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Margherita De Micheli

Created on June 18, 2023

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Transcript

Presentazione

viaggio in piemonte

Chiara presenta il PIEMONTE

indice

7. Piatti tipici e vini

1. Storia del Piemonte

2. La popolazione

8. Flora e fauna

3. Le attività

9. Libri e film più famosi del Piemonte

4. I luoghi più importanti

10. Curiosità

5. Tradizioni e costumi

11. Canzoni

12. personaggi famosi

6. Lingua e dialetti

13. santo patrono .

piemonte

Chiara Silvestri

La storia del Piemonte

L'antica storia del Piemonte comprende una serie di eventi che interessarono il territorio della regione dal Paleolitico. Essi furono influenzati molto dai paesi confinanti: la posizione strategica ai piedi delle Alpi la rese infatti ambita da molte potenze come «chiave d'accesso» all'Italia. Furono però i Savoia a dominare sul Piemonte a partire dal XVI secolo: da quando Emanuele Filiberto di Savoia spostò la capitale da Chambéry a Torino, la dinastia prese le redini della storia piemontese mantenendo il dominio sul ducato prima e sul regno poi, fino all'unità d'Italia.

I primi insediamenti nella regione che oggi viene chiamata Piemonte (dal latino ad pedem montium, letteralmente «ai piedi dei monti») . Al Neolitico risalgono invece gli utensili ritrovati nei pressi di Alba, Ivrea e nella Val di Susa. Il territorio fu poi abitato dai Liguri, stanziatisi in gran parte dell'Italia settentrionale, e da altri popoli di stirpe celtica e celto-ligure, quali i Taurini, i Graioceli, i Bagienni, i Salassi e i Vertamocori. Una grande varietà di popolazioni, dunque, che vivevano di agricoltura, di pastorizia ai piedi delle montagne, di pesca lungo i grandi corsi d'acqua e che possedevano nel contempo grandi abilità artigianali e metallurgiche. Sembra che la città di Torino sia sorta in epoca romana poco lontano da un insediamento di Taurini, dai quali prende il nome.

I Romani giunsero in Piemonte nel II secolo a.C., e fondarono le città di Derthona nel 120 a.C. ed Eporedia nel 100 a.C. come avamposto per controllare la popolazione dei Salassi e la via delle Gallie che passava per i valichi alpini della Valle d'Aosta. Con Augusto, durante la campagna gallica, nell'anno 28 a.C. nacque la città romana di Julia Augusta Taurinorum, l'odierna Torino; nel 25 a.C. i Salassi venivano definitivamente sottomessi con la fondazione di Augusta Praetoria . La parte rimanente del Piemonte, costituita soprattutto da zone montuose, venne conquistata soltanto da Ottaviano Augusto. Il Piemonte venne diviso tra la Gallia Cisalpina e le province romane delle Alpes Cottiae, Alpes Maritimae ed Alpes Poenninae.

Nei primi anni successivi alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente il Piemonte passò sotto il controllo delle popolazioni germaniche: entrato prima nel dominio di Odoacre, fu poi conquistato dagli Ostrogoti e, nella parte occidentale, dai Burgundi. A metà del VI secolo l'Italia venne riconquistata dai Bizantini, per poi cadere nelle mani dei Longobardi nel 568. Alcuni dei nuovi padroni longobardi stanziatisi in Italia settentrionale salirono a capo del nuovo regno con capitale a Pavia: tra essi, significativa per il Piemonte è la figura di Agilulfo, tra i primi duchi di Torino. A questo periodo risalgono la suddivisione del territorio in ducati, quali quelli longobardi di Torino, Asti, Ivrea e San Giulio, la fondazione di numerosi importanti monasteri da monaci provenienti dall'abbazia di Bobbio (come l'abbazia della Novalesa, quelli di San Dalmazzo di Pedona, Villar San Costanzo, Pagno) e la redazione di alcune importanti norme giuridiche e amministrative.

Nel XII secolo si assiste ad una vera rinascita della regione: numerosi borghi prendono nuova vita con l'avvento dei liberi comuni. Tra i più potenti si possono citare Alba, Asti, Chieri, Ivrea, Mondovì, Novara, Torino, Tortona, Savigliano e Vercelli. Veduta di Alba, comune in provincia di Cuneo Nel 1162, quando Milano fu saccheggiata dalle milizie del Barbarossa, molti comuni piemontesi entrarono anch'essi nella grande Lega Lombarda che aveva come scopo la sconfitta dell'imperatore tedesco. La prima città ad entrare nella Lega fu Ivrea. Molte altre seguirono il suo esempio negli anni successivi, tutte mosse anche dal desiderio di allargare i loro domini comunali a spese dei vassalli di Federico I, come il marchese Guglielmo V del Monferrato, che infatti dovettero cedere dinanzi alla forte alleanza dei comuni

la popolazione

Il Piemonte è una regione a statuto ordinario di 4 251 344 abitanti dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo amministrativo – nonché capitale storica – la città di Torino. Confina a ovest con la Francia (regioni Alvernia-Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (Canton Vallese e Canton Ticino), a est con la Lombardia, a sud-est per un breve tratto con l'Emilia-Romagna e a sud con la Liguria.

È la seconda regione italiana per superficie, settima per numero di abitanti, seconda per maggior numero di comuni, la più occidentale d'Italia e fa parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo, della Macroregione alpina e, limitatamente ai territori delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, della Regio Insubrica. È inoltre la quarta regione per esportazioni, con una quota del 10% sul totale nazionale, e quinta per valore del prodotto interno lordo, con circa 143 miliardi di euro totali. Il reddito pro capite è superiore alla media italiana.

La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura, caratterizzando la zona occidentale della regione che, a differenza di tutte le altre regioni alpine, è priva delle Prealpi. Questo fenomeno è particolarmente evidente in Val di Susa, dove ad esempio a Susa il fondovalle si trova a una quota di soli 503 metri mentre le cime che circondano l'abitato superano i 3 000 metri e raggiungono i 3 538 metri . con il Rocciamelone

Il Piemonte è una delle venti regioni italiane, e comprende una parte di territorio dell'Italia molto vasta. È una delle regioni più estese geograficamente, è collocata a nord ovest della penisola e non è adiacente al mare. Il Piemonte è delimitato a nord e a ovest con la catena montuosa alpina, a sud con l'appenino ligure e con le alpi marittime e a est si apre alla val padana. Ha una popolazione di circa 4 milioni di abitanti, che aumenta molto lievemente soprattutto a causa dell'immigrazione straniera. Economicamente è una delle aree più sviluppate d'Europa, assieme a tutto il circondario nord-italico. Il Piemonte è una regione di grande importanza storica. Si trovano, infatti, reperti dell'epoca romana, quando Torino si chiamava Augusta Taurinorum, dell'epoca medievale, e del periodo seicentesco e settecentesco, con le ricche ville sabaude e le regge, con immensi giardini, fino alla trasformazione industriale del dopoguerra e quella odierna.

le attività

La maggior parte della popolazione vive in pianura, in particolare a Torino e nei comuni limitrofi, dove si concentra l'attività industriale. Le principali zone industriali del Piemonte si sono sviluppate intorno ai grandi centri urbani e si sono evolute o riconvertite nel corso dei decenni. Tra le più importanti si possono annoverare la zona di Torino e della sua area metropolitana, il Canavese per il settore metalmeccanico, il Biellese per il settore tessile, la zona intorno a Novara, la zona tra Alessandria, Tortona e Novi Ligure, che si sta sviluppando in ambito logistico e il polo orafo di Valenza. Nelle province di Vercelli e Novara l'economia è basata sulla coltivazione del riso, di cui la regione è il primo produttore italiano[39]. Altri prodotti dell'agricoltura praticata con tecniche macchinari moderni sono: cereali, patate, ortaggi, frutta e foraggio. Sulle colline sono diffusi i vigneti che producono numerosi vini a DOC e a DOCG. Nelle zone meno fertili si allevano i bovini. L'abbondante presenza di acqua permette la produzione di energia elettrica.

I prodotti agricoli coltivati sono cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta, pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la viticoltura. L'allevamento è concentrato su bovini e suini. Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, storicamente legata alla Olivetti di Ivrea. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie ed assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre. FIAT - Vista aerea del Lingotto nel 1928. In Piemonte più della metà della popolazione vive nella provincia di Torino, città che sorge alla confluenza nel Po della Dora Riparia. È stata proprio la disponibilità di acqua a favorire la nascita in passato delle prime industrie: infatti i mulini, le ferriere e le piccole officine artigiane funzionavano grazie all'acqua.

Lo sviluppo di Torino è stato molto rapido dal 1945 in poi grazie alla presenza della FIAT che, nata sul finire dell'Ottocento, ha compiuto i maggiori progressi durante gli anni cinquanta quando entrarono in commercio le prime utilitarie. Torino non è famosa solo per il settore automobilistico e le altre attività collegate all'automobile (stabilimenti di pneumatici, industrie chimiche di vernici e di materie plastiche) ma anche per l'industria alimentare (sono molto conosciuti i Gianduiotti). La concentrazione di tante attività industriali ha determinato il verificarsi di una notevole congestione urbana, considerato anche il fatto che le colline arrivano fino ai margini della città e le aziende sono quindi concentrate in uno spazio ristretto

A partire dal 1974 (anno in cui Torino toccò l'apice della sua ascesa demografica con 1 203 000 abitanti) l'area torinese è andata via via decongestionandosi anche grazie al decentramento industriale. La decongestione del comune di Torino, ha favorito i comuni dell'area urbana, la cui popolazione raggiunge oggi 2 milioni di abitanti circa. Da allora, però, l'intero Piemonte è andato incontro ad una crisi economica, in parte contenuta grazie al rilancio ottenuto dai XX Giochi olimpici invernali, che hanno dato a Torino uno slancio internazionale ed hanno aumentato i flussi turistici in città. L'immagine di Torino in Italia e nel mondo, in precedenza legata allo sviluppo industriale e in particolare al settore automotive, è ora maggiormente connotata dal settore terziario con investimenti anche per cultura e turismo.

i luoghi più importanti

Torino è la capitale del Piemonte ed è una città ricca di storia e di cultura. Numerosi ed importanti sono i suoi monumenti, tra i quali è doveroso ricordare il Duomo, che custodisce la Sacra Sindone; la Real Chiesa di San Lorenzo; il Santuario della Consolata e la Mole Antonelliana. La capitale piemontese ci offre anche una numerosa serie di musei da visitare come il Museo Egizio, il GAM e il Palazzo Madama, per citare solo alcuni fra i nomi più importanti

Tra le bellezze paesaggistiche della regione Piemonte è sicuramente da non perdere il Lago Maggiore. Un luogo paradisiaco che renderà la vostra vacanza più appagante e rilassante. Sono assolutamente da visitare i piccoli paesi che si affacciano sul lago come Stresa e Verbania e, soprattutto, le Isole Borromee, punte di diamante del Lago Maggiore per il loro fascino storico e naturalistico. Tra queste, le più importanti sono l’isola La Bella e l’isola La Madre

Tra le bellezze paesaggistiche della regione Piemonte è sicuramente da non perdere il Lago Maggiore. Un luogo paradisiaco che renderà la vostra vacanza più appagante e rilassante. Sono assolutamente da visitare i piccoli paesi che si affacciano sul lago come Stresa e Verbania e, soprattutto, le Isole Borromee, punte di diamante del Lago Maggiore per il loro fascino storico e naturalistico. Tra queste, le più importanti sono l’isola La Bella e l’isola La Madre

Una delle tappe imperdibili del vostro tour in Piemonte è sicuramente il Santuario di Oropa (Biella). Edificato nel IV secolo sul Sacro Monte di Oropa per volere di Sant’Eusebio, il Santuario si articola in più sezioni da visitare: Il Museo del Tesoro, La Basilica Antica e quella Nuova, L’Appartamento Reale, etc… Ciliegina sulla torta, la trecentesca statua della Madonna Nera, capolavoro della scultura medievale.

Uno dei luoghi più enigmatici e affascinanti del Piemonte è la Sacra di san Michele, edificata tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo sul monte Pirchiriano, in Val di Susa (comune di Sant’Ambrogio di Torino). Le principali attrattive della Sacra di San Michele sono la Foresteria, la Nuova Chiesa, la Torre della Bell’Alda ed il Monastero Nuovo.

Per essere veramente soddisfatti del vostro viaggio in Piemonte, è d’obbligo la visita alla splendida ed elegante Palazzina di Caccia di Stupinigi, che si trova nel comune di Nichelino in provincia di Torino. L’edificio fu commissionato da Vittorio Amedeo II all’architetto Filippo Iuvarra, uno degli ultimi epigoni del Barocco italiano ed europeo. Una tappa fondamentale per respirare l’atmosfera vissuta da una delle più importanti famiglie italiane.

Il Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero è un luogo incantevole che rappresenta al meglio la bellezza paesaggistica della regione piemontese. Un luogo dove potrete immergervi in una natura incontaminata ed idilliaca e dove potrete passeggiare tra montagne dalla spettacolare bellezza

Una delle dieci meraviglie del Piemonte si trova ad Agliè, in provincia di Torino: si tratta del famoso Castello Ducale costruito in epoca medievale e poi in seguito rimaneggiato e rimodernato dagli architetti di Casa Savoia. Per questa sua storia così fortemente stratificata il Castello Ducale di Agliè presenta un’originale commistione di stili architettonici ed artistici che rende più piacevole ed interessante la visita.

Un soggiorno nella cittadina piemontese di Acqui Terme vi consente di fare un tuffo nell’Antichità. I Romani, infatti, dopo averne scoperto millenni orsono le preziose fo vnti termali, decisero di costruirvi delle importanti strutture in parte ancora oggi visitabili: tra queste l’acquedotto e le terme. Da non perdere anche il Duomo ed il Museo Archeologico.

tradizioni usi e costumi

processione del rosario fiorito:

La tradizione del Rosario Fiorito risale al 1684 mentre la processione risale al 1689. Ogni tre anni il numero dei partecipanti aumenta con l’arrivo di tutte le comunità Walser a sud del Monte Rosa: Rima, Rimella, Carcoforo, Macugnaga, Bosco Gurin, Formazza, Campello Monti, Ornavasso, Gressoney ed Issime, tutti in abito tradizionale. I discendenti dei primi coloni si trovano alla cappelletta sotto la parete di Flua (Chapulti under Flua), al fronte dei ghiacciai, accendono le candele nelle lanterne e cominciano a pregare in latino e nell’antica lingua di origine alemanna: il Titzsch o Titzschu. Poco dopo inizia la discesa verso valle con lo stendardo della “Confraternita della Madonna del Rosario fiorito".

il palio degli asini:

Il Palio degli Asini di Alba è una divertente corsa agonistica, divenuta negli anni una delle principali attrattive di Alba. Si tratta di un vero e proprio spettacolo che intrattiene gli spettatori per un intero pomeriggio. Da tempo ormai si tiene la prima domenica di ottobre. Si svolge nella cornice storica della Piazza Risorgimento, che gli albesi chiamano Piazza del Duomo.

Il Palio degli Asini di Alba è un evento goliardico organizzato nel totale rispetto degli animali, un po’ meno dei fantini costretti a lottare contro la testardaggine dei propri destrieri.

Turin Marathon :

La Maratona di Torino, già Turin Marathon, è una gara podistica che si corre sulla canonica distanza di 42,195 chilometri e che si tiene annualmente nella città di Torino. È una delle maratone più antiche d'Italia, la sua prima edizione venne infatti disputata nel 1897, anno in cui si svolse il primo campionato pedestre italiano. Il percorso era posizionato lungo la tratta Torino-None. Negli anni successivi sono state effettuate svariate modifiche al tracciato, fino al raggiungimento del percorso odierno, un anello che parte e arriva in Piazza Castello e che attraversa sette comuni della cintura torinese: Moncalieri, Nichelino, Beinasco, Orbassano, Rivalta, Rivoli e Collegno. Dal 2014 la maratona torinese è una delle quattro incluse dalla FIDAL nel circuito delle Maratone delle città d'arte.

FIERA DEL MARRONE :

La Fiera del Marrone a Cuneo rappresenta oggi uno degli appuntamenti di maggior spicco per le produzioni tipiche del territorio piemontese. Le sue prime edizioni risalgono agli anni trenta, quando la città di Cuneo era un centro mercatale dei prodotti castanicoli tra i più forniti del nord Italia. Con l’inizio del conflitto mondiale venne sospesa e soltanto nel 1999 se ne recuperò l’eredità, con l’avvio da parte dell’ATL Cuneese del progetto “Il Tempo delle castagne”. Per sostenere iniziative a favore del rilancio della castanicoltura, si costituì l’Associazione per la valorizzazione della castagna, alla quale fu demandato il compito di organizzare a Cuneo la “rinata” Fiera del Marrone. La prima edizione ottenne un successo strabiliante. Oltre centomila visitatori, dei quali molti stranieri, si riversarono lungo le vie del centro storico cittadino attratti dai profumi e dall’atmosfera di una tradizione millenaria. La manifestazione raccolse grande consenso anche da parte di operatori, studiosi e tecnici degli enti montani e dell’Università e fu proclamata evento di apertura delle oltre trenta manifestazioni a carattere “castanicolo” dell’autunno cuneese. Al suo consolidamento negli anni successivi hanno partecipato tutte le maggiori realtà produttive del territorio e gli enti locali, tra i quali il comune di Cuneo, che nel 2004 ha assunto la piena titolarità della Fiera. Dal 2005 la Fiera del Marrone ha ottenuto dalla Regione Piemonte il riconoscimento di “Fiera regionale” e nel 2009 il riconoscimento di "Fiera Nazionale

lingua e dialetti

Il piemontese è una lingua che possiede caratteristiche lessicali, fonetiche e morfo-sintattiche peculiari, che lo distinguono con una certa intensità all'interno del continuum, e lo differenziano nettamente dall'italiano[9] e dal francese, lingue a cui è sovente associato per via della storia linguistica e della posizione geo-storica del Piemonte. È anche lingua di raccordo tra il lombardo e l'occitano. Nella regione Piemonte sono utilizzate storicamente ben otto lingue, di cui quella che prende il nome di "piemontese" è l'unica ad essere centrata e racchiusa quasi interamente nel territorio della suddivisione amministrativa. La lingua piemontese è inoltre parte della memoria storica della colonizzazione gringa della pampa argentina.[10] Dal punto di vista genealogico, il piemontese deriva dall'innesto della lingua latina sulle lingue celtiche e celto-liguri dopo l'occupazione romana del Piemonte, con successivi contatti e apporti dalle lingue prossime e da quelle adottate come ufficiali

Come lingua scritta il piemontese si usa fin dal XII secolo (Sermoni subalpini), ma una vera koinè per uso letterario si è sviluppata solo nel Settecento, epoca che vide la nascita di una letteratura a carattere nazionale che toccò poco per volta tutti i generi: dalla lirica al romanzo, alla tragedia e all'epica. La grafia piemontese si basa sulla tradizione del Settecento; tuttavia dal Novecento gode di una normazione più precisa e completa che ha dato un non piccolo contributo alla stabilità e all'unità della lingua, contribuendo inoltre a codificare anche alcune varietà orali che avevano avuto tradizioni letterarie scarse o assenti. Pur non essendo regolato ufficialmente da nessuna istituzione, il piemontese è materia di ricerca del Centro Studi Piemontesi - Ca dë Studi Piemontèis, fondato a Torino da Renzo Gandolfo nel 1969, che conduce ricerche sulla lingua, la letteratura e le sue varietà, e organizza i Rëscontr antërnassionaj per attirare allo studio della lingua altri accademici occidentali

piatti tipici e vini

vitel tonné :

Si tratta infatti di una ricetta piemontese, nata probabilmente nel Cuneese all'inizio del XVIII secolo, anche se la paternità del piatto è rivendicata pure dalla gastronomia lombarda, veneta ed emiliana. E dire che, all'inizio, il tonno nella ricetta nemmeno compariva: “Tonné” derivava infatti dal francese “tanné”, che significava “conciato”. La lingua transalpina era uno dei tanti ingredienti di quel miscuglio linguistico che contraddistingueva il Ducato dei Savoia, in cui il francese e l'italiano erano le lingue ufficiali ma dove alla fine tutti, sovrani compresi, parlavano il dialetto piemontese, zeppo di francesismi. Quel “tonné” dal suono francese, chissà, era forse un modo per dare lustro (magari ironicamente) e nobiltà a un piatto invece tipicamente popolare, preparato con gli avanzi della carne di vitello, lessata a lungo per ottenere la tanto agognata morbidezza. Secondo Giovanni Ballarini, professore universitario e accademico nella delegazione di Parma dell’Accademia italiana della cucina, “si può pensare che tonnato volesse in un primo tempo significare cucinato come fosse tonno e che la ventresca sottolio sia stata aggiunta in un secondo tempo, probabilmente attratta dal nome del piatto”.

le acciughe :

Una delle teorie più accreditate circa l’introduzione del consuma di acciughe in Piemonte afferma che furono i contrabbandieri a portarle per primi. Perché? Perché un tempo, difficile crederlo oggi, vi era un fiorente commercio clandestino di sale. Per evitare sanzioni (e conseguenze anche peggiori), i contrabbandieri coprivano il sale contenuto in casse o botti con strati di acciughe. Un’abitudine che nel tempo si perse: perché le acciughe erano diventate così apprezzate, da oscurare quasi il contrabbando di sale!

A fine Ottocento nacque un vero e proprio mestiere in Piemonte: quello dell’acciugaio (in dialetto anciuè). La Val Maira vedeva partire in Inverno contadini e mercanti, alla volta di Savona. Qui, nel porto, venivano acquistati acciughe, merluzzo sotto sale, aringhe poi rivenduti nei paesini di montagna nel corso della stagione fredda. Ancora oggi Dronero omaggia quest’antico mestiere con una Fiera: ed è ancora possibile, tra le bancarelle dei mercati, imbattersi in moderni anciuè 2.0!

Brasato al barolo :

l brasato al barolo è una tipica ricetta della cucina piemontese; si tratta di uno stufato cotto a lungo nell'omonimo vino. Preparazione È preferibile utilizzare carne di bovini appartenenti alla razza piemontese (fassone), allevati secondo il disciplinare tipico di questa razza. Il taglio più adatto è il cosiddetto "arrosto della vena" o "cappello del prete", ricavato dal quarto anteriore. In alternativa è possibile utilizzare altri vini rossi corposi, preferibilmente di vitigno nebbiolo, ma in tali casi si parlerà di brasato al vino rosso piuttosto che barolo, date le caratteristiche peculiari e inimitabili dello stesso. La cottura, della durata di diverse ore, permette alla carne di insaporirsi degli aromi (spezie, erbe e verdure) presenti nel vino, oltre che di ammorbidirsi. Talvolta il taglio di carne viene lasciato marinare a temperatura ambiente per mezza giornata nel vino, prima di passare alla cottura vera e propria, al fine di ammorbidire ulteriormente la carne, come avviene solitamente per la preparazione della selvaggina.

Vini piemontesi :

Il Piemonte: terra d'eccellenza enologica italiana I vini piemontesi e il loro territorio di produzione rappresentano forse uno dei principali gioielli dell'intera cultura enologia italiana, conosciuta in tutto il mondo per l'assoluta eccellenza e qualità dei suoi prodotti. Questa regione enologica è spesso annoverata per la produzione di grandi vini piemontesi rossi, nonostante anche i vini bianchi piemontesi e gli spumanti piemontesi siano assolutamente degni di nota e contribuiscano tutt'oggi a identificare il Piemonte come una delle più importanti regioni vitivinicole della penisola. Il Piemonte è innanzitutto la terra del Nebbiolo, da cui nascono i due più grandi vini piemontesi pregiati, Barolo e Barbaresco. È inoltre culla di importanti zone vitivinicole quali Langhe e Roero, Astigiano e Monferrato non che tutte le aree del Nord Piemonte come Ghemme e Gattinara.

Nonostante l'Italia intera sia famosa per la sua viticoltura, i vini del Piemonte godono di una fama a parte e di una certa eccezione rispetto al resto della penisola: la maggior parte delle docg piemontesi e i vini piemontesi doc derivano dalla vinificazione di un solo tipo di uva e, i vini piemontesi prodotti da assemblaggi rappresentano una minoranza produttiva. Tra i vini piemontesi famosi in Italia e nel Mondo troviamo senza dubbio il Barolo, il pregiato vino delle Langhe particolarmente strutturato a base Nebbiolo particolarmente prestato all'invecchiamento e alla lunga conservazione in cantina. Il Barolo è uno dei vini piemontesi famosi più conosciuto d'Italia, caratterizzato da un intenso colore rosso rubino in base agli anni di invecchiamento e da una spiccata tannicità che richiede almeno 5 anni prima di poter essere ammorbidita ed arrotondata. Da qui due filosofie produttive: i viticoltori più impegnati in una produzione nel rispetto dell'antica tradizione che vede il vino piemontese Barolo aggressivo, robusto, molto strutturato e pieno, e un filone che interpreta invece il Barolo attraverso una visione più moderna caratterizzandolo d a note e sapori più morbide, smussate, rotonde e piacevoli, attraverso una fermentazione in barrique piuttosto che in botte grande con una riduzione dei tempi di macerazione e fermentazione. Il Barbaresco è invece da sempre considerato il fratello minore del Barolo, nonostante sia comunque annnoverato tra le perle produttive dei grandi vini piemontesi. Anche questo vino piemontese rosso è a base Nebbiolo, da qui la "fratellanza" con il Barolo, riservandosi però una maggior eleganza e raffinatezza ingentilito da un terroir più placido che caratterizza l'omonima zona di produzione tra i villaggi di Neive e Treiso. Tra gli altri vini piemontesi non possiamo non citare il Dolcetto, tipico vino piemontese, o il Brachetto d'Acqui. Docg Piemonte Tra i vini del Piemonte Docg troviamo l'Alta Langa, l'Asti Docg, il Barbaresco, la Barbera d'Asti e quella del Monferrato, il Brachetto, il Barolo, il Dolcetto di Ovada e quello di Diano d'Alba, l'Erbaluce di Caluso, il Gattinara, il Gavi, il Ghemme, il Roero e il Ruché di Castagnole Monferrato

flora e fauna

Il Piemonte risulta essere una regione prevalentemente montuosa (43%) con il 30% di territorio collinare e solo per un quarto pianeggiante. A queste caratteristiche corrisponde una grande estensione boschiva che in epoca preistorica ricopriva l'intera pianura padana con querce, tigli ed olmi, oggi invece presenti in percentuali basse. Lungo i fiumi è rigogliosa la flora riparia specialmente con il pioppo. Sulle colline si trovano alberi cedui e una percentuale elevata di castagni. Nelle zone dei laghi le temperature miti permettono la presenza e lo sviluppo di azalee e rododendri.

Ad oggi è sulle montagne lo sviluppo maggiore delle foreste. Sulle Alpi Liguri e Marittime abbondano faggio ed abete mentre sulle Alpi Cozie, Pennine e Graie regna il larice. In Val Pesio cresce la rarissima sassifraga inclinata, in alta Val Tanaro è presente l'Erino odoroso. Una vasta e ricca flora la troviamo nel massiccio dell'Argentera. Nel Vallone di Valasco e presso i laghi della Sella fiorisce la Saxifraga floruenta e la Potentilla fruticosa dai petali gialli. Nelle Alpi Cozie abbonda l'Anemone a fiore di narciso. Area invece povera di flora è la testata della Valle del Po dove la presenza di rocce eruttive metamorfiche impediscono lo sviluppo. Nella Val del Pellice fiorisce la rara Sassifraga valdese. Nell'area di Sestriere rigogliosi i valloni tra i monti Sises e Banchetto cosi come i dintorni tra Claviere e Monginevro. Sul Monte Chenailet cresce la Berardia una pianta endemica bianco languinosa. In Valsesia, nelle Alpi Pennine cresce la Fritillaria tubiformis dai fiori grandi campanulati.

Molto Ricca risulta la Fauna del Piemonte. Accanto agli stambecchi e ai camosci del Parco Nazione Gran Paradiso, troviamo a popolare la regione cervi, caprioli, marmotte, lepri, volpi. scoiattoli, martore e cinghiali. Nel Cuneese, nell'alto Torinese (Valle Pesio, Val Tanaro, Ellero, Roja, Valle Stura) ed in alta val Susa e Chisone si assiste al ritorno del Lupo. Numerose specie di uccelli rari nidificano nelle valli alpine e nelle zone lacustri e lungo i fiumi. Nelle Alpi marittime è frequente il passaggio estivo dei Mufloni provenienti dalla Francia. In Valle del Gesso la fauna è costituita da un buon numero di uccelli come il falco pellegrino, l'aquila reale, il gheppio, la rondine montana, gracchio corallino, il picchio muraiolo, il codirosso.

Qui vivono numerose specie rare di farfalle. Nelle Alpi Cozie e Val di Susa la fauna è alpina con camosci, cervi, caprioli, mufloni e stambecchi. Tra gli uccelli il falco pecchiaiolo, la poiana, lo sparviero, il fagiano di monte, la pernice bianca, la civetta ed il picchio. In Val Troncea predomina il camoscio, l'ermellino, il cinghiale. Sulle Alpi Lepontine primeggiano camoscio, marmotta e lepre alpina, mentre tra i volatili l'aquila reale e il gallo forcello. Scendendo a quote più basse si trovano la volpe, la lepre, il cinghiale, l'airone cenerino, la cicogna bianca, il germano reale e il falco pescatore. Tra gli anfibi troviamo il rospo, la raganella, la rana. Numerosi sono gli insettivori quali la talpa, il riccio, la donnola e la puzzola. Sul Monte Fenera, troviamo la cicogna nera, unica area protetta in Italia ad ospitare questa specie. Altra specie rara è il geotritone, un anfibio presente nelle grotte ligure-piemontese.

libri e film più famosi

La città delle streghe” è il primo della fortunata trilogia di Luca Buggio ambientata durante l’assedio di Torino del 1706: il libro segue le vicende di Augusto “Gustìn” Graziadei, ex piccolo criminale assoldato dal conte Gropello come spia, e Laura Chevalier, una ragazza proveniente da una famiglia di profumieri che si trasferisce da Nizza alla capitale sabauda per sfuggire alla guerra e fare fortuna.

“La bella sconosciuta” è un romanzo giallo dello scrittore piemontese Gianni Farinetti. Dopo “Rebus di mezza estate” e “Il ballo degli amanti perduti”, il romanzo completa simbolicamente la trilogia ambientata in Alta Langa, che vede Sebastiano Guarienti, il protagonista di molti dei libri dell’autore, indagare su dei delitti insieme al commissario Buonanno.

superstiti di Ridian” è un romanzo distopico fantascientifico ambientato su un nuovo mondo, Ridian, martoriato dalla guerra che infuria tra umani e alieni. I terrestri, infatti, hanno abbandonato già da tempo un pianeta divenuto un deserto e cercano di colonizzare Ridian, trovando una disperata opposizione dagli antichi abitanti di questo mondo.

“La rondine di Guadeloupe” è un romanzo di avventura/romance di Ester Manzini, edito nel 2016 da Triskell Edizioni​. Il romanzo si svolge nel 1730 nella colonia francese di Guadeloupe, nelle Antille. La giovane scozzese Mac arriva sull’isola con lo scopo di uccidere il crudele Donatien, l’uomo che quindici anni prima ha ucciso la sua famiglia e distrutto la sua vita. Il suo incontro/scontro con Martin, Auguste e Florent, tre soldati della guarnigione militare cambia il destino di tutti e quattro, facendo nascere storie d’amore e portando i personaggi a mettere in discussione le proprie certezze

Cabiria, di Giovanni Pastrone e Gabriele D’Annunzio. In tanti hanno sentito parlare di questo capolavoro, che fa parte a pieno titolo della storia del cinema italiano. Cabiria è considerato il più grande kolossal e il più famoso film muto, mai girato nel nostro paese. E si tratta di un’opera colossale in tutti i sensi: solo alla scrittura del soggetto ci hanno lavorato quattro dei più importanti intellettuali dell’epoca. I loro nomi erano: Gustave Flaubert, Emilio Salgari, Tito Livio e lo stesso D’Annunzio. Tanto per dire. Cabiria è un film che tratta la storia delle Guerre Puniche ed è stato girato tra Torino, le Valli di Lanzo, i Laghi di Avigliana, lungo la Dora Riparia e le vicine Alpi

Gioiellino di Andrea Molaioli, film del 2011, che trae spunto dal crac della Parmalat, per raccontare una storia verosimile. Questo lungometraggio ha dalla sua un grande cast formato da Remo Girone, Sarah Felberbaum, Toni Servillo e una regia particolarmente azzeccata.

Riso Amaro è un film di genere drammatico, che parla delle condizioni delle mondine nelle campagne vercellesi, durante la raccolta del riso. Fu presentato in concorso al 3° Festival di Cannes ed è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Protagonista di questo film fu una straordinaria Silvana Mangano, affiancata dai grandi Vittorio Gassman, Raf Vallone e Doris Dowling. Riso Amaro ebbe un grande successo sia di critica ma soprattutto di pubblico e fu uno dei primi film neorealisti a riuscirci.

’Ultimo Crodino di Umberto Spinazzola, racconta la storia (vera) del trafugamento della salma del famoso e potentissimo banchiere italiano, Enrico Cuccia. Ambientato nella Val di Susa e a Novara (per la precisione a Meina, dove Cuccia era stato seppellito) questo film ha forse riscosso meno successo di quanto meritasse.

curiosità

L’origine del nome : Il termine Piemonte iniziò ad essere usato a partire dalla fine del XII secolo nella versione latina Pedemontium o Pedemontis. Questi termini identificavano i possedimenti dei Savoia e letteralmente si potevano tradurre come “al piede del monte”. Questa nomea assunse sempre più significato mano a mano che il territorio si espandeva andando a comprendere territori sempre più vasti dell’arco alpino

Una delle dinastie più antiche : Casa Savoia è una tra le più antiche e importanti dinastie d’Europa. La sua origine è attestata sin dalla fine del X secolo

Torino, centro nevralgico del regno di Sardegna, principale artefice dell’unità d’Italia, fu la prima capitale del regno d’Italia. Ad essa seguì Firenze e, successivamente alla presa di Porta Pia, Roma.

La scelta di designare il capoluogo sabaudo come prima capitale del Regno d'Italia derivò dal fatto che la città di Torino era già capitale del Regno di Sardegna, e siccome quest'ultimo aveva unito la penisola, stabilire di farne la sua capitale fu un atto automatico.

Ovovia di Torino Durante l’expo di Torino del 1961, oltre che alla famosa monorotaia, Torino aveva anche una ovovia che passava direttamente sul fiume Po. Sessantuno piccole cabine, partendo dall’area dell’esposizione, attraversavano il Po e collegavano direttamente Torino con il Parco Europa sul colle di Cavoretto.

canzoni

I Subsonica sono uno dei gruppi più importanti e seguiti della scena musicale Italiana. Nascono a Torino nel 1996, i membri provengono tutti da formazioni molto note in Piemonte: Max Casacci è uno dei primi chitarristi degli Africa Unite, Umberto Romano (detto Samuel) e Davide Dileo (detto Boosta) suonano negli Amici Di Roland, Enrico Matta (detto Ninja) nei Karamamma mentre Pierpaolo Peretti Griva (detto Pierfunk) collabora in diversi album di artisti italiani (tra i tanti: Loredana Bertè e Marcella Bella). Esordiscono nel 1997 con l’album omonimo, pubblicato dall’etichetta Mescal. Il disco ha un discreto successo e il tour che segue ha riscontri molto positivi. L’anno dopo, infatti, esce il mini cd live “Coi piedi sul palco”.

Nel 1999 pubblicano “Microchip Emozionale”, nuovo disco che conferma una certa attenzione da parte del pubblico. Il singolo “Nuova ossessione” è in rotazione continua su tutte le tv musicali. In quell’anno Pierfunk abbandona il gruppo per essere sostituito da Luca Vicini (detto Vicio). A febbraio del 2002 i Subsonica presentano “Tutti i miei sbagli” al cinquantesimo Festival Di Sanremo.

personaggi famosi

Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore, chimico e partigiano italiano, superstite dell'Olocausto e autore di saggi, romanzi, racconti, memorie e poesie. Tra queste opere ricordiamo : vizio di forma , la chiave a stella ,la tregua .

Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012) è stata una neurologa italiana. Negli anni cinquanta, con le sue ricerche, scoprì e illustrò il fattore di accrescimento della fibra nervosa

Giovanni Giolitti (Mondovì, 27 ottobre 1842 – Cavour, 17 luglio 1928) è stato un politico italiano, cinque volte presidente del Consiglio dei ministri, il secondo più longevo nella storia italiana dopo Benito Mussolini. Fu un importante esponente prima della sinistra storica e poi dell'Unione Liberale. Considerato uno dei politici più potenti e importanti della storia italiana, Giolitti fu accusato dai suoi molti critici di essere un uomo di governo autoritario e un dittatore parlamentare.

Angelo Fausto Coppi, meglio noto col solo nome di Fausto (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960) è stato un ciclista su strada e pistard italiano. Professionista dal 1939 al 1960, soprannominato il Campionissimo o l'Airone, fu il corridore più famoso e vincente dell'epoca d'oro del ciclismo ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi.

Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco (Castelnuovo d'Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888), è stato un presbitero e pedagogo italiano, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI il 1º aprile 1934. È considerato uno dei santi sociali torinesi.

Giovanni Rivera, detto Gianni (Alessandria, 18 agosto 1943), è un ex calciatore ed ex politico italiano, di ruolo centrocampista, campione d'Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970 con la nazionale italiana. Pallone d'oro nel 1969, è considerato uno dei migliori giocatori italiani di sempre e uno tra i più grandi della storia del calcio. Esordì in Serie A a quindici anni con la maglia dell'Alessandria; col Milan, nel quale militò per diciannove stagioni (dodici da capitano), fu tre volte campione italiano, due volte europeo e una volta intercontinentale.

santo patrono

Sant'Eusebio Oggi si celebra Sant'Eusebio, primo Vescovo in Piemonte e fondatore dei santuari di Oropa e di Crea.