il sergente
nella neve
MARIO RIGONI STERN
A CURA DI: ALBERTO MASSIMO
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personaggi
trama
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scena preferita
commento
Trama
Prima della ritirata
Il libro inizia in Russia, siamo in piena seconda guerra mondiale e il protagonista, ovvero l'autore del libro, è un sergente dell'esercito italiano. L'ordine della sua compagnia è di mantenere un caposaldo sulla riva del fiume Don. Qui i soldati vivono in condizioni di vita piuttosto precarie, ma l'unione tra i compagni fa rimanere viva la speranza di tornare a casa. I russi provano più di una volta a penetrare, senza però avere successo.
la ritirata
Tutto cambia quando gli ufficiali ricevono l'ordine di ripiegare. La compagnia si trova a doversi ritirare in fretta e furia durante il gelido inverno russo. L'esercito italiano non è adeguatamente equipaggiato e nella via del ritorno gran parte dei soldati muoiono assiderati o di stenti. Oltre a ciò il fronte è stato chiuso da una sacca russa, perciò i rifornimenti sono esigui. Gli unici momenti di sollievo sono gli stazionamenti nelle isbe dei villaggi russi, ma durano soltanto poche ore, poiché l'esercito russo li sta pressando e devono ricongiungersi con le retrovie il più in fretta possibile. Insieme agli italiani vi sono ungheresi e tedeschi, meglio equipaggiati ed organizzati. Riescono a farsi strada attraverso la neve e la resistenza dei russi, finché non giungono a Nikolajewska, la città che li separa dal loro obbiettivo. Qui trovano l'esercito russo pronto a riceverli. Molti compagni di Rigoni muoiono e le forze italiane si decimano, ma alla fine aprono la sacca ed entrano nel caposaldo alleato.
personaggi
Nel libro il personaggio principale è il protagonista e autore del libro Mario Rigoni Stern, che si trova spesso affiancato da personaggi secondari come i suoi compagni di plotone, i parenti e gli amici del suo paese d'origine e vecchie conoscenze fatte in altri teatri di guerra. Rigoni è un buon leader, di fatti pensa sempre ai suoi sottoposti e si accerta che tutto sia fatto per il meglio. Questa sua attenzione per i soldati viene ripagata dall'affetto dei suoi commilitoni. Quando molti dei suoi compagni periscono, Rigoni perde la sua umanità, diventando quasi un automa, fino a che non rientrano nel caposaldo italiano e rivede alcuni dei suoi compagni. Per tutto il libro, infatti, si legge di come Rigoni cerchi in tutti i modi di tenere unito il gruppo, come se fosse l'unica speranza di sopravvivenza.
Scena preferita
La scena a mio parere più emozionante è quella dove Rigoni, ormai rimasto solo, entra in una isba di Nicolajewska e vi trova dei soldati russi che stanno mangiando. La reazione di ambo le parti è straordinaria, nessuno punta l'arma contro il nemico e, al contrario, i russi offrono da mangiare a Rigoni, che in risposta li ringrazia più volte. Questa scena mostra come l'umanità delle persone non cessi mai di esistere, nemmeno durante la più cruenta delle guerre, e come anche in quel tanto odiato nemico si possa vedere una persona di cui avere pietà.
commento
Ho trovato il capolavoro di Stern estremamente interessante ed appassionante. Il mio giudizio è certamente influenzato dalla mia passione per la seconda guerra mondiale e per le armi in generale. Ho trovato particolarmente interessante la critica dell'autore nei confronti degli alti ufficiali e dei loro sottoposti, come se fossero figure ostili ai soldati e prive di sensibilità e buon senso. In modo simile vengono giudicati i tedeschi, che siano ufficiali o soldati. Vengono, infatti, descritti come uomini senza scrupoli ed altamente addestrati. L'immagine data ai tedeschi, messa a confronto con l'atteggiamento dei soldati italiani, rispecchia molto la concezione a fine della guerra dell'Italia, ricordata con la famosa frase "italiani brava gente", e della Germania, vista come unica responsabile.
IL SERGENTE NELLA NEVE
Amatori Divacche
Created on May 31, 2023
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il sergente
nella neve
MARIO RIGONI STERN
A CURA DI: ALBERTO MASSIMO
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Trama
Prima della ritirata
Il libro inizia in Russia, siamo in piena seconda guerra mondiale e il protagonista, ovvero l'autore del libro, è un sergente dell'esercito italiano. L'ordine della sua compagnia è di mantenere un caposaldo sulla riva del fiume Don. Qui i soldati vivono in condizioni di vita piuttosto precarie, ma l'unione tra i compagni fa rimanere viva la speranza di tornare a casa. I russi provano più di una volta a penetrare, senza però avere successo.
la ritirata
Tutto cambia quando gli ufficiali ricevono l'ordine di ripiegare. La compagnia si trova a doversi ritirare in fretta e furia durante il gelido inverno russo. L'esercito italiano non è adeguatamente equipaggiato e nella via del ritorno gran parte dei soldati muoiono assiderati o di stenti. Oltre a ciò il fronte è stato chiuso da una sacca russa, perciò i rifornimenti sono esigui. Gli unici momenti di sollievo sono gli stazionamenti nelle isbe dei villaggi russi, ma durano soltanto poche ore, poiché l'esercito russo li sta pressando e devono ricongiungersi con le retrovie il più in fretta possibile. Insieme agli italiani vi sono ungheresi e tedeschi, meglio equipaggiati ed organizzati. Riescono a farsi strada attraverso la neve e la resistenza dei russi, finché non giungono a Nikolajewska, la città che li separa dal loro obbiettivo. Qui trovano l'esercito russo pronto a riceverli. Molti compagni di Rigoni muoiono e le forze italiane si decimano, ma alla fine aprono la sacca ed entrano nel caposaldo alleato.
personaggi
Nel libro il personaggio principale è il protagonista e autore del libro Mario Rigoni Stern, che si trova spesso affiancato da personaggi secondari come i suoi compagni di plotone, i parenti e gli amici del suo paese d'origine e vecchie conoscenze fatte in altri teatri di guerra. Rigoni è un buon leader, di fatti pensa sempre ai suoi sottoposti e si accerta che tutto sia fatto per il meglio. Questa sua attenzione per i soldati viene ripagata dall'affetto dei suoi commilitoni. Quando molti dei suoi compagni periscono, Rigoni perde la sua umanità, diventando quasi un automa, fino a che non rientrano nel caposaldo italiano e rivede alcuni dei suoi compagni. Per tutto il libro, infatti, si legge di come Rigoni cerchi in tutti i modi di tenere unito il gruppo, come se fosse l'unica speranza di sopravvivenza.
Scena preferita
La scena a mio parere più emozionante è quella dove Rigoni, ormai rimasto solo, entra in una isba di Nicolajewska e vi trova dei soldati russi che stanno mangiando. La reazione di ambo le parti è straordinaria, nessuno punta l'arma contro il nemico e, al contrario, i russi offrono da mangiare a Rigoni, che in risposta li ringrazia più volte. Questa scena mostra come l'umanità delle persone non cessi mai di esistere, nemmeno durante la più cruenta delle guerre, e come anche in quel tanto odiato nemico si possa vedere una persona di cui avere pietà.
commento
Ho trovato il capolavoro di Stern estremamente interessante ed appassionante. Il mio giudizio è certamente influenzato dalla mia passione per la seconda guerra mondiale e per le armi in generale. Ho trovato particolarmente interessante la critica dell'autore nei confronti degli alti ufficiali e dei loro sottoposti, come se fossero figure ostili ai soldati e prive di sensibilità e buon senso. In modo simile vengono giudicati i tedeschi, che siano ufficiali o soldati. Vengono, infatti, descritti come uomini senza scrupoli ed altamente addestrati. L'immagine data ai tedeschi, messa a confronto con l'atteggiamento dei soldati italiani, rispecchia molto la concezione a fine della guerra dell'Italia, ricordata con la famosa frase "italiani brava gente", e della Germania, vista come unica responsabile.