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Gli Unni

gaia

Created on May 29, 2023

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Transcript

Gli Unni

Alessia Massimi e Gaia Mulas

2^A 2022-2023

Indice

1.

7.

Introduzione

Ruolo delle donne

2.

8.

Tattiche e strategie

Origine

3.

9.

Migrazione verso l'Europa

Testimonianze romane

4.

10.

Le campagne militari di Attila

Arte

5.

11.

Indumenti e abitazioni

Successione e crollo dell'impero

6.

Religione

1.Introduzione

Gli Unni

Gli Unni erano un popolo guerriero nomade, proveniente dalla Siberia meridionale, che giunse in Europa nel IV secolo. Sono particolarmente conosciuti per le incursioni compiute a metà del V secolo contro l'Impero romano d'Occidente. Tra il 447 e il 454, sotto Attila, formarono un impero nomade che fu il più vasto del suo tempo, con una superficie di 4,0 milioni di km² all'apice.

Il popolo degli Unni supera ogni limite di barbarie. [...] Ignorano profondamente, come animali privi di ragione, il bene ed il male, sono ambigui ed oscuri quando parlano, né mai sono legati dal rispetto per una religione o superstizione, ma ardono d’un’immensa avidità di oro, superano ogni limite di barbarie.

(Ammiano, XXXI,2.)

2. Origine

Provenivano dalla Siberia meridionale, come dimostra un documento cinese antico e la loro lingua era una lingua altaica, forse vicina al moderno ungherese o alle lingue iranicheIn passato è stata proposta un'identificazione con gli Xiongnu, una popolazione nomade che si sarebbe scissa in due gruppi: uno inglobato dai cinesi, mentre l'altro si sarebbe spostato verso l'occidente. Se l'identificazione con gli Xiongnu fosse corretta gli Unni si sarebbero poi stabiliti lungo il corso del Volga, invadendo i territori degli Alani, degli Ostrogoti e dei Visigoti. Nonostante le varie analogie queste due popolazioni hanno sostanziali differenze. Alcuni studiosi moderni mettono in dubbio l'origine mongolide degli Unni, facendoli provenire dall'odierno Kazakistan.

3. Testimonianze romane

Stando alle testimonianze di Ammiano Marcellino gli Unni:
  • Avevano l'abitudine di sfregiare con una lama le guance dei neonati per indebolire la crescita della barba
  • Avevano corpi robusti e schiene curve
  • Non cambiavano le tuniche finchè non erano ridotte a brandelli
  • Erano avidi e si arrabbiavano facilmente
Marcellino riteneva inoltre che si nutrissero di carne semicruda e che oltre a vestire di lino, indossassero abitii fatti con la pelle di topi selvatici. Tuttavia queste ultime testimonianze non hanno un vero fondamento storico, dato che i Romani avevano il topos letterario dello straniero percepito come rozzo e incivile.

4. Arte

Gli storici ritengono difficile accertare etnicamente alcun artefatto agli Uni, in quanto si confondevano anche con quellli di popoli come i Sarmati. Sono stati attribuiti agli Unni reperti come:
  • I calderoni fatti di rame: Maenchen-Helfen sostiene che i calderoni fossero recipienti per cuocere la carne, ma il fatto che molti si trovino depositati vicino all'acqua e generalmente non siano stati sepolti con individui può indicare anche un loro uso sacrale.
  • Gioielli: gli Unni indossavano molti diademi, riccamente decorati, dorati o placcati in oro. Sembra che le donne unne indossassero collane e braccialetti di perline di vari materiali. E addirittura si pensa che la pratica comune altomedievale di decorare gioielli e armi con pietre preziose sembra aver avuto origine con gli Unni. Sono anche noti per aver realizzato piccoli specchi di un tipo originariamente cinese, che spesso sembra essere stato intenzionalmente rotto quando collocato in una tomba.

5. Indumenti e Abitazioni

Fino al V secolo le loro abitazioni erano state tende e i carri, che ben si prestavano alla vita itinerante del popolo nomade, ma in seguito iniziarono a risiedere in case di legno all'interno di villaggi. Il palazzo di Attila, costruito in legno come le altre abitazioni, era grande e impreziosito da arazzi, tende e decori di grande pregio. I bagni del palazzo erano rivestiti di marmi pregiati e pietre fatte arrivare dalla Pannonia, e furono costruiti da un architetto greco fatto prigioniero a Mitrovica

Reperti archeologici indicano che gli Unni indossavano placche d'oro come ornamento sui loro vestiti, così come perline di vetro importate. Ammiano riferisce che indossavano abiti di lino o pellicce di marmotta e gambali in pelle di capra. In battaglia gli Unni usavano tipicamente la cotta di maglia, spade, archi e lance e che la maggior parte dei guerrieri unni erano armati sia di arco che di lancia e li usavano in modo intercambiabile secondo necessità. Ammiano dichiara inoltre che gli Unni usavano del lino trapuntato, lana o talvolta bardature di ferro per i loro cavalli e indossavano anche cuffie e caftani trapuntati

6. Religione

Culto dio della guerra

Non si sa quasi nulla della religione degli Unni, ma alcune fonti riportano che gli Unni adoravano "la spada di Marte", un'antica spada che significava il diritto di Attila di governare il mondo intero, infatti è noto un diffuso culto di un dio della guerra sotto forma di spada tra i popoli della steppa.

Culto di Tengri

Gli Unni del tempo di Attila probabilmente veneravano la divinità della steppa Tengri. Il culto di Tengri sotto il nome di "T'angri Khan" è attestato tra gli Unni del Caucaso del nord in una cronaca armena. Ci sono anche alcune prove di sacrifici umani tra gli Unni europei, in particolare durante il rito funerario di Attila.

7. Ruolo della donna

Le élite degli Unni praticavano la poligamia, mentre i cittadini comuni erano probabilmente monogami. Ammiano Marcellino sosteneva che le donne unne vivessero in isolamento, tuttavia altre fonti le mostrano liberamente muoversi e mescolarsi con gli uomini. Prisco descrive le donne unne che sciamano intorno ad Attila mentre entrava in un villaggio, così come la moglie del ministro di Attila, Onegesio, che offre al re cibo e bevande con i suoi servi. Prisco è stato in grado di entrare nella tenda della principale moglie di Attila, Hereka, senza difficoltà.

Prisco attesta anche che la vedova di Bleda, fratello di Attila, era al comando di un villaggio attraversato dagli ambasciatori romani: il suo territorio potrebbe aver incluso un'area più ampia. noto per aver avuto leader tribali donne e sostiene che gli Unni probabilmente tenevano le vedove in grande rispetto

8. Tattiche e strategie

I metodi di guerra degli Unni non sono ben studiati. Le tattiche degli Unni non differivano notevolmente da quelle usate da altri arcieri nomadi a cavallo. Ammiano Marcellino sottolinea l'uso quasi esclusivo degli arcieri a cavallo da parte degli Unni e la loro estrema rapidità e mobilità. Gli eserciti unni facevano affidamento sulla loro elevata mobilità e «un accorto senso di quando attaccare e quando ritirarsi». Un'importante strategia usata dagli Unni era una finta ritirata, fingendo di fuggire e poi voltandosi e attaccando il nemico disordinato.

Gli Unni sono quasi sempre noti come combattenti al fianco di popoli non unni, come germani o iranici. Una delle principali fonti di informazioni sulla guerra delle steppe dal tempo degli Unni proviene dallo Strategikon del VI secolo. Secondo lo Strategikon, gli Unni non formarono una linea di battaglia come i romani e i persiani, ma formavano divisioni di dimensioni irregolari in un'unica linea mantenedo una forza separata nelle vicinanze per imboscate e come riserva. Lo Strategikon afferma anche che gli Unni usavano formazioni profonde con un fronte denso e uniforme. Lo Strategikon afferma anche che gli Unni tenevano i loro cavalli di scorta e le salmerie su entrambi i lati della linea di battaglia a circa un miglio di distanza, con una guardia di dimensioni moderate, e talvolta legavano insieme i loro cavalli di riserva dietro la linea di battaglia principale.

9.Migrazione verso l'Europa

Gli Unni arrivarono in Europa alla fine del IV secolo scacciati dalla Cina.La calata delle orde nomadi degli Unni sulle pianure dell'Ucraina e della Bielorussia avvenne tra il 374 ed il 376, e si concretizzò come il classico effetto domino: vennero travolti dapprima Sarmati, Alani, Ostrogoti, Sciri, Rugi, Visigoti, Eruli, Gepidi, Burgundi, Franchi, Svevi, Vandali ed Alamanni. Nel V secolo gli Unni costituirono un regno nell'Europa centrorientale, e incorporarono gruppi di popolazioni tributarie, arrestando il flusso migratorio. Negli anni 430 furono impiegati come mercenari dal magister militum Ezio per le sue campagne in Gallia, infatti lo zio di Attila, il re Rua, riceveva un consistente tributo dall'impero.

Le campagne militari di Attila

Giugno 451 d.C

GENNAIO-MAGGIO 451 D.C

447 d.c

450 D.C

441 d.C

445 d.C

453 d.C

452 d.C

11. Successione e crollo dell'impero

Presenza nell'epica germanica

La memoria dell'invasione degli Unni è stata trasmessa oralmente fra le tribù germaniche, ed è una componente importante nella Saga dei Volsunghi, in norvegese antico, e nella Canzone dei Nibelunghi, in antico germanico. Tutte ritraggono gli eventi di questo periodo di migrazioni, avvenute circa un millennio prima della loro trascrizione. Nei due testi Attila sconfigge il re franco Sigisberto I e il re burgundo Gontran I, ma è successivamente ucciso da Crimilde.

Crollo dell'Impero

Le lotte per la successione, seguite alla morte di Attila, dissolsero la potenza degli Unni. Dopo il suo decesso, l'Impero unno si disgregò rapidamente: infatti i tre figli di Attila non riuscirono a sedare le rivolte per l'indipendenza dei sudditi degli Unni, portando alla rapida caduta dell'Impero unno. Nel 468 gli Unni persero la propria indipendenza, finendo per essere arruolati come mercenari dall'Impero romano d'Oriente.