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L' architettura fascista
Alberto Ghislandi
Created on June 1, 2023
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Transcript
L' ARCHITETTURA
FASCISTA
iniziamo
Ghislandi Steven
il fascismo
Prima di vedere come è l' architetturta fascista è bene risalire al contesto storico che si sta vivendo
L'ARCHITETTURA FASCISTA
L'architettura italiana nel periodo fascista comprende una serie di stili e correnti, spesso confuse in una vaga nozione di "architettura fascista". Esaurito lo slancio teorico dell'architettura futurista con la scomparsa di Antonio Sant'Elia, negli anni venti e trenta in Italia si svilupparono varie correnti architettoniche e artistiche:
- ARCHITETTURA RAZIONALISTA
- MOVIMENTO NOVECENTO
- MONUMENTALISMO
IL RAZIONALISMO
Il razionalismo una corrente architettonica che si sviluppa in italia negli anni venti. Questa corrente architettonica valorizza le strutture semplici e rifiuta gli elementi puramente decorativi. La stessa corrente architettonica si sviluppa parallelamente in germania con la differenza che li' si possedeva anche il ferro per la costruzione dei muri in cemento armato.
MOVIMENTO NOVECENTO
Il Novecento è stato un movimento artistico italiano nato a Milano alla fine del 1922. Il movimento venne iniziato da un gruppo di sette pittori: Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Anselmo Bucci, Emilio Malerba, Pietro Marussig e Ubaldo Oppi. Questi artisti, sostenuti dalla Galleria Pesaro di Milano, si unirono nel nuovo movimento battezzato Artisti del Novecento dal Bucci impegnandosi reciprocamente ad esporre le loro opere solo nell'ambito del gruppo.
IL MONUMENTALISMO
Monumentalismo è il termine con cui sono definite le tendenze architettoniche che nel corso del Novecento (soprattutto nella prima metà), hanno avuto come canone essenziale l'ispirazione e il riallaccio al classicismo e al neoclassicismo. I critici dividono tale architettura in due correnti: il Neobarocco e il Neoclassicismo semplificato.
L' AUDITORIUM DI NEMBRO
Verso la fine del 1934 il cav. Francesco Moscheni, da alcuni anni residente a Torino, ma originario di Nembro, decise di far erigere a proprie spese un “grandioso fabbricato” da adibire a sede dell’Opera Nazionale Balilla (O.N.B.) e opere assistenziali. Del progetto fu incaricato lo studio dell’ing. Luigi Bergonzo di Bergamo. La concezione dell’edificio è concordemente attribuita al figlio Alziro. I lavori, assegnati all’imprenditore Morosini di Nembro, presero avvio nel giugno 1935. Dopo una serie di proroghe e di rimandi, il giorno dell’inaugurazione fu fissato per domenica 17 maggio 1936.
LA SCIESOPOLI
La storia di questa struttura comincia l’11 giugno 1933 quando il gruppo fascista milanese che prende il nome dal patriota risorgimentale Amatore Sciesa fonda una casa colonica a Selvino. Sciesopoli è stata inaugurata nel 1933, su progetto dell'architetto Paolo Vietti-Violi e del suo collaboratore ungherese Andràs Benko, come un "palazzo dello sport", una colonia per i balilla e le piccole italiane. Per un'ironia del destino il gioiello del regime diventava ora il rifugio delle sue vittime. Il 21 settembre del 1945 la colonia di Sciesopoli venne ufficialmente affidata al Governo Alleato, su interessamento di Ferruccio Parri e del Sindaco di Milano Antonio Greppi, alla comunità ebraica milanese e da essa alla Brigata Ebraica. Sciesopoli fu diretta da Moshe Zeiri, un soldato della Brigata ebraica insieme alla moglie Yehudit.
i materiali più utilizzati
Le costruzioni fasciste erano caratterizzate da un impatto freddo alla vista ma monumentale, utilizzo di materiali quali il marmo, facciate con lastre piane, ripetizione di forme geometriche come il cubo e il cilindro, il contrasto dei bianchi e dei neri e l'assenza di decorazioni. Inoltre era utilizzato il calcestruzzo senza armatura in ferro a causa delle restrizioni sull' importazione del materiale dagli altri paesi.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE