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La rivoluzione americana e la rivoluzione francese

Vittorio Carrai

Created on May 29, 2023

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La rivoluzione americanae la rivoluzione francese

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Perché è iniziata?

Come è finita?

Le 13 colonie inglesi in America erano, inizialmente, esenti da ogni tassa (dato che non avevano un rappresentante in parlamento), ma quando, dopo la guerra dei 7 anni, che aveva distrutto l'economia, hanno iniziato a sottoporre i coloni ad una tassazione su tè (molto consumato) e sui giornali.Inoltre le 13 colonie dovevano importare ed esportare materiali solo dalla Gran Bretagna. La tassazione ha reso molto arrabbiati i cittadini americani che insorsero e, in un evento noto come Boston tea party, hanno rovesciato un carico di tè in segno di ribellione. Questo gesto ha infastidito tanto gli inglesi che mandarono dei soldati a punire i ribelli. L'arrivo delle truppe ha iniziato la rivoluzione americana, e ha provocato la dichiarazione d'indipendenza nel 04/07/1776 (4 luglio 1776).

La guerra d'indipendenza finì nel 1783 con una serie di gravi sconfitte, prima a Saragota nel 1777, e dopo a Yorktown nel 1781. Gli Stati Uniti ottennero l'indipendenza diventando una repubblica federale e il primo stato borghese della storia, basato sull'uguaglianza in campo di scala gerarchica. Il primo presidente fu' George Washington, che era, ai tempi della rivoluzione, un comandante. Gli Stati Uniti furono basati sulla teoria dell'illuminismo, con anche una divisione dei poteri, dal punto di vista legislativo, dal punto di vista giudiziario e dal punto di vista esecutivo. Il più grande limite degli Stati Uniti era il mantenimento della schiavitù che confermava la lontananza dalla totale libertà. Entrata in vigore la Costituzione 2 partti si divisero ed entrarono in "conflitto": il partito federalista (democratico) ed il partito anti-federalista (repubblicano). La società americana fu' definita da un recente storico come "un mondo di classe media" . La guerra d'indipendenza fu' sostenuta dai francesi, che però non ebbero un guadagno monetario, ma ebbero solo la soddisfazione di aver sconfitto gli inglesi. In più la rivoluzione ispirò i francesi a prendere il potere contro il re ed a rivoluzionare lo stato...

La rivoluzione americana

La rivoluzione francese

Proprio quest'ultimo giurò, in una palestra in cui si giocava a pallacorda, che non si sarebbero disciolti fino a quando non sarebbero riusciti a dare una Costituzione parlamentare alla Francia. Il re decise, da una parte di prendere le parti dell'Assemblea facendola riconoscere dei nobili e dal clero, ma dall'altra richiamò 2000 soldati pronti a sciogliere la riunione con la forza. Questo fece infuriare il popolo, che decise di armarsi: il 14 luglio 1789 una folla di artigiani assediarono le botteghe degli armaioli, rubando sciabole e moschetti, arrivarono persino a irronpere nell'armeria della Bastiglia, dove morirono 100 persone. Un ufficiale arrivo in piena notte da Luigi XVI comunicandogli l'avvento della rivoluzione, ora armata di forconi e fucili. Delle notizie false riguardo a eserciti invasori resero arrabbiati i popoli di molti villaggi, che tra il 20 luglio e il 6 agosto 1789 cercarono di sconfiggere i nemici, ma non trovando nessuno assediarono monasteri e castelli. Il 3 agosto l'Assemblea nazionale scopre l'avvenuto e aristocratici, clero e privilegiati, impauriti, si annunciarono pronti ad un eventuale rinunciazione dei diritti signorili. Il decreto emanato affermava che la Francia abbandonava il sistema feudale e furono vietate schiavitù personale, corvées e privilegi fiscali. Da allora le manifestazioni diventarono molto frequenti e ciò fece allontanare gli "oscurantisti" dalla nazione.
I francesi, hanno vissuto sotto l'influenza dell'assolutismo per decine e decine di anni, ciò ha portato una grave povertà a tutta la Francia, inoltre a moltissimi debiti. Se le banche avessero voluto indietro i soldi e gli interessi la Francia sarebbe andata in bancarotta, dovendo restringere eserciti e altre fonti di spese. Nel 1788 Jacque Neckers pubblicò il bilancio dello stato, mostrando che le uscite erano nettamente più elevate delle entrate. Luigi XVI (il re assoluto del momento), nella primaveraa del 1789, decide di convocare gli Stati generali, prima dei quali il popolo aveva, tramite riunioni in dei club, riunito delle proposte di argomenti, il club più attivo era il "club dei Giacobini" fondato da Robespierre. Quando nel 5 maggio 1789 gli Stati generali si sono riuniti, il terzo stato chiese la riforma dei voti, dal voto "per stati" al voto "pro capite" (da un voto a stato a un voto a deputato), al quale il re continuò a non rispondere. Il Terzo stato decise, rappresentando il 98% dei francesi, di proclamarsi Assemblea nazionale, e quindi non rappresentava più una fascia di persone, ma bensì tutta la nazione.

La rivoluzione francese

1791 per fronteggiare i problemi della nazione decisero di creare la costituzione del '91, che segnò il passaggio da monarchia assoluta a monarchia costituzionale, dividendo i poteri e ammettendo così che il potere del re non gli era concesso da Dio, ma bensì dal popolo. Vennero concessi molti diritti (tra cui la cittadinanza agli ebrei, il matrimonio civile, il divorzio e la scuola elementare gratuita), ma allo stesso tempo si privilegiò l'alta borghesia, tramite un suffragio non universale, ma sulla base del censo. Ma questa nuova costituzione non accontentò i rivoluzionari, che erano artigiani e commercianti che iniziaronò a farsi guidare da 2 illuministi, Marat e Robesperrie. Il re, dopo la caduta dell'assolutismo, tentò la fuga in Belgio, ma a Varennes fu' riconosciuto e ricondotto a Parigi (come prigioniero), ciò esasperò gli animi, sopratutto dopo la scoperta del piano che tramava con Spagna, Prussia e Austria; complottava infatti un'invasione per ripristinare la monarchia assoluta. In questo periodo iniziò l'idea di una Repubblica francese.

Un giornale chiamato "L'amico del popolo" scrisse riguardo un complotto aristocratico fomentato dalla moglie del re, ciò fa' infuriare le popolane parigine, che, il 6 ottobre 1789, sequestrano il re, costringendolo a transferirsi a Parigi, nella parte centrale, un luogo dove il popolo avrebbe potuto controllare la famiglia regale da vicino.Per rimediare alla fame e ai debiti, lo stato decise di inziare la confisca e la vendita dei beni ecclesiastici. Fu' creata la Costituzione civile del clero e tutte le cariche, dal vescovo al parroco, erano ora elettive e stipendiate dallo Stato, dovendo, però, fare un giuramento di fedeltà. Il papa condannò questa pratica e di conseguenza poche persone erano ora pronte a giurare, data la diffusione della religione cristiana in Francia. Il gesto dell'Assemblea costituzionale sembrò traumatico e passò alla storia come scristianizzazione.

La rivoluzione francese

L'entrata in guerra contro l'Austria, voluta da tutto il parlamento (ognuno per motivazioni differenti) fece sorgere un'ondata di patriottismo, ma fu' un fallimento: l'imperatore d'Austria invase, dopo alcune battaglie, la Francia e minacciò il popolo se avessero osato toccare i reali. I rivoluzionari imprigionarono, come risposta, il re Luigi XVI: finì così la monarchia e iniziò la Repubblica francese in mano ai sanculotti e al nuovo parlamento: la Convenzione nazionale. La data ufficiale del passaggio a Repubblica è il 21 settembre 1792, dopo una votazione a suffragio universale. Luigi XVI fu' poi processato e riconosciuto colpevole di alto tradimento: la pena fu' la condanna a morte. Questa svolta è definita sorpasso, dato che da quel momento le masse del popolo avevano tutta la scena: il Quarto stato. La Francia doveva ancora affrontare i problemi esterni (le monarchie che continuavano ad invadere i territori) e i problemi interni: una crisi economica, la carestia e una necessità di soldati che costrinse l'implementazione della leva militare obbligatoria; proprio quest'ultima causò una rivolta nella regione cristiana della Vandea, che, sostenuta dagli inglesi, transformò la rivoluzione in guerra civile.
Robespierre decise di prendere in mano la situazione: sciogliendo la Convenzione e formando un Comitato di salute pubblica costituito da 5 persone con pieni poteri, cambiando la giustizia ordinaria con tribunali speciali e arrivando a mettere una leva di massa per gli individui tra i 16 e i 50 anni. Poi mandò circa 80 sanculotti a giustiziare molti alti ufficiali (accusati di perdere apposta le battaglie) poi sostituiti con soldati o ufficiali meritevoli. Nel 1793 Robespierre installò il Terrore: -In politica uccise i nemici della rivoluzione -In economia impose un calmiere dei prezzi -In campo militare reprimette la rivolte della Vandea e cacciò le armate straniere. Dopo pochi mesi Robespierre fu' decapitato da una congiura di borghesi che prese il potere emanando la Costituzione del '95 reinserendo il sistema elettorale secondo censo . La rivoluzione continuò, con una Repubblica governata da un'Assemblea e un Direttorio, fino al 1799 quando Napoleone Bonaparte andò al potere.

Fine