La legge di Archimede esperimento
Lucrezia Patti,Dario Triferò 1G
Archimede è nato a Siracusa nel 287 a. C. e morto nel 212 a. C. Matematico e fisico, è figlio di un astronomo di nome Fidia, e ha compiuto la maggior parte dei suoi studi ad Alessandria con i continuatori di Euclide. Tornato a Siracusa, ha mantenuto contatti e scambi di informazioni scientifiche con i matematici alessandrini, in modo particolare Eratostene, Conone di Samo e Dositeo. Ha svolto la sua attività di matematico e inventore sotto la protezione di Gerone, tiranno di Siracusa. Si racconta che durante il saccheggio di Siracusa, un soldato romano, non rispettando gli ordini impartiti dal console Marcello, ha ucciso il grande scienziato mentre era intento nei suoi calcoli
La legge del galleggiamento di Archimede, nota come principio di Archimede, stabilisce che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del liquido spostato, dove la spinta esercitata dal fluido è una forza detta spinta di Archimede, o anche spinta idrostatica. Perché una barca galleggia sull’acqua e non va a fondo? La legge appena enunciata, ci permette di comprendere la logica del galleggiamento dei corpi, che siano immersi parzialmente o completamente in qualsiasi fluido, liquido o gas, aiutandoci a capire in che modo le nostre imbarcazioni riescano a navigare.
La vita di Archimede viene raccontata da molti storici, che ne riportano diversi aneddoti. Vitruvio, ad esempio, spiega che si sarebbe iniziato ad occupare di idrostatica perché il sovrano Gerone II gli avrebbe chiesto di stabilire se una corona fosse stata realizzata in oro puro oppure con altri metalli. Il matematico avrebbe di fatto risolto la questione facendosi un bagno e notando che immergendosi nell’acqua si verificava un aumento del livello di quest’ultima. Secondo una ricostruzione tardoantica, a quel punto Archimede avrebbe suggerito di pesare la corona e un quantitativo di oro di peso uguale, immergendo entrambi nell’acqua.
Qualora la corona fosse stata d’oro puro, la bilancia sarebbe stata in equilibrio: poiché, invece, la bilancia si abbassò dalla parte dell’oro, ne dedusse che, essendo pari i pesi, la corona aveva subito una spinta idrostatica maggiore avendo un volume maggiore, implicando dunque che questa fosse stata fabbricata con altri metalli, in quanto questi presentano una densità minore dell’oro.
Adesso verifichiamo la legge di Archimede,cioè che un oggetto immerso in un liquido riceve una spinta,dal basso verso l'alto,pari al peso del liquido spostato
Legge di Archimede
Lucrezia Patti
Created on June 6, 2023
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La legge di Archimede esperimento
Lucrezia Patti,Dario Triferò 1G
Archimede è nato a Siracusa nel 287 a. C. e morto nel 212 a. C. Matematico e fisico, è figlio di un astronomo di nome Fidia, e ha compiuto la maggior parte dei suoi studi ad Alessandria con i continuatori di Euclide. Tornato a Siracusa, ha mantenuto contatti e scambi di informazioni scientifiche con i matematici alessandrini, in modo particolare Eratostene, Conone di Samo e Dositeo. Ha svolto la sua attività di matematico e inventore sotto la protezione di Gerone, tiranno di Siracusa. Si racconta che durante il saccheggio di Siracusa, un soldato romano, non rispettando gli ordini impartiti dal console Marcello, ha ucciso il grande scienziato mentre era intento nei suoi calcoli
La legge del galleggiamento di Archimede, nota come principio di Archimede, stabilisce che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del liquido spostato, dove la spinta esercitata dal fluido è una forza detta spinta di Archimede, o anche spinta idrostatica. Perché una barca galleggia sull’acqua e non va a fondo? La legge appena enunciata, ci permette di comprendere la logica del galleggiamento dei corpi, che siano immersi parzialmente o completamente in qualsiasi fluido, liquido o gas, aiutandoci a capire in che modo le nostre imbarcazioni riescano a navigare.
La vita di Archimede viene raccontata da molti storici, che ne riportano diversi aneddoti. Vitruvio, ad esempio, spiega che si sarebbe iniziato ad occupare di idrostatica perché il sovrano Gerone II gli avrebbe chiesto di stabilire se una corona fosse stata realizzata in oro puro oppure con altri metalli. Il matematico avrebbe di fatto risolto la questione facendosi un bagno e notando che immergendosi nell’acqua si verificava un aumento del livello di quest’ultima. Secondo una ricostruzione tardoantica, a quel punto Archimede avrebbe suggerito di pesare la corona e un quantitativo di oro di peso uguale, immergendo entrambi nell’acqua.
Qualora la corona fosse stata d’oro puro, la bilancia sarebbe stata in equilibrio: poiché, invece, la bilancia si abbassò dalla parte dell’oro, ne dedusse che, essendo pari i pesi, la corona aveva subito una spinta idrostatica maggiore avendo un volume maggiore, implicando dunque che questa fosse stata fabbricata con altri metalli, in quanto questi presentano una densità minore dell’oro.
Adesso verifichiamo la legge di Archimede,cioè che un oggetto immerso in un liquido riceve una spinta,dal basso verso l'alto,pari al peso del liquido spostato