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STOICISMO
Arianna Noschese
Created on June 1, 2023
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Transcript
Lo Stoicismo
Introduzione
Lo stoicismo è una corrente filosofica, che nasce attorno al 300 a.C. grazie a Zenone di Cizio ad Atene, che crea la Stoa Poikile (letteralmente portico dipinto). Dopo la morte di Zenone la direzione della scuola passa a Cleante e successivamente a Crisippo, che verrà considerato il secondo fondatore.
La corrente stoica sarà poi ripresa anche nel mondo romano.
La filosofia stoica è basata su tre fondamenti: - la logica
- la fisica
- l'etica
La Logica
La logica è la disciplina che studia i discorsi che possono essere suddivisi in: lunghi→ la logica si identifica nella retorica corretti→ la logica si identifica nella dialettica
Poichè la logica è legata alla fisica e all'etica, alla base di ogni studio sul discorso è necessario un fondamento reale. Tale fondamento della conoscenza è rappresentato dalle sensazioni.
Esse, essendo responsabili di una prima conoscenza, ci offrono immagini sempre vere che possono essere verificate come tali quando l’oggetto in esame corrisponde all’immagine mentale.
La vera conoscenza è rappresentata dalla verità che può essere raggiunta con una rappresentazione catalettica.
L’essere umano ha bisogno di essere a conoscenza già di altre cose per poterne scoprire altre, è per questo che gli stoici accettano l’esistenza della prolessi dalla quale derivano delle nozioni primordiali.
Il processo conoscitivo
Il processo conoscitivo avviene in quattro fasi, che Cicerone descrive con l'immagine di una mano.
Le quattro fasi sono:- la sensazione, quando la mano è aperta con le dita tese;
- L'assenso, quando la mano è soggetta ad un incurvamento delle dita;
- La comprensione, che è il momento in cui la mano stringe il pugno;
- La conoscenza vera, quando l'altra mano avvolge la prima.
La possibilità di errore risiede nel momento dell'assenso, che può portare a giudizi sbagliati.
Domanda n.1
Con quale immagine Zenone descrive le quattro fasi del pensiero?
La teoria del significato
l linguaggio stoico è diviso in tre piani:
- quello della parola→ significante o suono emesso per riferirsi ad una cosa
- quello dell’oggetto→ la cosa a cui ci siamo riferiti
- quello del significato→ non sempre corrisponde all’oggetto reale
Un campo importante della logica è quello dei significati, in cui compaiono:
- le proposizioni
- i ragionamenti→ tra questi emergono quelli anapodittici, basati su proposizioni ipotetiche o disgiuntive.
La scienza del ragionamento
La scienza del ragionamento è il sistema delle proposizioni razionali nelle quali si afferma o si nega qualcosa di qualcos'altro, gli stoici introducono anche lo studio dei ragionamenti anapodittici.
Il ragionamento è diviso in tre parti:
- un lemma, che contiene una proposizione ipotetica, che richiede una verifica dell'esperienza e si basa su un antecedente e su un conseguente fra loro connessi;
- un'assunzione, cioè una constatazione empirica nella quale viene riproposto l'antecedente;
- una conclusione, che viene ricavata dalle prime due proposizioni in virtù della connessione logica fra quell'assunto e ciò che da esso necessariamente consegue.
I paradossi
Oltre ad occuparsi di ragionamenti anapodittici, gli stoici si occuparono anche di ragionamenti insolubili: i paradossi.
SECONDO PARADOSSO
PRIMO PARADOSSO
TERZO PARADOSSO
Un coccodrillo promette ad un madre di consegnarle il bambino solo se fosse stata in grado di indovinare la sua intenzione. Se la madre avesse detto che lui non glielo voleva consegnare, non avendo indovinato, non avrebbe riavuto il bambino anche se il coccodrillo voleva consegnarglielo. Qualora avesse detto che,il coccodrillo le avrebbe ridato il figlio, ma il coccodrillo non voleva ridarglielo, allora avrebbe riottenuto il figlio. In entrambi i casi il coccodrillo si contraddirebbe.
Il terzo è il paradosso del mucchio. Qui abbiamo una persona con davanti un mucchio di sabbia da cui, ogni volta, toglie un granello fino a quando il mucchio di partenza non sarà un granello e il granello di partenza non sarà un mucchio. Quand'è che però il mucchio non è più un mucchio?
Il secondo è il paradosso del mentitore. Qui viene presa in esame una persona che, dopo aver mentito, afferma di aver mentito ma non si sa se sta affermando di aver detto una bugia prima di affermare di star mentendo o se la bugia riguarda l’affermazione stessa di star mentendo.
La Fisica
Il pneuma è origine della vita e si trova in ogni essere umano. Pur articolandosi in diverse funzioni, garantisce la propria unità. Inoltre, è dotato di una parte centrale ovvero la ragione che dirige i sensi, il linguaggio e le capacità di generare. Differisce da Platone e Aristotele poiché l’anima è corporea e perché la sua natura è esclusivamente razionale.
Secondo gli stoici i semi di tutte le cose si trovano nel fuoco, e tutti gli organismi, compreso l’universo e alla fine del proprio culto si ritrovano nel fuoco da cui poi rinasce.
Il logos divino è ciò che permette la nascita, la trasformazione e la morte del mondo. Tutto ciò si riassume in un’interazione fra le diverse parti dell’universo che viene definita come una “simpatia”.
Domanda n.2
Per i fisici stoici qual è l'origine e la fine di tutto?
L'Universo
- Per gli stoici l’universo si configura in più modi: l’universo è concepito come una totalità corporea
- L’universo è un immenso organismo in cui c’è una materia permeata e animata che si chiama “lógos”
- Lo stoicismo è panteista e immanentista, poiché il principio divino NON è un’intelligenza separata dal mondo, ma è un principio impersonale e immanente alla realtà.
L'Etica
Per gli stoici il saggio è colui che vive bene con se stesso e con la natura e dunque vivere secondo il logos divino. La conoscenza della natura e l’agire in modo conforme al logos sono condizioni indispensabili per la morale.
Le passioni
Il male è rappresentato dalle passioni che sono una sorta di malattia dell’anima che alterano l’equilibrio psichico. Le passioni fondamentali sono quattro: piacere, dolore, desiderio e paura.
L’origine delle passioni è dovuta all’autoconservazione che nel bambino si manifesta come continui impulsi, e nell’uomo adulto dovrebbe manifestarsi come razionalità. Quando il passaggio da impulso a ragione non avviene l’uomo resta bambino e considera come bene gli impulsi irrazionali.
Il compito della filosofia è lottare contro la malattia dell’animo, cioè condurre un esistenza che permetta di resistere alle passioni.
La libertà
Per gli stoici la libertà è intesa come possibilità di scegliere liberamente, ma non esiste dato che tutto ciò che accade è frutto del logos. La libertà sta nel cambiare giudizio sulle cose dopo aver raggiunto la tranquillità grazie alla conoscenza.
Tale conoscenza porta il saggio a fare scelte drastiche, ma sempre coerenti con il logos. L’autonomia e dominio di se sono fondamentali per gli stoici tanto che, in caso di mancanza di libertà, questa filosofia accetta il suicidio.
Il saggio
Il saggio per gli stoici è libero, felice e signore di sé ed è un vincente sulle passioni. Egli ha un atteggiamento costante e impassibile che nulla può piegare o abbattere. Inoltre, si preoccupa solo della ragione ignorando sia il dolore dell’anima, sia il dolore fisico.
La caratteristica che più di tutte caratterizza la figura del saggio è l’inarrivabile perfezione, che lo rende quasi un essere divino.
Domanda n.3
Perché il saggio sviluppa la capacità di accettare, quasi passivamente, gli avvenimenti nel corso della sua vita?
Le azioni virtuose e convenienti
Per gli stoici non si possono porre tutti i beni esterni sullo stesso piano. Ci sono azioni perfette, dette virtuose, ed altre convenienti, cioè giustificabili razionalmente e conformi alla natura della vita. Anche queste scelte riprendono la ragione e non devo mai contraddire le scelte morali.
Il cosmopolitismo e l’uguaglianza
Lo stoico afferma l’uguaglianza di ogni singolo individuo, dato che in ogni essere umano vive la ragione dell’universo: in questa maniera si supera qualunque giudizio legato al luogo di appartenenza. In riferimento a questa affermazione si giunge alla limitazione dell’egualitarismo stoico, che era ridotto alla sola sfera interiore.
I doveri sociali
Il riconoscimento della razionalità universale spinge, per gli stoici, ogni uomo a considerare il prossimo come un suo pari e ad apprezzare la vita pubblica. La legge che regola la vita degli uomini è considerata espressione del diritto naturale che è basato a sua volta sul logos.
A causa di ciò, è proprio il saggio, massimo esperto dell’ordine delle cose, che ha il diritto di partecipare alla vita pubblica e alla politica.
Gli stoici hanno una responsabilità sociale che permetterà allo stoicismo di durare per secoli e essere seguito anche nel mondo romano (sia repubblicano da personaggi del calibro di Cicerone, che imperiale da personaggi come Seneca e Marco Aurelio).
Domanda n.4
Perché il pensiero degli stoici è durato così a lungo?
Lo Stoicismo a Roma
La nuova Stoà→ Seneca, Epitteto e Marco Aurelio
La media Stoà→ Panezio
Panezio
Apportò diverse modifiche al sistema dottrinale stoico dando vita all’eclettismo:
- Contribuì al superamento del rigorismo etico affermando che l’uomo doveva adattarsi alla natura, ma doveva anche imparare a vivere con le disposizioni individuali che gli venivano affidate alla nascita.
- Non condivide l’idea di egualitarismo. Pur essendo la natura umana la stessa, ogni individuo è diverso da un altro. Questo avviene perché non tutti svolgono le stesse professioni, o vivono nello stesso ambiente, o hanno le stesse disposizioni individuali.
- Rivede la concezione secondo cui la virtù è fine a sé stessa. Infatti afferma che alla virtù concorre sia l’anima che la mente dell’individuo, ma anche delle circostanze esterne.
Cicerone
Fa propri alcuni concetti dello stoicismo:
- Il diritto naturale, secondo cui la giustizia è dettata dalle leggi della natura che ritrovano una corrispondenza nei comportamenti umani.
- L’azione conveniente viene mutata in officium, servizio a favore della collettività.
- Considera il disimpegno politico degli epicurei come una forma di egoismo.
- La disgregazione della società romana può essere affrontata con l’humanitas, equilibrio tra le disposizioni fisiche e spirituali dell’individuo.
Seneca
- Intende lo stoicismo in eclettico come Panezio, discute con Socrate, dubita con Carneade, si rasserena con Epicuro e vince la natura umana con gli stoici.
- Non vi è una grande differenza tra il saggio e lo sciocco. Tutti gli essere umani oscillano tra il bene ed il male. Il saggio, però, ha il compito di riflettere sul senso dell’esistenza che dipende dalla capacità dell’uomo di saper dominare le proprie passioni.
- La morte libera dal corpo l’anima che ritorna nel principio universale che governa e genera le cose. Non crede, quindi, nell’immortalità dell’anima.
- Fa propria, oltre la tesi precedente, anche quella dell’amore universale tra gli uomini.
- L’ordine provvidenziale che governa le cose, Dio, ci segue in tutto ciò che facciamo.
- Le varie classi sociali non sono volute dalla natura, è stata l’ingiustizia o la fortuna ad averle create.
Domanda n.5
Come fu affrontato il tema dell'egualitarismo nella media stoa dagli aristocratici e nella nuova?
Epitteto
- CIò che l’essere umano può controllare sono le riflessioni, il pensiero e le passioni. Il resto dipende tutto da Dio.
- Dopo aver compiuto un’azione bisogna preoccuparsi del senso della scelta compiuta e non delle sue conseguenze.
- Bisogna combattere solo contro ciò che si può controllare, così facendo si raggiunge la virtù. Quest’ultima è vista come la liberazione dalle cose esterne.
“substine et abstine”
Marco Aurelio
- L’universo è governato da un ordine provvidenziale e divino.
- L’etica consiste nel vivere in armonia con la natura, nel riconoscere l’unità del genere umano, nel portare a termine gli impegni presi o che ci sono stati affidati, nell’accettare gli eventi e nell’affrontarli.
- Le uniche cose di cui l’uomo è certo sono la coscienza di sé stesso, la simpatia e l’amore universale. Tutto il resto è in balia della fortuna o della provvidenza.
Thanks