GLI AUTORI DEL 1900
ITALO SVEVO
GIUSEPPE UNGARETTI
GIOVANNI PASCOLI
Francesca Cogliandro, Alessandro Olivieri, Federico Fiorini, Mariavittoria Desiderati
Luigi Pirandello 1867-1936
Eugenio Montale 1896-1981
Giovanni Verga 1840-1922
Italo Svevo 1861-1928
Giovanni Pascoli 1855-1912
Giuseppe Ungaretti 1840-1922
Gabriele d'Annunzio 1863-1938
GIOVANNI PASCOLI
BIOGRAFIA
1855
Nasce a San Mauro di Romagna da famiglia di piccola borghesia rurale
Pascoli insieme ai fratelli Giacomo e Luigi era entrato al collegio degli Scolopi
1862
1867
10 agosto 1867 il padre di Pascoli viene assassinato
1879
Pascoli fu arrestato
1891
Pubblica la prima edizione di Myricae
1905
Pubblica i canti di castel vecchio e i poemi conviviali
1912
Muore a Bologna
GIOVANNI PASCOLI
LA POETICA
- Il Fanciullino -> l'idea centrale è che il poeta coincide con il fanciullo che sopravvive al fondo di ogni uomo. Fanciullo che vede tutte le cose per la prima volta con ingenuo stupore e meraviglia.- Concezione della poesia pura -> per Pacoli la poesia non deve avere fini estrinseci, pratici; il poeta non si propone obiettivi civili, morali, pedagogici - Il nido familiare -> Pascoli cerca dentro le pareti del nido la protezione da un mondo esterno che gli appare minaccioso e irto di insidie ("X agosto", "Temporale", "Il lampo")
- I simboli -> gli oggetti materiali hanno un forte rilievo nella sua poesia. Il mondo è visto attraverso il velo del sogno e perde ogni consistenza oggettiva in un gioco di metamorfosi
GIOVANNI PASCOLI
I TEMI
Pascoli incarna l'immagine dell'uomo comune appagato della sua vita modesta. Dal punto di vista letterario l'immagine del poeta corrisponde a quella dell'uomo.
Una parte della sua poesia è destinata alla funzione di proporre quella determinata visione della vita in nome di intenti pedagogici, morali e sociali -> celebrazione del piccolo proletario rurale
Pascoli sogna un'umanità affratellata che nella solidarietà trovi una consolazione al male di vivere, ai dolori, alle miserie connaturati con la condizione esistenzialista stessa dell'uomo
Il poeta assume il ruolo di poeta "vate" che canta le glorie della patria, che indica gli obietivi del suo riscatti nelle guerre coloniali. Pascoli ribadisce la fede in alcuni valori elementari ma fondamentali
Pascoli decadente -> Pascoli sa rendere la presenza della seconda inquietante dimensione del reale caricando gli oggetti più comuni di sensi allusivi e simbolici; proietta nella sua poesia le sue ossessioni piu profonde, portando in luce le zone oscure e tornide della psiche
GIOVANNI PASCOLI
LE SOLUZIONI FORMALI
SINTASSI 1. prevale la coordinazione -> brevi fraso allineate senza rapporti gerarchici; 2. Frasi assumono la forma dello stile nominale; 3. Atmosfera visionaria o di sogno LESSICO 1. Mescolanza di codici linguistici differenti; 2. Termini preziosi e aulici-termini gergali e dialettali; 3. Terminologia botanica e ornitologica ASPETTI FONICI 1. Riproduzione onomatopeiche; 2. Valore fonosimbolico della poesia METRICA -> adotta i versi più consueti della lingua italiana
GIOVANNI PASCOLI
MYRICAE
La prima raccolta fu pubblicata nel 1891 con 22 poesie dedicate alle nozze di amici. L'ultima edizione fu pubblicata nel 1900 con un totale di 156 componimenti. Myricae -> il titolo è una citazione virgiliana, tratta dall'inizio della IV Bucolica in cui il poeta latino proclama l'intenzione di innalzare un poco il tono del suo canto. Pascoli assume invece le umili piante proprio come simbolo delle piccole cose Si tratta di componimenti molto brevi che apparentemente si presentano come quadretti di vita campestre ritratti con gusto impressionistico. Compaiono soluzioni formali che costituiscono la profonda originalità della poesia pascoliana-> insistenza sulle onomatopee, valore simbolioco dei suoni, uso ardito linguaggio analogico, la sintassi frantumata.
GIOVANNI PASCOLI
GABRIELE D'ANNUNZIO
Anche la loro formazione culturale è ben diversa, Pascoli si rifà ai modelli classici mentre D’Annunzio si rifà ai modelli europei. Pascoli dà vita ad una poesia delle piccole cose, ad un ripiegamento intimo su se stesso e sugli affetti familiari più stretti. La sua fuga dalla realtà si esplica nella creazione di un mondo illusorio, fatto di ricordi. Al contrario la poesia di D’Annunzio rispecchia la poetica del superuomo: è una poesia elevata, ricca, preziosa, lussureggiante. In Pascoli la natura è ostile e misteriosa, conoscibile solo attraverso gli occhi del fanciullino, mentre per D'Annunzio si parla di panismo. Ulteriore differenza: ruolo della donna.
Entrambi i poeti sono influenzati da Carducci, rifiutano il positivismo, hanno sfiducia nella scienza. Essi, inoltre, trovano un modo per fuggire dalla realtà contemporanea (fanciullino in Pascoli e superuomo in D’Annunzio) e utilizzano un lessico ricercato.La loro vita è però opposta, Pascoli ha una vita intima, mentre D’Annunzio fa della sua vita un teatro, un’opera d’arte. I loro caratteri rispecchiano questo aspetto: Pascoli è un uomo riservato e schivo e sceglie di vivere in solitudine. D’Annunzio al contrario è estroverso e attira su di sé le attenzioni del pubblico.
ITALO SVEVO
BIOGRAFIA
1861
Aron Hector Shmitz nasce a Trieste.
Fallimento del padre -> declassamento sociale. Svevo trova lavoro in una banca
1880
1892
Pubblica il primo romanzo "Una Vita"
Muore la madre e il poeta si sposa con Livia Veneziani -> abbandona la vita da inetto
1895
1900
Abbandona la letteratura
1919
Ritorno alla letteratura
1923
Pubblica "La coscienza di Zeno"
1928
Svevo muore in seguito a un incidente automobilistico
ITALO SVEVO
POETICA E FORMAZIONE
- Sin dal suo nome è possibile apprendere il crogiolo culturale che risiede nella propria poetica, infatti Italo simboleggia il suo essere italiano e Svevo il suo essere tedesco. -La sua letteratura si discosta dai classici italiani perchè è una fusione di letterature e filosofie straniere portate in italia. - La sua poetica si basa sulla figura dell'inetto, che è soggetto al darwinismo sociale (Darwin), al bovarismo (Fleubert), alla lotta di classe (Marx). - La letteratura di Svevo si basa su una folta attenzione e originalità dei contenuti a discapito di una forma non sempre perfetta, infatti non viene apprezzato dal pubblico dell'epoca; solo Montale lo apprezzerà in un saggio
ITALO SVEVO
"Una vita"1892
"Senilità" 1898
I COMPONIMENTI
"La coscienza di Zeno" 1923
ITALO SVEVO
LA COSCIENZA DI ZENO
Il romanzo è costituito da un memoriale che il protaonista Zeno Cosini scrive su invito del suo psicoanalistico, il Dottor.S a scopo terapeutico
IL TEMPO -> Svevo adotta il tempo misto, gli eventi non sono nella loro successione cronologica lineare. Il tempo è soggettivo e mescola piani e distanze
AMBIENTE SOCIALE -> è presentato dal punto di vista ambiguo del protagonista che aspira alla normalità borghese, ma nello stesso tempo ne mette indubbio le certezze
Inetto -> Zeno Cosini è abulico e incostante, egli rappresenta l'inetto, negli anni conduce una vita oziosa e scioperata.
ITALO SVEVO
GABRIELE D'ANNUNZIO
Nonostante Svevo e D'Annunzio siano quasi coetanei è possibile trovare delle diffferenze tra i due autori. Svevo concepisce l’arte come una medicina per colui che non riesce a identificarsi a pieno con la società (l’arte serve all’inetto per riuscire a vivere), e da per scontata la perdita dei privilegi sociali dell’artista. Entrambi hanno rivestito un ruolo centrale all’interno della letteratura italiana: D’annunzio è stato uno dei più grandi esponenti del decadentismo internazionale, mentre Svevo è stato lo scrittore italiano più europeo del ‘900, contribuendo largamente alla nascita del romanzo d’avanguardia in Italia.
D’annunzio affinato e cultore dell’estetismo, pone l’arte in una posizione di assoluto privilegio e lotta di conseguenza insistentemente contro quella perdita dell’aureola descritta da Baudelaire. Il poeta fa della vita un momento pubblico, per Svevo invece essa occupa una dimensione interiore; egli tende al sublime mentre Svevo tende piuttosto all’ironico, al lievemente comico.
ITALO SVEVO
JAMES JOYCES
Un punto di contatto tra Joyce e Svevo lo possiamo trovare in Evelyne e La coscienza di Zeno. In entrambe le opere possiamo individuare la figura dell’”inetto”, basata sui continui fallimenti dei due protagonisti. Zeno racconta, nel secondo capitolo “Il fumo”, i motivi che lo hanno portato a nutrire il vizio del fumo, cercando di smettere ma non riuscendoci mai. Evelyne, abitante di Dublino, non riesce ad abbandonare quella città (che la opprime), nonostante abbia l'opportunità di trasferirsi a Buenos Aires: la paralisi di Dublino le ha impedito di essere felice.
Svevo viene definito come il “Joyce italiano”, poiché La coscienza di Zeno e Dubliners sono due realizzazioni della stessa tecnica letteraria. L’elemento che accomuna queste due opere è il monologo interiore, che caratterizza entrambi i romanzi, ma usando una tecnica differente. Joyce utilizza nelle sue descrizioni lo stream of consciousness, in cui i pensieri sono colti nel loro nascere ma riportati senza alcun controllo da parte della ragione. I pensieri di Zeno Cosini, invece, nascono sotto un rigido controllo della coscienza che censura, cambia e riordina gli avvenimenti in modo che possano risultare il più possibile favorevoli al protagonista.
ITALO SVEVO - FREUD / MARX / SCHOPENHAUER E NIETZSCHE
Confronro con Freud
Confronto con Marx
Svevo fu influenzato dal pensiero marxista, da cui trasse la chiara percezione dei conflitti di classe che percorrono la società moderna, ma soprattutto la consapevolezza del fatto che tutti i fenomeni sono condizionati dalle realtà delle classi. I conflitti e le ambiguità profonde dei suoi eroi non sono i conflitti e le ambiguità dell’uomo, ma del borghese di un determinato periodo della storia sociale. Svevo non concepisce però le proposte politiche di Marx, preferendo prospettive di tipo utopistico.
Un evento fondamentale nella vita di Svevo fu l’incontro con la psicoanalisi, che avvenne verso il 1910, tramite il cognato, il quale aveva conosciuto Freud. Verso il filosofo lo spingeva l’interesse per le tortuosità e le ambivalenze della psiche profonda, lui non apprezzò la psicoanalisi come terapia, bensì la vede come uno strumento conoscitivo, capace di indagare più a fondo la realtà psichica, e, di conseguenza, come strumento narrativo.
Confronto con Schopenhauer e Nietzsche
Schopenhauer ebbe un ruolo molto importante nella formazione di Svevo. L'inetto è colui che ha preso coscienza dell'esistenza, della cieca "volontà", di cui si rifiuta essere esecutore: sarebbe quindi una sorte di eroe della noluntas, un contemplatore, antitetico ai lottatori. Da Nietzsche poté trarre l’idea del soggetto inteso come pluralità di stati in fluido divenire, ma allo stesso tempo polemizzò contro la concezione di superuomo da parte del filosofo.
GIUSEPPE UNGARETTI
BIOGRAFIA
1888
Giuseppe Ungaretti nasce l'8 febbraio 1888 ad Alessandria d'Egitto
1912
Ungaretti si trasferisce in Francia per approfondire le nozioni di diritto
1915
Prima guerra mondiale + pubblicazione della poesia Veglia
1916
Pubblicazione de Il porto sepolto
1918
Ungaretti ritorna in Francia
1921
Ungaretti e la sua famiglia si trasferisce in Italia
1932
Premio del gondoliere a Venezia
1937
Morte del fratello Costantino
1970
Muore a Milano il 1 giugno 1970 per broncopolmonite
GIUSEPPE UNGARETTI
POETICA
Ermetismo
Piano stilistico
Poesia - biografia
Temi
- Condizione spirituale legata alle vicende storiche
- Disagio dell'uomo, la solitudine, angoscia
- Ricerca della parola essenziale
- Verso libero, sinestesia, metafora e analogia
- Guerra
- Morte
- Solidarietà
- Dolore
- Memoria
- Fratellanza
- La biografia fornisce spesso alla poesia la materia del canto
- Esperienza della trincea
- Presenza di un vissuto personale
- Costante presenza della morte
- Distruzione della metrica tradizionale
- Assenza di punteggiatura e versi liberi
- Parole dense di significato
- Poesie brevi e lapidarie
GIUSEPPE UNGARETTI
L'ALLEGRIA
Concetti fondamentali
n questa raccolta troviamo tutte le sue innovazioni poetiche, sia sul piano strutturale e lessicale, sia su quello sintattico e metrico: eliminazione della punteggiatura, sconvolgimento della sintassi tradizionale e il rifiuto delle forme metriche tradizionali.I temi sono vari e legati all’esperienza del poeta nella prima guerra mondiale, le sofferenze della guerra e la solitudine, il dolore, l’angoscia della morte e il desiderio di pace e serenità, fratellanza umana.
La raccolta L'Allegria venne pubblicata per la prima volta nel 1931e poi più volte rimaneggiata dall'autore Giuseppe Ungaretti fino all'edizione del 1942. La raccolta comprende ke liriche concepite durante l'esperienza della Prima guerra mondiale. Le liriche sono fortemente autobiografiche, quasi come fogli di diario. Le similitudini e le metafore rappresentano con efficacia la desolazione del poeta, coinvolto in una realtà di orrore e massacro che lo induce a riflettere sulla fragilità dell’uomo, la precarietà e il dolore dell’esistenza.
Sentimento del tempo
Il dolore
Pubblicata nel 1947, è suddivisa in sei sezioni riconducibili a due temi.Nelle prime tre sezioni domina il dolore personale, causato in gran parte dalla prematura scomparsa del figlio Antonietto. Nelle restanti sezioni il dolore individuale diventa collettivo, di un’intera nazione, alimentato dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, che il poeta avverte come apocalittico sconvolgimento di cose, uomini e certezze. Ma l’uomo non deve soccombere e, attraverso l’accettazione del dolore che ci rende «fratelli», deve aprirsi alla speranza nel futuro.
Pubblicata nel 1933 e poi ampliata nel 1936 e nel 1943. Giuseppe Ungaretti passa ad una rappresentazione più complessa delle inquietudini, delle ansie dell’uomo: la sua solitudine di fronte al dolore e nell’attesa della morte; la inconoscibilità del proprio destino; la pietà verso gli altri e verso tutti gli uomini. Nello stesso tempo, però, avviandosi alla maturità, riflette con gioia la pienezza della sua vita, anche perché nel frattempo ha recuperato la fede cristiana.Sentimento del Tempo è, almeno per alcune liriche, la raccolta ungarettiana per la quale si può parlare decisamente di ermetismo.
GABRIELE D'ANNUNZIO
GIUSEPPE UNGARETTI
D'Annunzio era legato al mito del superuomo e all'Estetismo e visse la Prima guerra Mondiale come un'avventura, una gesta eroica.Egli inoltre non rimane scosso e rimane convinto delle sue idee e le sostiene fino a quando può. D'Annunzio, a differenza di Ungaretti (che attraverso poche parole esprime i concetti principali), scrive nelle proprie liriche fiumi di parole, utilizzando numerose ripetizioni, con l'obbiettivo di conferire musicalità al componimento.
Nonostante Giuseppe Ungaretti e Gabriele D'Annunzio possano essere definiti "coetanei", è possibile cogliere alcune differenze principali tra i due poeti. Ungaretti vive un'esperienza drammatica: gli orrori visti con i propri occhi durante il conflitto mondiale attraversano e turbano l'animo del poeta. Questa esperienza influenza molto il modo di scrivere del poeta, che nelle proprie opere ne trae l'essenziale.
PASCOLI, UNGARETTI, SVEVO
mariavittoriadesiderati
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GLI AUTORI DEL 1900
ITALO SVEVO
GIUSEPPE UNGARETTI
GIOVANNI PASCOLI
Francesca Cogliandro, Alessandro Olivieri, Federico Fiorini, Mariavittoria Desiderati
Luigi Pirandello 1867-1936
Eugenio Montale 1896-1981
Giovanni Verga 1840-1922
Italo Svevo 1861-1928
Giovanni Pascoli 1855-1912
Giuseppe Ungaretti 1840-1922
Gabriele d'Annunzio 1863-1938
GIOVANNI PASCOLI
BIOGRAFIA
1855
Nasce a San Mauro di Romagna da famiglia di piccola borghesia rurale
Pascoli insieme ai fratelli Giacomo e Luigi era entrato al collegio degli Scolopi
1862
1867
10 agosto 1867 il padre di Pascoli viene assassinato
1879
Pascoli fu arrestato
1891
Pubblica la prima edizione di Myricae
1905
Pubblica i canti di castel vecchio e i poemi conviviali
1912
Muore a Bologna
GIOVANNI PASCOLI
LA POETICA
- Il Fanciullino -> l'idea centrale è che il poeta coincide con il fanciullo che sopravvive al fondo di ogni uomo. Fanciullo che vede tutte le cose per la prima volta con ingenuo stupore e meraviglia.- Concezione della poesia pura -> per Pacoli la poesia non deve avere fini estrinseci, pratici; il poeta non si propone obiettivi civili, morali, pedagogici - Il nido familiare -> Pascoli cerca dentro le pareti del nido la protezione da un mondo esterno che gli appare minaccioso e irto di insidie ("X agosto", "Temporale", "Il lampo")
- I simboli -> gli oggetti materiali hanno un forte rilievo nella sua poesia. Il mondo è visto attraverso il velo del sogno e perde ogni consistenza oggettiva in un gioco di metamorfosi
GIOVANNI PASCOLI
I TEMI
Pascoli incarna l'immagine dell'uomo comune appagato della sua vita modesta. Dal punto di vista letterario l'immagine del poeta corrisponde a quella dell'uomo.
Una parte della sua poesia è destinata alla funzione di proporre quella determinata visione della vita in nome di intenti pedagogici, morali e sociali -> celebrazione del piccolo proletario rurale
Pascoli sogna un'umanità affratellata che nella solidarietà trovi una consolazione al male di vivere, ai dolori, alle miserie connaturati con la condizione esistenzialista stessa dell'uomo
Il poeta assume il ruolo di poeta "vate" che canta le glorie della patria, che indica gli obietivi del suo riscatti nelle guerre coloniali. Pascoli ribadisce la fede in alcuni valori elementari ma fondamentali
Pascoli decadente -> Pascoli sa rendere la presenza della seconda inquietante dimensione del reale caricando gli oggetti più comuni di sensi allusivi e simbolici; proietta nella sua poesia le sue ossessioni piu profonde, portando in luce le zone oscure e tornide della psiche
GIOVANNI PASCOLI
LE SOLUZIONI FORMALI
SINTASSI 1. prevale la coordinazione -> brevi fraso allineate senza rapporti gerarchici; 2. Frasi assumono la forma dello stile nominale; 3. Atmosfera visionaria o di sogno LESSICO 1. Mescolanza di codici linguistici differenti; 2. Termini preziosi e aulici-termini gergali e dialettali; 3. Terminologia botanica e ornitologica ASPETTI FONICI 1. Riproduzione onomatopeiche; 2. Valore fonosimbolico della poesia METRICA -> adotta i versi più consueti della lingua italiana
GIOVANNI PASCOLI
MYRICAE
La prima raccolta fu pubblicata nel 1891 con 22 poesie dedicate alle nozze di amici. L'ultima edizione fu pubblicata nel 1900 con un totale di 156 componimenti. Myricae -> il titolo è una citazione virgiliana, tratta dall'inizio della IV Bucolica in cui il poeta latino proclama l'intenzione di innalzare un poco il tono del suo canto. Pascoli assume invece le umili piante proprio come simbolo delle piccole cose Si tratta di componimenti molto brevi che apparentemente si presentano come quadretti di vita campestre ritratti con gusto impressionistico. Compaiono soluzioni formali che costituiscono la profonda originalità della poesia pascoliana-> insistenza sulle onomatopee, valore simbolioco dei suoni, uso ardito linguaggio analogico, la sintassi frantumata.
GIOVANNI PASCOLI
GABRIELE D'ANNUNZIO
Anche la loro formazione culturale è ben diversa, Pascoli si rifà ai modelli classici mentre D’Annunzio si rifà ai modelli europei. Pascoli dà vita ad una poesia delle piccole cose, ad un ripiegamento intimo su se stesso e sugli affetti familiari più stretti. La sua fuga dalla realtà si esplica nella creazione di un mondo illusorio, fatto di ricordi. Al contrario la poesia di D’Annunzio rispecchia la poetica del superuomo: è una poesia elevata, ricca, preziosa, lussureggiante. In Pascoli la natura è ostile e misteriosa, conoscibile solo attraverso gli occhi del fanciullino, mentre per D'Annunzio si parla di panismo. Ulteriore differenza: ruolo della donna.
Entrambi i poeti sono influenzati da Carducci, rifiutano il positivismo, hanno sfiducia nella scienza. Essi, inoltre, trovano un modo per fuggire dalla realtà contemporanea (fanciullino in Pascoli e superuomo in D’Annunzio) e utilizzano un lessico ricercato.La loro vita è però opposta, Pascoli ha una vita intima, mentre D’Annunzio fa della sua vita un teatro, un’opera d’arte. I loro caratteri rispecchiano questo aspetto: Pascoli è un uomo riservato e schivo e sceglie di vivere in solitudine. D’Annunzio al contrario è estroverso e attira su di sé le attenzioni del pubblico.
ITALO SVEVO
BIOGRAFIA
1861
Aron Hector Shmitz nasce a Trieste.
Fallimento del padre -> declassamento sociale. Svevo trova lavoro in una banca
1880
1892
Pubblica il primo romanzo "Una Vita"
Muore la madre e il poeta si sposa con Livia Veneziani -> abbandona la vita da inetto
1895
1900
Abbandona la letteratura
1919
Ritorno alla letteratura
1923
Pubblica "La coscienza di Zeno"
1928
Svevo muore in seguito a un incidente automobilistico
ITALO SVEVO
POETICA E FORMAZIONE
- Sin dal suo nome è possibile apprendere il crogiolo culturale che risiede nella propria poetica, infatti Italo simboleggia il suo essere italiano e Svevo il suo essere tedesco. -La sua letteratura si discosta dai classici italiani perchè è una fusione di letterature e filosofie straniere portate in italia. - La sua poetica si basa sulla figura dell'inetto, che è soggetto al darwinismo sociale (Darwin), al bovarismo (Fleubert), alla lotta di classe (Marx). - La letteratura di Svevo si basa su una folta attenzione e originalità dei contenuti a discapito di una forma non sempre perfetta, infatti non viene apprezzato dal pubblico dell'epoca; solo Montale lo apprezzerà in un saggio
ITALO SVEVO
"Una vita"1892
"Senilità" 1898
I COMPONIMENTI
"La coscienza di Zeno" 1923
ITALO SVEVO
LA COSCIENZA DI ZENO
Il romanzo è costituito da un memoriale che il protaonista Zeno Cosini scrive su invito del suo psicoanalistico, il Dottor.S a scopo terapeutico
IL TEMPO -> Svevo adotta il tempo misto, gli eventi non sono nella loro successione cronologica lineare. Il tempo è soggettivo e mescola piani e distanze
AMBIENTE SOCIALE -> è presentato dal punto di vista ambiguo del protagonista che aspira alla normalità borghese, ma nello stesso tempo ne mette indubbio le certezze
Inetto -> Zeno Cosini è abulico e incostante, egli rappresenta l'inetto, negli anni conduce una vita oziosa e scioperata.
ITALO SVEVO
GABRIELE D'ANNUNZIO
Nonostante Svevo e D'Annunzio siano quasi coetanei è possibile trovare delle diffferenze tra i due autori. Svevo concepisce l’arte come una medicina per colui che non riesce a identificarsi a pieno con la società (l’arte serve all’inetto per riuscire a vivere), e da per scontata la perdita dei privilegi sociali dell’artista. Entrambi hanno rivestito un ruolo centrale all’interno della letteratura italiana: D’annunzio è stato uno dei più grandi esponenti del decadentismo internazionale, mentre Svevo è stato lo scrittore italiano più europeo del ‘900, contribuendo largamente alla nascita del romanzo d’avanguardia in Italia.
D’annunzio affinato e cultore dell’estetismo, pone l’arte in una posizione di assoluto privilegio e lotta di conseguenza insistentemente contro quella perdita dell’aureola descritta da Baudelaire. Il poeta fa della vita un momento pubblico, per Svevo invece essa occupa una dimensione interiore; egli tende al sublime mentre Svevo tende piuttosto all’ironico, al lievemente comico.
ITALO SVEVO
JAMES JOYCES
Un punto di contatto tra Joyce e Svevo lo possiamo trovare in Evelyne e La coscienza di Zeno. In entrambe le opere possiamo individuare la figura dell’”inetto”, basata sui continui fallimenti dei due protagonisti. Zeno racconta, nel secondo capitolo “Il fumo”, i motivi che lo hanno portato a nutrire il vizio del fumo, cercando di smettere ma non riuscendoci mai. Evelyne, abitante di Dublino, non riesce ad abbandonare quella città (che la opprime), nonostante abbia l'opportunità di trasferirsi a Buenos Aires: la paralisi di Dublino le ha impedito di essere felice.
Svevo viene definito come il “Joyce italiano”, poiché La coscienza di Zeno e Dubliners sono due realizzazioni della stessa tecnica letteraria. L’elemento che accomuna queste due opere è il monologo interiore, che caratterizza entrambi i romanzi, ma usando una tecnica differente. Joyce utilizza nelle sue descrizioni lo stream of consciousness, in cui i pensieri sono colti nel loro nascere ma riportati senza alcun controllo da parte della ragione. I pensieri di Zeno Cosini, invece, nascono sotto un rigido controllo della coscienza che censura, cambia e riordina gli avvenimenti in modo che possano risultare il più possibile favorevoli al protagonista.
ITALO SVEVO - FREUD / MARX / SCHOPENHAUER E NIETZSCHE
Confronro con Freud
Confronto con Marx
Svevo fu influenzato dal pensiero marxista, da cui trasse la chiara percezione dei conflitti di classe che percorrono la società moderna, ma soprattutto la consapevolezza del fatto che tutti i fenomeni sono condizionati dalle realtà delle classi. I conflitti e le ambiguità profonde dei suoi eroi non sono i conflitti e le ambiguità dell’uomo, ma del borghese di un determinato periodo della storia sociale. Svevo non concepisce però le proposte politiche di Marx, preferendo prospettive di tipo utopistico.
Un evento fondamentale nella vita di Svevo fu l’incontro con la psicoanalisi, che avvenne verso il 1910, tramite il cognato, il quale aveva conosciuto Freud. Verso il filosofo lo spingeva l’interesse per le tortuosità e le ambivalenze della psiche profonda, lui non apprezzò la psicoanalisi come terapia, bensì la vede come uno strumento conoscitivo, capace di indagare più a fondo la realtà psichica, e, di conseguenza, come strumento narrativo.
Confronto con Schopenhauer e Nietzsche
Schopenhauer ebbe un ruolo molto importante nella formazione di Svevo. L'inetto è colui che ha preso coscienza dell'esistenza, della cieca "volontà", di cui si rifiuta essere esecutore: sarebbe quindi una sorte di eroe della noluntas, un contemplatore, antitetico ai lottatori. Da Nietzsche poté trarre l’idea del soggetto inteso come pluralità di stati in fluido divenire, ma allo stesso tempo polemizzò contro la concezione di superuomo da parte del filosofo.
GIUSEPPE UNGARETTI
BIOGRAFIA
1888
Giuseppe Ungaretti nasce l'8 febbraio 1888 ad Alessandria d'Egitto
1912
Ungaretti si trasferisce in Francia per approfondire le nozioni di diritto
1915
Prima guerra mondiale + pubblicazione della poesia Veglia
1916
Pubblicazione de Il porto sepolto
1918
Ungaretti ritorna in Francia
1921
Ungaretti e la sua famiglia si trasferisce in Italia
1932
Premio del gondoliere a Venezia
1937
Morte del fratello Costantino
1970
Muore a Milano il 1 giugno 1970 per broncopolmonite
GIUSEPPE UNGARETTI
POETICA
Ermetismo
Piano stilistico
Poesia - biografia
Temi
GIUSEPPE UNGARETTI
L'ALLEGRIA
Concetti fondamentali
n questa raccolta troviamo tutte le sue innovazioni poetiche, sia sul piano strutturale e lessicale, sia su quello sintattico e metrico: eliminazione della punteggiatura, sconvolgimento della sintassi tradizionale e il rifiuto delle forme metriche tradizionali.I temi sono vari e legati all’esperienza del poeta nella prima guerra mondiale, le sofferenze della guerra e la solitudine, il dolore, l’angoscia della morte e il desiderio di pace e serenità, fratellanza umana.
La raccolta L'Allegria venne pubblicata per la prima volta nel 1931e poi più volte rimaneggiata dall'autore Giuseppe Ungaretti fino all'edizione del 1942. La raccolta comprende ke liriche concepite durante l'esperienza della Prima guerra mondiale. Le liriche sono fortemente autobiografiche, quasi come fogli di diario. Le similitudini e le metafore rappresentano con efficacia la desolazione del poeta, coinvolto in una realtà di orrore e massacro che lo induce a riflettere sulla fragilità dell’uomo, la precarietà e il dolore dell’esistenza.
Sentimento del tempo
Il dolore
Pubblicata nel 1947, è suddivisa in sei sezioni riconducibili a due temi.Nelle prime tre sezioni domina il dolore personale, causato in gran parte dalla prematura scomparsa del figlio Antonietto. Nelle restanti sezioni il dolore individuale diventa collettivo, di un’intera nazione, alimentato dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, che il poeta avverte come apocalittico sconvolgimento di cose, uomini e certezze. Ma l’uomo non deve soccombere e, attraverso l’accettazione del dolore che ci rende «fratelli», deve aprirsi alla speranza nel futuro.
Pubblicata nel 1933 e poi ampliata nel 1936 e nel 1943. Giuseppe Ungaretti passa ad una rappresentazione più complessa delle inquietudini, delle ansie dell’uomo: la sua solitudine di fronte al dolore e nell’attesa della morte; la inconoscibilità del proprio destino; la pietà verso gli altri e verso tutti gli uomini. Nello stesso tempo, però, avviandosi alla maturità, riflette con gioia la pienezza della sua vita, anche perché nel frattempo ha recuperato la fede cristiana.Sentimento del Tempo è, almeno per alcune liriche, la raccolta ungarettiana per la quale si può parlare decisamente di ermetismo.
GABRIELE D'ANNUNZIO
GIUSEPPE UNGARETTI
D'Annunzio era legato al mito del superuomo e all'Estetismo e visse la Prima guerra Mondiale come un'avventura, una gesta eroica.Egli inoltre non rimane scosso e rimane convinto delle sue idee e le sostiene fino a quando può. D'Annunzio, a differenza di Ungaretti (che attraverso poche parole esprime i concetti principali), scrive nelle proprie liriche fiumi di parole, utilizzando numerose ripetizioni, con l'obbiettivo di conferire musicalità al componimento.
Nonostante Giuseppe Ungaretti e Gabriele D'Annunzio possano essere definiti "coetanei", è possibile cogliere alcune differenze principali tra i due poeti. Ungaretti vive un'esperienza drammatica: gli orrori visti con i propri occhi durante il conflitto mondiale attraversano e turbano l'animo del poeta. Questa esperienza influenza molto il modo di scrivere del poeta, che nelle proprie opere ne trae l'essenziale.