L'ASINO ROMAGNOLO-SALVATO DALL'ESTINZIONE
Asia Besseghini 3^A I.C. Grosio Grosotto Sondalo A.S. 2022-23
andiamo!
INDICE
L'ASINO ROMAGNOLO
1.
IL SUO UTILIZZO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
3.
LA GENETICA
2.
IL LATTE D'ASINA E L'ALIMENTAZIONE
4.
L' EMILIA- ROMAGNA
6.
IL TREKKING
5.
LA PET THERAPY
8.
LA BIODIVERSITA'
7.
FINE
FINE
1. L'ASINO ROMAGNOLO
L'asino romagnolo è una razza asinina autoctona della Romagna, oggi allevata in diverse zone del Nord e del Centro Italia quali l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, le Marche e la Toscana. E' una razza antica e in passato veniva considerata una sottorazza dell’asino Pugliese. Infatti, secondo una classificazione risalente al 1925, le razze asinine italiane erano quattro: Pugliese, Siciliana, di Pantelleria e Sarda. Nei primi decenni del Novecento era molto apprezzato nelle zone emiliane per la sua caratteristica distintiva: il trotto. Non per niente era considerato l'asino trottatore per eccellenza, poichè in grado di percorrere lunghi tratti di strada, anche di 30 chilometri, mantendendo una velocità costante di 15 km/h. Con la Seconda Guerra Mondiale e la meccanizzazione dell'agricoltura l'asino romagnolo è stato dichiarato estinto negli anni '70, vista la scarsità di esemplari, ma oggi, grazie all'intervento degli allevatori appartenenti all'Associazione Italiana Allevatori della Razza Asino Romagnolo (As. I. R. A. R. A.), il FAO ha dichiarato la razza non più a rischio estinzione.
SLIDE SUCCESSIVA
INDICE
2. LA GENETICA
La genetica è il ramo delle biologia che si occupa del materiale ereditario, cioè della sua struttura, del suo modo di funzionare e delle modalità della sua trasmissione. In particolare studia il genoma, cioè il corredo di informazioni genetiche dei vari organismi, i cui componenti sono i cromosomi e i geni, le unità funzionali ereditarie contenute in questi ultimi. I geni sono segmenti di DNA dai quali dipende la sintesi di una determinata proteina e quindi la comparsa di un dato carattere ereditario e vengono trasmessi da una generazione a quella successiva attraverso la riproduzione. Essa gioca un ruolo molto importante nell'asino romagnolo, che può presentare due manti diversi: il baio e il sorcino. Infatti, da questo punto di vista, è come se ci fosse una regola: da due sorcini o da un sorcino e un baio può nascere sia un sorcino che un baio, mentre da due bai può nascere esclusivamente un altro baio.
SORCINO
BAIO
SLIDE SUCCESSIVA
L'asino romagnolo ha, inoltre, diverse caratteristiche fisiche che lo contraddistinguono dalle altre razze:
OCCHI: grandi a fior di testa con arcate orbitali prominenti.
TESTA: non pesante con profilo tendenzialmente rettilineo, ben portata ed espressiva, fronte larga, narici piccole.
ORECCHIE: dritte e frangiate di moderata lunghezza
LA CROCE DI SANT'ANDREA: gli esemplari aventi il mantello sorcino hanno questa linea sulla spalla e sulla schiena chiamata Croce di Sant'Andrea
INDICE
ARTI E PIEDE: arti robusti, stinchi di media lunghezza, zoccoli solidi e ben conformati.
COLLO E LINEA DORSALE: collo muscoloso con larga base d'attacco alla testa e al tronco e linea dorsale sostenuta
3. IL SUO UTILIZZO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
L'asino romagnolo è sempre stato predisposto al traino e alla soma e per questo è stato utilizzato in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale per trainare carri a servizo dell'esercito, ma non solo, infatti, per le sue grandi dimensioni, veniva allevato anche per disporre di muli di grossa stazza. Durante il conflitto furono decimati: l'esercito nazista, in ritirata dai crinali dell'Appennino tosco-emiliano dopo lo sfondamento della Linea Gotica, fece razzia di gran parte dei capi, per cibarsene ed anche per trasportare nelle retrovie masserizie e vettovaglie. Ma la battaglia dell'asino romagnolo, con la fine della guerra, non era ancora terminata, poichè la meccanizzazione dell'agricoltura, insieme allo sviluppo della locomozione motoristica e automobilistica, rese antiquato l'utilizzo dell'asino, che nonostante tutto, non si estinse mai del tutto, difatti alcuni contadini continuarono a mantenere l'asino come loro compagno di lavoro, salvando inconsciamente la razza.
INDICE
4.1 IL LATTE D'ASINA
Il latte d'asina è considerato il più affine al latte materno, ed è per questo utilizzato per l'alimentazione dei neonati. Ai tempi di Ippocrate, il padre di tutti i medici, era considerato prodigioso e veniva utilizzato a scopi alimentari e cosmetici fin dall'Antica Grecia. Leggendari sono poi i bagni nel latte d'asina della regina egizia Cleopatra, infatti esso è ricco di principi funzionali eudermici, che permettono di proteggere e nutrire ogni tipo di pelle. Il latte d'asina, inoltre, è molto magro ed è consigliato per combattere l'osteoporosi: una malattia sistemica dello scheletro, che rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di frattura.
SLIDE SUCCESSIVA
La ghiandola mammaria degli equidi ha una bassa capacità contenitiva, per di più parte del latte prodotto deve essere lasciata al puledro: la mungitura può essere effettuata solo una o due ore dopo la separazione dal piccolo. Questo per un periodo di tempo che va dai 20 ai 90 giorni, con tre mungiture ogni giorno. Vista la complessità della produzione il latte d'asina risulta costoso. La mutevolezza della produzione è dovuta a molteplici fattori, come la variabilità individuale, la gestione dell'alimentazione, della riproduzione e della stessa mungitura. Oggi le fattorie finalizzate alla produzione di questo prodotto sono scarse, in Emilia-Romagna ne esiste solo una piuttosto grande che conta ben 800 capi.
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4.2 L'ALIMENTAZIONE
FIENO
ERBA VERDE
MANGIME
PANE SECCO
INDICE
5. IL TREKKING
Il trekking è un'attività sportiva a metà tra l'arrampicata e l'escursionismo, ideale per chi ama passeggiare in mezzo alla natura e molto diffusa sia in Italia che in Europa e nel mondo. L'asino romagnolo è un animale estremamente leale, socievole e paziente e la sua potenza nel traino consente di poterli impiegare in questa disciplina. Inoltre una delle caratteristiche che più li differenzia dalle altre razze è la capacità di apprendimento: infatti compie con sapienza ogni cosa venga insegnata e difficilmente risponde con l'immobilità o il rifiuto.
INDICE
6. L'EMILIA ROMAGNA
La zona d'origine dell'asino romagnolo è l'Appennino forlivese, che si trova nella regione dell'Emilia-Romagna. Essa si affaccia sul Mar Adriatico ed è il risultato dell'unione di due regioni storiche: l'Emilia e la Romagna; è in quest'ultima che nasce la razza. Lo stemma adottato dalla regione rappresenta in modo stilizzato i due tratti essenziali della lunga storia del territorio : la linea ondulata del fiume Po e quella obliqua della via Emilia. L'Emilia Romagna è ricca di corsi d'acqua, tra cui: il Reno, la Secchia e il Panaro. Qui si incontrano anche due catene montuose appenniniche, le cui cime più famose sono il monte Cimone , il Fumaiolo, dove nasce il Tevere, e la Maggiorasca. Nel complesso, comunque, la regione è a prevalenza pianeggiante, dal momento che in gran parte si stende sulla pianura Padana .
La zona d'origine dell'asino romagnolo è circa qui
INDICE
7. LA BIODIVERSITA'
Per biodiversità s'intende tutto l'insieme di animali, piante, funghi e microorganismi che popolano il nostro pianeta. Una tale moltitudine di esseri viventi rappresenta dunque un patrimonio inestimabile, in quanto tutte queste specie, vivendo tra di loro, creano un equilibrio fondamentale non solo per la Terra per come la conosciamo, ma anche per la nostra stessa esistenza. Senza biodiversità infatti non avremmo cibo e acqua a sufficienza, non esisterebbero più ecosistemi adatti a far prosperare le nostre civiltà né risorse grazie alle quali progredire e migliorare il nostro futuro. Essa, specialmente quella equina, ha rischiato di essere danneggiata con l'estinzione dell'asino romagnolo.
INDICE
8. LA PET THERAPY
La pet therapy è una pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza degli animali domestici a una persona. L'animale riesce a fare tutto questo: stimolare sorrisi, aiutare la socializzazione, aumentare l'autostima, poichè non giudica e non ha pregiudizi. In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco e calano le ansie e le paure. Si pensa che il futuro dell'asino romagnolo sia proprio in questo ambito, essendo un animale molto paziente e collaborativo. Questo tipo di terapia è stata promossa dalla Fiera Coldiretti a Milano nel settembre 2022, dove era presente un'area completamente dedicata a ciò ed alla quale, io e i miei genitori abbiamo partecipato, permettendo alle comitive di bambini delle scuole e a chiunque altro volesse di accarezzare e, perchè no, dare una manciata di fieno a due dei nostri asini romagnoli: Pesca e Zaira
INDICE
"SOLO FACENDO L'ASINO SONO GIUNTO ALLA SAGGEZZA"- UMBERTO VERDIROSI
FONTI
FONTI
1. www.ricercheperlascuola.it 2. www.focusjunior.it 3. www.asinoromagnolo.it 4. wikipedia.org 5. corrieredibologna.corriere.it 6. ilportaledelcavallo.it 7. www.amoreaquattrozampe.it 8. www.nostrofiglio.it 9. Libretto As. I. R. A. R. A. 10. www.rural.it
FINE
FINE
L'ASINO ROMAGNOLO
BESSEGHINI ASIA
Created on May 31, 2023
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L'ASINO ROMAGNOLO-SALVATO DALL'ESTINZIONE
Asia Besseghini 3^A I.C. Grosio Grosotto Sondalo A.S. 2022-23
andiamo!
INDICE
L'ASINO ROMAGNOLO
1.
IL SUO UTILIZZO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
3.
LA GENETICA
2.
IL LATTE D'ASINA E L'ALIMENTAZIONE
4.
L' EMILIA- ROMAGNA
6.
IL TREKKING
5.
LA PET THERAPY
8.
LA BIODIVERSITA'
7.
FINE
FINE
1. L'ASINO ROMAGNOLO
L'asino romagnolo è una razza asinina autoctona della Romagna, oggi allevata in diverse zone del Nord e del Centro Italia quali l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, le Marche e la Toscana. E' una razza antica e in passato veniva considerata una sottorazza dell’asino Pugliese. Infatti, secondo una classificazione risalente al 1925, le razze asinine italiane erano quattro: Pugliese, Siciliana, di Pantelleria e Sarda. Nei primi decenni del Novecento era molto apprezzato nelle zone emiliane per la sua caratteristica distintiva: il trotto. Non per niente era considerato l'asino trottatore per eccellenza, poichè in grado di percorrere lunghi tratti di strada, anche di 30 chilometri, mantendendo una velocità costante di 15 km/h. Con la Seconda Guerra Mondiale e la meccanizzazione dell'agricoltura l'asino romagnolo è stato dichiarato estinto negli anni '70, vista la scarsità di esemplari, ma oggi, grazie all'intervento degli allevatori appartenenti all'Associazione Italiana Allevatori della Razza Asino Romagnolo (As. I. R. A. R. A.), il FAO ha dichiarato la razza non più a rischio estinzione.
SLIDE SUCCESSIVA
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2. LA GENETICA
La genetica è il ramo delle biologia che si occupa del materiale ereditario, cioè della sua struttura, del suo modo di funzionare e delle modalità della sua trasmissione. In particolare studia il genoma, cioè il corredo di informazioni genetiche dei vari organismi, i cui componenti sono i cromosomi e i geni, le unità funzionali ereditarie contenute in questi ultimi. I geni sono segmenti di DNA dai quali dipende la sintesi di una determinata proteina e quindi la comparsa di un dato carattere ereditario e vengono trasmessi da una generazione a quella successiva attraverso la riproduzione. Essa gioca un ruolo molto importante nell'asino romagnolo, che può presentare due manti diversi: il baio e il sorcino. Infatti, da questo punto di vista, è come se ci fosse una regola: da due sorcini o da un sorcino e un baio può nascere sia un sorcino che un baio, mentre da due bai può nascere esclusivamente un altro baio.
SORCINO
BAIO
SLIDE SUCCESSIVA
L'asino romagnolo ha, inoltre, diverse caratteristiche fisiche che lo contraddistinguono dalle altre razze:
OCCHI: grandi a fior di testa con arcate orbitali prominenti.
TESTA: non pesante con profilo tendenzialmente rettilineo, ben portata ed espressiva, fronte larga, narici piccole.
ORECCHIE: dritte e frangiate di moderata lunghezza
LA CROCE DI SANT'ANDREA: gli esemplari aventi il mantello sorcino hanno questa linea sulla spalla e sulla schiena chiamata Croce di Sant'Andrea
INDICE
ARTI E PIEDE: arti robusti, stinchi di media lunghezza, zoccoli solidi e ben conformati.
COLLO E LINEA DORSALE: collo muscoloso con larga base d'attacco alla testa e al tronco e linea dorsale sostenuta
3. IL SUO UTILIZZO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
L'asino romagnolo è sempre stato predisposto al traino e alla soma e per questo è stato utilizzato in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale per trainare carri a servizo dell'esercito, ma non solo, infatti, per le sue grandi dimensioni, veniva allevato anche per disporre di muli di grossa stazza. Durante il conflitto furono decimati: l'esercito nazista, in ritirata dai crinali dell'Appennino tosco-emiliano dopo lo sfondamento della Linea Gotica, fece razzia di gran parte dei capi, per cibarsene ed anche per trasportare nelle retrovie masserizie e vettovaglie. Ma la battaglia dell'asino romagnolo, con la fine della guerra, non era ancora terminata, poichè la meccanizzazione dell'agricoltura, insieme allo sviluppo della locomozione motoristica e automobilistica, rese antiquato l'utilizzo dell'asino, che nonostante tutto, non si estinse mai del tutto, difatti alcuni contadini continuarono a mantenere l'asino come loro compagno di lavoro, salvando inconsciamente la razza.
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4.1 IL LATTE D'ASINA
Il latte d'asina è considerato il più affine al latte materno, ed è per questo utilizzato per l'alimentazione dei neonati. Ai tempi di Ippocrate, il padre di tutti i medici, era considerato prodigioso e veniva utilizzato a scopi alimentari e cosmetici fin dall'Antica Grecia. Leggendari sono poi i bagni nel latte d'asina della regina egizia Cleopatra, infatti esso è ricco di principi funzionali eudermici, che permettono di proteggere e nutrire ogni tipo di pelle. Il latte d'asina, inoltre, è molto magro ed è consigliato per combattere l'osteoporosi: una malattia sistemica dello scheletro, che rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di frattura.
SLIDE SUCCESSIVA
La ghiandola mammaria degli equidi ha una bassa capacità contenitiva, per di più parte del latte prodotto deve essere lasciata al puledro: la mungitura può essere effettuata solo una o due ore dopo la separazione dal piccolo. Questo per un periodo di tempo che va dai 20 ai 90 giorni, con tre mungiture ogni giorno. Vista la complessità della produzione il latte d'asina risulta costoso. La mutevolezza della produzione è dovuta a molteplici fattori, come la variabilità individuale, la gestione dell'alimentazione, della riproduzione e della stessa mungitura. Oggi le fattorie finalizzate alla produzione di questo prodotto sono scarse, in Emilia-Romagna ne esiste solo una piuttosto grande che conta ben 800 capi.
SLIDE SUCCESSIVA
4.2 L'ALIMENTAZIONE
FIENO
ERBA VERDE
MANGIME
PANE SECCO
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5. IL TREKKING
Il trekking è un'attività sportiva a metà tra l'arrampicata e l'escursionismo, ideale per chi ama passeggiare in mezzo alla natura e molto diffusa sia in Italia che in Europa e nel mondo. L'asino romagnolo è un animale estremamente leale, socievole e paziente e la sua potenza nel traino consente di poterli impiegare in questa disciplina. Inoltre una delle caratteristiche che più li differenzia dalle altre razze è la capacità di apprendimento: infatti compie con sapienza ogni cosa venga insegnata e difficilmente risponde con l'immobilità o il rifiuto.
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6. L'EMILIA ROMAGNA
La zona d'origine dell'asino romagnolo è l'Appennino forlivese, che si trova nella regione dell'Emilia-Romagna. Essa si affaccia sul Mar Adriatico ed è il risultato dell'unione di due regioni storiche: l'Emilia e la Romagna; è in quest'ultima che nasce la razza. Lo stemma adottato dalla regione rappresenta in modo stilizzato i due tratti essenziali della lunga storia del territorio : la linea ondulata del fiume Po e quella obliqua della via Emilia. L'Emilia Romagna è ricca di corsi d'acqua, tra cui: il Reno, la Secchia e il Panaro. Qui si incontrano anche due catene montuose appenniniche, le cui cime più famose sono il monte Cimone , il Fumaiolo, dove nasce il Tevere, e la Maggiorasca. Nel complesso, comunque, la regione è a prevalenza pianeggiante, dal momento che in gran parte si stende sulla pianura Padana .
La zona d'origine dell'asino romagnolo è circa qui
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7. LA BIODIVERSITA'
Per biodiversità s'intende tutto l'insieme di animali, piante, funghi e microorganismi che popolano il nostro pianeta. Una tale moltitudine di esseri viventi rappresenta dunque un patrimonio inestimabile, in quanto tutte queste specie, vivendo tra di loro, creano un equilibrio fondamentale non solo per la Terra per come la conosciamo, ma anche per la nostra stessa esistenza. Senza biodiversità infatti non avremmo cibo e acqua a sufficienza, non esisterebbero più ecosistemi adatti a far prosperare le nostre civiltà né risorse grazie alle quali progredire e migliorare il nostro futuro. Essa, specialmente quella equina, ha rischiato di essere danneggiata con l'estinzione dell'asino romagnolo.
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8. LA PET THERAPY
La pet therapy è una pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza degli animali domestici a una persona. L'animale riesce a fare tutto questo: stimolare sorrisi, aiutare la socializzazione, aumentare l'autostima, poichè non giudica e non ha pregiudizi. In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco e calano le ansie e le paure. Si pensa che il futuro dell'asino romagnolo sia proprio in questo ambito, essendo un animale molto paziente e collaborativo. Questo tipo di terapia è stata promossa dalla Fiera Coldiretti a Milano nel settembre 2022, dove era presente un'area completamente dedicata a ciò ed alla quale, io e i miei genitori abbiamo partecipato, permettendo alle comitive di bambini delle scuole e a chiunque altro volesse di accarezzare e, perchè no, dare una manciata di fieno a due dei nostri asini romagnoli: Pesca e Zaira
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"SOLO FACENDO L'ASINO SONO GIUNTO ALLA SAGGEZZA"- UMBERTO VERDIROSI
FONTI
FONTI
1. www.ricercheperlascuola.it 2. www.focusjunior.it 3. www.asinoromagnolo.it 4. wikipedia.org 5. corrieredibologna.corriere.it 6. ilportaledelcavallo.it 7. www.amoreaquattrozampe.it 8. www.nostrofiglio.it 9. Libretto As. I. R. A. R. A. 10. www.rural.it
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