Corso di Formazione di catechesi esperienziale
Con Te ! Amici
Tappa 1 - Tempo 3 La lotta contro il male
3. La lotta contro il male - Tappa 1 - Tempo 3 1. Tante strade, una sola da percorrere Tappa 1 - Tempo 2/3 2. La lotta contro il male - Battaglia finale contro Scar 3. La lotta contro il male - Batman si toglie la maschera per Catwoman 4. Preghiera, digiuno ed elemosina: gesti obbligati o "autentici" 5. Accompagnamento dei genitori 6. Giochi
Con Te! Amici - Tappa 1 : Rigenerati dal battesimo
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by Elvira e Consuelo
La lotta contro il male - Tappa 1 - tempo 3
Cosa vogliamo vivere
La presenza del male ostacola e rallenta il cammino di fede che ognuno compie nella propria
vita. Vogliamo accompagnare i ragazzi a comprendere, in modo pratico, ciò che avviene quando il peccato
compare nella loro vita e come la misericordia del Signore non si arresti davanti
al male, ma anzi favorisca la piena realizzazione del vero bene che abita il cuore delle persone.
Con il Battesimo diventiamo capaci di vivere da
figli e di lottare contro il male. La lotta solitamente è sinonimo di prepotenza e i
ragazzi sanno ciò che non si dovrebbe fare. Ma esiste anche una lotta positiva, quella che permette di crescere e di vincere le forze del male, le quali
cercano invece di trattenere e di rallentare il cammino del discepolo. Importante è l'ascolto dei ragazzi che, partendo dal loro vissuto, potranno riportare esempi sia di lotte negative sia di lotte positive, cioè di combattimenti contro un male
a favore di un bene.
Ed allora, eccoci pronti ad ascoltare le esperienze quotidiane che vivono i ragazzi per accompagnarli a comprendere:- che la lotta è positiva quando permette di crescere e di vincere le forze del male, le quali
cercano invece di trattenere e di rallentare il cammino del discepolo. - quali sono le conseguenze del male: il peccato
è una ferita per chi lo compie e per chi gli sta accanto. Esso ha dunque una dimensione non solo
personale, ma anche interpersonale e comunitaria. - che la Chiesa propone tre gesti penitenziali, come percorso di conversione: la preghiera, il digiuno, l’elemosina.
Topolino Qua la zampa 1941 (dall’inizio a 7’30’’)
https://www.youtube.com/watch?v=wlrgSs5YXbI
-
Che cos'è bene? Che cos'è male
(by Monica e Simona)
Ecco un video per introdurre l'incontro sulla lotta contro il male
by Consuelo
Tante strade, una sola da percorrere Tappa 1 - tempo 2/3
Per unire il tempo 2 al tempo 3, utilizzando ancora l'immagine della strada aperta da Gesù e che anche noi siamo invitati a percorrere, si potrebbe invitare i ragazzi ad osservare una piantina topografica (magari anche quella che rappresenta i paesi dove abitano) e ad individuare qual è la strada che si deve scegliere per arrivare a destinazione, senza perder tempo (per es., se da Cavaria si deve andare a Solbiate Arno, si farà vedere ai ragazzi una piantina di quei luoghi e si chiederà loro di individuare la strada provinciale, cioè la strada che, non deviando nè a destra nè a sinistra, porta a destinazione nel minor tempo possibile e senza sprechi).
"Ma, si dirà loro, se si dovesse sbagliare strada, che cosa si dovrebbe fare?"- Se si fosse presa una strada che si ricongiunge a quella che porta direttamente a destinazione, si dovrebbe proseguire sino a quando non si è di nuovo sulla strada da cui si è deviato, con spreco di tempo e di forze. - Se si fosse presa una strada chiusa, bisognerebbe fare un'inversione ad U e ritornare sulla strada da cui si è deviato, con spreco di tempo e di forze.
"Così succede, ragazzi, anche nel nostro cammino sulla via della salvezza e dell'amore tracciata da Gesù e su cui siamo invitati a camminare (vd. pagina 10 del sussidio).Quando, invece di fare il bene, facciamo il male, è come se deviassimo dalla strada principale, quella della salvezza e dell'amore. Per tornarvi, magari ci arrabbiamo (siamo tristi), impieghiamo più tempo (si rallenta il cammino) e, se qualcuno è con noi o ci sta aspettando, lo rendiamo triste (si fa soffrire ..)
Guardie e ladri: gioco a tema sulla lotta tra il bene e il male Tappa 1 - tempo 3
by Consuelo
Per introdurre o riprendere il messaggio della lotta tra il bene ed il male, oltre al gioco proposto dalla Diocesi (clicca ), si potrebbe proporre il gioco "GUARDIE E LADRI", un gioco che può essere giocato all'oratorio, ma può essere proposto anche in famiglia: è un gioco a cui certamente i genitori hanno giocato quando erano piccoli e che, quindi, conoscono!! Oppure, si potrebbero invitare genitori e figli a venire in oratorio una domenica pomeriggio e proporre loro di giocarvi?
La lotta contro il male
Battaglia finale contro Scar
Topolino Qua la zampa 1941 (dall’inizio a 7’30’’)
https://www.youtube.com/watch?v=wlrgSs5YXbI
-
La lotta contro il male
Batman si toglie la maschera per Catwoman - (dall’inizio fino a 1’39’’)
Preghiera, digiuno ed elemosina Tappa 1 - tempo 3
by Consuelo
Preghiera, digiuno ed elemosina : Tappa 1 - tempo 3
Il sussidio, nella pag. 11, presenta tre gesti penitenziali che la
Chiesa propone come percorso di conversione, di lotta contro il male - la preghiera, il digiuno e l’elemosina - e chiede di invitare i ragazzi ad attualizzarli, a viverli.Ma, quante volte ci sarà già capitato di proporre, soprattutto durante i tempi forti dell'Avvento e della Quaresima, questi gesti, inventandoci animazioni sempre nuove, per poi arrivare alla considerazione che, sicuramente - visto l'atteggiamento superficiale dei ragazzi (non trovo più il salvadanaio, ho perso il foglio della preghiera in famiglia, mi sono dimenticato di portare gli alimenti per i bisognosi, non ho tempo di venire in oratorio per aiutare a realizzare il mercatino della solidarietà, ...) nulla è rimasto nel loro cuore e che i gesti che hanno compiuto - sempre che li abbiano compiuti - sono stati gesti "obbligati"!!! "Bisogna cambiare registro - ci siamo detti - bisogna far comprendere ai ragazzi - ma non solo ad essi, ma anche ai loro genitori, che qualsiasi gesto, senza amore, non ha alcun valore, non produce nulla, non lascia nulla ..... è un GESTO VUOTO!!!" Ma, allora, come fare, cosa fare, quali esperienze proporre per far sì che questi gesti siano "autentici" e siano davvero espressione di quanto c'è nel loro cuore?
Quanto e cosa "entra" nel nostro cuore?
Si potrebbe proporre questa esperienza:
Primo momento
Prepariamo una bacinella di acqua "sporcata" con fango e vari tipi di carta o di tessuto o di altro materiale (carta igienica, carta scottex, carta di giornale, stracci, stoffa jeans oppure di cotone, di velluto, di ..., carta da stampante, carta da forno, pellicola, alluminio da cucina, nylon del sacco dell’immondizia, ....) ed invitiamo i ragazzi ad immergerli nel liquido per 3 minuti. Al termine del tempo, diremo loro di tirarli fuori dalla bacinella e di stenderli sul tavolo.
Chiederemo loro: "Cosa è successo con i diversi tipi di carta?" Dopo averli ascoltati, tireremo le fila: "La BACINELLA è il mondo in cui viviamo; l'ACQUA SPORCA è il male che c'è nel mondo, ma è anche tutto ciò che ci impedisce di fare il bene, di vivere amando, di vivere seguendo l'esempio di Gesù. E poi, ci sono diversi TIPI DI MATERIALE che abbiamo immerso nell'acqua: quelli siamo noi!!! Ragazzi, vedete che alcuni assorbono l'acqua a tal punto da perdere la propria consistenza? Quei materiali potremmo essere noi, quando lasciamo entrare nel cuore e nella vita alcune cose/eventi che viviamo; se diventiamo dipendenti di una cosa, questa alla fine ci fa perdere la nostra consistenza, siamo sempre meno “noi”…
Secondo momento
"Ora, proviamo a capire che cosa c'entra questo esperimento con il digiuno, l'elemosina e la preghiera".
DIGIUNO
Vedete, ragazzi, “DIGIUNARE” significa togliere spazio a ciò che ci riempie, ma ci impedisce di essere in relazione con i fratelli, così da poter far entrare nel cuore anche chi ci è vicino, perché riusciamo a dedicare a loro il tempo e le energie, che prima erano impiegate diversamente. In altre parole, possiamo impegnarci a rinunciare a tutte quelle cose - videogiochi, televisione, cellulare, computer, ... che riempiono le nostre giornate e dedicare il tempo che così abbiamo a disposizione per andare a trovare i nonni oppure per far visita ad una persona sola, ad un vicino di casa, oppure ancora per aiutare papà e mamma in casa o un compagno di scuola, ...
ELEMOSINA
Vedete, ragazzi, fare elemosina non deve portarvi a pensare solo al denaro, come se qualche soldo dato, magari anche con disattenzione, a qualche povero che si trova per strada, fosse davvero elemosina!!! L'elemosina è ben altro: è essere vicini a chi è in difficoltà, a chi è nel bisogno e non ha nessuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto, ai malati, agli anziani, E poi, si può essere vicino a qualcuno in molti modi!!! Si può essere vicini anche solo con una telefonata, con un saluto ad un vicino di casa, chiedendo come sta. In ogni gesto di elemosina che si compie, ci deve essere amore, attenzione verso l'altro, gentilezza, interesse, ... perchè elemosina vuol dire CARITA'!!!
PREGHIERA
La preghiera è fatta anche con le parole di ognuno. E' preghiera quando diciamo a Gesù quello che abbiamo nel cuore, non perché tutto possa realizzarsi come vogliamo noi, ma perché Lui ci aiuti a capire il bene nelle situazioni, ci aiuti a sceglierlo e a viverlo. La preghiera è che, davvero, si possa trovare spazio, nel cuore, per relazioni sempre più vere. Pregare vuol dire dedicare del tempo a Gesù, che desidera stare con noi e donarci ogni bene. Cerchiamo di trovare tempo per pregare, magari dedicandovi quello che abbiamo risparmiato "digiunando" ...
La "prova del nove"
Prepariamo una bacinella di acqua rossa e riprendiamo i vari tipi di carta o di tessuto o di altro materiale che abbiamo utilizzato nel primo esperimento. Dopo aver detto ai ragazzi che, come nel primo esperimento, la bacinella rappresenta il mondo, l'acqua rossa l'amore di Gesù e i vari tipi di materiale noi, li invitiamo a sceglierne uno, tenendo conto della sua capacità di assorbimento e poi ad immergerli nuovamente nel liquido per 3 minuti. Come durante il primo esperimento, al termine del tempo, diremo loro di tirarli fuori dalla bacinella e di stenderli sul tavolo.
Dopo averli ascoltati, tireremo le fila: "Vedete, ragazzi, - diremo loro - come durante il primo esperimento, alcuni materiali hanno assorbito l'acqua sin tanto da sformarsi completamente, altri sono rimasti impermeabili ed altri ancora hanno assorbito l'acqua senza però deformasi, così possiamo essere noi nei confronti dell'amore, nei confronti di Gesù. Il nostro cuore può rimanere "impermeabile" e non lasciar penetrare al suo interno l'amore, oppure lo può assorbire sino a "conformarsi" a quello di Gesù. Se rimaniamo impermeabili al male e assorbiamo il bene e l'amore, tutti i gesti che noi compiremo saranno autentici, saranno veri, saranno segno di una vita alla sequela di Gesù. Ed allora, davvero potremo dire di camminare lungo la strada dell'amore, che Egli percorse per primo, uscendo dal fiume Giordano".
In famiglia ...
Avendo ormai fatto esperienza del fatto che, se nel cammino di fede dei figli non sono coinvolti i genitori, tutto ciò che annunciamo ai figli difficilmente porta frutti duraturi ed aiuta a costruire un cuore pronto ad amare, si potrebbe pensare di proporre questa esperienza - come tante altre prima e dopo di questa - IN FAMIGLIA ... Se desiderate provare, se avete piacere, contattatemi così potremo scegliere insieme i passi migliori da fare!!! Consuelo : consu.brach@gmail.com
Accompagnamento dei genitori
E se desiderate conoscere l'esperienza vissuta in un gruppo di catechesi, cliccate sul bottone qui sotto
Il racconto nella catechesi
Un racconto è come un grande bosco, come quelli delle fiabe: attrae e spaventa un pochino, è buio ma si vede che là in fondo c’è luce calda, c’è un fuoco buono. E’ buio e però non è muto, perché chiama per nome ogni bimbo. Ed ogni adulto che accetta di diventarlo. Chiama ognuno con voce buona e rassicurante. Si sa da subito, si sa da sempre, che non c’è da dubitarne, che ci si può fidare.
Un racconto è come il bosco: chiama sottovoce, e ci si entra volentieri. Se non si ha fretta e ci si lascia accogliere, vien voglia di cominciare a passeggiarci dentro. Passeggiare e respirare dentro il racconto. Passeggiare, respirare, aprirsi ad ascoltare, a guardare. Ad ascoltare con gli occhi, a guardare con il respiro, a camminare a piene mani. Se il racconto è di quelli che valgono, se è uno di quelli che assomigliano ai boschi più buoni, ai boschi che sussurrano gloria, allora è un cammino che nutre.
Anche il Vangelo, anche tutta la Bibbia, è un racconto. E’ una foresta, la Bibbia. I Vangeli sono valli e colline, immerse in un bosco antico. Ci sono tanti sentieri. Ci si può anche perdere ma non è un problema, è una gioia. Non è un bosco che divora, è un bosco che accompagna.
I sentieri sono le domande che vengono fuori dal racconto. Per accompagnare i bimbi (anche il bimbo che c’è in me) è indispensabile ascoltare le domande che il racconto fa emergere nel cuore di chi ci passeggia dentro. “Che cos’è? Come si chiama? Da quando è così? Cos’è successo qui? Ma dove sono? Perché c’è questo? Io ti conosco … come faccio a conoscerti?”
Ecco: uno dei modi possibili per passeggiare in un racconto, anche evangelico, è quello di ascoltarne la voce attraverso le domande che sento venir fuori dal profondo di me (da "NOTE SULLA LETTURA DELLA PAROLA DI DIO CON I BAMBINI" - don Paolo Alliata)
Raccontare è bello!!!
E’ bello raccontare. E’ tanto bello sentir raccontare, ma è straordinario anche raccontare. Il racconto è una chiave d’accesso straordinaria alle cose profonde della vita, vero? Mi capita di sostare con molta fierezza e gratitudine su questo fatto: che noi siamo discepoli di un Maestro che amava inventare e raccontare storie. C’è davvero da esserne fieri: il nostro Maestro è un uomo che sa e ama raccontare. Quindi è un grande uomo.
E a loro volta coloro che hanno conosciuto Gesù e hanno voluto tener viva la memoria di lui nel corso del tempo, hanno parlato di lui nella forma del racconto. Avrebbero mai potuto fare altrimenti? I Vangeli sono stesi nella forma del racconto, qualunque altra scelta sarebbe stata troppo parziale … noi chiediamo a chi l’ha conosciuto di persona di raccontarci ciò che ha detto e fatto, ciò che loro hanno compreso di lui, dei suoi gesti e delle sue parole.
Il Vangelo, la notizia che dà gioia, è Gesù stesso, per cui ciò di cui abbiamo bisogno è che i suoi primi discepoli ci raccontino di lui! E questo, naturalmente, è il compito primario di ogni discepolo di Gesù, in ogni tempo: raccontare di lui.
E questo è il motivo per cui mi piace tanto raccontare il Vangelo, e più in generale la Bibbia. Prendere per mano i bambini e farli entrare nel vivo del racconto: la meraviglia, il divertimento, la drammaticità di alcuni passaggi, la gioia di sentirsi e vedersi raccontare una storia che parla in profondità… se questi semi cadono nel terreno del cuore – un’immagine cara a Gesù – e mettono silenziosamente radici negli anni, c’è ragione di sperare che il tempo del raccolto non tarderà a venire… e sarà per loro come trovarsi nella bisaccia pane del Cielo per il lungo cammino … (da "Le storie della Bibbia - la Bibbia a teatro - di don Paolo Alliata)
Raccontare in famiglia ...Genitori e Nonni ... splendidi narratori!!!
Gesù era un vero Maestro della narrazione: quanti racconti, quante storie, quante parabole ha narrato per parlare delle "cose di Dio"!!! E noi, guardando a Lui, possiamo imparare quest'arte, ma i veri maestri sono i genitori!!!Il cammino che compiamo nelle nostre Comunità ci dice che il sostegno, l’accompagnamento, la testimonianza dei genitori - e dei nonni - è essenziale ed indispensabile affinchè i figli/nipoti possano introdursi e perseverare nella vita cristiana. Ed allora, perchè non coinvolgerli attivamente nella meravigliosa avventura della trasmissione della fede ai piccoli, affidando alla loro voce dei racconti che parlano delle "cose di Dio"? Direi proprio che vale la pena provarci!!! Ed allora, ecco un racconto, scritto ed illustrato da Nonno Giovanni per i suoi nipotini, che fa proprio al caso nostro : Giovannino e la bacchetta magica Per informazioni ed approfondimenti, contattatemi : Consuelo : consu.brach@gmail.com
Giochi e attività
per stare insieme in famiglia e divertirsi un po' ...
Puzzle
Scopri chi sono
Cruciverba
Labirinto
Momory
Acronimi
Trova le parole
Guardie e ladri
Il labirinto
by Massimo
Il Puzzle
by Consuelo
Il Cruciverba
by Consuelo
Il Memory
by Consuelo
Gli Acronimi
by Consuelo
L'acronimo è un nome formato unendo le lettere o sillabe iniziali di più parole, come molti nomi di enti, società, organizzazioni, ditte, prodotti commerciali (ASL, CGIL, FIAT, ecc.).Vorremmo proporVi di fare un gioco, utilizzando la modalità dell'acronimo!! Cosa ne dite? Ecco come fare: Vi consegneremo la/le "parola/e chiave" della tappa che stiamo vivendo e Voi, per ogni lettera dovrete provare a scrivere una parola che abbia come lettera iniziale quella su cui scriverete la parola scelta e che esprimano qualche cosa riguardo alla storia narrata o al brano di Vangelo a cui si riferisce la parola chiave.
Ecco un esempio: La parola "PAROLA" è contenuta nel brano di Vangelo della chiamata di Pietro ("sulla Tua parola getterò le reti"). Scrivete una parola per ogni lettera che abbia ache fare con il brano di Vangelo della chiamata di Pietro ...P PIETRO A ABBANDONARE R RETI O OGNI COSA L LASCIARE A ANDARE Ora, provate a comporre una frase che esprima il messaggio relativo al brano di Vangelo: PIETRO E I SUOI COMPAGNI ABBANDONARONO LE RETI, LASCIARONO OGNI COSA E ANDARONO DIETRO A GESU'. Cosa ne dite di provare, magari insieme a Mamma e Papà? Cliccate qui
Trova le parole
by Consuelo
Guardie e ladri
by Consuelo
Per introdurre o riprendere il messaggio della lotta tra il bene ed il male, si potrebbe proporre il gioco GUARDIE E LADRI, un gioco che può essere giocato all'oratorio, ma può essere proposto anche in famiglia: è un gioco a cui certamente i genitori hanno giocato quando erano piccoli e che, quindi, conoscono!! Cosa ne dite di invitare genitori e figli a venire in oratorio una domenica pomeriggio e proporre loro di giocarvi?
Regole
Guardie e ladri è un gioco classico per bambini, da fare in tanti quando si è all'aperto. I giocatori si
dividono in due squadre, le guardie e i ladri, con lo stesso numero di componenti, poi individuano, con una striscia per terra o con altri riferimenti, una zona che sarà la prigione.
A questo punto si stabilisce il tempo che avranno i ladri per scappare prima che le guardie
possano inseguirli per catturarli. I ladri che vengono raggiunti dalle guardie e toccati con la
mano, vengono portati in prigione; i ladri non ancora catturati cercheranno di liberarli toccandoli
dall'esterno della prigione senza essere a loro volta catturati dalle guardie.
Le guardie vincono il gioco se riescono a catturare tutti i ladri nel tempo che si è stabilito prima
dell'inizio del gioco; se ci sono invece ancora ladri liberi o se le guardie rinunciano, la vittoria andrà
ai ladri.
Scopri chi sono
by Consuelo e Massimo
Un gioco divertente per conoscere ancora meglio Gesù e i suoi amici ...
Come poter aiutare i bambini ed i ragazzi ad "immedesimarsi" sempre più nei personaggi che hanno incontrato o incontrano durante il loro cammino di catechesi? Come entusiasmarli ad approfondire il rapporto che esisteva fra i discepoli ed il Maestro? Come accompagnarli a scoprire che Gesù desidera realmente far parte della loro vita,
così come ne è stato parte di quella dei suoi discepoli?
Ecco un "gioco" che potrebbe fare al "caso nostro"!!!
Un gioco divertente che si può proporre durante un incontro di catechismo o che, se si preferisce, si può affidare alle famiglie o che può diventare un "torneo" da proporre e giocare in oratorio!!!
I bambini ed i ragazzi potranno assaporare la bellezza di "stare" insieme a Gesù
giocando e divertendosi!!!
Le "regole" del gioco sono all'interno di ogni slide.
Potrete sbizzarrirVi nell'applicarle, modificandole/integrandole/ampliandole come meglio credete!!!
Potrete giocare sin dall'inizio dell'anno: così facendo i bambini/ragazzi (e i genitori insieme a loro) cominceranno a conoscere i personaggi che incontreranno durante il cammino.
Se utilizzerete questo gioco al termine dell'anno di catechesi, potrete "verificare" il cammino fatto da ogni bambino!! Potrete anche utilizzarlo per il dialogo di fine anno!!!
Scopri chi sono
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LA LOTTA CONTRO IL MALE - TAPPA 1 - TEMPO 3 - CON TE! AMICI
Consuelo Maria Brach
Created on July 19, 2023
Con Te! Amici - Diocesi di Milano - Corso di Formazione - Decanato di Gallarate
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Corso di Formazione di catechesi esperienziale
Con Te ! Amici
Tappa 1 - Tempo 3 La lotta contro il male
3. La lotta contro il male - Tappa 1 - Tempo 3 1. Tante strade, una sola da percorrere Tappa 1 - Tempo 2/3 2. La lotta contro il male - Battaglia finale contro Scar 3. La lotta contro il male - Batman si toglie la maschera per Catwoman 4. Preghiera, digiuno ed elemosina: gesti obbligati o "autentici" 5. Accompagnamento dei genitori 6. Giochi
Con Te! Amici - Tappa 1 : Rigenerati dal battesimo
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by Elvira e Consuelo
La lotta contro il male - Tappa 1 - tempo 3
Cosa vogliamo vivere
La presenza del male ostacola e rallenta il cammino di fede che ognuno compie nella propria vita. Vogliamo accompagnare i ragazzi a comprendere, in modo pratico, ciò che avviene quando il peccato compare nella loro vita e come la misericordia del Signore non si arresti davanti al male, ma anzi favorisca la piena realizzazione del vero bene che abita il cuore delle persone.
Con il Battesimo diventiamo capaci di vivere da figli e di lottare contro il male. La lotta solitamente è sinonimo di prepotenza e i ragazzi sanno ciò che non si dovrebbe fare. Ma esiste anche una lotta positiva, quella che permette di crescere e di vincere le forze del male, le quali cercano invece di trattenere e di rallentare il cammino del discepolo. Importante è l'ascolto dei ragazzi che, partendo dal loro vissuto, potranno riportare esempi sia di lotte negative sia di lotte positive, cioè di combattimenti contro un male a favore di un bene.
Ed allora, eccoci pronti ad ascoltare le esperienze quotidiane che vivono i ragazzi per accompagnarli a comprendere:- che la lotta è positiva quando permette di crescere e di vincere le forze del male, le quali cercano invece di trattenere e di rallentare il cammino del discepolo. - quali sono le conseguenze del male: il peccato è una ferita per chi lo compie e per chi gli sta accanto. Esso ha dunque una dimensione non solo personale, ma anche interpersonale e comunitaria. - che la Chiesa propone tre gesti penitenziali, come percorso di conversione: la preghiera, il digiuno, l’elemosina.
Topolino Qua la zampa 1941 (dall’inizio a 7’30’’) https://www.youtube.com/watch?v=wlrgSs5YXbI -
Che cos'è bene? Che cos'è male
(by Monica e Simona)
Ecco un video per introdurre l'incontro sulla lotta contro il male
by Consuelo
Tante strade, una sola da percorrere Tappa 1 - tempo 2/3
Per unire il tempo 2 al tempo 3, utilizzando ancora l'immagine della strada aperta da Gesù e che anche noi siamo invitati a percorrere, si potrebbe invitare i ragazzi ad osservare una piantina topografica (magari anche quella che rappresenta i paesi dove abitano) e ad individuare qual è la strada che si deve scegliere per arrivare a destinazione, senza perder tempo (per es., se da Cavaria si deve andare a Solbiate Arno, si farà vedere ai ragazzi una piantina di quei luoghi e si chiederà loro di individuare la strada provinciale, cioè la strada che, non deviando nè a destra nè a sinistra, porta a destinazione nel minor tempo possibile e senza sprechi).
"Ma, si dirà loro, se si dovesse sbagliare strada, che cosa si dovrebbe fare?"- Se si fosse presa una strada che si ricongiunge a quella che porta direttamente a destinazione, si dovrebbe proseguire sino a quando non si è di nuovo sulla strada da cui si è deviato, con spreco di tempo e di forze. - Se si fosse presa una strada chiusa, bisognerebbe fare un'inversione ad U e ritornare sulla strada da cui si è deviato, con spreco di tempo e di forze.
"Così succede, ragazzi, anche nel nostro cammino sulla via della salvezza e dell'amore tracciata da Gesù e su cui siamo invitati a camminare (vd. pagina 10 del sussidio).Quando, invece di fare il bene, facciamo il male, è come se deviassimo dalla strada principale, quella della salvezza e dell'amore. Per tornarvi, magari ci arrabbiamo (siamo tristi), impieghiamo più tempo (si rallenta il cammino) e, se qualcuno è con noi o ci sta aspettando, lo rendiamo triste (si fa soffrire ..)
Guardie e ladri: gioco a tema sulla lotta tra il bene e il male Tappa 1 - tempo 3
by Consuelo
Per introdurre o riprendere il messaggio della lotta tra il bene ed il male, oltre al gioco proposto dalla Diocesi (clicca ), si potrebbe proporre il gioco "GUARDIE E LADRI", un gioco che può essere giocato all'oratorio, ma può essere proposto anche in famiglia: è un gioco a cui certamente i genitori hanno giocato quando erano piccoli e che, quindi, conoscono!! Oppure, si potrebbero invitare genitori e figli a venire in oratorio una domenica pomeriggio e proporre loro di giocarvi?
La lotta contro il male
Battaglia finale contro Scar
Topolino Qua la zampa 1941 (dall’inizio a 7’30’’) https://www.youtube.com/watch?v=wlrgSs5YXbI -
La lotta contro il male
Batman si toglie la maschera per Catwoman - (dall’inizio fino a 1’39’’)
Preghiera, digiuno ed elemosina Tappa 1 - tempo 3
by Consuelo
Preghiera, digiuno ed elemosina : Tappa 1 - tempo 3
Il sussidio, nella pag. 11, presenta tre gesti penitenziali che la Chiesa propone come percorso di conversione, di lotta contro il male - la preghiera, il digiuno e l’elemosina - e chiede di invitare i ragazzi ad attualizzarli, a viverli.Ma, quante volte ci sarà già capitato di proporre, soprattutto durante i tempi forti dell'Avvento e della Quaresima, questi gesti, inventandoci animazioni sempre nuove, per poi arrivare alla considerazione che, sicuramente - visto l'atteggiamento superficiale dei ragazzi (non trovo più il salvadanaio, ho perso il foglio della preghiera in famiglia, mi sono dimenticato di portare gli alimenti per i bisognosi, non ho tempo di venire in oratorio per aiutare a realizzare il mercatino della solidarietà, ...) nulla è rimasto nel loro cuore e che i gesti che hanno compiuto - sempre che li abbiano compiuti - sono stati gesti "obbligati"!!! "Bisogna cambiare registro - ci siamo detti - bisogna far comprendere ai ragazzi - ma non solo ad essi, ma anche ai loro genitori, che qualsiasi gesto, senza amore, non ha alcun valore, non produce nulla, non lascia nulla ..... è un GESTO VUOTO!!!" Ma, allora, come fare, cosa fare, quali esperienze proporre per far sì che questi gesti siano "autentici" e siano davvero espressione di quanto c'è nel loro cuore?
Quanto e cosa "entra" nel nostro cuore?
Si potrebbe proporre questa esperienza:
Primo momento
Prepariamo una bacinella di acqua "sporcata" con fango e vari tipi di carta o di tessuto o di altro materiale (carta igienica, carta scottex, carta di giornale, stracci, stoffa jeans oppure di cotone, di velluto, di ..., carta da stampante, carta da forno, pellicola, alluminio da cucina, nylon del sacco dell’immondizia, ....) ed invitiamo i ragazzi ad immergerli nel liquido per 3 minuti. Al termine del tempo, diremo loro di tirarli fuori dalla bacinella e di stenderli sul tavolo.
Chiederemo loro: "Cosa è successo con i diversi tipi di carta?" Dopo averli ascoltati, tireremo le fila: "La BACINELLA è il mondo in cui viviamo; l'ACQUA SPORCA è il male che c'è nel mondo, ma è anche tutto ciò che ci impedisce di fare il bene, di vivere amando, di vivere seguendo l'esempio di Gesù. E poi, ci sono diversi TIPI DI MATERIALE che abbiamo immerso nell'acqua: quelli siamo noi!!! Ragazzi, vedete che alcuni assorbono l'acqua a tal punto da perdere la propria consistenza? Quei materiali potremmo essere noi, quando lasciamo entrare nel cuore e nella vita alcune cose/eventi che viviamo; se diventiamo dipendenti di una cosa, questa alla fine ci fa perdere la nostra consistenza, siamo sempre meno “noi”…
Secondo momento
"Ora, proviamo a capire che cosa c'entra questo esperimento con il digiuno, l'elemosina e la preghiera".
DIGIUNO
Vedete, ragazzi, “DIGIUNARE” significa togliere spazio a ciò che ci riempie, ma ci impedisce di essere in relazione con i fratelli, così da poter far entrare nel cuore anche chi ci è vicino, perché riusciamo a dedicare a loro il tempo e le energie, che prima erano impiegate diversamente. In altre parole, possiamo impegnarci a rinunciare a tutte quelle cose - videogiochi, televisione, cellulare, computer, ... che riempiono le nostre giornate e dedicare il tempo che così abbiamo a disposizione per andare a trovare i nonni oppure per far visita ad una persona sola, ad un vicino di casa, oppure ancora per aiutare papà e mamma in casa o un compagno di scuola, ...
ELEMOSINA
Vedete, ragazzi, fare elemosina non deve portarvi a pensare solo al denaro, come se qualche soldo dato, magari anche con disattenzione, a qualche povero che si trova per strada, fosse davvero elemosina!!! L'elemosina è ben altro: è essere vicini a chi è in difficoltà, a chi è nel bisogno e non ha nessuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto, ai malati, agli anziani, E poi, si può essere vicino a qualcuno in molti modi!!! Si può essere vicini anche solo con una telefonata, con un saluto ad un vicino di casa, chiedendo come sta. In ogni gesto di elemosina che si compie, ci deve essere amore, attenzione verso l'altro, gentilezza, interesse, ... perchè elemosina vuol dire CARITA'!!!
PREGHIERA
La preghiera è fatta anche con le parole di ognuno. E' preghiera quando diciamo a Gesù quello che abbiamo nel cuore, non perché tutto possa realizzarsi come vogliamo noi, ma perché Lui ci aiuti a capire il bene nelle situazioni, ci aiuti a sceglierlo e a viverlo. La preghiera è che, davvero, si possa trovare spazio, nel cuore, per relazioni sempre più vere. Pregare vuol dire dedicare del tempo a Gesù, che desidera stare con noi e donarci ogni bene. Cerchiamo di trovare tempo per pregare, magari dedicandovi quello che abbiamo risparmiato "digiunando" ...
La "prova del nove"
Prepariamo una bacinella di acqua rossa e riprendiamo i vari tipi di carta o di tessuto o di altro materiale che abbiamo utilizzato nel primo esperimento. Dopo aver detto ai ragazzi che, come nel primo esperimento, la bacinella rappresenta il mondo, l'acqua rossa l'amore di Gesù e i vari tipi di materiale noi, li invitiamo a sceglierne uno, tenendo conto della sua capacità di assorbimento e poi ad immergerli nuovamente nel liquido per 3 minuti. Come durante il primo esperimento, al termine del tempo, diremo loro di tirarli fuori dalla bacinella e di stenderli sul tavolo.
Dopo averli ascoltati, tireremo le fila: "Vedete, ragazzi, - diremo loro - come durante il primo esperimento, alcuni materiali hanno assorbito l'acqua sin tanto da sformarsi completamente, altri sono rimasti impermeabili ed altri ancora hanno assorbito l'acqua senza però deformasi, così possiamo essere noi nei confronti dell'amore, nei confronti di Gesù. Il nostro cuore può rimanere "impermeabile" e non lasciar penetrare al suo interno l'amore, oppure lo può assorbire sino a "conformarsi" a quello di Gesù. Se rimaniamo impermeabili al male e assorbiamo il bene e l'amore, tutti i gesti che noi compiremo saranno autentici, saranno veri, saranno segno di una vita alla sequela di Gesù. Ed allora, davvero potremo dire di camminare lungo la strada dell'amore, che Egli percorse per primo, uscendo dal fiume Giordano".
In famiglia ...
Avendo ormai fatto esperienza del fatto che, se nel cammino di fede dei figli non sono coinvolti i genitori, tutto ciò che annunciamo ai figli difficilmente porta frutti duraturi ed aiuta a costruire un cuore pronto ad amare, si potrebbe pensare di proporre questa esperienza - come tante altre prima e dopo di questa - IN FAMIGLIA ... Se desiderate provare, se avete piacere, contattatemi così potremo scegliere insieme i passi migliori da fare!!! Consuelo : consu.brach@gmail.com
Accompagnamento dei genitori
E se desiderate conoscere l'esperienza vissuta in un gruppo di catechesi, cliccate sul bottone qui sotto
Il racconto nella catechesi
Un racconto è come un grande bosco, come quelli delle fiabe: attrae e spaventa un pochino, è buio ma si vede che là in fondo c’è luce calda, c’è un fuoco buono. E’ buio e però non è muto, perché chiama per nome ogni bimbo. Ed ogni adulto che accetta di diventarlo. Chiama ognuno con voce buona e rassicurante. Si sa da subito, si sa da sempre, che non c’è da dubitarne, che ci si può fidare. Un racconto è come il bosco: chiama sottovoce, e ci si entra volentieri. Se non si ha fretta e ci si lascia accogliere, vien voglia di cominciare a passeggiarci dentro. Passeggiare e respirare dentro il racconto. Passeggiare, respirare, aprirsi ad ascoltare, a guardare. Ad ascoltare con gli occhi, a guardare con il respiro, a camminare a piene mani. Se il racconto è di quelli che valgono, se è uno di quelli che assomigliano ai boschi più buoni, ai boschi che sussurrano gloria, allora è un cammino che nutre.
Anche il Vangelo, anche tutta la Bibbia, è un racconto. E’ una foresta, la Bibbia. I Vangeli sono valli e colline, immerse in un bosco antico. Ci sono tanti sentieri. Ci si può anche perdere ma non è un problema, è una gioia. Non è un bosco che divora, è un bosco che accompagna. I sentieri sono le domande che vengono fuori dal racconto. Per accompagnare i bimbi (anche il bimbo che c’è in me) è indispensabile ascoltare le domande che il racconto fa emergere nel cuore di chi ci passeggia dentro. “Che cos’è? Come si chiama? Da quando è così? Cos’è successo qui? Ma dove sono? Perché c’è questo? Io ti conosco … come faccio a conoscerti?” Ecco: uno dei modi possibili per passeggiare in un racconto, anche evangelico, è quello di ascoltarne la voce attraverso le domande che sento venir fuori dal profondo di me (da "NOTE SULLA LETTURA DELLA PAROLA DI DIO CON I BAMBINI" - don Paolo Alliata)
Raccontare è bello!!!
E’ bello raccontare. E’ tanto bello sentir raccontare, ma è straordinario anche raccontare. Il racconto è una chiave d’accesso straordinaria alle cose profonde della vita, vero? Mi capita di sostare con molta fierezza e gratitudine su questo fatto: che noi siamo discepoli di un Maestro che amava inventare e raccontare storie. C’è davvero da esserne fieri: il nostro Maestro è un uomo che sa e ama raccontare. Quindi è un grande uomo. E a loro volta coloro che hanno conosciuto Gesù e hanno voluto tener viva la memoria di lui nel corso del tempo, hanno parlato di lui nella forma del racconto. Avrebbero mai potuto fare altrimenti? I Vangeli sono stesi nella forma del racconto, qualunque altra scelta sarebbe stata troppo parziale … noi chiediamo a chi l’ha conosciuto di persona di raccontarci ciò che ha detto e fatto, ciò che loro hanno compreso di lui, dei suoi gesti e delle sue parole.
Il Vangelo, la notizia che dà gioia, è Gesù stesso, per cui ciò di cui abbiamo bisogno è che i suoi primi discepoli ci raccontino di lui! E questo, naturalmente, è il compito primario di ogni discepolo di Gesù, in ogni tempo: raccontare di lui. E questo è il motivo per cui mi piace tanto raccontare il Vangelo, e più in generale la Bibbia. Prendere per mano i bambini e farli entrare nel vivo del racconto: la meraviglia, il divertimento, la drammaticità di alcuni passaggi, la gioia di sentirsi e vedersi raccontare una storia che parla in profondità… se questi semi cadono nel terreno del cuore – un’immagine cara a Gesù – e mettono silenziosamente radici negli anni, c’è ragione di sperare che il tempo del raccolto non tarderà a venire… e sarà per loro come trovarsi nella bisaccia pane del Cielo per il lungo cammino … (da "Le storie della Bibbia - la Bibbia a teatro - di don Paolo Alliata)
Raccontare in famiglia ...Genitori e Nonni ... splendidi narratori!!!
Gesù era un vero Maestro della narrazione: quanti racconti, quante storie, quante parabole ha narrato per parlare delle "cose di Dio"!!! E noi, guardando a Lui, possiamo imparare quest'arte, ma i veri maestri sono i genitori!!!Il cammino che compiamo nelle nostre Comunità ci dice che il sostegno, l’accompagnamento, la testimonianza dei genitori - e dei nonni - è essenziale ed indispensabile affinchè i figli/nipoti possano introdursi e perseverare nella vita cristiana. Ed allora, perchè non coinvolgerli attivamente nella meravigliosa avventura della trasmissione della fede ai piccoli, affidando alla loro voce dei racconti che parlano delle "cose di Dio"? Direi proprio che vale la pena provarci!!! Ed allora, ecco un racconto, scritto ed illustrato da Nonno Giovanni per i suoi nipotini, che fa proprio al caso nostro : Giovannino e la bacchetta magica Per informazioni ed approfondimenti, contattatemi : Consuelo : consu.brach@gmail.com
Giochi e attività
per stare insieme in famiglia e divertirsi un po' ...
Puzzle
Scopri chi sono
Cruciverba
Labirinto
Momory
Acronimi
Trova le parole
Guardie e ladri
Il labirinto
by Massimo
Il Puzzle
by Consuelo
Il Cruciverba
by Consuelo
Il Memory
by Consuelo
Gli Acronimi
by Consuelo
L'acronimo è un nome formato unendo le lettere o sillabe iniziali di più parole, come molti nomi di enti, società, organizzazioni, ditte, prodotti commerciali (ASL, CGIL, FIAT, ecc.).Vorremmo proporVi di fare un gioco, utilizzando la modalità dell'acronimo!! Cosa ne dite? Ecco come fare: Vi consegneremo la/le "parola/e chiave" della tappa che stiamo vivendo e Voi, per ogni lettera dovrete provare a scrivere una parola che abbia come lettera iniziale quella su cui scriverete la parola scelta e che esprimano qualche cosa riguardo alla storia narrata o al brano di Vangelo a cui si riferisce la parola chiave.
Ecco un esempio: La parola "PAROLA" è contenuta nel brano di Vangelo della chiamata di Pietro ("sulla Tua parola getterò le reti"). Scrivete una parola per ogni lettera che abbia ache fare con il brano di Vangelo della chiamata di Pietro ...P PIETRO A ABBANDONARE R RETI O OGNI COSA L LASCIARE A ANDARE Ora, provate a comporre una frase che esprima il messaggio relativo al brano di Vangelo: PIETRO E I SUOI COMPAGNI ABBANDONARONO LE RETI, LASCIARONO OGNI COSA E ANDARONO DIETRO A GESU'. Cosa ne dite di provare, magari insieme a Mamma e Papà? Cliccate qui
Trova le parole
by Consuelo
Guardie e ladri
by Consuelo
Per introdurre o riprendere il messaggio della lotta tra il bene ed il male, si potrebbe proporre il gioco GUARDIE E LADRI, un gioco che può essere giocato all'oratorio, ma può essere proposto anche in famiglia: è un gioco a cui certamente i genitori hanno giocato quando erano piccoli e che, quindi, conoscono!! Cosa ne dite di invitare genitori e figli a venire in oratorio una domenica pomeriggio e proporre loro di giocarvi?
Regole
Guardie e ladri è un gioco classico per bambini, da fare in tanti quando si è all'aperto. I giocatori si dividono in due squadre, le guardie e i ladri, con lo stesso numero di componenti, poi individuano, con una striscia per terra o con altri riferimenti, una zona che sarà la prigione. A questo punto si stabilisce il tempo che avranno i ladri per scappare prima che le guardie possano inseguirli per catturarli. I ladri che vengono raggiunti dalle guardie e toccati con la mano, vengono portati in prigione; i ladri non ancora catturati cercheranno di liberarli toccandoli dall'esterno della prigione senza essere a loro volta catturati dalle guardie. Le guardie vincono il gioco se riescono a catturare tutti i ladri nel tempo che si è stabilito prima dell'inizio del gioco; se ci sono invece ancora ladri liberi o se le guardie rinunciano, la vittoria andrà ai ladri.
Scopri chi sono
by Consuelo e Massimo
Un gioco divertente per conoscere ancora meglio Gesù e i suoi amici ...
Come poter aiutare i bambini ed i ragazzi ad "immedesimarsi" sempre più nei personaggi che hanno incontrato o incontrano durante il loro cammino di catechesi? Come entusiasmarli ad approfondire il rapporto che esisteva fra i discepoli ed il Maestro? Come accompagnarli a scoprire che Gesù desidera realmente far parte della loro vita, così come ne è stato parte di quella dei suoi discepoli? Ecco un "gioco" che potrebbe fare al "caso nostro"!!! Un gioco divertente che si può proporre durante un incontro di catechismo o che, se si preferisce, si può affidare alle famiglie o che può diventare un "torneo" da proporre e giocare in oratorio!!! I bambini ed i ragazzi potranno assaporare la bellezza di "stare" insieme a Gesù giocando e divertendosi!!! Le "regole" del gioco sono all'interno di ogni slide. Potrete sbizzarrirVi nell'applicarle, modificandole/integrandole/ampliandole come meglio credete!!! Potrete giocare sin dall'inizio dell'anno: così facendo i bambini/ragazzi (e i genitori insieme a loro) cominceranno a conoscere i personaggi che incontreranno durante il cammino. Se utilizzerete questo gioco al termine dell'anno di catechesi, potrete "verificare" il cammino fatto da ogni bambino!! Potrete anche utilizzarlo per il dialogo di fine anno!!!
Scopri chi sono
Con Te ! AmiciFormato S.
Con Te ! AmiciFormato L.
Con Te ! AmiciFormato XL.
Con Te ! AmiciFormato M .