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Copia - elaborato sull'adolescenza 3° media ilenia corvino

ILENIA CORVINO

Created on June 1, 2023

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Transcript

3°C

L'adolescenza

ilenia corvino

elaborato 3° media

Indice

scienzeed. civicastoriaarteletteratura

Introduzione

Ecco che all’improvviso diventi grande, maturo, responsabile; di colpo cresci senza riuscire a capire come, senza riuscire a capire cosa è cambiato all’infuori delle reazioni che gli adulti hanno nei nostri confronti….. In questo elaborato ho deciso di trattare l’adolescenza come argomento perché è una cosa che mi riguarda da vicino. Penso che questo sia uno dei periodi più belli nella vita di una persona ma anche complicato nello stesso tempo. Bello non solo per le forti amicizie che si creano, ma anche perché è il periodo di “cambiamento”, la cosa importante secondo il mio parere è quella di avere una guida come ad esempio: un genitore, un/a professore/ssa, un parente che ci aiuti ad affrontare grandi cambiamenti, a capire la realtà che ci circonda, parlo soprattutto di cambiamenti emozionali, di non riuscire a vedere la realtà per quella che è, infatti spesso accade di reagire in maniera non adeguata e troppo istintiva alle situazioni che accadono intorno a noi adolescenti. Credo che il confronto con gli adulti sia veramente importante e, non so se sia giusto o sbagliato, ma sono convinto che un’adolescenza felice sia la base per una vita serena.

I gameti

Invece le cellule uovo sono molto più grandi, ma incapace di muoversi. Quest’ultima è formata da: un nucleo in cui si trova il corredo cromosomico aploide e da un rivestimento protettivo, ma a differenza delle cellule somatiche i gameti si riproducono attraverso un processo chiamato meiosi, (mentre le cellule somatiche si riproducono attraverso la mitosi) le cellule che vengono originate tramite questo processo vanno incontro ad un nuovo procedimento chiamato gamete genesi che trasformerà le cellule gameti maturi.
I gameti si differenziano da tutte le altre cellule del nostro corpo (cellule somatiche) per la quantità di cromosomi che contengono infatti nelle cellule somatiche sono presenti 23 coppie di cromosomi (per questo vengono dette cellule diploidi) mentre i gameti contengono solo 23 cromosomi (per questo sono dette cellule aploidi). Come tutte le altre cellule anche i gameti hanno una propria struttura infatti lo spermatozoo è formato da: una testa contenente il nucleo, il corredo aploide (i 23 cromosomi) e delle sostanze capaci di sciogliere i rivestimenti degli ovuli, un collo in cui si trovano i mitocondri che producono l’energia necessaria per muoversi e da una coda che permette allo spermatozoo il movimento.

+ info

La famiglia, resta l'ambiente sociale che più di ogni altro preme sulla vita dell'adolescente; il suo compito è di far interiorizzare al giovane un certo sistema di ruoli, modelli di comportamento, che finiranno per incidere sull'acquisizione di una identità personale e di un ruolo sociale Anche la scuola è un importante luogo di formazione tesa a fornire le conoscenze necessarie per lo sviluppo della personalità. La famiglia prima e la scuola poi devono sviluppare nell'adolescente le competenze sociali e comunicative, devono promuovere l'elaborazione di uno scopo personale, delle strategie per realizzarlo e la capacità di valutare le proprie abilità facendo in modo di riuscire a fornire gli strumenti adeguati per affrontare questo periodo della vita così delicato sotto molti aspetti. tanti sono i ragazzi che non riescono ad affrontare in maniera adeguata questo tratto di vita finendo con il reagire in molteplici modi per me sbagliati, incanalandosi in dei tunnel dove uscirne è un’impresa difficilissima.

bulimia

anoressia

Invece, La bulimia è uno dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Si caratterizza per l'eccessiva assunzione di cibo, le cosiddette abbuffate, seguite da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita, con metodi quali il vomito autoindotto o l'uso di lassativi. I disordini alimentari si manifestano spesso a causa dell'influenza negativa da parte di altri componenti familiari e sociali, la sensazione di essere sottoposti a un eccesso di pressione e di aspettativa, o al contrario, di essere fortemente trascurati dai propri genitori, il sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica o di non poter raggiungere i risultati desiderati per problemi di apparenza. Fortunatamente oggi, più che in passato, gli adolescenti dispongono di ampi margini di libertà per costruirsi percorsi di crescita individualizzati, per conoscere e realizzare le potenzialità di cui sono portatori, per arricchire il bagaglio delle proprie esperienze e nel fare ciò essi si confrontano con i cambiamenti, le aspettative e le sfide che il passaggio all'età adulta riserva.

Uno dei tunnel più bui che oggi gli adolescenti spesso vivono è la problematica della Bulimia ed Anoressia. Oggi ben sappiamo che l'apparire è più importante dell'essere e spesso si commettono azioni che possono compromettere la nostra salute. Questo è il caso dell’anoressia e della bulimia, che come tutti sappiamo sono dei disturbi alimentari che colpiscono maggiormente gli adolescenti in difficoltà, andiamo però a vedere gli effettivi sintomi. Per quanto riguarda Il termine anoressia si riferisce a situazioni di restrizione alimentare volontaria che portano a mantenere cronicamente il peso corporeo a valori di oltre il 15% inferiori rispetto a quelli ritenuti normali per una persona di una determinata età e di una data altezza. Nonostante il dimagrimento, anche considerevole, chi soffre di anoressia è costantemente preoccupato per il proprio peso e aspetto corporeo e non riesce ad accettare di ingrassare anche di pochi chili. Se non diagnosticata e curata per tempo, la malattia può portare a stati di malnutrizione così estremi da risultare pericolosi per la vita e da richiedere il ricovero ospedaliero con alimentazione forzata.

In passato l'educazione spesso veniva utilizzata per conformare i giovani a ideali non adeguati all' età " dell' inconsapevolezza". Questo è ciò che vediamo accadere nel periodo fascista nato il 23 Marzo 1919, a Milano e fondato da Benito Mussolini, Il fascismo è un movimento che tende con tutti i mezzi a impadronirsi dello Stato e di tutta la vita nazionale per stabilire la sua dittatura assoluta ed unica. nazionalista, autoritario, totalitario, razzista e imperialista, deciso a distruggere la civiltà democratica e liberale, proponendosi comeuna alternativa radicale ai principi di libertà e di eguaglianza dei diritti dell'uomo e del cittadino. Per Benito Mussolini chi pensa con la propria testa, assumendo posizioni critiche verso il suo regime, è un problema. Per questo fu istituita nel 1926 l'Opera Nazionale Balilla con lo scopo di infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell'educazione militare, renderli consapevoli della loro italianità e del loro ruolo di "fascisti del domani". Il testo unico utilizzato nelle scuole era dedicato alla propaganda fascista ed in particolare all'elogiare il fascismo, l'educazione religiosa che rispettava il partito e lo Stato, l'esaltazione della grande guerra, le gloriose gesta dei soldati e l'impresa di Etiopia, Il fascismo con i suoi valo e i suoi simboli veniva trasmesso anche attraverso le copertine di libri, quaderni e semplici esercizi di matematica inoltre I ragazzi indossavano stessa uniforme e venivano suddivisi in squadre formate in base all'età.

il fascismo

Il fascismo

In passato l'educazione spesso veniva utilizzata per conformare i giovani a ideali non adeguati all' età " dell' inconsapevolezza". Questo è ciò che vediamo accadere nel periodo fascista nato il 23 Marzo 1919, a Milano e fondato da Benito Mussolini, Il fascismo è un movimento che tende con tutti i mezzi a impadronirsi dello Stato e di tutta la vita nazionale per stabilire la sua dittatura assoluta ed unica. nazionalista, autoritario, totalitario, razzista e imperialista, deciso a distruggere la civiltà democratica e liberale, proponendosi come una alternativa radicale ai principi di libertà e di eguaglianza dei diritti dell'uomo e del cittadino. Per Benito Mussolini chi pensa con la propria testa, assumendo posizioni critiche verso il suo regime, è un problema. Per questo fu istituita nel 1926 l'Opera Nazionale Balilla con lo scopo di infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell'educazione militare, renderli consapevoli della loro italianità e del loro ruolo di "fascisti del domani". Il testo unico utilizzato nelle scuole era dedicato alla propaganda fascista ed in particolare all'elogiare il fascismo, l'educazione religiosa che rispettava il partito e lo Stato, l'esaltazione della grande guerra, le gloriose gesta dei soldati e l'impresa di Etiopia, Il fascismo con i suoi valo e i suoi simboli veniva trasmesso anche attraverso le copertine di libri, quaderni e semplici esercizi di matematica inoltre I ragazzi indossavano stessa uniforme e venivano suddivisi in squadre formate in base all'età. I bambini venivano iscritti a 4 anni ai "Figli della Lupa", da 8 a 14 anni ai "Balilla" in memoria di un ragazzo che nel 1946 lanciò un sasso a Genova come segno di ribellione contro gli occupanti austriaci. Gli altri gradini erano occupati dagli avanguardisti, dai 15 ai 18 anni, dai giovani Fascisti e dai giovani Universitari, dai 18 ai 21 anni. Anche per le fanciulle, piccole italiane e giovani italiane avevano gli stessi gradi, lo stesso inquadramento, lo stesso spirito di disciplina, ma nell'educare le fanciulle italiane bisognava tener presente che esse erano destinate dal regime, una volta diventate adulte, a essere "madri e mogli esemplari". I giovani erano il futuro del fascismo che era esso stesso giovinezza e nei giovani il fascismo vedeva l'uomo nuovo da forgiare) Il fascismo attribuiva anche molta importanza alla preparazione fisica, occasione per rafforzare la salute e quindi la razza, per vivere collettivamente, per prepararsi ai sacrifici ed alla sofferenza, per essere sempre pronti ad affrontare la prova più alta: la guerra. Tutta l'organizzazione educativa del fascismo aveva infatti metodi e stili premilitari, inserendo i giovani in associazioni, gruppi, attività che li educassero in senso rigorosamente fascista.

Sottotitolo

La pubertà di Munch

) Come sopra è stato detto non solo oggi, ma anche in passato, l'apparire è più importante dell'essere, non tutti i ragazzi hanno la forza di reagire in maniera positiva a determinate situazioni di costrizione trovando sfogo nel mettere a frutto la propria abilità, come Munch ha fatto utilizzando l'arte del dipingere. Tra il 1880 ed il 1890 Edvard ha soltanto 25 anni, ma nonostante la sua giovane età, il suo talento per la pittura è conosciuto da moltissimi nella città di Berlino. È un periodo in cui il pittore norvegese ha tutto quello che si potrebbe desiderare: fama, denaro e molti amici. Munch, però, non è un artista come tutti gli altri. Lui non vuole né fama né soldi né gloria; in poco tempo si rende conto che le persone che lo circondano per via della sua popolarità non gli danno la felicità che sta cercando. E così, con il passare del tempo, comincia a chiudersi dentro sé stesso. La situazione prende una brutta piega ed Edvard cerca di sfogarsi con l'unico mezzo che ha a disposizione: la pittura. Ancora più significativo nel far capire quanto difficile sia il periodo dell'adolescenza, come periodo di transizione dall'essere bambini all'essere adulti, è il celebre dipinto la pubertà di Munch. La protagonista dell'opera è un'adolescente, seduta su un grande letto che occupa la zona inferiore dell'opera. Non ha alcun vestito addosso e cerca di coprirsi come meglio può mettendo le sue braccia sul basso ventre, mentre i suoi occhi sono fissi su chi guarda il quadro. Guardandola si ha la sensazione che la protagonista del dipinto di Munch sembra un po' troppo tesa Sta seduta sul letto, immobile ,sembra non avere intenzione di muoversi, proprio come se fosse un'antica statua. In effetti ci sono un paio di particolari che rendono questa ragazza un po' meno statica. Per prima cosa, Munch non ritrae questa ragazza in modo perfettamente frontale, anzi, è leggermente inclinata verso destra. Se si guarda con attenzione le sue mani, possiamo vedere che non sono appoggiate in modo perfettamente simmetrico sulle sue gambe, proprio come accadrebbe nella realtà. L'unico elemento presente nella scena è il letto, quindi ci troviamo sicuramente all'interno di una camera, il resto dell'ambiente è completamente vuoto. La pubertà di Munch è un quadro caratterizzato dall'assenza di dettagli e dalla presenza di questo muro dipinto con un marrone chiaro ed un pavimento sempre dello stesso colore, soltanto molto più scuro. A spezzare la monotonia di questi colori scuri e pesanti è quel grande letto bianco su cui è seduta la ragazza e anche un altro colore che risalta in modo evidente in più parti della scena: il rosso. La struttura del letto, Munch la colora con un marrone mescolato al rosso; poi si nota qualche richiamo anche sul contorno della pelle e sui riflessi dei capelli della ragazza. Il rosso è un colore molto importante per Edvard. E' il colore del sangue e gli ricorda il dolore che ha provato dopo la perdita di sua madre e di sua sorella, entrambe causate dalla tubercolosi. Guardando attentamente il dipinto si nota il volto giovane di una ragazzina, ma il suo corpo sta attraversando la pubertà e presto diventerà adulta.In questo difficile periodo il suo fisico subisce dei cambiamenti, ma la sua mente è ancora legata ai giochi e alla sua infanzia. La ragazza percepisce che il suo fisico sta gradualmente cambiando, ma non riesce a capire le ragioni di questa "trasformazione". Anche il modo in cui viene dipinta la sua ombra, ha una forma inquietante, particolare che simboleggia l'angoscia e la confusione che la ragazza sta provando nel corso della pubertà.

Ancor prima di Munch, Giacomo Leopardi (1798-1837) visse quello che è il dramma momentaneo di tutti gli adolescenti che si verifica quando essi, ai primi urti con una realtà, che si rileva tanto diversa da quella immaginata e sognata, perdono a poco a poco le illusioni e le speranze, e sono colti da improvvisi e profondi scoraggiamenti. Per la maggior parte di essi questi scoraggiamenti sono momentanei, perché, mano mano che si acquista maggiore coscienza della realtà, cessano del tutto, in quanto gradatamente gli uomini finiscono per accettare la vita per quella che è veramente, nel bene o nel male, e vi si adeguano, inserendosi nella società e in essa operando magari con l'impegno concreto di migliorarla, ciascuno secondo le proprie aspirazioni e capacità. Il pessimismo individuale e soggettivo è uno degli aspetti del pessimismo leopardiano. Esso sorge quando il poeta è ancora un'adolescente e già si sente escluso dalla gioia di vivere, che vede invece riflessa negli altri. A determinare questo sentimento di infelicità personale, concorrono diverse cause; fra tutte l'ambiente familiare. La sua famiglia è una delle prime nobiltà marchigiana, una nobiltà di provincia, retriva e superba, attacca tenacemente ai privilegi di casta e al decoro esteriore del rango sociale. La madre la contessa Adelaide Antici, non riesce a creare intorno ai figli un'atmosfera calda di premure e di affetti ,anche perché si dedica anima e corpo alla difesa del patrimonio familiare, a questo si aggiunge poi una delicatissima sensibilità d'animo del poeta. Per liberarsi dall'angoscia e dalla noia di vivere, occorre, secondo il Leopardi, agire, proporsi una fine. Il pessimismo leopardiano esercita uno strano fascino nell'anima dei giovani. Il fascino che esso esercita si spiega col fatto che Leopardi visse e presentò nella poesia lo stesso dramma di ansietà e di sconforto che vivono, da sempre, i giovani. Questo dramma consiste nell'aspirazione in un mondo ideale, fatto di amore e nel turbamento profondo in cui essi cadono quando, sin dai primi urti con la realtà il mondo ideale e sognato crolla del tutto. Si piò ben capire nella sua opera "a Silvia" il poeta si rivolge a Silvia, che i biografi identificano in Teresa Fattorini,figlia del cocchiere di casa Leopardi morta giovanissima di tisi,e le se ricorda ancora, dopo tanti anni,i giorni felici in cui affacciava alla giovinezza, quando anche nel cuore del poeta fioriva la fiducia nella vita e anche lui, come Silvia concepiva pensieri soavi , speranze e affetti intensi, e bella gli appariva la vita è bello il fato. Ma tutto questo incanto svani al contatto con la realtà, per natura, perché essa non mantiene quello che promette negli anni della giovinezza e dell'adolescenza. Nella seconda parte il Leopardi stabilisce un paragone tra il destino di Silvia e il proprio. Silvia moriva senza veder fiorire la sua giovinezza e senza godere le gioie che essa comporta, come l'udire le lodi della propria bellezza è il ragionare d'amore con le compagne. Poco dopo tramontava anche la speranza del poeta, al quale, come a silvia, i fati negarono le gioie della giovinezza, l'età in cui le speranze e i sogni dell’ adolescenza e le speranze al pari del vero, si attende solo che la morte ci liberi dalla miseria e dalle amarezze della vita.

Silvia, rimembri ancora

A Silvia

SottotitoloSilvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? Sonavan le quiete stanze, e le vie d'intorno, al tuo perpetuo canto, allor che all'opre femminili intenta sedevi, assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno. Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte, ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte, d’in su i veroni del paterno ostello porgea gli orecchi al suon della tua voce, ed alla man veloce che percorrea la faticosa tela. Mirava il ciel sereno, le vie dorate e gli orti, e quinci il mar da lungi, e quindi il monte. Lingua mortal non dice quel ch’io sentiva in seno. Che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Silvia mia! Quale allor ci apparia la vita umana e il fato! Quando sovviemmi di cotanta speme, un affetto mi preme acerbo e sconsolato, e tornami a doler di mia sventura. O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor? perché di tanto inganni i figli tuoi? Tu pria che l’erbe inaridisse il verno, da chiuso morbo combattuta e vinta, perivi, o tenerella. E non vedevi il fior degli anni tuoi; non ti molceva il core la dolce lode or delle negre chiome, or degli sguardi innamorati e schivi; né teco le compagne ai dì festivi ragionavan d’amore. Anche perìa fra poco la speranza mia dolce: agli anni miei anche negaro i fati la giovinezza. Ahi come, come passata sei, cara compagna dell’età mia nova, mia lacrimata speme! Questo è il mondo? questi i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi, onde cotanto ragionammo insieme? questa la sorte delle umane genti? All’apparir del vero tu, misera, cadesti: e con la mano la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano.

conclusioni

CONCLUSIONI

Il periodo dell’adolescenza è un periodo difficile tanto per i figli quanto per i genitori. Durante l’adolescenza si è investiti da diversi cambiamenti e sono molti problemi che bisogna affrontare. Il cambiamento è una fase che fa parte del ciclo di vita di ogni essere umano e presuppone sempre un periodo critico, ossia di passaggio, di transizione. Se parliamo di adolescenza, parliamo di un cambiamento completo, che tocca diverse sfere della natura umana: la fisicità, sia dal punto di vista ormonale e anatomico, che estetico,quello psicologico e sociale. Secondo me l’adolescenza è un periodo molto complesso della vita di una persona perché ad un certo punto ti sembra di non conoscerti più quando ti guardi allo specchio ti vedi come una persona differente da quella che eri in passato ma dopo un po' di tempo impari a conoscere dei lati di te stesso di cui non ne sapevi l’esistenza.

Grazie di tutto

Ringrazio tutti i professori per aver fatto parte di uno dei percorsi più importanti della mia vita accompagnandomi con la "manina", mi avete aiutato a capire tantissime cose. penso che sono stata fortunata ad avere voi come professori che per ogni cosa ci siete. Grazie per tutte quelle sgridate che mi sono servite a capire tantissime cose anche se mi "arrabbiavO" ma solo ora ho capito che lo avete fatto per il mio bene, non sono brava con le parole ma per me siete stati come una "famiglia" .Vorrei fare un ringraziamento speciale alla prof.SSA Pelosi che mi ha aiutata a risorgere e a far uscire il meglio di me e per questa cosa non la ringrazierò mai abbastanza, senza di lei la mia vita sarebbe stata molto difficile. G Grazie mille a tutti per tutto quello che avete fatto vi voglio bene spero che non vi dimenticherete mai di me come io di voi.