Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

ARTE PALEOCRISTIANA

Samuel Massi

Created on May 30, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Corporate Christmas Presentation

Snow Presentation

Winter Presentation

Hanukkah Presentation

Vintage Photo Album

Nature Presentation

Halloween Presentation

Transcript

Arte

Paleocristiana

Con il termine Arte Paleocristiana ci si riferisce alla produzione artistica che fiorì tra il I e il VI secolo d. C. in tutte quelle zone interne all’Impero Romano in cui si diffuse la nuova religione cristiana. Inizialmente perseguitate dall’Impero, le comunità cristiane trovarono fin da subito nell’arte un facile strumento di trasmissione della propria fede, celata sotto immagini e simboli allegorici. A partire dall’Editto di Costantino (313 d. C. ), con il quale veniva proclamata la libertà di culto in tutto l’Impero, l’Arte Paleocristiana conobbe il suo massimo splendore, in cui fiorirono architettura e pitture cristiane, per poi lasciare campo libero – nell’età di Giustiniano – all’Arte Bizantina.

CHE COS'E' L'ARTE PALEOCRISTAINA?

Dove si sviluppa?

L'arte paleocristiana viene collocata nell'orbita di Roma imperiale.

TERMINOLOGIA

L'arte paleocristiana è quella delle comunità cristiane tra la metà del III e la fine del VI secolo. L'aggettivo "paleocristiano" entra in uso a partire dal XIX secolo e contiene il prefisso di origine greca paleo- (palaiós), che significa "antico".

INDice

1. Il nuovo nella continuità

5. La basilica paleocristiana

6. Le opere musive

2. I simboli paleocristiani

3. Catacombe

7. I mosaici di Roma e di Milano

4. L'architettura paleocristiana

8. La scultura

IL NUOVO NELLA CONTINUITA'

Il Cristianesimo ebbe una diffusione tanto importante da diventare con l'editto di Tessalonica (emesso da Teodosio I nel 380) religione ufficiale. Nel 392 con successivi editti diventò unica religione ammessa nello stato. Questo però non significata che il Paganesimo cessasse di esistere, anzi continuò a sopravvivere a lungo, soprattutto nelle campagne, fino a circa il VI-VII secolo. Nel IV secolo il Cristianesimo si presentava come unica forza capace di ridare vitalità all'impero e di eseditarne le funzioni.

i simboli paleocristiani

Grande importanza nell’arte paleocristiana la assunse la simbologia, soprattutto nel periodo delle persecuzioni. I cristiani attinsero al repertorio iconografico dell’Arte Romana, tutto volto alla propaganda politica e civile, e lo caricarono di un nuovo significato. I simboli pagani, tradotti in chiave cristiana, divenivano così portatori di un messaggio religioso.

Tra i simboli cristiani nelle catacombe, troviamo la colomba (simboleggia l’anima, la pace, lo Spirito Santo); il pavone (simbolo della vita eterna, dell’immortalità dell’anima, della resurrezione); il pesce (il suo nome greco ichtùs fornisce le iniziali di Iesùs Christòs Theou Uiòs Sotèr: Gesù Cristo, figlio di Dio Salvatore).

All'inizio del IV secolo le cose cominciarono a cambiare. Nel 313 con l’Editto di Milano, Costantino permise ai cristiani di manifestare liberamente la propria religione. Poi, nel 380, con l’Editto di Tessalonica, l’imperatore Teodosio proclamò il Cristianesimo religione ufficiale di Stato, cioè l’unica e vera fede dell’Impero di Roma. Le catacombe vennero allora abbandonate e i morti riposti in sarcofagi di pietra, alcuni dei quali decorati con bassorilievi.

LE CATACOMBE

Le più antiche testimonianze dell’arte paleocristiana sono le catacombe, i cimiteri sotterranei dei primi Cristiani, per lungo tempo mal tollerati e perseguitati da parte di diversi imperatori. Sono veri e propri cimiteri sotterranei, molto ampi e complessi, costriti e partire dal II secolo, lungo le vie di accesso alla città. Il maggior complesso di catacombe è quello di Roma; tra le più importanti si ricordano quelle di San Callisto, di San Sebastiano, di Santa Domitilla. Sono state trovate catacombe anche in Sicilia, in Sardegna, a Malta, ad Alessandria d’Egitto, ma quelle romane sono di gran lunga le più numerose e le più grandi.

I pagani in genere cremavano, cioè bruciavano, i corpi dei defunti; i cristiani non potevano farlo, perché credevano nella resurrezione dei corpi. Così sull’esempio della sepoltura di Cristo essi scelsero di essere seppelliti. Scavarono allora lunghe gallerie sotterranee e in particolari aperture laterali, i loculi, collocavano i cadaveri, mentre ambienti più ampi (cubicula) potevano contenere la tomba di un martire o essere destinati al culto dei defunti. L’altezza media di queste gallerie è di due metri, la larghezza di uno. I muri delle catacombe sono talvolta decorati con pitture. Erano immagini molto semplici, tracciate con tocco rapido, accostando macchie di pochi colori, perché ciò che importava non era la bellezza della forma, ma il messaggio che trasmettevano.

l'architettura paleocristiana

L'architettura paleocristiana, cioè dei primi secoli del Cristianesimo, ha una data spartiacque fra due periodi contrapposti: l'editto di Milano del 313 da parte dell'imperatore Costantino, che permise la libertà di culto per i cristiani e fu quindi possibile da questo momento in poi erigere edifici pubblici per la liturgia cristiana. Fino ad allora il culto cristiano era considerato religione illecita nell'Impero romano e quindi le riunioni di fedeli avvenivano specialmente in case private, chiamate Domus ecclesiae (casa della comunità dei fedeli). Le uniche architetture cristiane anteriori al IV secolo (a parte i rari scavi che hanno riportato alla luce domus ecclesiae, essendo queste spesso coperte da chiese successive) sono le strutture ipogee dette in seguito catacombe.

LA BASILICA

Emblema dell’architettura paleocristiana furono le basiliche, che sorsero in grande quantità dopo l’Editto di Costantino a Roma, in Terra Santa e a Costantinopoli, per poi diffondersi in tutta Italia. Le prime basiliche paleocristiane si ispirarono a quelle romane: un ampio spazio rettangolare, a pianta longitudinale, diviso in cinque navate e intersecato da una navatella ortogonale che prese il nome di presbiterio; la copertura delle navate era lignea, a capriate. La più grande differenza con la basilica romana risiede nella presenza di un solo lato corto semicircolare: l’ingresso avveniva infatti non più sul lato lungo della struttura, bensì su quello opposto all’abside, creando un percorso da ovest ad est, in direzione del sole che nasce.

LA STRUTTURA DELLE BASILICHE

Lo schema basilicale è a pianta rettangolare, a tre o cinque navate, divise da colonne o pilastri che sostengono archi o architravi. C’è una navata centrale e due o quattro navate laterali.

Nella pianta della basilica paleocristiana possiamo avere anche l’inserimento di un transetto, che è una ulteriore navata inserita orizzontalmente ad intersecare la navata principale, detto qualche volta navata trasversale.

Se il transetto è inserito a circa due terzi della navata si ha una pianta a croce latina. L’incrocio tra la navata longitudinale e il transetto si chiama crociera. Abbiamo, in base a come è inserito il transetto, vari tipi di pianta della basilica paleocristiana, come la croce greca e la croce latina, che si divide in:

  • Immissa (dal latino immittere, mettere dentro)
  • Commissa (dal latino committere, mettere insieme)

Immissa
Commissa
Greca

La navata centrale termina con una amplia flessione muraria, l’abside, un quarto di sfera. Intorno all’altare vi era un ampio spazio recintato con un parapetto, una ringhiera, una transenna. Lo spazio dietro alla transenna è chiamato presbiterio.

Nella basilica paleocristiana i fedeli si collocano nelle navate, i preti stanno dietro alla transenna, nel presbiterio e poi c’è uno spazio nel presbiterio in cui in alcune chiese si trovano una serie di banchi, cioè il coro. Davanti allo spazio della chiesa con le navate è presente un ampio spazio detto quadriportico, una specie di piazza porticata, con lo spazio interno coperto mentre lateralmente ci sono i portici. Il quadriportico è lo spazio in cui entravano i catecumeni, cioè le persone non battezzate, che non potevano entrare nella chiesa.

Il cantharus è la fontana che sta al centro del quadriportico che ha una funzione simbolica, perché i fedeli si lavano alla fontana per togliere il peccato. In assenza del quadriportico troviamo il nartece, una sorta di atrio porticato più piccolo sotto il quale stavano i penitenti. Si dice esonartece se è collocato fuori.

il battistero

Il battistero è il luogo particolare che i Cristiani dedicarono al battesimo. All’inizio era un piccolo edificio a pianta quadrata o circolare, coperto da una cupola. In seguito divenne a pianta ottagonale, cioè con otto lati. All’interno vi era una vasca nella quale il nuovo cristiano veniva immerso.

  • Basilica di San Pietro in Vaticano
  • Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma
  • Basilica di Santa Sabina a Roma
  • Battistero Lateranense a Roma
  • Basilica di San Lorenzo a Milano

I 6 ESEMPI DI BASILICHE PIU' IMPORTANTI

Basilica di San Pietro in Vaticano

Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

Basilica di Santa Sabina a Roma

Mausoleo di Santa Costanza a Roma

Battistero Lateranense a Roma

Basilica di San Lorenzo a Milano

Le opere musive

La tecnica ornamentale del mosaico (o tecnica musiva) divenne tra il IV e il V secolo la più diffusa a Roma, utilizzata per decorare:

  • Pavimenti
  • Pareti
  • Volte
Inoltre arrivò anche a sostituire la pittura.

Il mosaico

Realizzare un mosaico era un attività complessa, nacque quindi la figura del "musearii", coloro che provvedevano alla posa delle tessere colorate.I mosaicisti romani impiegavano soprattutto pietre dure, terracotta e ciottoli. I colori a disposizione aumentarono con l'uso del mosaico a pasta vitrea.

Volta anulare di Santa Costanza

Catino absidale di Santa Pudenziana

Catino absidale di Sant'Aguilino

Navata e Arco trionfale di Santa Maria Maggiore

la scultura

La scultura paleocristiana si manifesta prevalentemente nei bassorilievi e negli altorilievi dei sarcofagi. Essi riprenderanno il modello romano della cassa funeraria marmorea e si mescoleranno motivi naturalistici e geometrici pagani.

Sacrofago di Giunio Basso

Porta della Basilica di Santa Sabina a Roma

grazie!

Aurora Massi