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Perego Origini 02 - La poesia sacra e profana del XIII secolo

Zanichelli

Created on May 30, 2023

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Transcript

LETTERATURA DELLE ORIGINI La poesia sacra e profana del XIII secolo

Cominciamo!

N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni, Gli istanti più belli © Zanichelli - 2023

Sommario

La poesia religiosa

La poesia siculo-toscana

La poesia comico-realistica

01

La poesia religiosa

Nel contesto letterario italiano del Duecento si assiste a un duplice fenomeno: da un lato, all’affermazione di una poesia di carattere popolare, finalizzata alla diffusionedei valori religiosi oppure basata su moduli comicie irriverenti; dall’altro lato, al tramonto della civiltà letteraria siciliana eal suo trapianto nell’Italia centro-settentrionale.

Nel corso del Duecento, nelle regioni centro-settentrionalidell’Italia si diffuse una poesiadi carattere religiosoin lingua volgare.

Tale poesia avevauna natura popolaree si proponeva di rinnovare la spiritualità nelle coscienze individuali, nella speranza di trasformare anche l’intera società.

Si andava facendo strada l’ideale diun nuovo spirito religioso che sollecitavail ritorno alla purezzadi un cristianesimo primitivo, basato sui valori della fraternità, della povertà e dell’amore.

Interpreti di questa spiritualità furono i nuovi ordini mendicanti: non più i monaci chiusinei loro monasteri,ma confratelli che si sparsero per il mondo, ricercando il contatto con i fedelie offrendo un esempio interpretativo dei valori evangelici.

Per entrambigli ordinila predicazione avveniva in lingua volgare, risultando così comprensibile alle masse, oltre che efficace per novità di valori e di esempi di vita.

Per i francescani la predicazioneera in primo luogoil racconto esemplificativodelle paraboleevangeliche.

Per i domenicanila predicazione consisteva nell’interpretazione dei passidella Sacra Scrittura.

... in seguito cominciaronoa prevalere anche aspetti poetici e artistici di maggior pregio e cura.

Se nella fase iniziale le laude presentavano schemi metrici e retorici semplici, propri di certa poesia popolare e spontanea...

Si calcola che nelle biblioteche e negli archivi vescovili siano conservate circaduecento raccolte, dette laudari.

Composte da confraternite laiche, comparvero già nella prima metà del Duecento. In tutta l’Italia centrale le laude si diffusero come il più comune dei mezzi di devozione.

Questa nuova spiritualità si espresse in particolare con le laude,componimenti in onoredi Cristo, della Madonna e dei santi. Spesso le laude erano anonime: non nascevano con intento artistico, ma come preghiere.

Esistevano anche laude d’autore, che oggi vengono annoveratetra le prime forme letterariedella nostra poesia in volgare: Francesco d’Assisie Jacopone da Todi ne furono i due interpreti più importanti.

Francesco d’Assisi manifestò in versila sua gioia di vivere, l’ideale della fratellanza umana, una profonda sintonia con la natura.

Jacopone da Todi rivelò, con le sue laude, una visione dolorosa del vivere umano, riflettendo in particolare sulla passione di Cristo con accenti drammatici.

Gli ordini mendicanti predicano in latino.

Falso

Vero

02

La poesia siculo-toscana

11

Dopo la battaglia di Benevento del 1266, in cui gli Angioini sconfissero gli Svevi, terminò il dominio svevo sull’Italia meridionale. Venne meno, perciò, quel clima culturale che aveva favorito la nascita della Scuola siciliana presso la corte di Federico II.

Tuttavia, tale ricca esperienza non scomparve, ma fu ripresa nell’area emiliana e toscana, con l’università di Bologna diventata luogo di incontro e di scambio culturale fra letterati siciliani e i loro colleghi bolognesi.

La scuola poetica siciliana si instaurò in particolare in Toscana, così che oggi è lecito per gli studiosi parlare di una Scuola siculo-toscana, nella quale si possono individuare aspetti di continuità con la tradizione ed elementi innovativi che vanno a costituire una nuova scuola poetica, legata a varie realtà cittadine.

Tra i suoi esponenti ricordiamo: a Lucca, Bonagiunta Orbicciani; a Pisa, Panuccio del Bagno; a Siena, Folcacchiero de’ Folcacchieri, ad Arezzo, Guittone e Arrigo Testa; fuori dalla Toscana, i bolognesi Onesto degli Onesti e Guido Ghislieri.

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La poesia siculo-toscana

In Toscana, i testi del poeta siculo Giacomo da Lentini e dei suoi compagni d’arte vennero prima trascritti da copisti e toscanizzati, quindi utilizzati come modello principale di scrittura dai poeti “siculo-toscani”. I temi e le forme praticate erano all’insegna della novità. Questi poeti non si limitarono al tema amoroso, ma si espressero anche con riferimenti alla loro contemporaneità, soprattutto quella politica (siamo in piena civiltà comunale, con accesi scontri tra fazioni avverse), senza dimenticare aspetti di riflessione morale. Riguardo alle scelte metriche, i siculo-toscani introdussero la ballata e praticarono il sonetto e la canzone con aspetti tecnici innovativi.

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La poesia siculo-toscana • Guittone d’Arezzo

Fra gli scrittori siculo-toscani il più importante è considerato Guittone d’Arezzo, autore di almeno trecento testi, tra sonetti, canzoni e ballate sacre. La sua opera fu sicuramente quella di maggiore successo presso i suoi contemporanei, grazie alla ricchezza e alla varietà della sperimentazione linguistica (nei suoi testi è frequente il ricorso a latinismi, a sicilianismi e a francesismi di tutti i generi) e formale (molteplici le innovazioni e le varianti che propone quanto alle forme della canzone e della ballata sacra o lauda). Le poesie di Guittone ci sono giunte divise secondo due temi preponderanti: quello amoroso, affrontato anche dal punto di vista morale o religioso, e quello didascalico, nel quale vengono espresse questioni inerenti alla teologia e alla politica.

14

Guittone d’Arezzo fu un grande innovatore.

Falso

Vero

03

La poesia comico-realistica

16

Cecco Angiolieri

Sfrenata libertà

Poesia popolare

Parodia

La tecnica era quella della “parodia”, che consiste nel far proprio un soggetto spregevole e trattarlo con un alto linguaggio, rovesciando ideali e valori: invece dell’amore nobile il desiderio sessuale; alla bellezza si sostituisce la bruttezza; alla virtù si predilige il vizio.

Nello stesso periodo, si sviluppò una poesia “popolare” burlesca, detta comico-realistica, composta da giullari, chierici vaganti e goliardi, e recitata sulle piazze, caratterizzata da uno stile basso e da temi quotidiani, spesso volgare e degradata: ecco perché si parla di “realismo”.

Poeta senese, colto e consapevole dei propri mezzi stilistici nonostante gli argomenti bassi, fu autore di oltre cento sonetti, i cui temi sono il piacere carnale, il rancore per il padre e l’ira verso il mondo intero, nonché l’abbandono a una visione piuttosto malinconica della vita.

I temi principali erano l’amore sensuale, le taverne e il vino, il gioco d’azzardo; si esaltava il denaro per il benessere che può assicurare e si inneggiava a una vita di sfrenata libertà.

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Nonostante gli argomenti comici e popolari,la struttura dei componimenti di Cecco Angiolieri denuncia la perizia tecnica propria di un autore colto e consapevole dei propri mezzi stilistici.

Falso

Vero

Questo ripasso interattivo è legatoal corso Gli istanti più bellidi N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni.

L’editore ha cercato di reperire tutte le fonti, ma alcune restano sconosciute. L’editore porrà rimedio, in caso di segnalazione, alle involontarie omissioni o errori nei riferimenti.