presentazione
La tigre
start
Indice
riproduzione
habitat
alimentazione
Dove vive
la caccia
sottospecie
caratteristiche
in pericolo
la medicina
abitudini
capacità
il wwf
curiosità
Habitat
La tigre: la capacità di adattarsi
Le tigri si possono trovare in una grande varietà di habitat, dato che questi animali sono stati in grado di adattarsi e vivere in territori molto diversi tra loro, che vanno dalle praterie,i bacini di drenaggio di fiumi e laghi, nei boschetti erbosi, nelle foreste miste di pioppi e querce,nei boschi di conifere e betulle, nelle pianure alluvionali, nelle foreste tropicali, alle foreste pluviali, fino ad arrivare nelle zone caratterizzate da climi più freddi come le foreste dell’Himalaya: sono infatti animali in grado di sopportare sia il freddo che il caldo, se ne trovano addirittura tracce fino a 4000 metri di altezza.
Dove vive?
Proprio perché la tigre è un animale in grado di adattarsi a diversi tipi di habitat, quest’ultima è riuscita a diffondersi in molti Paesi: la tigre è originaria dell’Asia, infatti un tempo i territori occupati dalle tigri ricoprivano l’intera Asia, dalla Turchia alla costa orientale della Russia. Nel XX secolo le tigri sono gradualmente scomparse dalle zone a sud-ovest e in tutta la zona centrale dell’Asia, e si sono addirittura estinte completamente dalle due isole indonesiane di Giava e Bali, e da vaste aree del sud-est . Ormai le tigri hanno quindi perso il 93% dei loro territori originari.
Clicca qui
Allo stato attuale delle cose in natura si trovano ancora tigri solo in questi paesi:
- Bangladesh
- Bhutan
- Birmania
- Cambogia
- Cina
- india
- Indonesia(Sumatra)
- Laos
- Malaysia
- Nepal
- Russia
- Sudafrica
- Thailandia
Le tigri...in Africa
Laohu valley reserve
Ci sono tigri in Africa?
La risposta alla domanda è sì. Ma non perché questi animali si siano sviluppati originariamente in questa regione, ma perché dal 2002 è stata creata la Laohu Valley Reserve in Sud Africa, che mira a sviluppare un programma per l'allevamento di tigri in cattività, che dovrebbero poi essere reintrodotte in habitat del sud e sud-ovest della Cina, alcune delle regioni di cui sono originarie.Questo programma è stato messo in discussione perché non è facile reintrodurre questi grandi felini nei loro ecosistemi naturali, ma anche per le limitazioni genetiche che si verificano a causa dell'incrocio di esemplari di un gruppo ridotto.
Sottospecie estinte e viventi
ESISTONO 9 SOTTOSPECIE DI TIGRI:
ESTINTE:
- Panthera tigris balica (estinta dal 1937): era la tigre di Bali, diffusa in Indonesia (con focus sull’isola di Bali)
- Panthera tigris sondaica (estinta nel 1994): era la tigre di Giava, diffusa in Indonesia (con focus sull’isola di Giava)
- Panthera tigris virgata (estinta nei primi anni Settanta): era la tigre del Caspio, diffusa in Asia Centrale, Mongolia, Anatolia, Caucaso, Iran, Kurdistan e Afghanistan
VIVENTI:
- Panthera tigris altaica: è la tigre siberiana o tigre dell’Amur. Le sue strisce sono marroni e non nere, ed è la sottospecie di maggiori dimensioni.
- Panthera tigris amoyensis: è la tigre della Cina meridionale. Attualmente si trova solo nella provincia dell’Hunana. È la tigre da cui si sono evolute le altre
- Panthera tigris corbetti: è la tigre indocinese. È diffusa in Birmania, Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam
- Panthera tigris jacksoni: è la tigre malese
- Panthera tigris sumatrae: è la tigre di Sumatra. Vive soprattutto nei parchi nazionali e nelle foreste dell’isola indonesiana di Sumatra, è la sottospecie di minori dimensioni Delle tigri di Sumatra non rimangono che 440-680 specie. È per questo considerata una delle sottospecie maggiormente a rischio di estinzione. Il futuro di questa sottospecie non è affatto roseo: tra il 1998 ed il 2002 ne sono stati uccisi almeno 50 esemplari all’anno. Di fatto, nei mercati di Sumatra, è facile trovare in commercio parti e derivati di tigri: gli esperti ne hanno documentata la presenza in ben 17 delle 24 città investigate e nel 20% dei 453 negozi visitati. Senza contare che molti prodotti vengono immessi illegalmente anche nel mercato internazionale. Il rischio è che anche questa sottospecie segua le sorti delle altre due sottospecie indonesiane, quella di Bali e quella di Giava.
- Panthera tigris tigris: è la tigre reale del Bengala o indiana. Diffusa in India, Bangladesh, Bhutan,Birmania e Nepal,e Tibet per lei è possibile la variante della tigre bianca
Dove vive
La tigre del Bengala
La tigre del Bengala è la più diffusa tra le sottospecie, anche se gli esemplari rimasti contano poche migliaia di tigri in tutto, che vivono soprattutto nella regione del Bengala, in India (oltre che in Bangladesh, Bhutan, Birmania, Nepal e Tibet). Le giungle dell’india sono rimaste la sua casa, nonostante nell’ultimo secolo abbia visto ridursi di moltissimo il suo territorio, sia nel Bengala che nel resto dell’Asia. Originariamente vivevano in ecosistemi con climi più secchi e freddi, tuttavia oggi prosperano appunto nelle foreste tropicali. Di tigri, che sono l’animale nazionale dell’India, dall’ultimo censimento (2018) ne sono state contate 2967, mentre si stima ce ne siano in tutta l’Asia tra le 3726 e le 5578. Per proteggere la specie, le popolazioni più grandi si trovano in alcuni parchi nazionali in India, come il Sundarbans e Ranthambore.
Caratteristiche
Classificazione scientifica
La tigre è il più grande felino che esiste in natura, simbolo di potenza e agilità. E’ un mammifero carnivoro ed è anche uno dei più grandi predatori terrestri, infatti la sua stessa morfologia è perfetta per catturare e uccidere grandi prede in un colpo solo. E’ infatti uno degli animali che possono affascinare e terrorizzare allo stesso tempo. Le dimensioni delle tigre variano notevolmente in base alla sottospecie:possono raggiunge i 4 metri di lunghezza circa, coda compresa, della tigre siberiana (sottospecie più grande) ai 2,3 metri di lunghezza della tigre di Sumatra (sottospecie più piccola). Il peso di una tigre è anch'esso molto variabile a seconda della sottospecie: andiamo dai 90 ai 310 kg per i maschi e dai 65 ai 180 kg per le femmine. Anche l’altezza varia dai 1,2m ai 85 cm. Le femmine sono sempre più piccole. Per quanto riguarda la sottospecie della tigre del Bengala, che è la seconda sottospecie più grande, gli esemplari maschi raggiungono dimensioni che variano dai 2,70 metri fino ad arrivare anche a 3 metri di lunghezza, compresa la coda, con un’altezza di 1 metro circa. Il peso dell’animale è solitamente compreso tra i 200 e 230 kg, o addirittura 260 kg. In natura questi felini vivono dagli 8 ai 10 anni, e si stima che muoiano a causa sopratutto della persecuzione umana
+info
Il colore del mantello può variare dal rosso scuro all’arancione delle tigri del Bengala fino a un giallo pallido, sempre in base alla sottospecie. Può variare anche l’intensità del nero delle strisce: per di più il modello e la distribuzione delle strisce del mantello è unico per ogni tigre, non esistono infatti due individui che mostrano lo stesso motivo: il mantello a strisce serve per permettere alla tigre di memitizzarsi con l'ambiente circostante. Non è solo il mantello ad essere striato, ma lo è anche la pelle stessa. Generalmente le tigri del Sud Est asiatico hanno un colore più scuro e hanno più strisce, mentre le tigri delle aree settentrionali sono più chiare e hanno meno strisce. Di solito la pelliccia è corta, ma nel caso delle tigri che vivono nelle zone dell’Estremo oriente russo è più lunga e spessa. Le orecchie della tigre sono arrotondate, le pupille sono rotonde a loro volta, il colore dell’iride varia dall’oro al verde, e in casi particolari può essere anche azzurra: la tigre ha udito e vista estremamente sviluppati, soprattutto gli occhi che sono di fatto tipici di predatori notturni, è infatti capace di vedere al buio anche con la luce più fioca. Per seguire le tracce di una preda anche l’olfatto è importante, che le tigri hanno anche e soprattutto sul palato: per seguire una preda non devono far altro che aprire la bocca e tirare fuori la lingua. Il naso è di colore rosa, le vibrisse sono molto folte e poste su un muso corto, la fronte anche arrotondata e il collo è coperto da un pelo fitto e una pelle più spessa,soprattutto nei maschi, e molto muscoloso. I canini della tigre sono i più lunghi tra tutti i felini e possono raggiungere una lunghezza di circa dieci centimetri. Ha la lingua ruvida a causa della presenza di papille filiformi, ovvero minuscole protuberanze di cheratina che sembrano spine. Ha le spalle larghe e zampe anteriori massicce, ideale per agguantare le prede, che sono poi trattenute con gli affilati artigli retrattili.. Come in tutti i membri del genere Panthera, l'osso ioide è parzialmente ossificato e permette all'animale di ruggire.
Abitudini
Tigre: un animale notturno
Le tigri hanno abitudini principalmente crepuscolari e notturne. Sono infatti animali molto solitari, cacciano infatti la preda in solitaria (con agguati e seguendo la preda). Per quanto riguarda la tigre del Bengala infatti tende a vivere in zone boschive o con erba alta per meglio mimetizzarsi, evitando gli spazi aperti. E’ un animale talmente potente da riuscire a trascinare nel fitto della vegetazione una preda del peso di 700 kg. Gli incontri tra maschio e femmina avvengono solo al momento dell’accoppiamento. Proprio perché è un animale solitario non ama condividere il suo territorio con altri individui, specialmente i maschi: anche la tigre, come molti alti felini, marca il territorio, graffiando gli alberi, urinando e defecando in giro e tramite le secrezioni delle ghiandole anali, per segnalare la loro presenza e fornire informazioni sulla propria identità, sesso e status riproduttivo, che rilasciano su arbusti, pareti rocciose o alberi. Comunicano quindi tramite segnali visivi, come i graffi sui tronchi, odorosi e vocalizzazioni. La tigre passa la maggior parte del tempo a dormire, risparmiando le forze per la caccia (che inizia infatti al crepuscolo, continua durante la notte fino anche all’alba): può camminare per lunghe distanze (anche più di 30 km), riparandosi in parecchie tane che costruisce lungo il cammino e è capace di digiunare per giorni. Dopo aver mangiato di solito passano del tempo a leccarsi le zampe per pulirsi.
+info
Capacità
Abile nuotatrice:
A differenza degli altri felini la tigre è un abilissimo nuotatore, ama l’acqua e trascorrere il suo tempo a fare il “bagno”, può attraversa anche ampi tratti di fiumi, ed è anche il felino che sa trattenere il respiro per più tempo sott’acqua. Tende a non salire sugli alberi ( al contrario dei leoni e dei leopardi), ma è comunque un abile scalatore. La tigre può saltare in lunghezza fino a 10 metri. Sono animali molto veloci, possono raggiungere infatti i 60 km/h. Non solo è in grado di ruggire, ma il suo ruggito ha la capacità di paralizzare e immobilizzare momentaneamente la preda, mentre l’uomo ne può sentire solo una parte,per via delle frequenze troppo basse che emette. Il morso della tigre è molto potente: arriva a 1.050 libbre, circa il doppio rispetto a quello del leone Può imitare il verso di altri animali per attirare la preda. La tigre non fa le fusa, per dimostrare felicità o soddisfazione chiude gli occhi. Come già accennato, la vista della tigre al buio è 6 volte migliore di quella dell’uomo. Di giorno però la vista delle tigri non è così efficace, è anche per questo trascorrono la maggior parte del tempo a riposo.
Riproduzione
Le tigri raggiungono la maturità sessuale in momenti diversi della loro vita: le femmine iniziano a riprodursi dai 3 ai 4 anni, mentre i maschi dai 4 ai 5 anni. L’accoppiamento può avvenire durante tutto l’anno, anche se il periodo riproduttivo principale è quello che va da novembre ad aprile, in primavera. La durata della gestazione è di 93-114 giorni, (3 / 4 mesi ). Dopo l’accoppiamento la femmina di solito allontana il maschio, infatti la cura della prole è un compito esclusivo della femmina: Se la cucciolata dovesse essere numerosa , la tigre spesso divora i cuccioli in soprannumero. La femmina partorisce una sola volta l’anno. Le tigri possono allevare i loro piccoli tra la vegetazione, nelle cavità degli alberi o nelle grotte.
Da ogni cucciolata nascono solitamente dai 2 ai 4 piccoli ciechi e indifesi di circa 1 kg di peso che dipendono totalmente dalla madre, almeno per il primo mese di vita dove la mamma resta con loro nella tana per la maggior parte del tempo. L’allattamento infatti dura dalle 6 alle 8 settimane. In questi settimane i tigrotti cominciano a seguire la madre nella caccia e a nutrirsi di carne e latte materno. Catturano le prime prede a circa 18 mesi di età, e rimangono con la madre per 18-28 mesi ( più o meno due anni).
Raggiunti i 18-28 mesi i giovani tigrotti diventano indipendenti e raggiungono l’età adulta, iniziano a cacciare da soli ma restano nei pressi della tana.
+info
Alimentazione
Dieta e prede
Questo felino è al vertice della catena alimentare.La tigre è appunto carnivora, e necessita di circa 50 prede di medie dimensioni l’anno: fra le loro prede preferite troviamo ungulati di medie dimensioni ( cervi, antilopi,ecc.. ) e occasionalmente preda anche uccelli, pesci, roditori, anfibi, rettili, insetti,maiali selvatici, scimmie,lepri, bestiame domestico (conigli, pavoni,ecc..), addirittura mucche,bufali, rinoceronti,bisonti,buoi o Gaur (buoi delle giugle) ed elefanti in giovane età, ma le sue prede sono diverse a seconda della zona in cui vive.
La tigre del Bengala caccia solitamente:
- Cervi
- Cinghiali
- Nilgau (grande antilope indiana)
- Bufali d’acqua
La tigre siberiana preferisce nutrirsi di:
- Cervi
- Cinghiali
- Alci
- Salmoni
La tigre di Sumatra mangia solitamente:
- Cervi
- Cinghiali
- Tapiri
- Oranghi
Ogni tigre si impossessa di un territorio di estensione varia, in media una decina di chilometri quadrati, in cui ricerca le sue prede e in cui non tollera , come già accennato, l’intrusione di estranei: per questo le tigri possono cacciare anche altri carnivori ( la tigre siberiana per esempio attacca gli orsi, ma si attaccano per esempio anche leopardi, colpi, linci e coccodrilli), per difendere il territorio e le risorse, è difficile che attacchi altri predatori con l’intento di nutrirsene, ma se lo trovano già morto lo mangiano tranquillamente. Talvolta le tigri mangiano erba o frutti.
Le tigri sono inoltre anche “cacciatori previdenti”: Dopo aver mangiato a sazietà, spesso ricoprono ciò che resta della preda con erba o detriti, per avere un pasto assicurato anche il giorno successivo e per tenerli al sicuro da altri predatori: talvolta mangiano e nascondono i resti della loro preda anche quando ormai è in stato di decomposizione. Per abbeverarsi si recano su fiumi o altri ambienti acquatici dove amano trascorrere il loro tempo. Il suo nemico è la tigre maschile oppure lo sono i leoni. La tigre, essendo un superpredatore, è preda solamente del coccodrillo.
Una cacciatrice utile per l'ecosistema
+info
Nutrendosi di animali selvatici, piccoli predatori, rettili, pesci, ruminanti e altre specie che hanno una notevole prolificità, la tigre (così come altri predatori) aiuta a mantenere il corretto equilibrio del nostro ecosistema: il sovraffollamento di alcune specie di cui la tigre si nutre sarebbe infatti molto pericoloso, dato che avrebbe un impatto negativo sia sulla vegetazione che sul microcosmo animale. Quest’ultimo è infatti costituito soprattutto da insetti, i quali, a causa del sovraffollamento, sarebbero costretti a spostare il proprio habitat, sconfinando verso zone rurali e villaggi popolati dagli esseri umani, creando danni ingenti. Eliminare le tigri selvatiche da un territorio significherebbe pregiudicarne l’equilibrio del nostro pianeta, alterando al contempo un processo naturale necessario per un’armoniosa coabitazione di tutti gli esseri viventi appartenenti a quello specifico habitat.
La caccia
Sono solitarie e cacciano seguendo la preda studiandola e attaccandola all’improvviso con agguati, attaccano alle spalle e di lato e uccidono la preda con un morso dietro la testa o al collo . Una tigre adulta può consumare fino a 32 kg di carne per singolo pasto. Sono silenziose e agilissime nonostante il loro possente corpo di 300kg. La carne è più facile da digerire rispetto alla materia vegetale. La sua bocca ha una grande e forte dentatura dove spiccano le sue incredibili zanne e i denti. Grazie alla sua lingua ruvida, può strappare facilmente la carne dalle ossa delle sue prede. Dopo l'ingestione, il cibo passa attraverso l'esofago fino allo stomaco e all'intestino, dove viene completamente digerito. La tigre ha uno stomaco grande ma non è in grado di digerire i carboidrati vegetali, quindi se consuma materia vegetale, potrebbe avere problemi digestivi.
Una specie in pericolo
La tigre nella lista rossa
La tigre è un animale a rischio estinzione: il suo grado di minaccia IUCN è classificato come “In pericolo” , e per questo le tigri sono inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate. Secondo i dati del WWF, in natura sono rimaste meno di 3mila tigri, con 1.411 esemplari nella sola India. Da qui è nata l’esigenza di creare dei piani per la salvaguardia di questo predatore. Sono state create anche delle riserve naturali nei loro habitat originari in modo da assicurarsi la sua sopravvivenza in natura. Dall’inizio del secolo scorso, infatti, le popolazioni selvatiche di tigre hanno subito una riduzione significativa, passando dai circa 100.000 esemplari dei primi del 1900 agli appena 3500 dei nostri giorni (un numero apparentemente inferiore a quello degli individui tenuti in cattività).
Ad oggi si ritiene che in natura siano presenti circa 1500–1900 tigri indiane, 350 tigri indo-cinesi,
250-340 tigri malesi, 440-680 tigri di Sumatra, e 360 tigri siberiane. Queste cifre peraltro non tengono conto del numero reale di individui maturi, in grado di riprodursi che secondo dati recenti, basati
su stime di densità e di distribuzione geografica, sembrano suggerire che ne rimangano non più di
2500. Una popolazione peraltro in costante diminuzione, considerata la progressiva distruzione
dell’habitat e delle popolazioni di prede selvatiche, i cui effetti vanno a sommarsi alle continue
perdite provocate dalla persecuzione diretta da parte dell’uomo e dal commercio illegale.
Solo nel corso del ventesimo secolo, come ho già accennato, ben tre sottospecie di tigre sono state condannate all’estinzione. Eppure la situazione era ben diversa fino all’inizio del secolo scorso, quando questo predatore, non a caso noto come il “re della giungla”, regnava incontrastato su un territorio incredibilmente esteso. Dunque oggi, nonostante il glorioso passato, la distribuzione di questo predatore appare assai ridotta e frammentata. L’uomo, inoltre, caccia cervi e cinghiali, principali fonti alimentari della tigre, causando con ciò l’avvicinamento della tigre al bestiame domestico e il conseguente conflitto con gli allevatori.L’uomo è quindi la principale causa del rischio di estinzione delle tigri.
Le minacce
La piaga del bracconaggio, infatti, è ancora una triste realtà e porta ancora oggi all'uccisione di alcuni esemplari ogni anno, con l'obiettivo di rivendere sul mercato nero la sua pelliccia o le sue ossa ad un prezzo stellare.
Un'altra grave minaccia alla conservazione della tigre indiana, inoltre, è rappresentata dalle attività che provocano la riduzione dell'habitat di questo mammifero, che di conseguenza tende sempre di più a invadere i territori abitati dalle comunità locali, con le quali entra in conflitto a causa degli attacchi al bestiame, che provocano le reazioni degli allevatori. La riduzione dell’habitat indotta dall’uomo provoca anche necessariamente una riduzione delle prede a disposizione dei grandi predatori. Questo determina l’avvicinamento delle tigri ai villaggi . Così molte tigri vengono uccise per difendere il bestiame domestico, spesso tramite avvelenamento, oltre che con armi da fuoco.
La medicina cinese e la tigre
La minaccia più incisiva per la sopravvivenza a lungo termine di questa specie è legata alla crescente
domanda di parti e derivati utilizzati nella medicina tradizionale cinese. Infatti le parti di tigre sono
utilizzate in molte discipline mediche tradizionali dell’Asia orientale. Nella medicina tradizionale cinese quasi ogni parte di tigre ha avuto una qualche funzione terapeutica negli ultimi 1000 anni, anche se negli ultimi tempi le prescrizioni mediche hanno interessato soprattutto le ossa, che secondo la tradizione rendono più forti, in particolare quelle lunghe, che sono utilizzate come tonificanti e come, per esempio, rimedio per artrite e reumatismi, o gli organali genitali che possono aumentare la virilità e gli occhi che sono in grado di curare le malattie della vista. Le ossa di tigre vengono polverizzate per essere immesse sul mercato e vendute sotto forma di pillole, cerotti e decotti, oppure tagliate in segmenti e immerse nel vino. Alcune parti vengono anche mangiate per assumere le qualità di questo felino: una pratica nota come “jinbu”.Purtroppo parti e derivati di tigre non sono utilizzate unicamente nella medicina tradizionale cinese,
ma anche a scopo ornamentale, come nel caso delle pelli, e per la realizzazione di souvenir turistici,
amuleti e gioielli, come nel caso di denti e artigli. Comunque, nella maggior parte dell’Asia, fulcro
principale della richiesta mondiale di parti e derivati di tigre, il commercio di questa specie è ormai
considerato illegale. Da predatore a “preda”
La pelliccia della tigre è considerata una merce pregiata, come simbolo di lusso e di potere. I cuccioli vengono venduti come animali da compagnia. Per tutti questi motivi le tigri stanno scomparendo, giorno dopo giorno, e con esse anche il loro habitat.
Ecco come vengono impiegate le parti della tigre:
- Artigli di tigre: usati come sedativo per l’insonnia
- Denti: usati per curare la febbre
- Grasso: usato per trattare la lebbra e i reumatismi
- Pelle del naso: utilizzata per il trattamento di ferite superficiali come i morsi
- Ossa di tigre: usato come farmaco anti-infiammatorio per il trattamento di reumatismi e artrite, debolezza generale, mal di testa, rigidità o paralisi nella parte bassa della schiena e delle gambe e dissenteria; si fa anche un vino ottenuto macerando le ossa in un liquore di riso.
- Bulbi oculari: usati per trattare l’epilessia e la malaria
- Coda: usata per trattare le malattie della pelle
- Bile: usata per trattare le convulsioni nei bambini associati a meningite
- Baffi: usati per curare il mal di denti
- Cervello: usato per trattare la pigrizia e i brufoli
- Pene: usato in pozioni d’amore come la zuppa di tigre, considerata un afrodisiaco
- Deiezioni o feci: usate per trattare bolle, emorroidi e curare l’alcolismo
il circo delle tigri
Questo tipo di interazione tra l'uomo e l'animale è molto negativo sia per la tigre che per gli spettatori. la vita in gabbia e lo stress a cui sono sottoposte possono causare problemi comportamentali e di salute. Molti animali sviluppano comportamenti aggressivi a causa di stress e frustrazione. Inoltre, i circhi offrono spesso condizioni igieniche inadeguate, nonché un'assistenza medica insufficiente in caso di malattie o ferite.
Lo sfruttamento delle tigri nei circhi rappresenta un grave problema che riguarda non solo le tigri, ma tutti gli animali coinvolti in questo tipo di spettacoli. Le tigri sono spesso sottoposte a una vita di privazione e di sofferenza, costrette a vivere in gabbie anguste e a esibirsi in spettacoli che le costringono a compiere comportamenti al di fuori della loro natura.
IL CIRCO DELLE TIGRI
Gli spettatori, d'altra parte, non apprezzano più gli spettacoli circensi come una volta, e cercano soluzioni rispettose sia per gli animali che per gli artisti. Molti paesi hanno deciso di bandire gli animali dai circhi, e questo ha portato a una riduzione dei numeri di morti di animali circensi e abusi. lo sfruttamento delle tigri è un problema che deve essere affrontato con urgenza. ponendo fine alla pratica di tenere questi animali in gabbia, obbligarli ad esibirsi e mettere a rischio la loro salute.
Cosa fa il WWF
Il WWF (World wide fund for Nature) è stato fondato nel 1961 ed è oggi la più importante organizzazione per la conservazione della natura.
Parliamo ora dell’“Operazione Tigre”: era il 1973 quando il WWF lanciò questa campagna di comunicazione, la prima in assoluto a difesa di una specie. Una dei maggiori risultati è stato il lancio del Progetto “Tigre in India”, dove un piano nazionale di conservazione della durata di sei anni e l’istituzione di 15 nuove riserve portarono all’aumento del 30% della popolazione di tigri. Un risultato importante per diminuire il rischio di estinzione, ma non in grado di invertire la rotta: le tigri hanno continuato a diminuire. In questa occasione è stato messo a punto un piano per fermare la pericolosa tendenza che rischia di portare all’estinzione delle tigri, con una grande sfida: raddoppiare il numero di tigri entro il 2022. Siamo in prima linea per raggiungere questo obiettivo. Le strategie adottate tendono sia a misure di emergenza per salvare le tigri in pericolo, sia ad azioni a lungo termine per assicurare loro un futuro.
Curiosità
- La tigre è in molti paesi ritenuto un animale sacro (India, Corea del Sud, Siberia, Bangladesh)
- La Tigre è uno dei 12 segni del calendario lunare cinese. È anche una delle quattro grandi creature delle costellazioni cinesi con il nome di Tigre Bianca dell’Ovest (è associata all’Ovest e all’autunno). In Cina è considerato il Re degli animali
- Nella cultura cinese, la tigre è un simbolo di forza, coraggio e determinazione
- Nel romanzo Il libro della giungla di Rudyard Kipling l’antagonista principale del giovane Mowgli è Shere Khan, una tigre
- Una tigre è anche protagonista dei film Vita di Pi e Due Fratelli
- La tigre più grande del mondo? La sottospecie più grande al mondo come già detto è quella siberiana, che in natura possono raggiungere i 300 kg, ma in cattività sono stati documentati casi di tigri arrivate a pesare 500 kg, ma si trattava di esemplari gravemente obesi e che soffrivano di diverse patologie connesse all’obesità
- La tigre rappresenta la regalità e il potere divino in India (la tigre del Bengala è infatti adorata come divinità), mentre nell’Indocina e a Sumatra rappresenta il castigo divino
- Un raro tipo di tigre del Bengala è quello della cosi detta “tigre bianca”, avente cioè un mantello bianco con strisce di solito nere, con prevalentemente occhi azzurri: ciò accade wuando entrambi i genitori sono portatori di un gene del “mantello bianco”.
(Il classico colore del mantello delle tigri (dal giallo pallido al rosso scuro con strisce nere) è presente in diverse varianti, alcune più rare delle altre. Inoltre molte di queste varianti è possibile vederle solo in cattività, non in natura.)
- Si stima che le tigri riescano a catturare una preda su 20 tentativi, quindi non è un compito facile e non sempre riescono ad alimentarsi.
- Una tigre di 250 kg può trascinare un Gaur di 1.000 kg.
- Chi è più forte tra il leone e la tigre? Nonostante la tigre sia più grande del leone (in alcune sottospecie i maschi arrivano a 300-400 kg contro i 200-250 kg del leone), è probabile che in uno scontro fra i due felini sia il leone a trionfare. Il leone, infatti, pur essendo meno agile e scattante, ha zampe anteriori più forti e muscolose, ha la criniera che protegge da attacchi al collo e tende anche ad attaccare in maniera meno istintiva, riflettendo di più prima di gettarsi nella lotta.
CULTURA INDIANA
La tigre è un animale centrale nella cultura indiana, considerata una creatura magnifica e potente, spesso associata alla dea indù della forza Durgā.Nella tribù Bharia, che crede nel dio tigre Bagheshwar, è usanza lasciare una ciotola di cibo dietro le proprie case come tributo in cambio della protezione della divinità.
Nonostante la sua importanza culturale, la tigre indiana è a rischio di estinzione a causa della deforestazione e della caccia indiscriminata. Lo stato indiano ha già preso misure per proteggerla ma c'è ancora molto lavoro da fare per garantire la loro sopravvivenza.
Cultura Cinese e l'Anno della Tigre
Il 2022 è stato l’Anno della Tigre, il terzo animale di dodici presente nello zodiaco Cinese. Il capodanno lunare nonché "Festival di Primavera" in Cina, è capitato proprio il primo febbraio 2022.
Nella cultura cinese, la tigre come significato ha l’audacia, il vigore, la forza per allontanare i mali e portare fortuna e pace.
La celebrazione inizia il 31 gennaio per poi finire il 15 febbraio con la nota "Festa delle Lanterne". Durante questo periodo interi locali pubblici sono addobbati a tema.
Global Tiger Initiative
il WWF nell'ultimo rapporto sulla protezione delle tigri, dimostra come il declino sulle tigri si sia finalmente invertito e lascia sperare che la battaglia per la tutela di questa specie possa essere di successo nel campo della conservazione.
Nel 2010 (anno della tigre passato) e nata la "Global Tiger Initiative" ed è stato convocato il primo incontro internazionale per la conservazione della tigre, il Tiger Summit di San Pietroburgo.
Collaborazione internazionale
l’iniziativa ha innescato una collaborazione internazionale tra i governi di 13 paesi, la comunità di conservazione globale verso un obiettivo comune, il recupero della specie. Questa collaborazione ha rivoluzionato la storia della conservazione della tigre e ha portato un importante impegno politico.
Si deve tanto anche alla più grande area protetta al mondo dedicata alla tigre, situata in Cina e al parco nazionale in Russia, "Terra del Leopardo", grazie a questi posti le tigri sono aumentate almeno il doppio. Nel report é anche presente la "Khata Forest Conservation Area", che è stata trasformata da soli 115 ettari di foresta, a 3.800, coinvolgendo più di 6.000 membri della comunità e amministratori della terra.
Il "Tiger Summit" nel 2010 ha mobilizzato una serie di iniziative per la conservazione della tigre. I risultati dimostrano che collaborando seriamente si ottiene il recupero delle specie
La tigre di Franz Merc
Il dipinto seppur realizzato con forme molto astratte esprime efficacemente il carattere fiero dell’animale. È un’opera del 1912 L’animale è rappresentato di schiena ma volge il muso verso lo sguardo di chi lo vede. La Tigre è accucciata e pare tranquilla nonostante il suo sguardo riveli un’espressione attenta fiera Intorno, la natura è rappresentata con forme astratte e geometriche . La tigre diventa quasi un riferimento fantastico anche grazie all’espressione e alla sua posizione. Troviamo un ambiente che sviluppa un apparenza psicologica e non fisica . La tigre è rappresentata con un arancio giallastro molto caldo mentre l’ambiente è descritto con colori più freddi verdi, blu e viola. Per creare un maggior senso di drammaticità Franz Marc utilizzò molto il nero che ricopre intere campiture. Lo spazio risulta leggibile in senso illusionistico sebbene molto semplificato. Non agisce la prospettiva geometrica ma la posizione della tigre, diviene quasi un’esperienza mistica, in cui il pittore abbandona il sé per approdare a diversi gradi di coscienza , la vera realtà è primordiale, illibata, selvaggia, molto più simile alla natura stessa degli animali, perciò per conoscerla dobbiamo recuperare la loro innocenza questo e ció che dice il pittore esprimendosi pitturando .
La Tigre con serpente
Quest’opera, non a caso, é una delle più conosciute di Ligabue.Nella scena vediamo una tigre che lotta ferocemente con una serpe che tenta di stringerla tra le sue spire mentre tenta di mordere la gola del grosso felino. La scena è caotica, selvaggia e feroce quindi si percepisce in maniera chiara la bestialità e lo sforzo della tigre nella lotta. Il muso del felino trasuda tutta la rabbia provata nei confronti della serpe che sinuosamente si avvolge e si stringe. Tutta la scena è poi ambientata in una lussureggiante giungla dove la vegetazione occulta qualsiasi altro elemento possibile. Le piante e le foglie sono l’ultimo rimasuglio pacifico di una piccola porzione di foresta scossa improvvisamente e selvaggiamente dallo scontro tra le due bestie. È un’opera che rappresenta anche il punto raggiunto dall’artista con la sua pittura.
I colori sono infatti molto più accessi rispetto a quelli che il pittore usava all’inizio della carriera. Il loro carattere così accesso è però in grado di sottolineare la violenza e l’impeto della scena. È un dipinto che esalta gli aspetti folli e selvaggi nascosti di Ligabue; lo scontro tra le due bestie può essere interpretato come le continue lotte interiori che da sempre attanagliano l’artista.
Sitografia
- https://www.animalpedia.it/dove-vive-la-tigre-3390.html
- https://www.animalpedia.it/cosa-mangiano-le-tigri-3094.html
- https://www.wwf.it/specie-e-habitat/specie/tigre/
- https://www.mille-animali.com/animali/approfondimenti/cosa-mangia-la-tigre.php#:~:text=Questi%20felini%20sono%20al%20vertice,%2C%20antilopi%2C%20bisonti%20e%20buoi.
- https://www.amoreaquattrozampe.it/altri-animali/tigre-cosa-mangia-dove-vive-caratteristiche-e-curiosita/50573/
- https://www.greenstyle.it/tigre-356425.html
- https://wwfit.awsassets.panda.org/downloads/tigre__conservazione_nel_terzo_millennio.pdf
- ohga.it/dove-si-puo-ancora-trovare-la-tigre-del-bengala-habitat-e-caratteristiche-di-un-predatore-ormai-sullorlo-dellestinzione/
- https://www.focus.it/ambiente/animali/nella-terra-della-tigre
Michela Aguzzi = slide 1, 2, 3 , 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 25, 26, 33, 34, 35 (sia testo che grafica)
Tommaso Morganti = 18, 31 (sia testo che grafica)
Matilde Quero = 23, 24, 27 (sia testo che grafica)
Mariaelena Fraternali = 28, 29, 30 (sia testo che grafica)
Grazie!
La tigre
michela aguzzi
Created on May 31, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Tarot Presentation
View
Vaporwave presentation
View
Women's Presentation
View
Geniaflix Presentation
View
Shadow Presentation
View
Newspaper Presentation
View
Memories Presentation
Explore all templates
Transcript
presentazione
La tigre
start
Indice
riproduzione
habitat
alimentazione
Dove vive
la caccia
sottospecie
caratteristiche
in pericolo
la medicina
abitudini
capacità
il wwf
curiosità
Habitat
La tigre: la capacità di adattarsi
Le tigri si possono trovare in una grande varietà di habitat, dato che questi animali sono stati in grado di adattarsi e vivere in territori molto diversi tra loro, che vanno dalle praterie,i bacini di drenaggio di fiumi e laghi, nei boschetti erbosi, nelle foreste miste di pioppi e querce,nei boschi di conifere e betulle, nelle pianure alluvionali, nelle foreste tropicali, alle foreste pluviali, fino ad arrivare nelle zone caratterizzate da climi più freddi come le foreste dell’Himalaya: sono infatti animali in grado di sopportare sia il freddo che il caldo, se ne trovano addirittura tracce fino a 4000 metri di altezza.
Dove vive?
Proprio perché la tigre è un animale in grado di adattarsi a diversi tipi di habitat, quest’ultima è riuscita a diffondersi in molti Paesi: la tigre è originaria dell’Asia, infatti un tempo i territori occupati dalle tigri ricoprivano l’intera Asia, dalla Turchia alla costa orientale della Russia. Nel XX secolo le tigri sono gradualmente scomparse dalle zone a sud-ovest e in tutta la zona centrale dell’Asia, e si sono addirittura estinte completamente dalle due isole indonesiane di Giava e Bali, e da vaste aree del sud-est . Ormai le tigri hanno quindi perso il 93% dei loro territori originari.
Clicca qui
Allo stato attuale delle cose in natura si trovano ancora tigri solo in questi paesi:
Le tigri...in Africa
Laohu valley reserve
Ci sono tigri in Africa? La risposta alla domanda è sì. Ma non perché questi animali si siano sviluppati originariamente in questa regione, ma perché dal 2002 è stata creata la Laohu Valley Reserve in Sud Africa, che mira a sviluppare un programma per l'allevamento di tigri in cattività, che dovrebbero poi essere reintrodotte in habitat del sud e sud-ovest della Cina, alcune delle regioni di cui sono originarie.Questo programma è stato messo in discussione perché non è facile reintrodurre questi grandi felini nei loro ecosistemi naturali, ma anche per le limitazioni genetiche che si verificano a causa dell'incrocio di esemplari di un gruppo ridotto.
Sottospecie estinte e viventi
ESISTONO 9 SOTTOSPECIE DI TIGRI:
ESTINTE:
VIVENTI:
Dove vive
La tigre del Bengala
La tigre del Bengala è la più diffusa tra le sottospecie, anche se gli esemplari rimasti contano poche migliaia di tigri in tutto, che vivono soprattutto nella regione del Bengala, in India (oltre che in Bangladesh, Bhutan, Birmania, Nepal e Tibet). Le giungle dell’india sono rimaste la sua casa, nonostante nell’ultimo secolo abbia visto ridursi di moltissimo il suo territorio, sia nel Bengala che nel resto dell’Asia. Originariamente vivevano in ecosistemi con climi più secchi e freddi, tuttavia oggi prosperano appunto nelle foreste tropicali. Di tigri, che sono l’animale nazionale dell’India, dall’ultimo censimento (2018) ne sono state contate 2967, mentre si stima ce ne siano in tutta l’Asia tra le 3726 e le 5578. Per proteggere la specie, le popolazioni più grandi si trovano in alcuni parchi nazionali in India, come il Sundarbans e Ranthambore.
Caratteristiche
Classificazione scientifica
La tigre è il più grande felino che esiste in natura, simbolo di potenza e agilità. E’ un mammifero carnivoro ed è anche uno dei più grandi predatori terrestri, infatti la sua stessa morfologia è perfetta per catturare e uccidere grandi prede in un colpo solo. E’ infatti uno degli animali che possono affascinare e terrorizzare allo stesso tempo. Le dimensioni delle tigre variano notevolmente in base alla sottospecie:possono raggiunge i 4 metri di lunghezza circa, coda compresa, della tigre siberiana (sottospecie più grande) ai 2,3 metri di lunghezza della tigre di Sumatra (sottospecie più piccola). Il peso di una tigre è anch'esso molto variabile a seconda della sottospecie: andiamo dai 90 ai 310 kg per i maschi e dai 65 ai 180 kg per le femmine. Anche l’altezza varia dai 1,2m ai 85 cm. Le femmine sono sempre più piccole. Per quanto riguarda la sottospecie della tigre del Bengala, che è la seconda sottospecie più grande, gli esemplari maschi raggiungono dimensioni che variano dai 2,70 metri fino ad arrivare anche a 3 metri di lunghezza, compresa la coda, con un’altezza di 1 metro circa. Il peso dell’animale è solitamente compreso tra i 200 e 230 kg, o addirittura 260 kg. In natura questi felini vivono dagli 8 ai 10 anni, e si stima che muoiano a causa sopratutto della persecuzione umana
+info
Il colore del mantello può variare dal rosso scuro all’arancione delle tigri del Bengala fino a un giallo pallido, sempre in base alla sottospecie. Può variare anche l’intensità del nero delle strisce: per di più il modello e la distribuzione delle strisce del mantello è unico per ogni tigre, non esistono infatti due individui che mostrano lo stesso motivo: il mantello a strisce serve per permettere alla tigre di memitizzarsi con l'ambiente circostante. Non è solo il mantello ad essere striato, ma lo è anche la pelle stessa. Generalmente le tigri del Sud Est asiatico hanno un colore più scuro e hanno più strisce, mentre le tigri delle aree settentrionali sono più chiare e hanno meno strisce. Di solito la pelliccia è corta, ma nel caso delle tigri che vivono nelle zone dell’Estremo oriente russo è più lunga e spessa. Le orecchie della tigre sono arrotondate, le pupille sono rotonde a loro volta, il colore dell’iride varia dall’oro al verde, e in casi particolari può essere anche azzurra: la tigre ha udito e vista estremamente sviluppati, soprattutto gli occhi che sono di fatto tipici di predatori notturni, è infatti capace di vedere al buio anche con la luce più fioca. Per seguire le tracce di una preda anche l’olfatto è importante, che le tigri hanno anche e soprattutto sul palato: per seguire una preda non devono far altro che aprire la bocca e tirare fuori la lingua. Il naso è di colore rosa, le vibrisse sono molto folte e poste su un muso corto, la fronte anche arrotondata e il collo è coperto da un pelo fitto e una pelle più spessa,soprattutto nei maschi, e molto muscoloso. I canini della tigre sono i più lunghi tra tutti i felini e possono raggiungere una lunghezza di circa dieci centimetri. Ha la lingua ruvida a causa della presenza di papille filiformi, ovvero minuscole protuberanze di cheratina che sembrano spine. Ha le spalle larghe e zampe anteriori massicce, ideale per agguantare le prede, che sono poi trattenute con gli affilati artigli retrattili.. Come in tutti i membri del genere Panthera, l'osso ioide è parzialmente ossificato e permette all'animale di ruggire.
Abitudini
Tigre: un animale notturno
Le tigri hanno abitudini principalmente crepuscolari e notturne. Sono infatti animali molto solitari, cacciano infatti la preda in solitaria (con agguati e seguendo la preda). Per quanto riguarda la tigre del Bengala infatti tende a vivere in zone boschive o con erba alta per meglio mimetizzarsi, evitando gli spazi aperti. E’ un animale talmente potente da riuscire a trascinare nel fitto della vegetazione una preda del peso di 700 kg. Gli incontri tra maschio e femmina avvengono solo al momento dell’accoppiamento. Proprio perché è un animale solitario non ama condividere il suo territorio con altri individui, specialmente i maschi: anche la tigre, come molti alti felini, marca il territorio, graffiando gli alberi, urinando e defecando in giro e tramite le secrezioni delle ghiandole anali, per segnalare la loro presenza e fornire informazioni sulla propria identità, sesso e status riproduttivo, che rilasciano su arbusti, pareti rocciose o alberi. Comunicano quindi tramite segnali visivi, come i graffi sui tronchi, odorosi e vocalizzazioni. La tigre passa la maggior parte del tempo a dormire, risparmiando le forze per la caccia (che inizia infatti al crepuscolo, continua durante la notte fino anche all’alba): può camminare per lunghe distanze (anche più di 30 km), riparandosi in parecchie tane che costruisce lungo il cammino e è capace di digiunare per giorni. Dopo aver mangiato di solito passano del tempo a leccarsi le zampe per pulirsi.
+info
Capacità
Abile nuotatrice:
A differenza degli altri felini la tigre è un abilissimo nuotatore, ama l’acqua e trascorrere il suo tempo a fare il “bagno”, può attraversa anche ampi tratti di fiumi, ed è anche il felino che sa trattenere il respiro per più tempo sott’acqua. Tende a non salire sugli alberi ( al contrario dei leoni e dei leopardi), ma è comunque un abile scalatore. La tigre può saltare in lunghezza fino a 10 metri. Sono animali molto veloci, possono raggiungere infatti i 60 km/h. Non solo è in grado di ruggire, ma il suo ruggito ha la capacità di paralizzare e immobilizzare momentaneamente la preda, mentre l’uomo ne può sentire solo una parte,per via delle frequenze troppo basse che emette. Il morso della tigre è molto potente: arriva a 1.050 libbre, circa il doppio rispetto a quello del leone Può imitare il verso di altri animali per attirare la preda. La tigre non fa le fusa, per dimostrare felicità o soddisfazione chiude gli occhi. Come già accennato, la vista della tigre al buio è 6 volte migliore di quella dell’uomo. Di giorno però la vista delle tigri non è così efficace, è anche per questo trascorrono la maggior parte del tempo a riposo.
Riproduzione
Le tigri raggiungono la maturità sessuale in momenti diversi della loro vita: le femmine iniziano a riprodursi dai 3 ai 4 anni, mentre i maschi dai 4 ai 5 anni. L’accoppiamento può avvenire durante tutto l’anno, anche se il periodo riproduttivo principale è quello che va da novembre ad aprile, in primavera. La durata della gestazione è di 93-114 giorni, (3 / 4 mesi ). Dopo l’accoppiamento la femmina di solito allontana il maschio, infatti la cura della prole è un compito esclusivo della femmina: Se la cucciolata dovesse essere numerosa , la tigre spesso divora i cuccioli in soprannumero. La femmina partorisce una sola volta l’anno. Le tigri possono allevare i loro piccoli tra la vegetazione, nelle cavità degli alberi o nelle grotte.
Da ogni cucciolata nascono solitamente dai 2 ai 4 piccoli ciechi e indifesi di circa 1 kg di peso che dipendono totalmente dalla madre, almeno per il primo mese di vita dove la mamma resta con loro nella tana per la maggior parte del tempo. L’allattamento infatti dura dalle 6 alle 8 settimane. In questi settimane i tigrotti cominciano a seguire la madre nella caccia e a nutrirsi di carne e latte materno. Catturano le prime prede a circa 18 mesi di età, e rimangono con la madre per 18-28 mesi ( più o meno due anni).
Raggiunti i 18-28 mesi i giovani tigrotti diventano indipendenti e raggiungono l’età adulta, iniziano a cacciare da soli ma restano nei pressi della tana.
+info
Alimentazione
Dieta e prede
Questo felino è al vertice della catena alimentare.La tigre è appunto carnivora, e necessita di circa 50 prede di medie dimensioni l’anno: fra le loro prede preferite troviamo ungulati di medie dimensioni ( cervi, antilopi,ecc.. ) e occasionalmente preda anche uccelli, pesci, roditori, anfibi, rettili, insetti,maiali selvatici, scimmie,lepri, bestiame domestico (conigli, pavoni,ecc..), addirittura mucche,bufali, rinoceronti,bisonti,buoi o Gaur (buoi delle giugle) ed elefanti in giovane età, ma le sue prede sono diverse a seconda della zona in cui vive.
La tigre del Bengala caccia solitamente:
La tigre siberiana preferisce nutrirsi di:
La tigre di Sumatra mangia solitamente:
Ogni tigre si impossessa di un territorio di estensione varia, in media una decina di chilometri quadrati, in cui ricerca le sue prede e in cui non tollera , come già accennato, l’intrusione di estranei: per questo le tigri possono cacciare anche altri carnivori ( la tigre siberiana per esempio attacca gli orsi, ma si attaccano per esempio anche leopardi, colpi, linci e coccodrilli), per difendere il territorio e le risorse, è difficile che attacchi altri predatori con l’intento di nutrirsene, ma se lo trovano già morto lo mangiano tranquillamente. Talvolta le tigri mangiano erba o frutti.
Le tigri sono inoltre anche “cacciatori previdenti”: Dopo aver mangiato a sazietà, spesso ricoprono ciò che resta della preda con erba o detriti, per avere un pasto assicurato anche il giorno successivo e per tenerli al sicuro da altri predatori: talvolta mangiano e nascondono i resti della loro preda anche quando ormai è in stato di decomposizione. Per abbeverarsi si recano su fiumi o altri ambienti acquatici dove amano trascorrere il loro tempo. Il suo nemico è la tigre maschile oppure lo sono i leoni. La tigre, essendo un superpredatore, è preda solamente del coccodrillo.
Una cacciatrice utile per l'ecosistema
+info
Nutrendosi di animali selvatici, piccoli predatori, rettili, pesci, ruminanti e altre specie che hanno una notevole prolificità, la tigre (così come altri predatori) aiuta a mantenere il corretto equilibrio del nostro ecosistema: il sovraffollamento di alcune specie di cui la tigre si nutre sarebbe infatti molto pericoloso, dato che avrebbe un impatto negativo sia sulla vegetazione che sul microcosmo animale. Quest’ultimo è infatti costituito soprattutto da insetti, i quali, a causa del sovraffollamento, sarebbero costretti a spostare il proprio habitat, sconfinando verso zone rurali e villaggi popolati dagli esseri umani, creando danni ingenti. Eliminare le tigri selvatiche da un territorio significherebbe pregiudicarne l’equilibrio del nostro pianeta, alterando al contempo un processo naturale necessario per un’armoniosa coabitazione di tutti gli esseri viventi appartenenti a quello specifico habitat.
La caccia
Sono solitarie e cacciano seguendo la preda studiandola e attaccandola all’improvviso con agguati, attaccano alle spalle e di lato e uccidono la preda con un morso dietro la testa o al collo . Una tigre adulta può consumare fino a 32 kg di carne per singolo pasto. Sono silenziose e agilissime nonostante il loro possente corpo di 300kg. La carne è più facile da digerire rispetto alla materia vegetale. La sua bocca ha una grande e forte dentatura dove spiccano le sue incredibili zanne e i denti. Grazie alla sua lingua ruvida, può strappare facilmente la carne dalle ossa delle sue prede. Dopo l'ingestione, il cibo passa attraverso l'esofago fino allo stomaco e all'intestino, dove viene completamente digerito. La tigre ha uno stomaco grande ma non è in grado di digerire i carboidrati vegetali, quindi se consuma materia vegetale, potrebbe avere problemi digestivi.
Una specie in pericolo
La tigre nella lista rossa
La tigre è un animale a rischio estinzione: il suo grado di minaccia IUCN è classificato come “In pericolo” , e per questo le tigri sono inserite nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate. Secondo i dati del WWF, in natura sono rimaste meno di 3mila tigri, con 1.411 esemplari nella sola India. Da qui è nata l’esigenza di creare dei piani per la salvaguardia di questo predatore. Sono state create anche delle riserve naturali nei loro habitat originari in modo da assicurarsi la sua sopravvivenza in natura. Dall’inizio del secolo scorso, infatti, le popolazioni selvatiche di tigre hanno subito una riduzione significativa, passando dai circa 100.000 esemplari dei primi del 1900 agli appena 3500 dei nostri giorni (un numero apparentemente inferiore a quello degli individui tenuti in cattività). Ad oggi si ritiene che in natura siano presenti circa 1500–1900 tigri indiane, 350 tigri indo-cinesi, 250-340 tigri malesi, 440-680 tigri di Sumatra, e 360 tigri siberiane. Queste cifre peraltro non tengono conto del numero reale di individui maturi, in grado di riprodursi che secondo dati recenti, basati su stime di densità e di distribuzione geografica, sembrano suggerire che ne rimangano non più di 2500. Una popolazione peraltro in costante diminuzione, considerata la progressiva distruzione dell’habitat e delle popolazioni di prede selvatiche, i cui effetti vanno a sommarsi alle continue perdite provocate dalla persecuzione diretta da parte dell’uomo e dal commercio illegale. Solo nel corso del ventesimo secolo, come ho già accennato, ben tre sottospecie di tigre sono state condannate all’estinzione. Eppure la situazione era ben diversa fino all’inizio del secolo scorso, quando questo predatore, non a caso noto come il “re della giungla”, regnava incontrastato su un territorio incredibilmente esteso. Dunque oggi, nonostante il glorioso passato, la distribuzione di questo predatore appare assai ridotta e frammentata. L’uomo, inoltre, caccia cervi e cinghiali, principali fonti alimentari della tigre, causando con ciò l’avvicinamento della tigre al bestiame domestico e il conseguente conflitto con gli allevatori.L’uomo è quindi la principale causa del rischio di estinzione delle tigri.
Le minacce
La piaga del bracconaggio, infatti, è ancora una triste realtà e porta ancora oggi all'uccisione di alcuni esemplari ogni anno, con l'obiettivo di rivendere sul mercato nero la sua pelliccia o le sue ossa ad un prezzo stellare. Un'altra grave minaccia alla conservazione della tigre indiana, inoltre, è rappresentata dalle attività che provocano la riduzione dell'habitat di questo mammifero, che di conseguenza tende sempre di più a invadere i territori abitati dalle comunità locali, con le quali entra in conflitto a causa degli attacchi al bestiame, che provocano le reazioni degli allevatori. La riduzione dell’habitat indotta dall’uomo provoca anche necessariamente una riduzione delle prede a disposizione dei grandi predatori. Questo determina l’avvicinamento delle tigri ai villaggi . Così molte tigri vengono uccise per difendere il bestiame domestico, spesso tramite avvelenamento, oltre che con armi da fuoco.
La medicina cinese e la tigre
La minaccia più incisiva per la sopravvivenza a lungo termine di questa specie è legata alla crescente domanda di parti e derivati utilizzati nella medicina tradizionale cinese. Infatti le parti di tigre sono utilizzate in molte discipline mediche tradizionali dell’Asia orientale. Nella medicina tradizionale cinese quasi ogni parte di tigre ha avuto una qualche funzione terapeutica negli ultimi 1000 anni, anche se negli ultimi tempi le prescrizioni mediche hanno interessato soprattutto le ossa, che secondo la tradizione rendono più forti, in particolare quelle lunghe, che sono utilizzate come tonificanti e come, per esempio, rimedio per artrite e reumatismi, o gli organali genitali che possono aumentare la virilità e gli occhi che sono in grado di curare le malattie della vista. Le ossa di tigre vengono polverizzate per essere immesse sul mercato e vendute sotto forma di pillole, cerotti e decotti, oppure tagliate in segmenti e immerse nel vino. Alcune parti vengono anche mangiate per assumere le qualità di questo felino: una pratica nota come “jinbu”.Purtroppo parti e derivati di tigre non sono utilizzate unicamente nella medicina tradizionale cinese, ma anche a scopo ornamentale, come nel caso delle pelli, e per la realizzazione di souvenir turistici, amuleti e gioielli, come nel caso di denti e artigli. Comunque, nella maggior parte dell’Asia, fulcro principale della richiesta mondiale di parti e derivati di tigre, il commercio di questa specie è ormai considerato illegale. Da predatore a “preda” La pelliccia della tigre è considerata una merce pregiata, come simbolo di lusso e di potere. I cuccioli vengono venduti come animali da compagnia. Per tutti questi motivi le tigri stanno scomparendo, giorno dopo giorno, e con esse anche il loro habitat.
Ecco come vengono impiegate le parti della tigre:
il circo delle tigri
Questo tipo di interazione tra l'uomo e l'animale è molto negativo sia per la tigre che per gli spettatori. la vita in gabbia e lo stress a cui sono sottoposte possono causare problemi comportamentali e di salute. Molti animali sviluppano comportamenti aggressivi a causa di stress e frustrazione. Inoltre, i circhi offrono spesso condizioni igieniche inadeguate, nonché un'assistenza medica insufficiente in caso di malattie o ferite.
Lo sfruttamento delle tigri nei circhi rappresenta un grave problema che riguarda non solo le tigri, ma tutti gli animali coinvolti in questo tipo di spettacoli. Le tigri sono spesso sottoposte a una vita di privazione e di sofferenza, costrette a vivere in gabbie anguste e a esibirsi in spettacoli che le costringono a compiere comportamenti al di fuori della loro natura.
IL CIRCO DELLE TIGRI
Gli spettatori, d'altra parte, non apprezzano più gli spettacoli circensi come una volta, e cercano soluzioni rispettose sia per gli animali che per gli artisti. Molti paesi hanno deciso di bandire gli animali dai circhi, e questo ha portato a una riduzione dei numeri di morti di animali circensi e abusi. lo sfruttamento delle tigri è un problema che deve essere affrontato con urgenza. ponendo fine alla pratica di tenere questi animali in gabbia, obbligarli ad esibirsi e mettere a rischio la loro salute.
Cosa fa il WWF
Il WWF (World wide fund for Nature) è stato fondato nel 1961 ed è oggi la più importante organizzazione per la conservazione della natura. Parliamo ora dell’“Operazione Tigre”: era il 1973 quando il WWF lanciò questa campagna di comunicazione, la prima in assoluto a difesa di una specie. Una dei maggiori risultati è stato il lancio del Progetto “Tigre in India”, dove un piano nazionale di conservazione della durata di sei anni e l’istituzione di 15 nuove riserve portarono all’aumento del 30% della popolazione di tigri. Un risultato importante per diminuire il rischio di estinzione, ma non in grado di invertire la rotta: le tigri hanno continuato a diminuire. In questa occasione è stato messo a punto un piano per fermare la pericolosa tendenza che rischia di portare all’estinzione delle tigri, con una grande sfida: raddoppiare il numero di tigri entro il 2022. Siamo in prima linea per raggiungere questo obiettivo. Le strategie adottate tendono sia a misure di emergenza per salvare le tigri in pericolo, sia ad azioni a lungo termine per assicurare loro un futuro.
Curiosità
CULTURA INDIANA
La tigre è un animale centrale nella cultura indiana, considerata una creatura magnifica e potente, spesso associata alla dea indù della forza Durgā.Nella tribù Bharia, che crede nel dio tigre Bagheshwar, è usanza lasciare una ciotola di cibo dietro le proprie case come tributo in cambio della protezione della divinità.
Nonostante la sua importanza culturale, la tigre indiana è a rischio di estinzione a causa della deforestazione e della caccia indiscriminata. Lo stato indiano ha già preso misure per proteggerla ma c'è ancora molto lavoro da fare per garantire la loro sopravvivenza.
Cultura Cinese e l'Anno della Tigre
Il 2022 è stato l’Anno della Tigre, il terzo animale di dodici presente nello zodiaco Cinese. Il capodanno lunare nonché "Festival di Primavera" in Cina, è capitato proprio il primo febbraio 2022. Nella cultura cinese, la tigre come significato ha l’audacia, il vigore, la forza per allontanare i mali e portare fortuna e pace. La celebrazione inizia il 31 gennaio per poi finire il 15 febbraio con la nota "Festa delle Lanterne". Durante questo periodo interi locali pubblici sono addobbati a tema.
Global Tiger Initiative
il WWF nell'ultimo rapporto sulla protezione delle tigri, dimostra come il declino sulle tigri si sia finalmente invertito e lascia sperare che la battaglia per la tutela di questa specie possa essere di successo nel campo della conservazione. Nel 2010 (anno della tigre passato) e nata la "Global Tiger Initiative" ed è stato convocato il primo incontro internazionale per la conservazione della tigre, il Tiger Summit di San Pietroburgo.
Collaborazione internazionale
l’iniziativa ha innescato una collaborazione internazionale tra i governi di 13 paesi, la comunità di conservazione globale verso un obiettivo comune, il recupero della specie. Questa collaborazione ha rivoluzionato la storia della conservazione della tigre e ha portato un importante impegno politico.
Si deve tanto anche alla più grande area protetta al mondo dedicata alla tigre, situata in Cina e al parco nazionale in Russia, "Terra del Leopardo", grazie a questi posti le tigri sono aumentate almeno il doppio. Nel report é anche presente la "Khata Forest Conservation Area", che è stata trasformata da soli 115 ettari di foresta, a 3.800, coinvolgendo più di 6.000 membri della comunità e amministratori della terra.
Il "Tiger Summit" nel 2010 ha mobilizzato una serie di iniziative per la conservazione della tigre. I risultati dimostrano che collaborando seriamente si ottiene il recupero delle specie
La tigre di Franz Merc
Il dipinto seppur realizzato con forme molto astratte esprime efficacemente il carattere fiero dell’animale. È un’opera del 1912 L’animale è rappresentato di schiena ma volge il muso verso lo sguardo di chi lo vede. La Tigre è accucciata e pare tranquilla nonostante il suo sguardo riveli un’espressione attenta fiera Intorno, la natura è rappresentata con forme astratte e geometriche . La tigre diventa quasi un riferimento fantastico anche grazie all’espressione e alla sua posizione. Troviamo un ambiente che sviluppa un apparenza psicologica e non fisica . La tigre è rappresentata con un arancio giallastro molto caldo mentre l’ambiente è descritto con colori più freddi verdi, blu e viola. Per creare un maggior senso di drammaticità Franz Marc utilizzò molto il nero che ricopre intere campiture. Lo spazio risulta leggibile in senso illusionistico sebbene molto semplificato. Non agisce la prospettiva geometrica ma la posizione della tigre, diviene quasi un’esperienza mistica, in cui il pittore abbandona il sé per approdare a diversi gradi di coscienza , la vera realtà è primordiale, illibata, selvaggia, molto più simile alla natura stessa degli animali, perciò per conoscerla dobbiamo recuperare la loro innocenza questo e ció che dice il pittore esprimendosi pitturando .
La Tigre con serpente
Quest’opera, non a caso, é una delle più conosciute di Ligabue.Nella scena vediamo una tigre che lotta ferocemente con una serpe che tenta di stringerla tra le sue spire mentre tenta di mordere la gola del grosso felino. La scena è caotica, selvaggia e feroce quindi si percepisce in maniera chiara la bestialità e lo sforzo della tigre nella lotta. Il muso del felino trasuda tutta la rabbia provata nei confronti della serpe che sinuosamente si avvolge e si stringe. Tutta la scena è poi ambientata in una lussureggiante giungla dove la vegetazione occulta qualsiasi altro elemento possibile. Le piante e le foglie sono l’ultimo rimasuglio pacifico di una piccola porzione di foresta scossa improvvisamente e selvaggiamente dallo scontro tra le due bestie. È un’opera che rappresenta anche il punto raggiunto dall’artista con la sua pittura. I colori sono infatti molto più accessi rispetto a quelli che il pittore usava all’inizio della carriera. Il loro carattere così accesso è però in grado di sottolineare la violenza e l’impeto della scena. È un dipinto che esalta gli aspetti folli e selvaggi nascosti di Ligabue; lo scontro tra le due bestie può essere interpretato come le continue lotte interiori che da sempre attanagliano l’artista.
Sitografia
Michela Aguzzi = slide 1, 2, 3 , 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 25, 26, 33, 34, 35 (sia testo che grafica)
Tommaso Morganti = 18, 31 (sia testo che grafica)
Matilde Quero = 23, 24, 27 (sia testo che grafica)
Mariaelena Fraternali = 28, 29, 30 (sia testo che grafica)
Grazie!