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nuovo- Le Sette Opere di Misericordia

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Created on June 3, 2023

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Transcript

Sette opere di Misericordia

Naples, 1606-1607 390 x 260 cm Olio su tela Chiesa delPio Monte della Misericordia

Caravaggio

Caravaggio a Napoli

Coinvolto in una partita di pallacorda, in seguito a una rissa scaturita per fallo dalla squadra rivale, Caravaggio ferì mortalmente Ranuccio Tommasoni, figlio di un eroico ed alto ufficiale dello Stato Pontificio. Non era la prima lite violenta tra i due, pare che all’origine della rivalità, oltre a debiti di gioco, c’era anche Fillide Melandroni, modella e amante dell'artista. Nel 1606, aiutato da Filippo I Colonna, Caravaggio fuggi da Roma per rifugiarsi nei feudi laziali della famiglia, prima di riparare a Napoli, grazie a un ramo collaterale della potente casata romana, quella dei Carafa. Risale a questo periodo la Cena in Emmaus (1606) conservata a Brera. Nel primo soggiorno partenopeo, Caravaggio esegui una serie di grandi tele di soggetto sacro dove risulta evidente il cambio di registro stilistico.

Caravaggio ricevette una condanna capitale per decapitazione che poteva essere eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per strada

Da ora, la pittura di Caravaggio diventa più scura e rarefatta, le composizioni più essenziali e inoltre, entrano nelle tele angusti vicoli, sfacciati scugnizzi ed aguzzini, una nuova realtà di strada destinata a cambiare il corso della pittura napoletana, molto più di quando succedeva a Roma

Caravaggismo Napoletano

L'esposizione in città della grande pala di Caravaggio, Le Sette opere di misericordia (1606-'07), cambierà il corso di tutta la pittura napoletana del Seicento, ad iniziare da Carlo Sellitto (1580-1614) e Giovani Battista Caracciolo (1578–1635), detto Battistello, che videro l'opera del Merisi negli anni in cui era attivo a Sant’Anna dei Lombardi.

Committente della tela, il Pio Monte di Misericordia, la stessa istituzione per la quale Caravaggio dipingeva pochi anni prima le Sette opere, chiede proprio di Caracciolo:è chiamato ad illustrare una opere caritatevoli: "Visitare i carcerati". Ben presto la Chiesa del Pio Monte sarà adornata da tele raffiguranti tutte e sette le singole opere di misericordia.

Battistello Caracciolo, Liberazione di San Pietro, 1615, olio su tela, 310x207cm., Pio Monte di Misericordia

orazio gentileschi

Gentileschi iniziò la sua carriera artistica in Toscana, aderendo al tardo Manierismo in voga, ma la frequentazione dello studio e delle opere di Caravaggio, lo indussero presto a rinnovare i suoi pennelli.Nella nuova poetica di Gentileschi, non si percepisce mai la solennità rituale che caratterizza l'argomento sacro, ma al contrario, l'artista adotta sempre un registro sentimentale intimo e familiare. La naturalezza della scena e l’impostazione luminosa prossima all’estetica caravaggesca, testimoniano come Gentileschi avesse filtrato e rielaborato in profondità lo stile innovativo dell'amico. Orazio divenne padre nel 1593 di una bambina di nome Artemisia, che ben presto avrebbe messo in discussione l'arte del padre, divenendo una delle pittrici caravaggesche più note d'Italia

Orazio Gentileschi, Madonna col Bambino, 1605-1610, olio su tela, 113x91cm., Galleria Corsini, Roma

Diversi i richiami stilistici che riconducono alla più complessa pala di Caravaggio. Caracciolo descrive con estremo realismo le fisionomie popolari, i particolari anatomici del corpo in primo piano, i piedi sporchi del milite addormentato e le fasce muscolari tese della gamba sollevata. L’ambientazione ricorda i vicoli bui napoletani del tempo. Decisi i contrasti di luminosità: dal fondo bruno scuro, spicca il rosso del panno stretto intorno ai fianchi del soldato in primo piano, la testa calva di San Pietro e la tunica bianca dell’angelo. Nello stile di Caracciolo, l'eleganza di alcuni passaggi e le preziosità materiche delle vesti dell'angelo e dell'abito rosso vinato di san Pietro, rammentano certi effetti cromatici di Orazio Gentileschi , la cui bottega fu frequentata dal Battistello durante alcuni viaggi studio a Roma.

Perchè il Pio Monte scelse un ricercato come Caravaggio?

per sapere di più sul Pio Monte della Misericordia clicca qui

Tra le varie ipotesi plausibili circa la storia della committenza a Caravaggio da parte del Pio Monte della Misericordia vi è quella che vede l'intercessione di Luigi Carafa, nobile figlio di Giovanna Colonna, colei che protesse la fuga di Caravaggio da Roma a Napoli. Un'altra ipotesi è quella che vede invece la committenza di Giovanni Battista Manso, all'epoca tra i fondatori del Pio Monte e anch'egli legato alla famiglia Colonna. Di certo si sa che il pittore, protetto dalla famiglia Colonna per l'omicidio Tommassoni, che lo nascose nei propri i feudi di famiglia a Zagarolo e Paliano, era già particolarmente noto negli ambienti locali prima di giungere in città.

L'Istituzione del Pio Monte della Misericordia fu fondata a Napoli nel 1602 da 7 nobili in piena controriforma per esercitare le “sette opere della Misericordia corporali”. La motivazione principale era quella di assistere i poveri, i malati, i carcerati e i bambini abbandonati. Il Pio Monte ricevette una grande attenzione e sostegno da parte della nobiltà locale, che donò numerosi beni e proprietà all'organizzazione. L'ospitalità e l'assistenza ai più deboli vennero forniti attraverso l'apertura di numerosi ambulatori e ospedali, come anche l'organizzazione di assistenza ai carcerati a cui venivano forniti abiti, cibo, assistenza religiosa e impegno nella loro liberazione. Il Pio Monte della Misericordia è ancora oggi un'istituzione attiva a Napoli, che si occupa di assistenza ai bisognosi e tutela del patrimonio artistico-culturale della città.

e a ischia?

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Le sette opere di misericordia

In questa rappresentazione, per la prima volta in pittura tutti gli atti di misericordia corporale descritti nei Vangeli vengono raffigurati insieme, coordinati nella loro armonia, anziché separatamente. Ma ancora più nuovo è lo schema compositivo, con l'incalzare senza pause di gesti e di monumentalità della scena in uno spazio angusto. L'opera è un racconto dipinto, ambientato nei bassifondi caotici, vitali e confusionari della Napoli a cavallo tra il XVI e XVII secolo (ciascuno dei personaggi dipinti è un popolano della Napoli del ‘600) , in cui echeggia un'umanità sofferente e dove convivono miseria e nobiltà, malattia e cura, peccato e perdono, disperazione e speranza. Ma, nel racconto, cielo e terra sono legati dalla Vergine col Bambino per affermare che le azioni del bene fatte in questo mondo sono una via privilegiata verso il Cielo. Un'opera che arriva dove forse le parole non sempre sono capaci di arrivare.

Il colore e l'illuminazione

Il tono dominante nell’opera di Caravaggio è il bruno molto scuro delle architetture e dell’ombra a sinistra. Il colore più evidente è, invece, l’ocra arancio. Questo colore è presente su molti degli abiti, su quello della donna a destra e del nobiluomo al centro. Inoltre, si trova sul mantello del cavaliere. Altri abiti sono di colore verde o grigio verde. L'illuminazione è di tre tipi: artificiale (la luce della fiaccola), naturale (l'astro che appare accanto all'ala dell'angelo) e divina (la luce emanata dal gruppo sacro). I contrasti di luminosità sono molto forti. Soprattutto negli abiti bianchi della donna e del sacerdote di destra contro l’ombra di fondo. Inoltre, tra la schiena in primo piano e il gruppo di angeli in alto al centro. La luce proviene da sinistra e illumina, a tratti, il gruppo di uomini vestiti con abiti eleganti. Invece, mette in grande risalto la donna che visita i carcerati e il sacerdote di destra. Il povero a terra è illuminato con luce radente sulla schiena mentre gli angeli in alto sono colpiti direttamente dalla luce sui corpi e sulle ali.

Il simbolo nascosto

Il Chrismon è uno dei principali cristogrammi ed è formato dalla combinazione di lettere dell’alfabeto greco. Tale combinazione forma l’abbreviazione del nome di Cristo con la sovrapposizione della lettera x (chi) e della ρ (rho), iniziali del nome Kristòs. Il simbolo è spesso racchiuso in un cerchio che rimanda alla ruota cosmica, simbolo solare. Questo simbolo è spesso è accompagnato dalle lettere Alfa e Omega. I cristogrammi hanno avuto ampia diffusione soprattutto durante il periodo della persecuzione dei cristiani. Questo, con lo scopo di creare un linguaggio segreto che risultasse incomprensibile ai pagani. potrebbe significare dunque un'adesione del Maestro lombardo ai valori propri dei circoli pauperistici dell'epoca che, nel reclamare un ritorno alle origini, a Cristo, caldeggiavano anche l'utilizzo di quei simboli da parte degli artisti.

Commento

All'interno di una chiesa quasi spoglia, un'enorme tela fa da protagonista, emozionando chiunque la guardi. La prima volta che la vidi avevo solo otto anni, ma il ricordo del primo impatto è acora vivido nella mia mente

"Le sette opere di misericordia" è un'opera disarmante, un capolavoro senza precedenti, che supera gli ideali di bellezza per catapultare violentemente l'osservatore in una realtà popolare, dove sacro e pagano si fondono. E' un dipinto che rapisce e commuove.

Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio. -Caravaggio

Ginevra Calise, 4Ds