science.org/doi/10.1126/science.273.5277.924
biografia di Frank Drake
https://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Drake
https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fdrake-equation-formula-alien-life-calculation-2018-7&psig=AOvVaw2323NiQVeOYZec9BpVQ_bN&ust=1693425109204000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCOiV06LSgoEDFQAAAAAdAAAAABAE
equazione di Drake
https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake
Le immagini riguardanti i singoli soggetti sono prese dagli archivi della NASA, mentre le immagini di transizione sono prese da siti di wallpaper (come Pinterest) I riferimenti su Copernico, Pascal e Newton sono presi in parte sia dal libro "Fisica è", sia da appunti di storia e filosofia.
messaggio di Arecibo
https://it.wikipedia.org/wiki/Messaggio_di_Arecibo
Arecibo message ricreato
https://youtu.be/9bK9ALQX6fU
messaggio di Arecibo (approfondimento)
https://youtu.be/5V2KuClix_k
radiazione cosmica di fondo
https://youtu.be/shJFrY9sZhM
tutti gli altri riferimenti sono presi dal libro "Dove sono tutti quanti?"
Le prove della vita su Marte (si parla di microorganismi, non di una vera e propria civiltà) erano nascoste in un frammento di roccia. Esso si era formato circa 4 miliardi di anni fa, su Marte, poi, circa 17 milioni di anni fa, l’impatto di un meteorite sulla superficie del pianeta aveva sollevato una pioggia di detriti che si persero nello spazio. Tra questi c’era anche questa roccia, che dopo l'impatto iniziò un viaggio terminato circa 13.000 anni fa, quando si schiantò in Antartide.
Nel 1984 gli scienziati ritrovarono la roccia e la chiamarono ALH84001, ma solo nel 1993, analizzando i gas intrappolati al suo interno si comprese la sua provenienza. La datazione della roccia dimostrò che era la più antica mai ritrovata, poiché risaliva a 400 milioni di anni dopo la formazione di Marte (quando probabilmente il pianeta era ancora abitabile). In effetti, l'analisi della roccia mostrò che con grande probabilità era stata a contatto con acqua liquida mentre era ancora su Marte, inoltre nella roccia c'erano particolari detriti di minerali e molecole organiche complesse che, sulla Terra, vengono associati all'attività e alla decomposizione di microorganismi.
il Sole e Proxima Centauri
Considerando le dimensioni precedentemente stabilite (con il Sole avente il diametro di 23,5 cm), Proxima Centauri sarebbe a circa 7000 km di distanza dal Sole (ovvero la distanza tra Roma e New York misurata sulla superficie terrestre)
7000 km
foto di Proxima Centauri
cos'hanno in comune tutte le teorie?
Nonostante le molte teorie esistenti per spiegare l’origine della vita, c’è qualcosa che le accomuna: l’idea che il precursore di tutti i sistemi viventi presenti sul nostro pianeta sia stata una molecola che ha iniziato a replicarsi, a subire mutazioni, trasformandosi con il tempo in qualcosa di più elaborato.
conclusione dell'autore
Cito: "Un evento unico è, per sua natura, inspiegabile. La comprensione scientifica della realtà è basata sulla ricerca di regolarità, di schemi, di leggi, e quindi di ripetizioni dello stesso processo. Ecco un altro motivo per cui sono convinto che cercare la vita al di fuori della Terra sia importantissimo. È probabilmente il solo modo che abbiamo per sperare di trarre qualche conclusione generale sul problema dell’origine della vita"
Powers of Ten
comprendere quanto è grande l'universo
Nel video riportato, ogni 10 secondi il lato del quadrato ripreso nell’inquadratura diventa dieci volte più grande. Dopo 5 minuti, dopo aver abbandonato il Sistema Solare, aver visto la nostra galassia con la sua enorme quantità stelle diventare dei punti e successivamente tutte le altre galassie rimpicciolirsi fino a diventare quasi invisibili, la telecamera si sofferma per qualche instante su un quadrato quasi completamente nero: il lato dell’inquadratura, grande 1 seguito da 24 zeri metri quadrati, ritrae in questo punto del video una porzione di spazio grande quanto l’intero universo osservabile. Infine, la telecamera fa il percorso inverso, tornando alle persone sull'erba, per poi immergersi nel mondo microscopico degli atomi e delle particelle elementari.
perchè è importante vedere questo video?
Questo video in soli 10 minuti riesce a farci riflettere sul paradosso su cui si basa la natura umana che era stato individuato già da Pascal, il quale aveva detto che l'uomo (poichè essere imperfetto e finito) è contemporaneamente "grandezza e miseria": Grandezza poichè, essendo diverso dagli altri esseri viventi dato che è dotato di ragione, si sente grande di fronte all'infinitamente piccolo (gli altri esseri viventi considerati inferiori) e miseria poichè si sente una nullità di fronte all'infinitamente grande dell'universo
Niccolò Copernico
Brandon Carter
siamo speciali?
Nel 1973, il fisico Carter decise di presentare un punto di vista critico rispetto all’applicazione del principio copernicano a qualunque problema riguardante il cosmo. Carter ammise che è evidente che l’umanità non occupa una posizione privilegiata nell’universo, ma Carter sostenne pure che non possiamo nemmeno dire che la nostra posizione nello spazio e nel tempo sia completamente arbitraria poichè essa deve essere compatibile con la nostra esistenza.
"non siamo speciali, ma potremmo essere rari"
In generale però dobbiamo stare attenti a non commettere lo stesso errore di prospettiva in cui erano caduti coloro che, in passato, avevano creduto che la Terra fosse stata progettata unicamente per gli esseri umani perché ha tutto il necessario per permettere la vita. Le cose in realtà funzionano al contrario: siamo noi che non potremmo trovarci in un pianeta con caratteristiche diverse
Nonostante le cose non ruotino attorno a noi, non conosciamo un altro pianeta dove esiste la vita, quindi dimostrare che non siamo unici, verificando l’esistenza di altre forme di vita fuori dalla Terra ci aiuterebbe a chiarire il nostro posto nel cosmo ed in definitiva capire chi siamo
Da un lato, non vi era sufficiente attrazione gravitazionale per tenere intrappolata l'atmosfera, la quale è andata perduta. Dall'altro lato, le piccole dimensioni hanno facilitato il raffreddamento dell'interno del pianeta e ciò ha causato la fine dell'attività vulcanica: così venne a mancare il meccanismo che avrebbe potuto rifornire l'atmosfera di nuovi gas che avrebbero rimpiazzato quelli persi. Rimasto con una piccola percentuale di atmosfera, il pianeta diventò privo di effetto serra e le temperature scesero: mentre Marte diventava sempre più freddo, la sua acqua per una parte evaporò (perdendosi nello spazio), e la restante parte ghiacciò (venendo incorporata nel sottosuolo)
Nel 1964 da due radioastronomi, controllando un’antenna, captarono un segnale che scambiarono per un rumore della loro strumentazione. Solo successivamente si scoprì che veniva dal cielo, però non da una sorgente particolare, ma da ogni punto dello spazio: era l’universo stesso a emetterlo. Questo segnale è definito come "radiazione cosmica di fondo" ovvero la radiazione residua proveniente dalle prime fasi della creazione dell'universo. Ad oggi, essa è una delle rilevazioni più importanti per quanto riguarda la conferma della teoria del Big Bang
mappa della radiazione cosmica di fondo
differenze con la Terra
la sonda Mariner 9
Fu la prima sonda a orbitare intorno a Marte e, fotografando la superficie, Marte risultò spoglio e arido, ma c’erano segni di antiche attività geologiche (come ad esempio tracce di erosione che facevano pensare a letti di fiumi). C’erano inoltre venti forti e tempeste di sabbia in grado di oscurare la superficie del pianeta. Probabilmente furono queste tempeste a provocare le variazioni nell’aspetto del pianeta che, in passato, erano state attribuite alla presenza di vegetazione.
paradosso di Fermi
per comprendere l'esistenza di forme di vita al di fuori dell'universo
Con “paradosso di Fermi” si fa riferimento ad una riflessione conseguente alla domanda "Dove sono tutti quanti?" pronunciata da Enrico Fermi riguardo alla presenza di vita nell'universo. Sebbene non si tratti di un paradosso ma di una costatazione, non abbiamo prove che ci siano civiltà avanzate nella nostra galassia o nel Sistema Solare. Questa è l’unica certezza che abbiamo, ma quello che non è chiaro, secondo Balbi, è quali implicazioni dovremmo trarne. Cito: "Forse che siamo gli unici esseri intelligenti mai apparsi nella Via Lattea? O che siamo semplicemente i primi, e ogni altra forma di vita esistente è ancora in uno stadio primitivo? Forse che lo sviluppo della tecnologia è un evento rarissimo, oppure che una volta raggiunto un certo livello tecnologico le civiltà immancabilmente si autodistruggono? Che ce ne sono in abbondanza ma non hanno interesse a colonizzare la Via Lattea, magari per pigrizia? Oppure che si divertono a osservarci di nascosto?" Da qualunque parte lo si guardi, non si è in grado di trovare una soluzione alle domande che il paradosso scaturisce.
Secondo Balbi, la conferma della presenza di vita nell'universo più avvenire solo nel caso riuscissimo ad esplorare tutto il nostro universo, ma dato che con le tecnologie attuali questo non è possibile su grandi distanze, la ricerca di altre forme di vita dovrà, almeno per ora, limitarsi alle stelle più vicine della nostra galassia che sono comunque parecchie. "È una sfida enorme, ma non impossibile. Ed è appena iniziata".
C'è però un problema che è comune a tutti i fattori considerati nella formula, ovvero quello della longevità della vita di esseri intelligenti, poiché se le civiltà in grado di comunicare hanno una breve durata, la probabilità che ce ne siano almeno due attive in grado di comunicare si riduce in maniera evidente. A questo proposito, bisogna rendersi conto che anche la nostra civiltà ha raggiunto la tecnologia che le permette di trasmettere segnali radio da un secolo (il che è molto poco considerando i 4 miliardi di presenza della vita sulla Terra). I partecipanti alla riunione conclusero quindi che il fattore che influenzava maggiormente il risultato finale fosse appunto la durata delle civiltà intelligenti, la quale è impossibile calcolare. Ad ogni modo, la stima finale che emerse, a dir la verità piuttosto ottimista, fu che nella Via Lattea potevano esserci da 1000 a 100 milioni di civiltà intelligenti
Il punto di partenza della discussione sulla possibilità di vita intelligente nell'universo è una formula che Frank Drake presentò in una riunione in un osservatorio in West Virginia. Lo scopo della formula fu appunto il comprendere qual è la probabilità che una specie intelligente esterna a quella terrestre inventi la tecnologia e quindi sia in grado di comunicare con noi (dando come presupposto la presenza di pianeti abitabili e la presenza di una civiltà da qualche parte nello spazio).