Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

In piedi nella neve

ANDREA BIANCHI

Created on June 1, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Audio tutorial

Pechakucha Presentation

Desktop Workspace

Decades Presentation

Psychology Presentation

Medical Dna Presentation

Geometric Project Presentation

Transcript

In piedi nella neve

9 agosto 1942

Nicoletta Bortolotti

Kiev

Le vicende sono raccontate da Sasha, la figlia del portiere della squadra di calcio più forte del paese. Come molti dei suoi compagni è costretto a lavorare nel panificio della città per poter sopravvivere. Questo permette loro di creare una nuova e fortissima squadra di calcio che diventerà simbolo della resistenza.

Questo romanzo è ambientato in Ucraina nel 1942, subito dopo l'operazione Barbarossa, voluta da Hitler per invadere tutta la Russia. Sullo sfondo la sofferenza di civili ucraini, la resistenza partigiana e le difficilissime condizioni di vita a cui era sottoposta la popolazione.

Temi trattati:

  • Problemi comuni a tutti gli adolescenti
  • Situazione a Kiev durante l'occupazione
  • Il calcio come strumeto per mantenere viva la speranza e riacquisire la propria dignità anche a costo della vita

Sasha vorrebbe giocare a calcio ma è femmina, la sua migliore amica è ebrea sotto dominatori nazisti, e Maxsym vorrebbe fare il ballerino ma è maschio. Questi sono i personaggi che daranno vita alla storia.

Vicenda storica: la partita della morte

"Una partita di calcio non sempre è solo una partita "

Nel 1942 una partita di calcio è diventata il simbolo della fiera opposizione all’invasore nazista, un’opposizione che portò gli atleti in campo al sacrificio più grande .In Unione Sovietica, il calcio era uno degli sport più amati e ogni organizzazione politica e militare, in ogni città, aveva la sua squadra. In una situazione così difficile come quella dell'occupazione nazista, un grande amante di questo sport fece in modo di assumenre nel suo panificio tutti i migliori giocatori di Kiev, sia per salvarli sia per rimettere insieme una squadra. I tedeschi lo lasciarono fare e anzi organozzarono un vero e proprio campionato, convinti di poterli umilare. La storia andò diversamente. La squadra di kiev vinse sempre anche contro la migliore selezione tedesca e nell'ultima partita, pur minacciati di morte in caso di vittoria, sconfissero nuovamente i tedeschi, dando al loro popolo la forza di resistere e di lottare ancora. Di tutta la squadra, alla fine della guerra, si salvarono solo in tre: tra questi il giovane Balakin che, intervistato, disse: “Non voglio chiamare quella partita perché quel giorno abbiamo portato gioia agli abitanti di Kiev. Era stato il segno che si poteva sperare!”

Oggi, in ricordo degli 11 eroici giocatori della Start, lo stadio Zenit è stato ribattezzato proprio Start e, fuori dal cancello principale, una statua raffigurante un atleta che trafigge un’aquila nazista è dedicata al portiere Nikolai Trusevich con la scritta: “A uno che se lo merita”.