Villa Badoèr
L'architettura di Palladio nel Polesine - RO
Carraro Giulia, Gregianin Leonardo, Wang Qi An Liceo Statale "I. Nievo"
Indice
Commodità Perpetuità Bellezza
La committenza
Il Progetto
Storia successiva
Descrizione
Interni e decorazioni
Contesto urbano
Perpetuità Bellezza
Commodità
“Tre cose in ciascuna fabrica deono considerarsi, senza le quali niuno edifcio meriterà esser lodato; et queste sono, l'utile, o commodità, la perpetuità, et la bellezza: perciochè non si potrebbe chiamare perfetta quell'opera, che utile fusse, ma per poco tempo; overo che per molto non fusse comoda; overo c'havendo amendue queste ninua gratia poi in se contenesse."
“La commodità si havrà, quando in ciascun membro sarà dato luogo atto, sito accomodante, non minore che la dignità si ricchieggia, né maggiore che l’uso si ricerchi: et sarà posto in luogo proprio, cioè quando le Loggie, le Stanze, le Cantine, e i Granari saranno posti a luoghi loro convenevoli.”
“Alla perpetuità si havrà risguardo, quando tutti i muri saranno diritti à piombo, più grossi nella parte di sotto, che in quella di sopra, et haveranno buone, et sofficienti le fondamenta: et oltre a ciò, le colonne di sopra saranno al dritto di quelle di sotto, et tutti i fiori, come usci, e fenestre saranno uno sopra l’altro: onde il pieno venga sopra il pieno, et il voto sopra il voto.” “La bellezza risulterà dalla bella forma, e dalla corrispondenza del tutto alle parti, dalle parti fra loro, e di pelle al tutto: conciosiache gli edificij habbiano da parere uno intiero, e ben finito corpo: nel quale l’un membro all’altro convenga, et tutte le membra siano necessariamente à quello, che si vuol fare.”
"Questa linea è la metà del piede Vicentino, co`l quale sono state misurate le seguenti fabriche. Tutto il piede si partisce in oncie dodici, e ciascun`oncia in quattro minuti."
Libro I, cap. I
La Committenza
Incontro tra Francesco Badoèr e Andrea Palladio
Villa Badoèr, detta "La Badoera", è ubicata a Fratta Polesine (RO) e fu commissionata dal "Magnifico Signor Francesco Badoero", discendente di una famiglia del patriziato della Repubblica Serenissima, priva però di rilevanza pubblica, all'architetto Andrea Palladio. Egli seguì il progetto (1554-55) e la costruzione della villa (1556-63), nei territori della "Vespara", ereditati dal committente a seguito del sodalizio con la famiglia Loredan e al matrimonio dello stesso con Lucietta, figlia del doge Francesco Loredan. Francesco Badoero necessitava di un edificio in cui poter amministrare la proprietà, e allo stesso tempo di manifestare il prestigio economico raggiunto attraverso una villa elegante e austera.
Il Progetto
"La seguente fabrica è del Magnifico Signor Francesco Badoero nel Polesine ad un luogo detto la Frata, in un sito alquanto rilevato, e bagnata da un ramo dell’Adige, ove era anticamente un castello di Salinguerra da Este cognato di Ezzelino da Romano. Fa basa a tutta la fabrica un piedestilo alto cinque piedi: a questa altezza è il pavimento delle stanze: le quali tutte sono in solaro, e sono state ornate di Grottesche di bellissima inventione dal Giallo Fiorentino. Di sopra hanno il granaro, e di sotto la cucina, le cantine, & altri luoghi alla commodità pertinenti: Le colonne delle Logge della casa del padrone sono Ioniche: La Cornice come corona circonda tutta la casa. Il frontespicio sopra loggie fa una bellissima vista: perché rende la parte di mezo più eminente dei fianchi. Discendendo poi al piano si ritrovano luoghi da Fattore, Gastaldo, stalle, & altri alla Villa convenevoli"
Libro II, p.48
Storia Successiva
Della storia posteriore alla costruzione della villa non si hanno che i passaggi di proprietà: i Mocenigo, poi i Gradenigo, i Del Vecchio Bianchini e infine i Cagnoni-Boniotti, che furono gli ultimi proprietari, dopo di che la villa fu venduta da questi allo Stato, divenendo proprietà dell'Ente per le ville venete e infine della Provincia di Rovigo, rendendo possibile la conduzione dei restauri. Dal 1996 la villa palladiana fa parte del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.Dal 21 febbraio 2009 le barchesse settentrionali della villa ospitano il museo archeologico nazionale di Fratta Polesine.
Descrizione
La struttura distributiva del corpo dominicale presenta la tipica organizzazione palladiana lungo un asse verticale:
Interni & Decorazioni
Palladio, solito rivolgersi a collaboratori di fiducia, fece ricorso a tale "Giallo Fiorentino", identificato in un "Giallo" pittore, già collaboratore di Giuseppe Salviati nella decorazione della facciata di Palazzo Loredan, in Campo Santo Stefano a Venezia o con il pittore fiorentino Pier Francesco di Jacopo Foschi.Le immagini che affrescano le pareti della villa rappresentano tematiche mitologiche e allegoriche, talora legate al territorio e alla committenza, assieme a grottesche, nicchie, festoni, figurette, erbaggi e frutta, che, secondo gli studiosi, celebrano i legami d'amicizia tra le famiglie Badoer e Loredan.
Contesto Urbano
A differenza di altri edifici palladiani, villa Badoer non è posizionata in un ambiente libero, ma inserita in un contesto di borgata. Appare, infatti, incastonata sul suo basamento e armonizzata con l'ambiente circostante .Mantiene l'orientamento, con la facciata che guarda a levante, dell'antico castello di "Salinguerra da Este", precedentemente ubicato nel luogo. È "bagnata da un ramo dell'Adige", in realtà lo Scortico, un canale navigabile, (che, attraverso l'Adige, il Canal Bianco e il Po, portava a Venezia) e posizionata di fronte a un antico ponte preesistente .La villa ha successivamente influenzato lo sviluppo urbano del paese di Fratta Polesine, costituendone il fulcro e il punto di aggregazione.
Sitografia e fonti
Documentazione fornita dal personale della villahttps://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Badoerhttps://watermuseumofvenice.com/network/rete-delta-po/villa-badoer-e-museo-archeologico-nazionale-di-fratta-polesine/ https://www.ojeventi.it/villa-badoer-ledificio-simbolo-dellinfluenza-aristocratica/ https://caruso.arch.ethz.ch/project/363
Grazie per l'attenzione!
SALA DEL SIMPOSIOQuesta parte della villa si ipotizza fosse dedicata alla sosta degli ospiti.Questa sala è priva di grottesche, invece vengono raffigurati vari soggetti mitologici.
SALA CENTRALESulle pareti del salone si trovano riquadri decorativi a grottesca, alternati a soggetti raffigurativi rinchiusi in finto marmo.si trovano due divinità fluviali rappresentate in due pannelli.Seguono un pannello raffiguranti Ninfe, Diana cacciatrice e satiri in riferimento ai passatempi tipici dell'epoca.
SALA DEI PAESAGGI
Questa stanza si caratterizza per la presenza di paesaggi di gusto nordico, racchiuse entro cornici di finto marmo.La protagonista di questi affreschi è l'acqua, in omaggio alla natura circostante.
STANZA DEGLI STEMMIQuesta stanza spicca per la presenza degli stemmi delle famiglie Badoer (leone con sfondo rigato bianco rosso) e Loredan (fiori stilizzati su sfondo bicromo oro bianco, precedentemente blu).Il registro inferiore presenta finte cornici di animali tipici, il registro mediano ospita finte nicchie con cariatidi mentre in quello superiore si trovano raffigurazioni di paesaggi classici.
Villa Badoèr
LEONARDO GREGIANIN
Created on June 5, 2023
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Villa Badoèr
L'architettura di Palladio nel Polesine - RO
Carraro Giulia, Gregianin Leonardo, Wang Qi An Liceo Statale "I. Nievo"
Indice
Commodità Perpetuità Bellezza
La committenza
Il Progetto
Storia successiva
Descrizione
Interni e decorazioni
Contesto urbano
Perpetuità Bellezza
Commodità
“Tre cose in ciascuna fabrica deono considerarsi, senza le quali niuno edifcio meriterà esser lodato; et queste sono, l'utile, o commodità, la perpetuità, et la bellezza: perciochè non si potrebbe chiamare perfetta quell'opera, che utile fusse, ma per poco tempo; overo che per molto non fusse comoda; overo c'havendo amendue queste ninua gratia poi in se contenesse." “La commodità si havrà, quando in ciascun membro sarà dato luogo atto, sito accomodante, non minore che la dignità si ricchieggia, né maggiore che l’uso si ricerchi: et sarà posto in luogo proprio, cioè quando le Loggie, le Stanze, le Cantine, e i Granari saranno posti a luoghi loro convenevoli.” “Alla perpetuità si havrà risguardo, quando tutti i muri saranno diritti à piombo, più grossi nella parte di sotto, che in quella di sopra, et haveranno buone, et sofficienti le fondamenta: et oltre a ciò, le colonne di sopra saranno al dritto di quelle di sotto, et tutti i fiori, come usci, e fenestre saranno uno sopra l’altro: onde il pieno venga sopra il pieno, et il voto sopra il voto.” “La bellezza risulterà dalla bella forma, e dalla corrispondenza del tutto alle parti, dalle parti fra loro, e di pelle al tutto: conciosiache gli edificij habbiano da parere uno intiero, e ben finito corpo: nel quale l’un membro all’altro convenga, et tutte le membra siano necessariamente à quello, che si vuol fare.”
"Questa linea è la metà del piede Vicentino, co`l quale sono state misurate le seguenti fabriche. Tutto il piede si partisce in oncie dodici, e ciascun`oncia in quattro minuti."
Libro I, cap. I
La Committenza
Incontro tra Francesco Badoèr e Andrea Palladio
Villa Badoèr, detta "La Badoera", è ubicata a Fratta Polesine (RO) e fu commissionata dal "Magnifico Signor Francesco Badoero", discendente di una famiglia del patriziato della Repubblica Serenissima, priva però di rilevanza pubblica, all'architetto Andrea Palladio. Egli seguì il progetto (1554-55) e la costruzione della villa (1556-63), nei territori della "Vespara", ereditati dal committente a seguito del sodalizio con la famiglia Loredan e al matrimonio dello stesso con Lucietta, figlia del doge Francesco Loredan. Francesco Badoero necessitava di un edificio in cui poter amministrare la proprietà, e allo stesso tempo di manifestare il prestigio economico raggiunto attraverso una villa elegante e austera.
Il Progetto
"La seguente fabrica è del Magnifico Signor Francesco Badoero nel Polesine ad un luogo detto la Frata, in un sito alquanto rilevato, e bagnata da un ramo dell’Adige, ove era anticamente un castello di Salinguerra da Este cognato di Ezzelino da Romano. Fa basa a tutta la fabrica un piedestilo alto cinque piedi: a questa altezza è il pavimento delle stanze: le quali tutte sono in solaro, e sono state ornate di Grottesche di bellissima inventione dal Giallo Fiorentino. Di sopra hanno il granaro, e di sotto la cucina, le cantine, & altri luoghi alla commodità pertinenti: Le colonne delle Logge della casa del padrone sono Ioniche: La Cornice come corona circonda tutta la casa. Il frontespicio sopra loggie fa una bellissima vista: perché rende la parte di mezo più eminente dei fianchi. Discendendo poi al piano si ritrovano luoghi da Fattore, Gastaldo, stalle, & altri alla Villa convenevoli"
Libro II, p.48
Storia Successiva
Della storia posteriore alla costruzione della villa non si hanno che i passaggi di proprietà: i Mocenigo, poi i Gradenigo, i Del Vecchio Bianchini e infine i Cagnoni-Boniotti, che furono gli ultimi proprietari, dopo di che la villa fu venduta da questi allo Stato, divenendo proprietà dell'Ente per le ville venete e infine della Provincia di Rovigo, rendendo possibile la conduzione dei restauri. Dal 1996 la villa palladiana fa parte del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.Dal 21 febbraio 2009 le barchesse settentrionali della villa ospitano il museo archeologico nazionale di Fratta Polesine.
Descrizione
La struttura distributiva del corpo dominicale presenta la tipica organizzazione palladiana lungo un asse verticale:
Interni & Decorazioni
Palladio, solito rivolgersi a collaboratori di fiducia, fece ricorso a tale "Giallo Fiorentino", identificato in un "Giallo" pittore, già collaboratore di Giuseppe Salviati nella decorazione della facciata di Palazzo Loredan, in Campo Santo Stefano a Venezia o con il pittore fiorentino Pier Francesco di Jacopo Foschi.Le immagini che affrescano le pareti della villa rappresentano tematiche mitologiche e allegoriche, talora legate al territorio e alla committenza, assieme a grottesche, nicchie, festoni, figurette, erbaggi e frutta, che, secondo gli studiosi, celebrano i legami d'amicizia tra le famiglie Badoer e Loredan.
Contesto Urbano
A differenza di altri edifici palladiani, villa Badoer non è posizionata in un ambiente libero, ma inserita in un contesto di borgata. Appare, infatti, incastonata sul suo basamento e armonizzata con l'ambiente circostante .Mantiene l'orientamento, con la facciata che guarda a levante, dell'antico castello di "Salinguerra da Este", precedentemente ubicato nel luogo. È "bagnata da un ramo dell'Adige", in realtà lo Scortico, un canale navigabile, (che, attraverso l'Adige, il Canal Bianco e il Po, portava a Venezia) e posizionata di fronte a un antico ponte preesistente .La villa ha successivamente influenzato lo sviluppo urbano del paese di Fratta Polesine, costituendone il fulcro e il punto di aggregazione.
Sitografia e fonti
Documentazione fornita dal personale della villahttps://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Badoerhttps://watermuseumofvenice.com/network/rete-delta-po/villa-badoer-e-museo-archeologico-nazionale-di-fratta-polesine/ https://www.ojeventi.it/villa-badoer-ledificio-simbolo-dellinfluenza-aristocratica/ https://caruso.arch.ethz.ch/project/363
Grazie per l'attenzione!
SALA DEL SIMPOSIOQuesta parte della villa si ipotizza fosse dedicata alla sosta degli ospiti.Questa sala è priva di grottesche, invece vengono raffigurati vari soggetti mitologici.
SALA CENTRALESulle pareti del salone si trovano riquadri decorativi a grottesca, alternati a soggetti raffigurativi rinchiusi in finto marmo.si trovano due divinità fluviali rappresentate in due pannelli.Seguono un pannello raffiguranti Ninfe, Diana cacciatrice e satiri in riferimento ai passatempi tipici dell'epoca.
SALA DEI PAESAGGI
Questa stanza si caratterizza per la presenza di paesaggi di gusto nordico, racchiuse entro cornici di finto marmo.La protagonista di questi affreschi è l'acqua, in omaggio alla natura circostante.
STANZA DEGLI STEMMIQuesta stanza spicca per la presenza degli stemmi delle famiglie Badoer (leone con sfondo rigato bianco rosso) e Loredan (fiori stilizzati su sfondo bicromo oro bianco, precedentemente blu).Il registro inferiore presenta finte cornici di animali tipici, il registro mediano ospita finte nicchie con cariatidi mentre in quello superiore si trovano raffigurazioni di paesaggi classici.