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Il Futurismo

Luca Fortunato

Created on June 26, 2023

Tesina di terza media di Luca Fortunato

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Transcript

Il Manifesto dei Musicisti Futuristi viene pubblicato il 10 ottobre 1910 sulla rivista Marinettiana "Poesia". Dopo una iniziale esortazione ai giovani affinchè si liberino dagli schemi imposti, stabilisce dei punti chiave e dei principi teorici per la creazione di una musica nuova

.Il 10 febbraio 1910 sulla rivista marinettiana "Poesia" viene pubblicato il manifesto della pittura futurista, il primo dei tanti che riguarderà le arti figurative e firmato inizialmente da Aroldo Bonzagni e Romolo romani a cui subentrano Gino Severini e Giacomo Balla

1919 Emilio Settimelli e Mario Carli insieme allo stesso Marinetti firmano "cos'è il Futurismo-nozioni elementari

20 febbraio 1909 Marinetti pubblica sul quotidiano "Le Figaro" il Manifesto Futurista. E' l'atto ufficiale della nascita di una corrente che in 40 anni si diffonderà in tutto il mondo

FILIPPO TOMMASO MARINETTI

Filippo Tommaso Marinetti, nasce ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876. Alcuni anni dopo, la famiglia torna in Italia e si stabilisce a Milano. Nel 1902 viene pubblicato il primo libro in versi di Effetì, La conquete des étoiles nel quale già si scorgono i primi versi sciolti e quelle figure che caratterizzeranno la letteratura futurista. Nel 1905 fonda la rivista Poesia, tramite la quale inizia la sua battaglia per l'affermazione del verso libero, per il quale dapprima incontra un'ostilità diffusa. Il 20 febbraio del 1909 pubblica su Le Figaro il manifesto del Futurismo. Nel 1914 pubblica il libro parolibero Zang Tumb tumb.Alla vigilia del primo conflitto mondiale Marinetti ed i futuristi si proclamano accesi interventisti. Alla fine della prima guerra mondiale Marinetti stipula un programma politico futurista. Nel 1929 viene insignito della carica di letterato d'Italia. Il 2 dicembre 1944 a Bellagio muore a causa di una crisi cardiaca.

Le basi del futurismo-Cos'è il futurismo

Questo Manifesto del 1919 non lascia alcun dubbio: il Futurismo è arte, politica, vita. E' ribellione, guerra. A proposito di guerra, esaltata continuamente negli scritti futuristi, Marinetti, fondatore e massimo esponente del movimento, ne ebbe tante per sperimentare sè stesso. In questa presentazione ne illustrerò due in particolare: la Guerra di Libia e la Prima guerra Mondiale (in lingua inglese)

Guerra di Libia

Il 29 settembre 1911 l'Italia dichiara guerra all'Impero Ottomano. pochi giorni dopo, un corpo di spedizione giunge sulle coste di Tobruk, sconfiggendo il nemico ad Ain Zara. L'anno dopo, al fine di ottenere la pace con l'Impero, a maggio l'Italia decide di attacarlo direttamente, insediandosi su Rodi e altre 11 isole del'Egeo, circondando Costantinopoli. Quindi, il sultano decide di chiedere l'armistizio firmando la Pace di Losanna del 12 ottobre 1912

Libia Geografica

La Libia è un vasto Paese situato tra l'Egitto, il Sudan, il Ciad, il Niger e l'Algeria, affacciandosi a Nord sul mar Mediterraneo. Ha un territorio prevalentemente desertico con alture a ridosso della fascia costiera. In Libia si possono individuare tre regioni principali: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Il clima è desertico nell'interno e sub-tropicale o mediterraneo lungo le coste

First World War

The First world War was fought involving 31 nations. The starting point was the assassination of Francis Ferdinand on the 28 June 1914. This conflict led two alliances: the Triple Alliance and the Triple Entente. First World War lasted four years until the armistice on the 11 November 1918. There were a lot of consequences

La chiesa nella Prima Guerra Mondiale

La Grande Guerra convertì la Chiesa. L’esplosione del conflitto parve inizialmente a papa Benedetto XV la tragica conferma di una visione catastrofista della storia dell’umanità. Già Pio X, che riuscì ad assistere solo alle prime settimane delle operazioni militari, aveva colto il carattere enorme della guerra che stava per investire l’Europa. L’ultimo intervento ufficiale pronunciato da papa Sarto prima della morte, che sarebbe sopraggiunta il 20 agosto 1914, fu modulato su toni più cupi che mai. Spettò però al nuovo pontefice fornire la chiave di lettura della guerra in corso. Ne conseguiva che le nazioni avrebbero riconquistato la pace solo a patto di ritornare alla dottrina del Vangelo e della Chiesa. Ma nei Paesi belligeranti la religione si era arruolata per giustificare e santificare la guerra come una crociata contro il male.

Luigi Russolo e gliintonarumori

La geniale intuizione di apportare i rumori all’interno di una composizione musicale, ebbe origine nel 1913, quando il compositore italiano Luigi Russolo ideò uno strumento denominato “Intonarumori”. Per proporre una musica che abbia lo spirito contemporaneo, secondo Pratella è necessario abolire i canoni della musica “fatta bene” e liberare la propria sensibilità musicale da ogni imitazione del passato. Alla linea dettata da Pratella, aderisce anche Luigi Russolo. Entusiasmato dal “Manifesto dei Musicisti Futuristi” e dal fervore del movimento futurista, egli inizia a sperimentare nuove soluzioni musicali e nel frattempo, nel 1913, risponde al suo amico Pratella indirizzandogli una lettera in cui introduce il concetto di “arte dei rumori”.

Il motore a scoppio

La macchina è esaltata dai futuristi in quanto simbolo di velocità. Il funzionamento di quest'ultima dipende sicuramente da un motore. In quello a scoppio il carburante miscelato ad aria ì viene introdotto in un serbatoio. Attraverso una variazione di pressione l'energia da chimica diventa termica ed azione il movimento di un pistone. Grazie ad un sistema biella-manovella collegato all'albero motore si trasforma il moto traslatorio in rotatorio.

Arte Futurista

Contro la pittura tradizionale e il passatismo borghese, la pittura futurista inneggiava alla nascita di un'arte caratterizzata in chiave dinamica, espressione di una nuova società industrializzata, capace di fornire nuovi miti portatori di una nuova bellezza: la velocità. I soggetti principali furono la rivoluzione delle capitali moderne, il fervore notturno dei cantieri incendiati dalle luci elettriche, le automobili da corsa e tutto ciò che rappresentasse la frenesia della trasformazione

La velocità e la corsa

La velocità si può definire come la capacità di eseguire un gesto nel minor tempo possibile. Per l'adempimento di questa funzione si è soliti correre. Correre è un modo per spostarsi molto più veloce del camminare, che richiede un maggior dispendio di energia. La corsa è una successione ritmica e continua di appoggio-spinta-volo, eseguita in modo alternato dagli arti inferiori. Correre è un ottimo esercizio per sentirsi bene e restare in forma, migliorando la circolazione sanguigna e il funzionamento degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio e incrementa la resistenza alla fatica. La corsa è, inoltre, una capacità condizionale.

Il movimento e l'apparato muscolare

La corsa e gli altri movimenti sono possibili grazie alla presenza dello scheletro e dei muscoli ad esso collegati, detti muscoli scheletrici. Qualsiasi parte del corpo si muove tramite muscoli antagonisti. L'apparato muscolare è l'insieme dei muscoli scheletrici, che hanno la funzione, appunto, di generare il movimento e mantenere la postura del corpo. Queste funzioni sono favorite dalla capacità di contrazione dei muscoli. I muscoli di tipo scheletrico sono collegati alle ossa mediante i tendini. La contrazione di un muscolo scheletrico è volontaria. Si distinguono: i muscoli assiali e i muscoli appendicolari , a loro volta suddivisi in muscoli flessori, estensori, abduttori e adduttori

Politica Futurista

La “sfida futurista” era in verità partita già venti anni prima, ancora nell’Ottocento, quando Mario Morasso, sociologo nazionalista, aveva sottolineato nel 1898 il carattere anomalo dell’Italia, la quale non aveva le caratteristiche per poter essere simile alla sua grande antenata, la civiltà romana. Data questa premessa, era necessario formare “un italiano moderno”, ripudiare il culto del passato, cavalcare l’onda della modernità e del progresso scientifico e tecnologico. Era necessaria dunque una svolta. Il calderone delle riflessioni e delle proposte politiche e culturali dei Futuristi e degli anti-giolittiani italiani trovava nel culto della vita, dell’azione e della libertà i suoi presupposti fondamentali. Le esperienze belliche in cui fu coinvolta l’Italia, del resto, non fecero che permettere il dilagare di queste considerazioni. L’11 febbraio del 1918, sempre L’Italia Futurista pubblicò il Manifesto del Partito Futurista Italiano, scritto da Marinetti in persona. L’intellettuale italo-egiziano sottolineò in particolare come questo nuovo progetto fosse completamente distaccato dal Futurismo puramente artistico, il quale doveva procedere per conto proprio allo svecchiamento del mondo culturale italiano.

Senso di romanità

Catone illustrava fin dal tempo del suo trattato relativo all’agricoltura quale rapporto esisteva tra il cittadino romano e la patria, facendo l’assioma buon contadino/buon soldato/buon patriota. Il patriottismo della gente romana non era assolutamente un luogo comune e coinvolgeva in maniera pesante tutti quelli che partecipavano alla vita quotidiana nel territorio.Potremmo definirlo un valore collettivo della società, ma il termine patriottico rende obiettivamente più l’idea di cosa concorresse maggiormente a fare la relazione verso l’attaccamento al vessillo che s’inalberava. Un esempio fu dato dal fatto che spesso chi cadeva prigioniero in guerra non veniva quasi mai riscattato, cosa comune invece alle civiltà precedenti: questa era anche un modo per aumentare l’indice di resistenza personale ed il carattere che era infuso al cittadino. Credo, ad ogni modo, che spesso si faccia la valutazione errata, a mio giudizio, del parallelo patriottismo=nazionalismo (mutuandola sulla storia moderna o contemporanea) che in realtà a Roma non esisteva minimamente, la fedeltà alla patria era un intrinseco elemento dello spirito che giaceva in ognuno dei cittadini ed era insegnato come ideale di giustizia e di libertà da porgere alle altre genti.

La generacìon del 27

La Generación del 27 es el nombre con el que se identifica a un grupo de poetas españoles que representaron a los más notables de la literatura del siglo XX. Estos poetas fueron influenciados por movimientos europeos como el simbolismo, futurismo y surrealismo, pero no representan un pensamiento revolucionario ni de inclinación política o social. Las obras de la Generación del 27 se caracterizaron por el uso constante y audaz de la metáfora y de nuevas palabras creadas con el fin de transmitir emociones intensas en los poemas. Se desatacaron autores como Federico García Lorca y Rafael Alberti. La Generación del 27 se caracterizó por la particularidad de sus obras. En los comienzos, los versos hacían hincapié en el arte. Luego, tras la influencia del surrealismo y otras corrientes de la época, el movimiento elaboró una poesía con énfasis en la expresión de los sentimientos y temas tabúes, como la homosexualidad. A este tipo de obras se las denominó “poesía humanizada”. Este tipo de poesía contenía un lenguaje orientado hacia la intelectualidad y la belleza, donde se hacían presentes las figuras retóricas como la metáfora, para expresar temáticas surrealistas. La estructura de los versos era la clásica, como un soneto, villancico o romance.