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LA CONGIURA DI CATILINA
Letizia Aquilio
Created on July 9, 2023
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Transcript
LA CONGIURA DI CATILINA
Nel racconto di Gaio Crispo Sallustio
LUCIO SERGIO CATILINA
SEMPRONIA"[...] multa saepe virilis audaciae facinora conmiserat."
Nato da una nobile stirpe ebbe grande vigore d'animo ma morale depravata e ingegno malvagio, la sua cupidigia d'impadronirsi del potere fu incitata dalla cittadinanza corrotta da due vizi opposti: luxuria atque avaritia.Personaggio che raffigura alla perfezione il periodo di decadenza dei costumi romani, un uomo crudele ma non privo di una grandezza brillante; egli vuole un cambiamento di regime: si presta ad organizzare una congiura (non è nuovo a simili atti).I preparativi del complotto si tengono a Fiesole con un esercito numeroso tra senatori e cavalieri e molti complici tra cui la moderna Sempronia, personaggio su cui vale la pena approfondire.
Sallustio ci da un breve ritratto di questo personaggio creando un'immagine ambigua e paradossale, che sotto molti aspetti è simile all'immagine di Catilina.Sempronia è una donna dotata di molte virtù e di molti vizi che la rendono un personaggio femminile non tradizionale ma nemmeno raro nell'antica Roma; donne come Sempronia, però, non erano ben viste nella nobiltà, e spesso la loro emancipazione veniva usata contro di loro.
IL COLPO DI STATO
Catilina tenta di ottenere il potere due volte legalmente ma fallisce, allora decide di pianificare un colpo di stato.Raduna il suo gruppo di complici e tiene un discorso facendo circolare, come rituale per il giuramento, coppe di sangue umano misto a vino da gustare. Presidia luoghi opportuni con uomini armati, architetta attentati, prepara incendi... Cicerone, però, viene informato di ciò che sta per succedere per mezzo di Fulvia, l'amante di Curio, complice di Catilina, riuscendo a evitare le numerose perdite previste dal progetto catilinario e a portare il caso in Senato.
CICERONE, CESARE E CATONE
Cicerone nel libro si limita ad avere il ruolo di un politico che fa il suo dovere, senza sottolineare i suoi meriti nel formulare le accuse contro Catilina e nel soffocamento della congiura; Sallustio, comunque, non trascura totalmente la sua importanza, definendolo anche optimus consul; non condivide però i suoi stessi ideali politici, per questo il personaggio di Cesare ricopre un ruolo molto più rilevante.Cesare viene ritratto come un conservatore della tradizione e della legalità, quest'ultima molto importante per lui, tanto da opporsi alla condanna a morte dei congiurati.
Il loro confronto in Senato è essenziale per capire il punto di vista dello scrittore. "In altero miseris perfugium erat, in altero malis pernicies" Sallustio sottolinea la misericordia e la munificentia di Cesare e l'integritas, severitas e innocentia di Catone.
Cesare viene messo a confronto con un altro personaggio ammiratore dell'antica virtù del popolo romano: Catone Uticense; quest'ultimo, però, richiede e sostiene la pena capitale per i congiurati. Entrambe le figure posseggono virtù brillanti, opposte fra loro ma complementari per la sopravvivenza della Res publica.
I giovani congiurati
"In tanta tanque corrupta civitate Catilina, id quod factu facillumum erat, omnium flagitiorum atque facinorum circum se tamquam stipatorum catervas habebat."
Una tra le numerose accuse contro Catilina è quella di aver persuaso molti giovani contro lo Stato, infatti egli cercava degli animi teneri e malleabili da istruire nel crimine; li abituava al disprezzo della lealtà e ai sacrilegi. Intorno a sè riuscì, quindi, a raccogliere numerosi scellerati d'ogni specie e,Catilina, concepì il disegno di soggiogare la repubblica fidando su tutti i suoi amici e alleati. Inoltre, dopo aver formato un gruppo cospicuo, con Pompeo impegnato in guerra in terre remote, la speranza nella sua candidatura al consolato aumentava sempre di più.
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La sorte di Catilina e dei congiurati
I catilinari rimasti a Roma si alleano con gli Allobrogi, antico popolo della Gallia Narbonense settentrionale, contro il Senato; l'armata fu scoperta e i partecipanti arrestati. Il Senato si riunisce per decidere la sorte dei catilinari, nascono due punti di vista:
Il Senato, infine, prende una decisione:
Catilina fugge verso nord, verso la Gallia Cisalpina, ma viene fermato dagli eserciti mandati contro di lui dal Senato, costringendo, nel gennaio del 62 a.C., la battaglia di Pistoia. Il coraggio e la determinazione di Catilina e del suo esercito non vengono sminuiti nel libro, anzi vengono esaltati. "Catilina, quando vede le sue truppe in rotta e se stesso rimasto con pochi uomini, memore della sua stirpe e della passata dignità, si getta dove i nemici erano più folti e ivi lottando è trafitto." L'ultimo capitolo è dedicato alla descrizione del campo di battaglia finale.