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munch madonna

Caterina Ventricelli

Created on May 29, 2023

descrizione del quadro di munch "madonna"

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Transcript

1894-1895

MADONNA

EDVARD MUNCH

EDVARD MUNCH

LA VITA1863-1944

Nasce nel 1863 a Løten, in Norvegia. I più grandi capolavori di Munch sono il risultato di una vita tormentata e dolorosa, segnata da perdite familiari, insuccessi, alcolismo, nevrosi e solitudine.

Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dal tentativo di farsi apprezzare dalla sua madrepatria. Edvard Munch morì nel 1944, a causa di una broncopolmonite.

Munch viaggiò molto e riscosse una certa fama.L’artista comprese da solo che non era più possibile continuare a vivere in questo stato e decise di ricoverarsi. Edvard poi riuscì a condurre uno stile di vita più sano

LE OPERE PIù IMPORTANTI

  • L'Urlo
  • Pubertà
  • Madonna
  • Amore e dolore

MADONNA (1894-1895)

Madonna di Edvard Munch (91×70.5 cm, olio su tela) è custodita al Museo Munch di Oslo. Il pittore amava ripetersi e riprodurre più volte lo stesso soggetto con piccole variazioni. Così, Madonna fu realizzata in ben quattro versioni a olio e in varie litografie, il tutto in soli due anni, il 1894 e il 1895.

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Se si pensa a un quadro rappresentante la Madonna, probabilmente si immaginerà una ragazza casta, con un velo che le copre i capelli e un’aria particolarmente innocente. Eppure, Edvard Munch rielabora questo ideale in modo totalmente nuovo e inaspettato. L’opera intreccia abilmente sacro e profano: il titolo rimanda ovviamente alla Vergine Maria. La donna, raffigurata dall’ombelico in su, è infatti nuda e dalle forme sinuose, la pelle è pallida, cadaverica, le braccia sono piegate dietro alla testa, i lunghi capelli neri sembrano spargersi sulla tela come tentacoli e il volto, reclinato all’indietro, mostra un’estasi non del tutto casta, quasi sensuale. La figura è poi contornata da linee ondeggianti che sottolineano ulteriormente la sensualità del corpo

C’è poi un’aureola che incorona la donna: un cerchio rosso che può legarsi sia alla passione sia al sangue, dandole in questo modo un’aria profana. Il rosso d’altra parte è il colore dominante insieme al nero in quest’opera, probabilmente un riferimento all'amore e alla morte, godimento e sofferenza immancabile.

In una delle copie l’artista disegna una cornice rossa percorsa da degli spermatozoi, mentre in un angolo è rannicchiato un macabro e infelice embrione che per certi versi ricorda il protagonista de L’urlo. La figura della donna è più stilizzata, mentre in generale la litografia, è considerata più allegorica rispetto all’originale.Quello che significa non si sa, forse la vita che nasce dal piacere e dal peccato; forse la morte e la condanna all’infelicità. Quel che è certo è che la Vergine ritratta da Munch è provocante ma ripugnante al tempo stesso, seducente e macabra.

Con quest’opera si assiste a una vera e propria demistificazione del Cristianesimo: le icone religiose vengono “profanate” rendendole umane e comuni. Tra la Madonna ritratta da Munch e alcune prostitute/modelle, non vi è alcuna differenza. Suo figlio, Gesù, non è più il salvatore del mondo, ma un feto racrappicciante. È la crisi della tradizione, il crollo delle certezze secolari in una società che sempre più si avvicina al XX secolo, dove la spiritualità verrà abbandonata per la tecnologia e il consumismo.

secondo il critico tedesco Servaes "quando una donna raggiunge una bellezza sovrannaturale, effimera, scoprendola, l'uomo si immagina di trovarsi avanti una madonna"

caterina ventricelli5^a