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Dove sono tutti quanti?

Vanessa

Created on August 7, 2023

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Transcript

"Dove sono tutti quanti?"

un libro di Amedeo Balbi

presentazione di Vanessa Cinquini

START

L'autore

AMEDEO BALBI

Amedeo Balbi è un astrofisico, divulgatore scientifico e saggista nato a Roma il 6 maggio 1971. Attualmente insegna all'università di Roma Tor Vergata ed in generale da anni si occupa di spiegare argomenti di natura prettamente scientifica al pubblico attraverso programmi radio e tv, articoli pubblicati su giornali come "La Repubblica" e "La Stampa" ed in particolare con la sua rivista mensile "Le Scienze" ed i suoi numerosi libri.

Indice

Come si è formato l'universo?

Premessa

Un tremendo spreco di spazio

Alla ricerca della vita

Comunicare con gli alieni

Viaggiare nell'universo

Siamo soli?

Conclusione

premessa

per comprendere quanto è grande il nostro universo

la Terra ruota attorno al Sole

ed assieme ad altri pianeti ed altri corpi più piccoli fa parte del Sistema Solare

il Sistema Solare fa parte della galassia detta "Via Lattea"

a sua volta la Via Lattea è solo una delle 200 miliardi di galassie che si stimano esserci nell'universo

un tremendo spreco di spazio

nel primo capitolo del suo libro, Amedeo Balbi si dedica ad una serie di riflessioni sulla grandezza dell'universo di cui l'essere umano sembra molto spesso incapace di comprendere la vastità nonostante faccia parte di esso

+ INFO

...per farci comprendere quanto è grande il nodto universo, Balbi si propone di fare dei modellini per riprodurre in scala il nostro universo

modellino 1

considerando la Terra con la grandezza di una palla da basket

circa 23,5 cm di diametro

circa 3 km

circa 4 km

circa 15 km

circa 110 km

circa 26 m di diametro

modellino 2

considerando il Sole con la grandezza di una palla da basket

circa 25 m

circa 100 m

circa 200 m

circa 23,5 cm di diametro

Info

modellino 3

modello al di fuori del Sistema Solare

30 km

Proxima Centrauri

un granello di un millimetro

modellino 4

Proxima Centrauri

200 m

circa 2000 km

centro della galassia

un granello di un centesimo di millimetro

le sonde Voyager e Pioneer

è possibile studiare la vastità dello spazio?

agosto/settembre 1977

14 febbraio 1990

1979

1980-81

1989

2012-13

1986

1998

le sonde gemelle Voyager vengono lanciate dalla NASA

le Voyager arrivano a Saturno

le Voyager arrivano a Giove

Voyager 2 arriva a Nettuno

Voyager 1 raggiunge l'eliopausa

Voyager 2 arriva ad Urano

Voyager 1 sorpassa Pioneer 10

Voyager 1 si gira verso la Terra

mentre

30 novembre 1995

1979

1973-74

7 febbraio 2003

le Pioneer arrivano a Giove

si perdono i contatti con Pioneer 10

Pioneer 11 arriva a Saturno

si perdono i contatti con Pioneer 11

l'illusione di essere speciali

Il principio di Copernico che ci ha permesso di comprendere l’universo, ovvero il fatto di non essere speciali o centrali nello schema generale del cosmo, implica anche che non siamo soli?

siamo soli nell'universo?

dove sono tutti quanti?

alla fine di questo capitolo, Balbi si concentra su una riflessione legata alla possibile presenza di vita fuori dal nostro pianeta riportando una famosa frase di Enrico Fermi.

+ INFO

come si è formato l'universo?

prima di comprendere il nostro ruolo nell'universo, dobbiamo prima comprendere com'è fatto

Seguendo il principio utilizzato da Newton (che consiste nel cercare le cause delle cose a ritroso basandosi sulle evidenze empiriche e applicandole nostre conoscenze riguardanti le leggi di natura) negli ultimi secoli la scienza si è spinta molto indietro nel ricostruire l’evoluzione dell’universo...

+ INFO

Innanzitutto, dobbiamo dare come premessa il fatto che l'universo si espande quindi la distanza tra i corpi dell'universo aumenta con il passare del tempo. Infatti in passato l’universo era più denso e più caldo. Andando al momento in cui la densità e la temperatura tendono all’infinito, circa 13,8 miliardi di anni fa, si risalirebbe all’inizio di tutto “big bang". Dopo il big bang, l’universo si espanse, la densità e la temperatura diminuì. Tra 1 milionesimo di secondo e 1 secondo dopo il big bang nell’universo vi erano solo la luce e un insieme di particelle elementari diffuse in tutto lo spazio. Erano presenti già i protoni, neutroni ed elettroni che in quel momento non erano ancora legati tra loro.

Dopo pochi minuti, protoni e neutroni si fusero formando nuclei di atomi di elio. Gli elettroni vagarono da soli per circa 380.000 anni e quando l’universo diventò abbastanza freddo, essi legandosi con i protoni, formarono atomi di idrogeno. A questo punto la luce, che finora era rimasta intrappolata nella nebbia di particelle che riempie l’universo, iniziò a viaggiare libera. Milioni di anni dopo il big bang, le prime nubi di idrogeno iniziarono a collassare, diventando abbastanza calde e dense da innescare al loro interno reazioni di fusione nucleare: così si accesero le stelle. Le luci che iniziarono a illuminare l’universo si raggrupparono all’interno delle galassie, che si vanno formarono nello stesso periodo.

Nel frattempo, dopo i primi minuti, l’universo formò i nuclei degli atomi semplici (idrogeno e elio), ma poi si tutti gli elementi chimici che troviamo nella tavola periodica si generarono grazie alle stelle, infatti le prime stelle erano fatte solo di idrogeno ed elio.

Quando una stella non aveva abbastanza idrogeno, la gravità incominciava a comprimerne il nucleo riscaldandolo fino all'accensione di nuove reazioni che iniziavano a bruciare elio e a produrre altri elementi. Terminato l’elio, se la stella era massiccia la gravità poteva comprimere il nucleo abbastanza da accendere altre reazioni, producendo i primi 26 elementi della tavola periodica, fino al ferro e quando il nucleo era composto quasi solo di ferro, le reazioni potevano continuare, quindi la stella collassava, provocando un’esplosione (supernova). Nel giro di pochi secondi gli strati esterni dell’astro si catapultavano all’esterno, raggiungendo temperature molto calde, e rilasciando energia. In quelle condizioni si producevano i restanti elementi che si sparsero nello spazio, e da nuove nubi di materia arricchite di atomi pesanti si formarono altre stelle.

+ INFO

e per quanto riguarda il nostro pianeta?

come si è formato il Sistema Solare?

Dopo circa 100.000 anni, nella piccola nuvola era presente un rigonfiamento centrale, in esso la temperatura, salendo vertiginosamente, faceva in modo che gli atomi si scontrassero tra loro in modo sempre più violento fino a formare una stella (il Sole). A questo punto, la stella si era presa quasi tutta la materia che formava la nube iniziale che a ruotare nel disco, ne era rimasta appena un millesimo. Nel disco c’erano, oltre a gas e particelle di elementi pesanti, anche granelli di polvere, che pian piano cominciarono ad unirsi fra loro.

Concentrandosi su una delle nubi precedentemente citate, 4,6 miliardi di anni fa, essa era nella periferia della Via Lattea, si sarebbe potuto notare che (per motivi ignoti) una parte della nube, ruotando su se stessa, si stava separando dalla nube più grande, diventando sempre più densa e piccola. Più si addensava, più ruotava velocemente e più ruotava velocemente più si schiacciava, prendendo la forma di un disco.

Quanto avvenuto intorno al Sole non avrebbe molta importanza se non per il fatto che, miliardi di anni dopo, su uno dei pianeti si fosse creata la vita. Quando guardiamo il cielo stellato, dunque, stiamo anche guardando il luogo da cui veniamo.

Dopo qualche milione di anni, centinaia di frammenti continuarono a scontrarsi e a saldarsi fra loro, formando corpi sempre più grandi, che diventarono veri e propri pianeti. Nelle zone più interne, più esposte al calore del Sole, erano rimasti solo materiali resistenti alle alte temperature: i pianeti più vicini alla stella ( che sono fatti di roccia e metalli). Nelle gelide regioni esterne, invece, c’era molto ghiaccio, ma anche gas (elio ed idrogeno) che l'energia del Sole non era riuscita a spazzare.

libro della storia dell'universo

e se immaginassimo la storia dell'universo riassunta in un libro?

libro di 1380 pagine totali

in maniera tale che ogni facciata contenga 10 milioni di anni di storia

l'illusione di essere speciali

e per quanto riguarda la storia dell'uomo?

920

880

10

100

La nostra specie, Homo Sapiens, compare solo verso l’inizio dell’ultima riga dell’ultima pagina. Tutta la storia scritta dell’umanità sarebbe nel punto alla fine del libro.

1000

pagina

pagina

pagina

pagina

pagina

creazione Sistema Solare e Terra

comparsa degli organismi semplici

comparsa delle prime stelle

formazione della Via Lattea

comparsa delle galassie

Cosa è successo 4 miliardi di anni fa sulla Terra quando si è formato il primo essere vivente?

La difficoltà nella nostra comprensione della vita non è tanto nei meccanismi in cui opera, ma nel fatto che essa esista. Purtroppo, questo problema è quasi impossibile da risolvere, se con ciò intendiamo il ricostruire tutti i passi che hanno portato all’apparizione della vita sulla Terra poichè le tracce di quegli eventi sono andate perdute per sempre.

negli ultimi anni però ha guadagnato molti consensi l’idea che il luogo più adatto per la comparsa della vita sia stato sul fondo degli oceani, nei pressi delle spaccature della crosta terrestre, piene di energia e di composti chimici ed in generale in posti al riparo dalla superficie

L'esperimento di Miller e Urey

+ info

Che un ambiente molto simile alla pozza calda ipotizzata da Darwin possa aver fornito una condizione adatta alla comparsa delle basi della vita è stato dimostrato in laboratorio da Miller e Urey: un’ampolla chiusa contenente solo acqua e un’atmosfera di metano e ammoniaca gassosi, dopo essere stata attraversata da scariche elettriche, si riempiva di un liquido fatto di molecole tra cui amminoacidi (componenti delle proteine) che sono i tasselli di cui sono composte tutte le cellule viventi. Oggi però sappiamo che probabilmente l’ambiente della Terra primordiale era molto diverso da quello simulato nell’ampolla da Miller e Urey.

amminoacidi al microscopio

alla ricerca della vita

A metà del XX secolo si è iniziato a pensare di inviare sonde su altri pianeti del Sistema Solare per cercare la vita...

Venere

Mercurio

Grande più o meno come la Terra, è sempre avvolto da nubi che ne nascondono la superficie. Di acqua liquida non ce n'è, ma sono piogge acide (le nubi sono di acido solforico), che non arrivano mai a toccare il suolo. La pressione, in superficie, è circa 90 volte più forte di quella del suolo terrestre e dato che la densa atmosfera di Venere è fatta quasi completamente di anidride carbonica, la temperatura media sul pianeta è quasi 500 °C.

Grande poco più della Luna, privo di atmosfera, con una temperatura superficiale che supera i 400 °C di giorno e -180 °C di notte, Mercurio non è affatto un luogo adatto per cercare organismi viventi. Quando la sonda Mariner 10, negli anni Settanta, ne osservò per la prima volta la superficie, mostrò chiaramente che si trattava di un deserto grigio e sterile.

e per quanto riguarda Marte?

dopo aver scartato Mercurio e Venere, si decise di concentrare tutte le risorse su Marte

perchè Marte non è più abitabile?

quindi su Marte c'era la vita in passato?

La decadenza di Marte avvenne probabilmente a causa delle sue piccole dimensioni.

La presunta prova della vita su Marte e la scoperta del meteorite ALH84001

+ INFO

+ INFO

dove per "intelligente" si intende dotato di intelligenza

la possibilità della vita intelligente nell'universo

quindi l'esistenza di una forma di vita differente a quella presente nostro pianeta, ma con un'intelligenza simile è davvero impossibile?

+ INFO

comunicare con gli alieni

Quando ci chiediamo se c’è vita nell’universo, generalmente non si pensa solo alla possibilità di scoprire microorganismi, ma anche a trovare qualcosa che ci somigli e che sia in grado di comunicare con noi...

il nostro tentativo di farci sentire

Nel tentativo di comunicare con altri esseri nel nostro universo, Frank Drake inviò, il 16 novembre 1974, dal radiotelescopio di Arecibo verso l’ammasso di stelle M13 (a circa 25.000 anni-luce dalla Terra) un messaggio. Questo, della durata di tre minuti, conteneva informazioni sulle nostre conoscenze scientifiche, sulla nostra specie e sul Sistema Solare.

approfondimento sul messaggio di Drake

N.B. il video partirà dal minuto 6.30 e dovrà essere guardato fino al minuto 15.19

...purtroppo ad oggi non vi è alcuna prova che testimoni la presenza una civiltà dotata di intelligenza o di una tecnologia adatta a rispondere ai nostri messaggi

«L’eterno silenzio di questi spazi infiniti mi spaventa»

Blaise Pascal

considerazioni finali

Se da un lato questo libro ci insegna a comprendere quanto siamo piccoli nei confronti della grandezza dell'universo, dall'altro ci insegna che, nonostante la nostra effimerità, in quanto esseri finiti (cioè destinati inesorabilmente ad una fine), è fondamentale assecondare il desiderio insito nell'animo umano di continuare ad investigare e conoscere gli aspetti che da un lato ci angosciano, ma dall'altro ci affascinano come può essere l'indagine dell'universo. In conclusione il libro si propone di essere un augurio alle nuove generazioni di cercare di raggiungere i limiti della conoscenza ed ambire a ciò che momentaneamente sembra inconoscibile (a causa della mancanza di strumenti adatti), ma che di sicuro ha una spiegazione logica che, se identificata, potrebbe non solo risolvere la questione sulla complessità del cosmo, ma ci permetterebbe anche di comprendere anche noi stessi come parte di questo stesso cosmo.

grazie per l'attenzione

sitografia

https://www.geopop.it/big-bang-la-spiegazione-semplice-dellorigine-dellunvierso/

biografia di Amedeo Balbi

https://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Balbi

l'origine dell'universo

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27universo

https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.fisica.uniroma2.it%2Felenco-telefonico%2Fbalbia%2F&psig=AOvVaw1SFXk-oZx01JSXWxHagoHs&ust=1693296984650000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCNjXw_z0_oADFQAAAAAdAAAAABAE

immagine di Amedeo Balbi

l'origine del Sistema Solare

https://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-solare_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/#:~:text=La%20formazione%20del%20Sistema%20Solare,che%20divenne%20poi%20il%20Sole.

video Powers of Ten

https://youtu.be/0fKBhvDjuy0

https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey

http://www.penseesdepascal.fr/Grandeur/Grandeur13-moderne.php#:~:text=La%20grandeur%20de%20l'homme%20est%20si%20visible%20qu'elle,qui%20lui%20%C3%A9tait%20propre%20autrefois.

discorso sulla grandezza e miseria dell'uomo di Pascal

esperimento di Miller e Urey

http://stelle.bo.astro.it/archivio/2009-mostraevo/bonfitto2.html#:~:text=L'autore%2C%20Stanley%20Miller%20(,Chimico%20dell'Universit%C3%A0%20di%20Chicago.

Les Pensées de Blaise Pascal

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k9607935r/f347.item.texteImage

https://www.sanpellegrino-corporate.it/it/impegno-per-ambiente/come-e-arrivata-lacqua-sulla-terra#:~:text=Dall'acqua%20nasce%20la%20vita,di%20acqua%20sul%20nostro%20Pianeta.

https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Voyager

informazioni sul programma Voyager

nascita della vita negli oceani

https://voyager.jpl.nasa.gov/

https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Pioneer

informazioni sul programma Pioneer

vivere su Mercurio

http://www.brera.inaf.it/~covino/DVG/planetv/1/L15_01S.html#:~:text=In%20realt%C3%A0%2C%20non%20ci%20possono,due%20rivoluzioni%20intorno%20al%20Sole.

https://www.nasa.gov/centers/ames/missions/archive/pioneer.html

https://www.focus.it/scienza/spazio/viaggio-nella-via-lattea-il-gran-tour-delle-voyager-e-delle-pioneer

informazioni sulle sonde Voyager e Pioneer

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/23/venere-era-simile-alla-terra-il-clima-di-un-pianeta-cambia-per-questo-dobbiamo-attrezzarci/5528825/

la possibiltà di vita su Venere

https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Fermi#:~:text=%C2%ABSe%20l'Universo%20e%20la,%2C%20sonde%20o%20navi%20spaziali%3F%C2%BB

paradosso di Fermi

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariner_9

Mariner 9

https://www.raiscuola.rai.it/scienze/articoli/2021/01/1971-Il-Mariner-9-raggiunge-Marte-5afa4ce7-056c-4072-8924-ab49e017c9d8.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Brandon_Carter

biografia Brandon Carter

https://www.nationalgeographic.it/spazio/2022/02/perche-i-segni-di-vita-su-marte-rimangono-uno-dei-piu-grandi-misteri-dellumanita

la possibiltà di vita su Marte

cenni su Copernico

https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_copernicana

ALH84001

https://it.wikipedia.org/wiki/ALH_84001

conclusioni su ALH84001

https://www.science.org/doi/10.1126/science.273.5277.924

biografia di Frank Drake

https://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Drake

https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fdrake-equation-formula-alien-life-calculation-2018-7&psig=AOvVaw2323NiQVeOYZec9BpVQ_bN&ust=1693425109204000&source=images&cd=vfe&opi=89978449&ved=0CBAQjRxqFwoTCOiV06LSgoEDFQAAAAAdAAAAABAE

equazione di Drake

https://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake

Le immagini riguardanti i singoli soggetti sono prese dagli archivi della NASA, mentre le immagini di transizione sono prese da siti di wallpaper (come Pinterest) I riferimenti su Copernico, Pascal e Newton sono presi in parte sia dal libro "Fisica è", sia da appunti di storia e filosofia.

messaggio di Arecibo

https://it.wikipedia.org/wiki/Messaggio_di_Arecibo

Arecibo message ricreato

https://youtu.be/9bK9ALQX6fU

messaggio di Arecibo (approfondimento)

https://youtu.be/5V2KuClix_k

radiazione cosmica di fondo

https://youtu.be/shJFrY9sZhM

tutti gli altri riferimenti sono presi dal libro "Dove sono tutti quanti?"
  • conclusioni della NASA

Le prove della vita su Marte (si parla di microorganismi, non di una vera e propria civiltà) erano nascoste in un frammento di roccia. Esso si era formato circa 4 miliardi di anni fa, su Marte, poi, circa 17 milioni di anni fa, l’impatto di un meteorite sulla superficie del pianeta aveva sollevato una pioggia di detriti che si persero nello spazio. Tra questi c’era anche questa roccia, che dopo l'impatto iniziò un viaggio terminato circa 13.000 anni fa, quando si schiantò in Antartide.

Nel 1984 gli scienziati ritrovarono la roccia e la chiamarono ALH84001, ma solo nel 1993, analizzando i gas intrappolati al suo interno si comprese la sua provenienza. La datazione della roccia dimostrò che era la più antica mai ritrovata, poiché risaliva a 400 milioni di anni dopo la formazione di Marte (quando probabilmente il pianeta era ancora abitabile). In effetti, l'analisi della roccia mostrò che con grande probabilità era stata a contatto con acqua liquida mentre era ancora su Marte, inoltre nella roccia c'erano particolari detriti di minerali e molecole organiche complesse che, sulla Terra, vengono associati all'attività e alla decomposizione di microorganismi.

il Sole e Proxima Centauri

Considerando le dimensioni precedentemente stabilite (con il Sole avente il diametro di 23,5 cm), Proxima Centauri sarebbe a circa 7000 km di distanza dal Sole (ovvero la distanza tra Roma e New York misurata sulla superficie terrestre)

7000 km

  • Proxima Centauri: è una stella (precisamente una nana rossa) considerata la più vicina al Sole, essa si trova a circa 4,23 anni luce dal Sole

foto di Proxima Centauri

cos'hanno in comune tutte le teorie?

Nonostante le molte teorie esistenti per spiegare l’origine della vita, c’è qualcosa che le accomuna: l’idea che il precursore di tutti i sistemi viventi presenti sul nostro pianeta sia stata una molecola che ha iniziato a replicarsi, a subire mutazioni, trasformandosi con il tempo in qualcosa di più elaborato.

conclusione dell'autore

Cito: "Un evento unico è, per sua natura, inspiegabile. La comprensione scientifica della realtà è basata sulla ricerca di regolarità, di schemi, di leggi, e quindi di ripetizioni dello stesso processo. Ecco un altro motivo per cui sono convinto che cercare la vita al di fuori della Terra sia importantissimo. È probabilmente il solo modo che abbiamo per sperare di trarre qualche conclusione generale sul problema dell’origine della vita"

Powers of Ten

comprendere quanto è grande l'universo

Nel video riportato, ogni 10 secondi il lato del quadrato ripreso nell’inquadratura diventa dieci volte più grande. Dopo 5 minuti, dopo aver abbandonato il Sistema Solare, aver visto la nostra galassia con la sua enorme quantità stelle diventare dei punti e successivamente tutte le altre galassie rimpicciolirsi fino a diventare quasi invisibili, la telecamera si sofferma per qualche instante su un quadrato quasi completamente nero: il lato dell’inquadratura, grande 1 seguito da 24 zeri metri quadrati, ritrae in questo punto del video una porzione di spazio grande quanto l’intero universo osservabile. Infine, la telecamera fa il percorso inverso, tornando alle persone sull'erba, per poi immergersi nel mondo microscopico degli atomi e delle particelle elementari.

perchè è importante vedere questo video?

Questo video in soli 10 minuti riesce a farci riflettere sul paradosso su cui si basa la natura umana che era stato individuato già da Pascal, il quale aveva detto che l'uomo (poichè essere imperfetto e finito) è contemporaneamente "grandezza e miseria": Grandezza poichè, essendo diverso dagli altri esseri viventi dato che è dotato di ragione, si sente grande di fronte all'infinitamente piccolo (gli altri esseri viventi considerati inferiori) e miseria poichè si sente una nullità di fronte all'infinitamente grande dell'universo

Niccolò Copernico

Brandon Carter

siamo speciali?

  • l'ipotesi di Brandon Carter

Nel 1973, il fisico Carter decise di presentare un punto di vista critico rispetto all’applicazione del principio copernicano a qualunque problema riguardante il cosmo. Carter ammise che è evidente che l’umanità non occupa una posizione privilegiata nell’universo, ma Carter sostenne pure che non possiamo nemmeno dire che la nostra posizione nello spazio e nel tempo sia completamente arbitraria poichè essa deve essere compatibile con la nostra esistenza.

  • conclusioni

"non siamo speciali, ma potremmo essere rari"

In generale però dobbiamo stare attenti a non commettere lo stesso errore di prospettiva in cui erano caduti coloro che, in passato, avevano creduto che la Terra fosse stata progettata unicamente per gli esseri umani perché ha tutto il necessario per permettere la vita. Le cose in realtà funzionano al contrario: siamo noi che non potremmo trovarci in un pianeta con caratteristiche diverse

Nonostante le cose non ruotino attorno a noi, non conosciamo un altro pianeta dove esiste la vita, quindi dimostrare che non siamo unici, verificando l’esistenza di altre forme di vita fuori dalla Terra ci aiuterebbe a chiarire il nostro posto nel cosmo ed in definitiva capire chi siamo

Da un lato, non vi era sufficiente attrazione gravitazionale per tenere intrappolata l'atmosfera, la quale è andata perduta. Dall'altro lato, le piccole dimensioni hanno facilitato il raffreddamento dell'interno del pianeta e ciò ha causato la fine dell'attività vulcanica: così venne a mancare il meccanismo che avrebbe potuto rifornire l'atmosfera di nuovi gas che avrebbero rimpiazzato quelli persi. Rimasto con una piccola percentuale di atmosfera, il pianeta diventò privo di effetto serra e le temperature scesero: mentre Marte diventava sempre più freddo, la sua acqua per una parte evaporò (perdendosi nello spazio), e la restante parte ghiacciò (venendo incorporata nel sottosuolo)

Nel 1964 da due radioastronomi, controllando un’antenna, captarono un segnale che scambiarono per un rumore della loro strumentazione. Solo successivamente si scoprì che veniva dal cielo, però non da una sorgente particolare, ma da ogni punto dello spazio: era l’universo stesso a emetterlo. Questo segnale è definito come "radiazione cosmica di fondo" ovvero la radiazione residua proveniente dalle prime fasi della creazione dell'universo. Ad oggi, essa è una delle rilevazioni più importanti per quanto riguarda la conferma della teoria del Big Bang

mappa della radiazione cosmica di fondo

differenze con la Terra

la sonda Mariner 9

Fu la prima sonda a orbitare intorno a Marte e, fotografando la superficie, Marte risultò spoglio e arido, ma c’erano segni di antiche attività geologiche (come ad esempio tracce di erosione che facevano pensare a letti di fiumi). C’erano inoltre venti forti e tempeste di sabbia in grado di oscurare la superficie del pianeta. Probabilmente furono queste tempeste a provocare le variazioni nell’aspetto del pianeta che, in passato, erano state attribuite alla presenza di vegetazione.

  • ragioni della decadenza di Marte

paradosso di Fermi

per comprendere l'esistenza di forme di vita al di fuori dell'universo

Con “paradosso di Fermi” si fa riferimento ad una riflessione conseguente alla domanda "Dove sono tutti quanti?" pronunciata da Enrico Fermi riguardo alla presenza di vita nell'universo. Sebbene non si tratti di un paradosso ma di una costatazione, non abbiamo prove che ci siano civiltà avanzate nella nostra galassia o nel Sistema Solare. Questa è l’unica certezza che abbiamo, ma quello che non è chiaro, secondo Balbi, è quali implicazioni dovremmo trarne. Cito: "Forse che siamo gli unici esseri intelligenti mai apparsi nella Via Lattea? O che siamo semplicemente i primi, e ogni altra forma di vita esistente è ancora in uno stadio primitivo? Forse che lo sviluppo della tecnologia è un evento rarissimo, oppure che una volta raggiunto un certo livello tecnologico le civiltà immancabilmente si autodistruggono? Che ce ne sono in abbondanza ma non hanno interesse a colonizzare la Via Lattea, magari per pigrizia? Oppure che si divertono a osservarci di nascosto?" Da qualunque parte lo si guardi, non si è in grado di trovare una soluzione alle domande che il paradosso scaturisce.

Secondo Balbi, la conferma della presenza di vita nell'universo più avvenire solo nel caso riuscissimo ad esplorare tutto il nostro universo, ma dato che con le tecnologie attuali questo non è possibile su grandi distanze, la ricerca di altre forme di vita dovrà, almeno per ora, limitarsi alle stelle più vicine della nostra galassia che sono comunque parecchie. "È una sfida enorme, ma non impossibile. Ed è appena iniziata".

C'è però un problema che è comune a tutti i fattori considerati nella formula, ovvero quello della longevità della vita di esseri intelligenti, poiché se le civiltà in grado di comunicare hanno una breve durata, la probabilità che ce ne siano almeno due attive in grado di comunicare si riduce in maniera evidente. A questo proposito, bisogna rendersi conto che anche la nostra civiltà ha raggiunto la tecnologia che le permette di trasmettere segnali radio da un secolo (il che è molto poco considerando i 4 miliardi di presenza della vita sulla Terra). I partecipanti alla riunione conclusero quindi che il fattore che influenzava maggiormente il risultato finale fosse appunto la durata delle civiltà intelligenti, la quale è impossibile calcolare. Ad ogni modo, la stima finale che emerse, a dir la verità piuttosto ottimista, fu che nella Via Lattea potevano esserci da 1000 a 100 milioni di civiltà intelligenti

Il punto di partenza della discussione sulla possibilità di vita intelligente nell'universo è una formula che Frank Drake presentò in una riunione in un osservatorio in West Virginia. Lo scopo della formula fu appunto il comprendere qual è la probabilità che una specie intelligente esterna a quella terrestre inventi la tecnologia e quindi sia in grado di comunicare con noi (dando come presupposto la presenza di pianeti abitabili e la presenza di una civiltà da qualche parte nello spazio).