dove regna turandot
Opera di Giacomo Puccini
Alcune arie famose...
Gira la cote!
Là sui monti dell'Est
I PERSONAGGI
Turandot, principessa (soprano) Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore) Timur, re tartaro spodestato (basso) Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore) Liú, giovane schiava, guida di Timur (soprano) Ping, Gran Cancelliere (baritono) Pang, Gran Provveditore (tenore) Pong, Gran Cuciniere (tenore) Un Mandarino (baritono) Il Principe di Persia (tenore) Il Boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa) Guardie imperiali, servi del boia, ragazzi, Sacerdoti, Mandarini, Dignitari, gli otto sapienti, ancelle di Turandot, soldati, portabandiera, Ombre dei morti, folla
LA STORIA IN BREVE
A Pechino la bella e crudele principessa Turandot sottopone alla terribile prova degli enigmi i suoi pretendenti e, poiché nessuno riesce a rispondere, li condanna tutti morte. Il principe Calaf rimane talmente affascinato da Turandot da voler tentare, a sua volta. la prova degli enigmi; i dignitari imperiali Ping, Pong e Pang lo sconsigliano vivamente dal compiere un’impresa così rischiosa; anche il padre Timur e la sua fedele schiava Liù lo supplicano di rinunciare, ma il principe non sente ragioni. Il giorno seguente Calaf riesce a risolvere tutti gli enigmi di Turandot. Non vuole, tuttavia, sposarla contro la sua volontà, perciò le offre una scappatoia: se lei riuscirà a indovinare il suo nome prima dell’alba, potrà condannarlo a morte. Turandot interroga anche Liù, ma la schiava, pur di non dire il nome del principe, che segretamente ama, si uccide con una spada. Calaf, rimasto solo con Turandot, le rimprovera questa morte e infine con un bacio riesce a sciogliere il suo cuore di ghiaccio. Davanti all’imperatore suo padre e alla folla esultante, Turandot dichiara che il nome dello straniero è ‘Amore’ e lo abbraccia.
Giacomo Puccini nacque a Lucca nel 1858, in una famiglia di antica tradizione musicale. Spinto dalla madre a seguire le orme dei familiari, Puccini, che era rimasto orfano di padre a sei anni, grazie all’aiuto di uno zio, poté frequentare il ginnasio e l’Istituto musicale di Lucca. Allievo di scarso entusiasmo, dimostrò ben presto la sua inclinazione per la musica teatrale (opera), inclinazione che si rafforzò dopo l’ascolto dell’Aida di Giuseppe Verdi a Pisa, dove Puccini si era recato a piedi pur di assistere alla rappresentazione.
Dopo il diploma in composizione (1880) si trasferì a Milano, diventando assiduo frequentatore dei teatri ed entrando in contatto con i più significativi esponenti della vita culturale cittadina. Fu proprio a Milano che Puccini si fece conoscere grazie all’esecuzione del Capriccio sinfonico (1883) e delle sue prime due opere: Le villi (1884), avvio di un duraturo legame con l’editore Ricordi, ed Edgar (1889).
L’ultima opera di Puccini, Turandot, ebbe una genesi travagliata, anche per la diffidenza con cui la giovane avanguardia musicale italiana guardava ormai il compositore toscano.
Allo spartito dell’opera mancava il finale dell’ultimo atto quando Puccini morì a Bruxelles, nel 1924, in seguito a un intervento chirurgico per un tumore alla gola. La parte mancante fu orchestrata da Franco Alfano, sulla base degli appunti lasciati da Puccini. Quando nel 1926 Arturo Toscanini diresse al Teatro alla Scala di Milano la prima dell’opera, sospese la rappresentazione proprio nel punto in cui Puccini aveva interrotto la composizione. Una nuova riscrittura del finale è stata proposta dal compositore Luciano Berio (2001).
Nessun dorma!
TURANDOT
DOVE REGNA TURANDOT
Alessia D'Amato
Created on July 20, 2023
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Transcript
dove regna turandot
Opera di Giacomo Puccini
Alcune arie famose...
Gira la cote!
Là sui monti dell'Est
I PERSONAGGI
Turandot, principessa (soprano) Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore) Timur, re tartaro spodestato (basso) Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore) Liú, giovane schiava, guida di Timur (soprano) Ping, Gran Cancelliere (baritono) Pang, Gran Provveditore (tenore) Pong, Gran Cuciniere (tenore) Un Mandarino (baritono) Il Principe di Persia (tenore) Il Boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa) Guardie imperiali, servi del boia, ragazzi, Sacerdoti, Mandarini, Dignitari, gli otto sapienti, ancelle di Turandot, soldati, portabandiera, Ombre dei morti, folla
LA STORIA IN BREVE
A Pechino la bella e crudele principessa Turandot sottopone alla terribile prova degli enigmi i suoi pretendenti e, poiché nessuno riesce a rispondere, li condanna tutti morte. Il principe Calaf rimane talmente affascinato da Turandot da voler tentare, a sua volta. la prova degli enigmi; i dignitari imperiali Ping, Pong e Pang lo sconsigliano vivamente dal compiere un’impresa così rischiosa; anche il padre Timur e la sua fedele schiava Liù lo supplicano di rinunciare, ma il principe non sente ragioni. Il giorno seguente Calaf riesce a risolvere tutti gli enigmi di Turandot. Non vuole, tuttavia, sposarla contro la sua volontà, perciò le offre una scappatoia: se lei riuscirà a indovinare il suo nome prima dell’alba, potrà condannarlo a morte. Turandot interroga anche Liù, ma la schiava, pur di non dire il nome del principe, che segretamente ama, si uccide con una spada. Calaf, rimasto solo con Turandot, le rimprovera questa morte e infine con un bacio riesce a sciogliere il suo cuore di ghiaccio. Davanti all’imperatore suo padre e alla folla esultante, Turandot dichiara che il nome dello straniero è ‘Amore’ e lo abbraccia.
Giacomo Puccini nacque a Lucca nel 1858, in una famiglia di antica tradizione musicale. Spinto dalla madre a seguire le orme dei familiari, Puccini, che era rimasto orfano di padre a sei anni, grazie all’aiuto di uno zio, poté frequentare il ginnasio e l’Istituto musicale di Lucca. Allievo di scarso entusiasmo, dimostrò ben presto la sua inclinazione per la musica teatrale (opera), inclinazione che si rafforzò dopo l’ascolto dell’Aida di Giuseppe Verdi a Pisa, dove Puccini si era recato a piedi pur di assistere alla rappresentazione. Dopo il diploma in composizione (1880) si trasferì a Milano, diventando assiduo frequentatore dei teatri ed entrando in contatto con i più significativi esponenti della vita culturale cittadina. Fu proprio a Milano che Puccini si fece conoscere grazie all’esecuzione del Capriccio sinfonico (1883) e delle sue prime due opere: Le villi (1884), avvio di un duraturo legame con l’editore Ricordi, ed Edgar (1889).
L’ultima opera di Puccini, Turandot, ebbe una genesi travagliata, anche per la diffidenza con cui la giovane avanguardia musicale italiana guardava ormai il compositore toscano. Allo spartito dell’opera mancava il finale dell’ultimo atto quando Puccini morì a Bruxelles, nel 1924, in seguito a un intervento chirurgico per un tumore alla gola. La parte mancante fu orchestrata da Franco Alfano, sulla base degli appunti lasciati da Puccini. Quando nel 1926 Arturo Toscanini diresse al Teatro alla Scala di Milano la prima dell’opera, sospese la rappresentazione proprio nel punto in cui Puccini aveva interrotto la composizione. Una nuova riscrittura del finale è stata proposta dal compositore Luciano Berio (2001).
Nessun dorma!
TURANDOT