PRESENTAZIONE
CAIO GIULIO CESARE
START
indice
1. l'autore
10. il de bello gallico
11. struttura: il de bello gallico
2. la carriera politica
3. primo triumvirato
12. barbari e romani a confronto
4. Cesare
13 i contenuti: il de bello gallico
5. il potere politico e l'appoggio dell'eserciyo
14 il de bello civili
15 struttura: il de bello civili
6. la morte di Cesare
7. una produzione letteraria
16 i contenuti: il de bello civili
17 clementia
8. la carriera di Cesare
18sitografia/bibliografia
9. scopo/destinatario opera
L'autore
La famiglia in cui Caio Giulio Cesare Nacque, nel 100 a.C., la gens Iulia, apparteneva all'antico patriziato Romano e vantava addirittura La discendenza da Iulio il figlio, di Enea. il giovane Cesare crebbe educato da retori importanti ed esordì sulla scena pubblica con un atto di aperta ribellione nei confronti del dittatore Silla. Il clima teso e sfavorevole gli suggerisce di allontanarsi da Roma e Cesare si avvia a diventare uno degli esponenti dello schieramento dei populares.
+ info
la carriera politica
Rientrato in città nel 77 a.C. iniziò un'intensa carriera politica: questore nel 68 a.C.; edile nel 65 a.C.; pretore nel 62 a.C. attuando sempre scelte filo-Populares. La sua propetura in Spagna portò a una rapida pacificazione della provincia; nel frattempo nel 63 a.C. era stato eletto Pontifex Maximus riuscendo così ad intervenire in Senato per cercare di evitare la condanna a morte di Catilina e dei suoi congiurati
caio giulio cesare
" Rerum omnium magister usus" La consuetudine è maestra di tutte le cose.
De bello Civili
"primo triumvirato"
CAIO GIULIO CESARE
"Gli uomoni sono dotati di carne e sangue, e dotati di ragione; tuttavia fra essi ne conosco uno che, inattaccabile, conserva la sua posizione da nulla scosso"
-- Giulio Cesare
il potere politico e l'appoggio dell'esercito
I fatti recenti della storia romana avevano mostrato come il potere politico si fondasse sulla appoggio dell'esercito ottenuto attraverso vittorie militari. Cesare allora si fece assegnare nel 58 a.C. il proconsolato nella Gallia Cisalpina sicuro di poter innescare da lì una guerra di conquista contro il popolo Gallico. Sì avvio quindi verso una campagna militare che si concluse nel 56 a.C. rinnovando in quello stesso anno l'accordo privato con Pompeo e Crasso e ottenendo così la carica di proconsolato per altri 5 anni tempo che gli serviva per domare una vasta rivolta in Gallia. Da queste vicende belliche nacque il commentario De Bello Gallico una raccolta di appunti che narra la guerra di conquista.
la morte di cesare
Quando ormai il traguardo di Cesare era raggiunto si fece eleggere dittatore a vita e adottò un atteggiamento di clementia verso la politica avversa per avviare un processo di pacificazione dello Stato, lacerato dalla guerra civile. Le forze politiche aristocratiche, preoccupate che Cesare volesse diventare re e modificare l'impianto di governo di Roma da Repubblica a monarchia, organizzarono una congiura poiché era impossibile ostacolarlo politicamente. Il piano ebbe successo: Cesare fu ucciso a colpi di pugnale nel 44 a.C. alle idi di marzo durante una seduta in Senato.
Scrive Luciano Canfora. "Alla fine è una fragatone l'azione più spettacolare quantunque non del tutto prevista la congiura dei suoi..."
una produzione letteraria
Gli interessi di Cesare sul piano culturale furono molti e differenti: si interessò dell'astronomia, della retorica ma soprattutto divenne famoso per le sue orazioni. Si dico alla poesia e seppe coniugare politica e cultura come era d'obbligo per i Patrizi romani che percepivano la vita come alternanza da otium e negotium.
Due sono le opere maggiori di Cesare. i commentari sulla guerra Gallica e sulla guerra civile. il commentarius non è un'opera di alto profilo ma non è neppure una semplice raccolta di appunti il suo significato è "diario"; in testi come questi non si trovano discorsi scene drammatiche piuttosto emerge una storiografia pragmatica che presenta un resoconto di fatti accaduti narrati da un generale e un politico, come in quesro caso, senza interpretazioni ne moraline religiosi.
Le caratteristiche di Cesare
scopo/destinatario opera
I commentarii di Cesare avevano per destinatario soprattutto il Senato al quale doveva rendere conto della correttezza del suo agire. Su Cesare, infatti, pesava l'accusa di aver combattuto la guerra in Gallia per fondare il suo potere personale e inoltre di essersi rivoltato contro il Senato e la Repubblica, scatenando una guerra civile. i Commentari servivano a dimostrare attraverso i fatti che le situazioni erano assolutamente corrette.
Cesare voleva spiegare le ragioni che lo avevano spinto ad agire in un determinato modo. Sicuramente la sua fu una storiografia di parte scritta non senza qualche artificio che aumentasse la sua credibilità come per esempio la scelta di raccontare tutto in terza persona per conferire maggiore effetto di oggettività alla narrazione. La sua fu una sottile deformazione di alcuni eventi: possiamo dire infatti che Cesare ha raccontato la sua guerra e con essa le sue ragioni.
il de bello gallico
- 58 a.C. al 50 a.C. - 8 libri - avvenimenti che saldano la campagna di Gallia con la guerra civile - sottolinea come il comportamento di Cesare sia sempre stato conforme al diritto di guerra romano.
+ info
struttura: de bello gallico
L’opera si apre con una breve descrizione fisica della Gallia (libro I), abitata da popolazioni differenti per lingua, istituzioni e leggi e tra loro in rapporti di ostilità. Sono poi indicate le cause dell’intervento romano nella regione, presentandolo come un atto di difesa dei territori della provincia romana della Gallia Narbonense, sede degli Allobrogi, e di quelli degli Edui, alleati di Roma, dagli Elvezi, intenzionati a lasciare i propri territori per conquistare tutta la Gallia. L’intervento militare di Cesare costringe gli Elvezi alla resa e pone i Romani in una posizione di forza, tanto che i diversi popoli della Gallia iniziano a intrecciare rapporti diplomatici con Cesare. Nei libri successivi (libri II-III) si descrive il procedere delle operazioni militari e la sconfitta romana di altre popolazioni della Gallia (Belgi, Veneti, Aquitani) che, anziché sottomettersi ai Romani, tentavano di opporvisi. Una volta conclusa la conquista della Gallia, Cesare cerca di rafforzarne i confini e di sottomettere anche i popoli vicini, per evitare che possano portare aiuto ai Galli e incitarnela ribellione. Cesare compie quindi delle campagne nei territori dei Germani, al di là del Reno, e in Britannia (libri IV-V). L’invasione della Britannia, però, è interrotta dallo scoppio di una rivolta generale in Gallia, dove si è formata una lega antiromana formata da Galli e Germani. La ribellione è repressa da Cesare, che riesce a sottomettere tutti i popoli ribelli, i Treviri, gli Atuatuci, i Nervi, gli Eburoni e, infine, in seguito alla presa della città di Alesia, anche gli Averni di Vercingetorige (libri VI-VII).
Per un romano il mondo conosciuto si divideva in due parti: i romani e i barbari. Questo di fatto coincideva con la distinzione tra civiltà e inciviltà; Roma era convinta di essere la portatrice di una cultura e di una forma di governo superiori: sulla base di questa concezione sostiene anche la legittimità della conquista in quanto la guerra e la dominazione fossero strumento di progresso civile. Questa teoria della cosiddetta guerra giusta "bellum iustum" giustificò le tante guerre di conquista affrontate da Roma; conseguenza della di conquista era la romanizzazione ovvero l'imposizione al popolo sconfitto del proprio sistema di governo perdendo gran parte dell'originalità culturale dei popoli conquistati.
barbari e romani a confronto
i contenuti: de bello gallico
52 a.C, Rivolta generale capitanata da Vercingetoringe. Assedio e conquista di Alesia.
53 a.C, secondo passaggio del Reno
57 a.C, Campagna militare contro i belgi e i Nervii
24a.C. Excursus etnogeografico sulla Britannia, dove Cesare compie una seconda spedizione. Domata la ribellione degli Eburoni di Ambiorìge.
55a.C. Excursus sui Germani, primo passaggio del Reno e massacro di Usipeti e Tencteri. Prima spedizione in Britannia.
58 a.C.Descrizione geografica della Gallia. Guerra contro gli Suebi di Ariovisto e loro sottomissione
57/56 a.C. Campagne contro i Veneti, Aquitani, Morini e Menapi
il de bello civili
- 3 libri -48-47 a.C, -guerra combattuta tra Cesare e Pompeo -Cesare si presenta come difensore della repubblica e delle sue istituzioni, ribaltando su pompeo l'accusa di aver scatenato le ostilità per la propria brava di potere
+ info
struttura:de bello civili
L'opera è divisa in tre libri che si riferiscono alla guerra combattuta fra il 48 a.c. (libro I e II) e il 47 a.c. tra Cesare e Pompeo; è un opera chiaramente incompiuta tanto che alcuni pensano che sia stata pubblicata dopo la morte di Cesare. In questo conflitto diventa preponderante l'aspetto politico: Cesare attraverso queste pagine mira a convincere l'opinione pubblica e quella del senato di non essere stato un rivoluzionario e di non aver portato il paese alla guerra civile per cercare di ottenere il potere per sé, spiegando come il Senato fosse stato manipolato Da Pompeo. La responsabilità della guerra civile in questo modo ricade interamente su quest'ultimo che secondo le argomentazioni di Cesare aveva aperto la guerra civile per eliminare il suo oppositore e potersi poi ritrovare padrone assoluto di Roma. Parte fondamentale in questo senso è la descrizione dell'accampamento di Pompeo: prima della Battaglia nella quali Generali, sicuri della vittoria, si spartiscono in anticipo le cariche: con ciò l'autore vuole svelare chiaramente l'intenzione dei pompeiani di impadronirsi dello Stato e di non ricondurlo alla sua originaria Libertà repubblicana.
i contenuti: de bello civili
Guerra in Epiro, in Illiria e scontro finale in Tessaglia a Farsàlo. Fuga e morte di pompeo in Egitto
la crisi politica a Roma: discussioni in senato delle proposte di Cesare. Avanzata di Cesare in Italia e guerra in Spagna contro afranio e Petreio
Assedio di Marsiglia e resa di Varrone in Spagna. Sconfitta e morte del cesariano Curione in Africa
la clementia di cesare
I soldati pompeiani, soprattutto gli ufficiali che sono romani come lui, vengono presentati da Cesare come corrotti, indegni di rispetto, avidi di potere. Nei loro confronti, così come verso gli avversari politici, Cesare alla fine del conflitto terrà un atteggiamento di clementia ovvero di perdono, di reintegrazione. Un atteggiamento tuttavia ambiguo in quanto significava considerare gli avversari politici alla stessa stregua dei popoli nemici sconfitti e sottomessi: la clementia Infatti si applicava le genti straniere battute non ai Romani. La clemenza di Cesare quindi aveva il duplice volto di una pace sociale ricomposta e di una umiliazione inflitta.
+ info
BIBLIOGRAFIA
sitografiA
- https://www.skuola.net/letteratura-latina-fino-cicerone/cesare-commentarii.html
- https://www.ilsuperuovo.it/8-curiosita-su-gaio-giulio-cesare/
- Libri et homines: dalle origini alla fine della repubblica Angelo Diotti
Sergio Dossi Franco Signoracci
marica mastrocola
Caio Giulio Cesare
Marica Mastrocola
Created on June 5, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Pastel Color Presentation
View
Winter Presentation
View
Hanukkah Presentation
Explore all templates
Transcript
PRESENTAZIONE
CAIO GIULIO CESARE
START
indice
1. l'autore
10. il de bello gallico
11. struttura: il de bello gallico
2. la carriera politica
3. primo triumvirato
12. barbari e romani a confronto
4. Cesare
13 i contenuti: il de bello gallico
5. il potere politico e l'appoggio dell'eserciyo
14 il de bello civili
15 struttura: il de bello civili
6. la morte di Cesare
7. una produzione letteraria
16 i contenuti: il de bello civili
17 clementia
8. la carriera di Cesare
18sitografia/bibliografia
9. scopo/destinatario opera
L'autore
La famiglia in cui Caio Giulio Cesare Nacque, nel 100 a.C., la gens Iulia, apparteneva all'antico patriziato Romano e vantava addirittura La discendenza da Iulio il figlio, di Enea. il giovane Cesare crebbe educato da retori importanti ed esordì sulla scena pubblica con un atto di aperta ribellione nei confronti del dittatore Silla. Il clima teso e sfavorevole gli suggerisce di allontanarsi da Roma e Cesare si avvia a diventare uno degli esponenti dello schieramento dei populares.
+ info
la carriera politica
Rientrato in città nel 77 a.C. iniziò un'intensa carriera politica: questore nel 68 a.C.; edile nel 65 a.C.; pretore nel 62 a.C. attuando sempre scelte filo-Populares. La sua propetura in Spagna portò a una rapida pacificazione della provincia; nel frattempo nel 63 a.C. era stato eletto Pontifex Maximus riuscendo così ad intervenire in Senato per cercare di evitare la condanna a morte di Catilina e dei suoi congiurati
caio giulio cesare
" Rerum omnium magister usus" La consuetudine è maestra di tutte le cose.
De bello Civili
"primo triumvirato"
CAIO GIULIO CESARE
"Gli uomoni sono dotati di carne e sangue, e dotati di ragione; tuttavia fra essi ne conosco uno che, inattaccabile, conserva la sua posizione da nulla scosso"
-- Giulio Cesare
il potere politico e l'appoggio dell'esercito
I fatti recenti della storia romana avevano mostrato come il potere politico si fondasse sulla appoggio dell'esercito ottenuto attraverso vittorie militari. Cesare allora si fece assegnare nel 58 a.C. il proconsolato nella Gallia Cisalpina sicuro di poter innescare da lì una guerra di conquista contro il popolo Gallico. Sì avvio quindi verso una campagna militare che si concluse nel 56 a.C. rinnovando in quello stesso anno l'accordo privato con Pompeo e Crasso e ottenendo così la carica di proconsolato per altri 5 anni tempo che gli serviva per domare una vasta rivolta in Gallia. Da queste vicende belliche nacque il commentario De Bello Gallico una raccolta di appunti che narra la guerra di conquista.
la morte di cesare
Quando ormai il traguardo di Cesare era raggiunto si fece eleggere dittatore a vita e adottò un atteggiamento di clementia verso la politica avversa per avviare un processo di pacificazione dello Stato, lacerato dalla guerra civile. Le forze politiche aristocratiche, preoccupate che Cesare volesse diventare re e modificare l'impianto di governo di Roma da Repubblica a monarchia, organizzarono una congiura poiché era impossibile ostacolarlo politicamente. Il piano ebbe successo: Cesare fu ucciso a colpi di pugnale nel 44 a.C. alle idi di marzo durante una seduta in Senato.
Scrive Luciano Canfora. "Alla fine è una fragatone l'azione più spettacolare quantunque non del tutto prevista la congiura dei suoi..."
una produzione letteraria
Gli interessi di Cesare sul piano culturale furono molti e differenti: si interessò dell'astronomia, della retorica ma soprattutto divenne famoso per le sue orazioni. Si dico alla poesia e seppe coniugare politica e cultura come era d'obbligo per i Patrizi romani che percepivano la vita come alternanza da otium e negotium.
Due sono le opere maggiori di Cesare. i commentari sulla guerra Gallica e sulla guerra civile. il commentarius non è un'opera di alto profilo ma non è neppure una semplice raccolta di appunti il suo significato è "diario"; in testi come questi non si trovano discorsi scene drammatiche piuttosto emerge una storiografia pragmatica che presenta un resoconto di fatti accaduti narrati da un generale e un politico, come in quesro caso, senza interpretazioni ne moraline religiosi.
Le caratteristiche di Cesare
scopo/destinatario opera
I commentarii di Cesare avevano per destinatario soprattutto il Senato al quale doveva rendere conto della correttezza del suo agire. Su Cesare, infatti, pesava l'accusa di aver combattuto la guerra in Gallia per fondare il suo potere personale e inoltre di essersi rivoltato contro il Senato e la Repubblica, scatenando una guerra civile. i Commentari servivano a dimostrare attraverso i fatti che le situazioni erano assolutamente corrette.
Cesare voleva spiegare le ragioni che lo avevano spinto ad agire in un determinato modo. Sicuramente la sua fu una storiografia di parte scritta non senza qualche artificio che aumentasse la sua credibilità come per esempio la scelta di raccontare tutto in terza persona per conferire maggiore effetto di oggettività alla narrazione. La sua fu una sottile deformazione di alcuni eventi: possiamo dire infatti che Cesare ha raccontato la sua guerra e con essa le sue ragioni.
il de bello gallico
- 58 a.C. al 50 a.C. - 8 libri - avvenimenti che saldano la campagna di Gallia con la guerra civile - sottolinea come il comportamento di Cesare sia sempre stato conforme al diritto di guerra romano.
+ info
struttura: de bello gallico
L’opera si apre con una breve descrizione fisica della Gallia (libro I), abitata da popolazioni differenti per lingua, istituzioni e leggi e tra loro in rapporti di ostilità. Sono poi indicate le cause dell’intervento romano nella regione, presentandolo come un atto di difesa dei territori della provincia romana della Gallia Narbonense, sede degli Allobrogi, e di quelli degli Edui, alleati di Roma, dagli Elvezi, intenzionati a lasciare i propri territori per conquistare tutta la Gallia. L’intervento militare di Cesare costringe gli Elvezi alla resa e pone i Romani in una posizione di forza, tanto che i diversi popoli della Gallia iniziano a intrecciare rapporti diplomatici con Cesare. Nei libri successivi (libri II-III) si descrive il procedere delle operazioni militari e la sconfitta romana di altre popolazioni della Gallia (Belgi, Veneti, Aquitani) che, anziché sottomettersi ai Romani, tentavano di opporvisi. Una volta conclusa la conquista della Gallia, Cesare cerca di rafforzarne i confini e di sottomettere anche i popoli vicini, per evitare che possano portare aiuto ai Galli e incitarnela ribellione. Cesare compie quindi delle campagne nei territori dei Germani, al di là del Reno, e in Britannia (libri IV-V). L’invasione della Britannia, però, è interrotta dallo scoppio di una rivolta generale in Gallia, dove si è formata una lega antiromana formata da Galli e Germani. La ribellione è repressa da Cesare, che riesce a sottomettere tutti i popoli ribelli, i Treviri, gli Atuatuci, i Nervi, gli Eburoni e, infine, in seguito alla presa della città di Alesia, anche gli Averni di Vercingetorige (libri VI-VII).
Per un romano il mondo conosciuto si divideva in due parti: i romani e i barbari. Questo di fatto coincideva con la distinzione tra civiltà e inciviltà; Roma era convinta di essere la portatrice di una cultura e di una forma di governo superiori: sulla base di questa concezione sostiene anche la legittimità della conquista in quanto la guerra e la dominazione fossero strumento di progresso civile. Questa teoria della cosiddetta guerra giusta "bellum iustum" giustificò le tante guerre di conquista affrontate da Roma; conseguenza della di conquista era la romanizzazione ovvero l'imposizione al popolo sconfitto del proprio sistema di governo perdendo gran parte dell'originalità culturale dei popoli conquistati.
barbari e romani a confronto
i contenuti: de bello gallico
52 a.C, Rivolta generale capitanata da Vercingetoringe. Assedio e conquista di Alesia.
53 a.C, secondo passaggio del Reno
57 a.C, Campagna militare contro i belgi e i Nervii
24a.C. Excursus etnogeografico sulla Britannia, dove Cesare compie una seconda spedizione. Domata la ribellione degli Eburoni di Ambiorìge.
55a.C. Excursus sui Germani, primo passaggio del Reno e massacro di Usipeti e Tencteri. Prima spedizione in Britannia.
58 a.C.Descrizione geografica della Gallia. Guerra contro gli Suebi di Ariovisto e loro sottomissione
57/56 a.C. Campagne contro i Veneti, Aquitani, Morini e Menapi
il de bello civili
- 3 libri -48-47 a.C, -guerra combattuta tra Cesare e Pompeo -Cesare si presenta come difensore della repubblica e delle sue istituzioni, ribaltando su pompeo l'accusa di aver scatenato le ostilità per la propria brava di potere
+ info
struttura:de bello civili
L'opera è divisa in tre libri che si riferiscono alla guerra combattuta fra il 48 a.c. (libro I e II) e il 47 a.c. tra Cesare e Pompeo; è un opera chiaramente incompiuta tanto che alcuni pensano che sia stata pubblicata dopo la morte di Cesare. In questo conflitto diventa preponderante l'aspetto politico: Cesare attraverso queste pagine mira a convincere l'opinione pubblica e quella del senato di non essere stato un rivoluzionario e di non aver portato il paese alla guerra civile per cercare di ottenere il potere per sé, spiegando come il Senato fosse stato manipolato Da Pompeo. La responsabilità della guerra civile in questo modo ricade interamente su quest'ultimo che secondo le argomentazioni di Cesare aveva aperto la guerra civile per eliminare il suo oppositore e potersi poi ritrovare padrone assoluto di Roma. Parte fondamentale in questo senso è la descrizione dell'accampamento di Pompeo: prima della Battaglia nella quali Generali, sicuri della vittoria, si spartiscono in anticipo le cariche: con ciò l'autore vuole svelare chiaramente l'intenzione dei pompeiani di impadronirsi dello Stato e di non ricondurlo alla sua originaria Libertà repubblicana.
i contenuti: de bello civili
Guerra in Epiro, in Illiria e scontro finale in Tessaglia a Farsàlo. Fuga e morte di pompeo in Egitto
la crisi politica a Roma: discussioni in senato delle proposte di Cesare. Avanzata di Cesare in Italia e guerra in Spagna contro afranio e Petreio
Assedio di Marsiglia e resa di Varrone in Spagna. Sconfitta e morte del cesariano Curione in Africa
la clementia di cesare
I soldati pompeiani, soprattutto gli ufficiali che sono romani come lui, vengono presentati da Cesare come corrotti, indegni di rispetto, avidi di potere. Nei loro confronti, così come verso gli avversari politici, Cesare alla fine del conflitto terrà un atteggiamento di clementia ovvero di perdono, di reintegrazione. Un atteggiamento tuttavia ambiguo in quanto significava considerare gli avversari politici alla stessa stregua dei popoli nemici sconfitti e sottomessi: la clementia Infatti si applicava le genti straniere battute non ai Romani. La clemenza di Cesare quindi aveva il duplice volto di una pace sociale ricomposta e di una umiliazione inflitta.
+ info
BIBLIOGRAFIA
sitografiA
- Libri et homines: dalle origini alla fine della repubblica Angelo Diotti
Sergio Dossi Franco Signoraccimarica mastrocola