SARA DE FILIPPI
formazione neoassunti anno scolastico 2022/2023
indice
1. Formazione
2. Esperienze Lavorative
3. Bilancio Iniziale
4. Disabilità e famiglie straniere
5. Sondaggio
6. Attività Svolte
7. Thanks
2002 Laurea in Scienze Biologiche presso l'università degli studi di Parma 2005- 2008 Dottorato di ricerca in Agraria presso Università alma mater studiorum di Bologna 2021/22 corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno per la scuola secondaria di primo grado (TFA Sostegno), Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia.
1.
Formazione
dal 2012INSEGNANTE DI MATEMATICA E SCIENZE (A028) PRESSO SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO
dal 2015 INSEGNANTE DI SOSTEGNO NELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA dal 2016 INSEGNANTE DI SOSTEGNO NELLE SCUOLA G. VERGA DELL'IC. DI PREVALLE
esperienze lavorative
2.
Coinvolgere i genitori
formazione continua
collaborazione con il team educativo/specialisti
bilancio iniziale delle competenze
PEI
ambienti di apprendimentomotivanti
tIC
Ostacoli/ strategie
valutazione formativa
Ianes (2004) sottolinea che l’insegnante “di sostegno”, in realtà, è un insegnante “per” il sostegno, in grado di sollecitare le varie forme di “sostegni” che la comunità scolastica può offrire. Si tratta di una figura che si spende nell’attivare le competenze di tutti
e che evita di rinchiudersi all’interno di una relazione didattica indivi-
duale con l’alunno portatore di disabilità, separata rispetto alla vita della comunità scolastica e, per questo, infruttuosa. Mettere in atto questa intenzionalità educativa, sostiene sempre lo studioso, non è affatto facile e richiede una forte specializzazione universitaria, in particolare sui nuovi bisogni educativi speciali che possono legarsi alla condizione di allievo di origine immigrata e portatore di disabilità. Soltanto in questa maniera si consente alla figura dell’insegnante di sostegno di scrollarsi di dosso l’alone del mero “assistente pietoso”, che in taluni contesti rischia ancora di assumere, per indossare le vesti del professionista della relazione educativa, preparato in tema di didattica speciale ma anche di life skills, di prevenzione delle difficoltà di apprendimento quanto di educazione alla nuova cittadinanza, consapevole delle dimensioni emotive legate alla condizione di disabilità e di quelle inerenti la diversità di ordine culturale, etnica e linguistica, nonché del loro intreccio.
L’accoglienza, l’accompagnamento e l’integrazione del bambino portatore di disabilità, proveniente da altra cultura, richiedono la capacità
di lavorare su molti fronti, con la collaborazione della famiglia, il contributo di più attori (per esempio, il presidio riabilitativo che segue il bambino e le altre agenzie educative territoriali ecc.) e nel rispetto di alcune
sensibilità per garantirgli una migliore qualità della vita. Simone 2020
Marie Rose Moro parla di ‘sindrome dell’esiliato’ presente in molti migranti; sindrome che provoca disorientamento e senso di abbandono e anche
d’impotenza: “l’esiliato è come un acrobate che si muove senza rete”. La rete è
quella del sistema affettivo e di produzione simbolica condivisa che non funziona
più nel nuovo contesto. I migranti vivono sulla propria pelle il processo di accultu-
razione ; pagano spesso anche un prezzo pesante ; devono imparare a gestire delle
appartenenze molteplici e una configurazione dinamica in costante evoluzione. Si
tratta della sfida del meticciamento difficilmente classificabile; meticciamento che
si presenta in modo ancora più complesso nel caso di bambini (migranti o meno)
provenienti dal mondo dell’immigrazione che presentano dei deficit e delle disabilità anche complesse.
"Per alcune madri di origine straniere la disabilità è una patologia che va curata, una
rottura della macchina umana che va riparata, per altre si tratta di un destino voluto da Dio e che non può essere messo in discussione, che bisogna accettare, per
qualcun altro il figlio è anche un ‘essere speciale’ che ha dei poteri misteriosi". Goussot, 2010
bibliografia
Goussot A. (2010): Bambini stranieri con bisogni speciali: rappresentazione
della disabilità dei figli da parte delle famiglie migranti e degli insegnanti.
Ricerche di Pedagogia e Didattica, n. 5, 1, pp.1-21.
Simone, M.G. (2020):Scuola e famiglia del bambino di origine immigrata, portatore di disabilità. Prove di dialogo e di alleanza educativa
Ianes D. (2004): La formazione dell’insegnante di sostegno. Studium Educatio-
nis, n. 3, pp. 589-598.
Marie-Rose Moro(2005, Bambini di qui venuti da altrove. Saggio di transcultura, F.Angeli,
Milano.
Alonzo L., d’ (2016): Marginalità e apprendimento. Brescia: La Scuola.
Indagine sulle origini delle famiglie degli alunni con sostegno dell'IC Prevalle
risultati
il sondaggio
.4
risultati
risultati
risultati
Provenienza genitori
risultati
risultati
risultati
ATTIVITà
pluridisciplinare
Progetto Pianta- là
immagini
ME NE PRENDO CURA E TE NE FACCIO DONO
supporto
Obiettivi
valutazione
Fasi
L'ITalia tridimensionale
Italiano Tecnologia Geografia
"Storia inventata"
ATTIVITà
Italiano Arte
Grazie per l'Attenzione!
- Fase 1: presentazione del progetto da parte dell'insegnante
- Fase 2: raccolta delle piante presenti a scuola tramite il taglio di talee, predisposizione del materiale di recupero da utilizzare e della
- presentazione digitale da utilizzare per il reportage periodico (utilizzo del pc fisso)
- Fase 3: coltivazione idroponica delle talee
- Fase 4: cura delle piantine e osservazione della crescita e del loro sviluppo. Realizzazione di vasetti decorati per ogni compagno di
- classe, utilizzando materiale di recupero portato da casa.
- Fase 5: documentazione del lavoro svolto con fotografie su diapositive di Google-presentazione
- Fase 6: trasferimento delle piantine nei vasetti decorati con terreno
- Fase 7: esposizione alla classe della presentazione con consegna delle piantine ad ogni compagno
- Fase 8: questionario con autovalutazione
- Verifiche in itinere di tipo formativo: con l'ausilio di griglie di osservazione predisposte dal docente di sostegno per gli obiettivi
- trasversali acquisiti durante tutta l'attività (partecipazione, impegno, rispetto per gli altri, autoconsapevolezza di sé).
- Verifiche finali di tipo sommativo: con rubriche valutative tenendo conto della conoscenza dei contenuti e dell'esposizione orale e dei contenuti della presentazione.
- Autovalutazione degli studenti del proprio percorso attraverso un semplice questionario con emoticon.
- Gli studenti sono stati valutati tenendo in considerazione i criteri declinati nel PEI.
- Durante questa esperienza mi sono costantemente confrontata con i colleghi delle materie coinvolte e con il docente tutor, nell'ottica del peer-to-peer. Il supporto del tutor durante la fase di progettazione e di realizzazione del progetto è stato fondamentale per definire le barriere da rimuovere e i facilitatori da attivare per promuovere gli apprendimenti, per raggiungere gli obiettivi delineati nel PEI
Durante questa esperienza mi sono costantemente confrontata con i colleghi delle materie coinvolte e con il docente tutor, nell'ottica del peer-to-peer. Il supporto del tutor durante la fase di progettazione e di realizzazione del progetto è stato fondamentale per definire le barriere da rimuovere e i facilitatori da attivare per promuovere gli apprendimenti, per raggiungere gli obiettivi delineati nel PEI
- Osservare per conoscere le caratteristiche e le proprietà degli organismi vegetali;
- Collaborare con i compagni e gli insegnanti;
- Partecipare attivamente ai progetti proposti;
- Ricavare informazioni da internet e utilizzare software di presentazione; Saper
- descrivere ed elaborare l'attività pratica attraverso presentazioni grafiche digitali;
- Realizzare un oggetto con vari materiali di riciclo;
- descrivere a parole la sequenza delle operazioni effettuate;
- Imparare la tecnica del collage.
- scienze,
- tecnologia,
- arte e immagine
- lingua italiana
anno di prova
Sara De Filippi
Created on June 10, 2023
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SARA DE FILIPPI
formazione neoassunti anno scolastico 2022/2023
indice
1. Formazione
2. Esperienze Lavorative
3. Bilancio Iniziale
4. Disabilità e famiglie straniere
5. Sondaggio
6. Attività Svolte
7. Thanks
2002 Laurea in Scienze Biologiche presso l'università degli studi di Parma 2005- 2008 Dottorato di ricerca in Agraria presso Università alma mater studiorum di Bologna 2021/22 corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno per la scuola secondaria di primo grado (TFA Sostegno), Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia.
1.
Formazione
dal 2012INSEGNANTE DI MATEMATICA E SCIENZE (A028) PRESSO SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO dal 2015 INSEGNANTE DI SOSTEGNO NELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA dal 2016 INSEGNANTE DI SOSTEGNO NELLE SCUOLA G. VERGA DELL'IC. DI PREVALLE
esperienze lavorative
2.
Coinvolgere i genitori
formazione continua
collaborazione con il team educativo/specialisti
bilancio iniziale delle competenze
PEI
ambienti di apprendimentomotivanti
tIC
Ostacoli/ strategie
valutazione formativa
Ianes (2004) sottolinea che l’insegnante “di sostegno”, in realtà, è un insegnante “per” il sostegno, in grado di sollecitare le varie forme di “sostegni” che la comunità scolastica può offrire. Si tratta di una figura che si spende nell’attivare le competenze di tutti e che evita di rinchiudersi all’interno di una relazione didattica indivi- duale con l’alunno portatore di disabilità, separata rispetto alla vita della comunità scolastica e, per questo, infruttuosa. Mettere in atto questa intenzionalità educativa, sostiene sempre lo studioso, non è affatto facile e richiede una forte specializzazione universitaria, in particolare sui nuovi bisogni educativi speciali che possono legarsi alla condizione di allievo di origine immigrata e portatore di disabilità. Soltanto in questa maniera si consente alla figura dell’insegnante di sostegno di scrollarsi di dosso l’alone del mero “assistente pietoso”, che in taluni contesti rischia ancora di assumere, per indossare le vesti del professionista della relazione educativa, preparato in tema di didattica speciale ma anche di life skills, di prevenzione delle difficoltà di apprendimento quanto di educazione alla nuova cittadinanza, consapevole delle dimensioni emotive legate alla condizione di disabilità e di quelle inerenti la diversità di ordine culturale, etnica e linguistica, nonché del loro intreccio.
L’accoglienza, l’accompagnamento e l’integrazione del bambino portatore di disabilità, proveniente da altra cultura, richiedono la capacità di lavorare su molti fronti, con la collaborazione della famiglia, il contributo di più attori (per esempio, il presidio riabilitativo che segue il bambino e le altre agenzie educative territoriali ecc.) e nel rispetto di alcune sensibilità per garantirgli una migliore qualità della vita. Simone 2020
Marie Rose Moro parla di ‘sindrome dell’esiliato’ presente in molti migranti; sindrome che provoca disorientamento e senso di abbandono e anche d’impotenza: “l’esiliato è come un acrobate che si muove senza rete”. La rete è quella del sistema affettivo e di produzione simbolica condivisa che non funziona più nel nuovo contesto. I migranti vivono sulla propria pelle il processo di accultu- razione ; pagano spesso anche un prezzo pesante ; devono imparare a gestire delle appartenenze molteplici e una configurazione dinamica in costante evoluzione. Si tratta della sfida del meticciamento difficilmente classificabile; meticciamento che si presenta in modo ancora più complesso nel caso di bambini (migranti o meno) provenienti dal mondo dell’immigrazione che presentano dei deficit e delle disabilità anche complesse.
"Per alcune madri di origine straniere la disabilità è una patologia che va curata, una rottura della macchina umana che va riparata, per altre si tratta di un destino voluto da Dio e che non può essere messo in discussione, che bisogna accettare, per qualcun altro il figlio è anche un ‘essere speciale’ che ha dei poteri misteriosi". Goussot, 2010
bibliografia
Goussot A. (2010): Bambini stranieri con bisogni speciali: rappresentazione della disabilità dei figli da parte delle famiglie migranti e degli insegnanti. Ricerche di Pedagogia e Didattica, n. 5, 1, pp.1-21.
Simone, M.G. (2020):Scuola e famiglia del bambino di origine immigrata, portatore di disabilità. Prove di dialogo e di alleanza educativa
Ianes D. (2004): La formazione dell’insegnante di sostegno. Studium Educatio- nis, n. 3, pp. 589-598.
Marie-Rose Moro(2005, Bambini di qui venuti da altrove. Saggio di transcultura, F.Angeli, Milano.
Alonzo L., d’ (2016): Marginalità e apprendimento. Brescia: La Scuola.
Indagine sulle origini delle famiglie degli alunni con sostegno dell'IC Prevalle
risultati
il sondaggio
.4
risultati
risultati
risultati
Provenienza genitori
risultati
risultati
risultati
ATTIVITà
pluridisciplinare
Progetto Pianta- là
immagini
ME NE PRENDO CURA E TE NE FACCIO DONO
supporto
Obiettivi
valutazione
Fasi
L'ITalia tridimensionale
Italiano Tecnologia Geografia
"Storia inventata"
ATTIVITà
Italiano Arte
Grazie per l'Attenzione!
Durante questa esperienza mi sono costantemente confrontata con i colleghi delle materie coinvolte e con il docente tutor, nell'ottica del peer-to-peer. Il supporto del tutor durante la fase di progettazione e di realizzazione del progetto è stato fondamentale per definire le barriere da rimuovere e i facilitatori da attivare per promuovere gli apprendimenti, per raggiungere gli obiettivi delineati nel PEI