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Il Barone Rampante

CECILIA

Created on June 4, 2023

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Transcript

IL Barone Rampante

Italo Calvino 1923- 1985

  • Secondo romanzo della trilogia "I nostri antenati", viene pubblicato nel 1957.
  • Narra la storia del Barone Cosimo Piovasco Rondò, indomabile ribelle che a dodici anni sale su un albero per non ridiscenderne mai più.
  • Il contesto storico del romanzo è il periodo tra la seconda metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento ed è delineato con riferimenti all’Illuminismo, alla Rivoluzione Francese e a Napoleone.

Trama

Cosimo Piovasco di Rondò è il discendente di una nobile famiglia della cittadina immaginaria di Ombrosa, in Liguria. Il 15 giugno 1767, all’età di dodici anni, il ragazzo si rifiuta di mangiare un piatto di lumache: sale su un albero e promette di non scendere più sulla terra. La storia è raccontata da Biagio, il fratello di otto anni che, a differenza del fratello, obbedisce ai genitori per paura dell’inevitabile punizione. Da questo momento Biagio racconta passo passo la vita del fratello, che non abbandona la società per vivere in solitudine, ma si costruisce una dimensione quotidiana sugli alberi. Il protagonista, infatti, si innamorerà di Viola e vivrà un’intensa storia d’amore; si appassionerà alla lettura e trasmetterà questa passione al bandito Gian dei Brughi; imparerà a procurarsi il cibo con la caccia e la pesca; troverà un modo per domare gli incendi nel territorio. La sua fama si spargerà per il mondo al punto da essere citato da Voltaire e ricevere la visita di Napoleone. Alla morte del padre Cosimo otterrà il titolo di barone e non tornerà a terra neanche in punto di morte: vecchio e malato, si aggrapperà a una mongolfiera e sparirà all’orizzonte.

Personaggi

Temi

  • Cosimo
  • Biagio
  • Battista
  • I genitori
  • Viola e Ursula
  • Il bassotto Ottimo Massimo
  • L'abate Flauchelafleur
  • Il Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega
  • Il Brigante Gian dei Brughi
  • Il tenente Agrippa Papillon
  • Contadini, briganti, pirati, nobili e gli abitanti del bosco.
  • Il coraggio di scegliere
  • L'evasione dalla normalità e l'anticonformismo
  • La follia
  • La solitudine
  • L'altruismo

Il coraggio di scegliere

"Quali pensieri gli attraversavano la mente? Rimpiangeva almeno un poco la nostra vita? Pensava a quanto breve era quel passo che lo separava dal ritorno nel nostro mondo, quanto breve e quanto facile?(...)" Cap. 11, pag. 101

Follia e anticonformismo

"Che Cosimo fosse matto, a Ombrosa s'era detto sempre, fin da quando a dodici anni era salito sugli alberi rifiutandosi di scendere. Ma in seguito, come succede, questa follia era stata accettata da tutti, e non parlo solo della fissazione di vivere lassù, ma delle varie stranezze del suo carattere, e nessuno lo considerava altrimenti che un originale." Cap. 25, pag. 222

“I suoi alberi erano addobbati (…) La gente d’Ombrosa passava le ore a cercar d’indovinare cosa volevano dire quei rebus: i nobili, il Papa, la virtù, la guerra, e io credo che certe non avessero nessun significato ma servissero solo ad aguzzare l’ingegno e a far capire che anche le idee più fuori del comune potevano essere le giuste.” Cap. 25, pag. 224

La solitudine e l'altruismo
"Il lavoro umano aveva sempre interessato Cosimo, ma finora la sua vita sugli alberi, i suoi spostamenti e le sue cacce avevano sempre risposto a estri isolati e ingiustificati, come fosse un uccelletto. Ora invece lo prese il bisogno di fare qualcosa di utile al suo prossimo. E anche questo, a ben vedere, era una cosa che aveva imparato nella sua frequentazione con il brigante; il piacere di rendersi utile, di svolgere un servizio indispensabile per gli altri." Cap. 13, pag. 130

"A Cosimo comprendere il carattere di Enea Silvio Carrega giovò in questo: che capì molte cose sullo star da soli che poi nella vita gli servirono. Direi che si portò sempre dietro l'immagine stranita del Cavalier Avvocato, ad avvertimento di un modo come può diventare l'uomo che separa la sua sorte da quella degli altri, e riuscì a non somigliargli mai, riuscì, pur stando da solo, a sentirsi sempre dalla parte del prossimo." Cap. 11 pag. 107