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filosofie ellenistiche

Luca Tredici

Created on May 28, 2023

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LE FILOSOFIE ELLENISTICHE

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Indice

Le filosofie ellenistiche

Epicureismo

Felicità

Stoicismo

Scetticismo

Le filosofie ellenistiche

Le filosofie ellenistiche sono scuole di pensiero filosofico che emersero durante l'epoca ellenistica, che copre il periodo che va dal IV secolo a.C. al I secolo d.C. Le tre principali scuole filosofiche ellenistiche sono lo stoicismo, l'epicureismo e lo scetticismo. Offrono varie prospettive sulla felicità, sulla virtù e sulla condotta umana. Mentre le precedenti filosofie greche si concentravano principalmente sulla ricerca della verità e della conoscenza, le filosofie ellenistiche si focalizzano sulla ricerca della felicità e sulla vita quotidiana.

Le filosofie ellenistiche, i punti di vista

RUOLO FILOSOFIA

FELICITà

CONOSCENZA

ESSERE UMANO

Epicureismo

L'epicureismo è una filosofia fondata da Epicuro che si concentra sulla ricerca della felicità e del piacere attraverso la soppressione del dolore e dei desideri inutili. Gli epicurei cercano di vivere una vita tranquilla, evitando gli eccessi e trovando la gratificazione nella saggezza, nell'amicizia e nella contemplazione (atarassia). Essi promuovono una concezione di piacere come assenza di turbamenti, sostenendo che la saggezza e la moderazione sono strumenti per raggiungere una vita felice e soddisfacente.

La canonica

Con il termine "canonica" Epicuro si riferisce alla prima parte della sua filosofia, propedeutica alla fisica e all'etica in quanto determina i criteri di verità della conoscenza. I tre criteri della "canonica" di Epicuro sono:

  • Le sensazioni: fonte primaria di conoscenza. Egli riteneva che i sensi ci mettessero in contatto diretto con la realtà esterna attraverso le percezioni sensoriali. Secondo Epicuro, le percezioni dei sensi sono affidabili nella misura in cui riflettono accuratamente la realtà esterna.
  • Le prolessi: generate dalle sensazioni, a lungo trattenute dalla memoria. Secondo Epicuro, l'umanità è dotata di prolessi innate, cioè di anticipazioni che ci permettono di avere un'intuizione primaria delle cose. Permettono di formulare concetti generali (opinioni), che possono essere vere o false.
  • I sentimenti: attribuiva grande importanza alle sensazioni, come il piacere e il dolore,in quanto criteri per determinare ciò che è giusto o sbagliato per un individuo. Egli riteneva che il piacere fosse il bene supremo da perseguire, mentre il dolore era considerato il male.

Tetrafarmaco

Lungo il cammino che porta al piacere catastematico e alla felicità come imperturbabilità dell'anima sono disseminate le paure prodotte dalla superstizione e dall'ignoranza. E' compito della filosofia dissiparle, liberando l'anima dai suoi mali, così come compito della medicina è sconfiggere i mali del corpo. Per superare questi ostacoli, Epicuro propose una cura chiamata "quadrifarmaco" o "tetrafarmaco" (in greco: τετραφάρμακος). Il quadrifarmaco di Epicuro era composto da quattro insegnamenti fondamentali:

  • Non c'è da temere gli dei,
  • Non c'è da temere la morte,
  • Ci sono beni facili da ottenere,
  • Il dolore è temporaneo.

Non c'è da temere gli dei

Epicuro afferma che gli dei non si preoccupassero degli affari umani e che non intervenissero attivamente nella vita degli individui. Pertanto, non c'era motivo di temerli o di preoccuparsi delle loro punizioni. Indagando la vera natura della divinità e mostrando la sua totale estraneità alle vicende cosmiche e umane, la filosofia libera l'anima da tale angoscia: è infatti assurdo attribuire agli dei la responsabilità della nostra buona o cattiva sorte, poiché essi non sono corruttibili e soggetti alle passioni come noi uomini, ma vivono piuttosto beati e imperturbabili negli intermundia.

Non c'è da temere la morte

Un altro motivo di turbamento è la paura della morte. Ma la morte non deve turbarci, essa non è nulla per noi. Poiché anche l'anima è corpo, il suo disgregarsi è la fine totale dell'uomo. La morte non è un passaggio da uno stato all'altro, ma un salto nel nulla: «Quando noi viviamo, la morte non c'è, quando invece c'è la morte, allora non ci siamo più noi». Non ha dunque senso parlare della nostra, ma solo dell'altrui morte, dal momento che nessuno ha esperienza della propria morte.

Ci sono beni facili da ottenere

Epicuro non intendeva il piacere come un semplice indulgere negli eccessi o nella gratificazione immediata. Piuttosto, si riferiva a un piacere duraturo e soddisfacente nel lungo termine. Per lui la felicità veniva raggiunta attraverso l'equilibrio e la moderazione, evitando sia l'eccesso che la privazione. I piaceri naturali non necessari, come il cibarsi di cose prelibate, il bere bevande squisite, il vestire con eleganza, sono desiderabili ma non a tutti i costi, perché possono anche recare dolore e comunque non danno piacere, ma soltanto ne variano l’intensità. Pane, acqua e riparo dalle intemperie sono ricchezze naturali, il resto è ricchezza superflua. La saggezza insegna inoltre che a volte si deve rinunciare ai piaceri quando nella loro ricerca possono derivare dolori più grandi, o addirittura che conviene preferire i dolori ai piaceri quando dal’aver sofferto molto derivi un piacere maggiore di quello a cui si è rinunciato.

Il dolore è temporaneo

Anche la paura del dolore si dissolve quando si riflette che il dolore prolungato è di per se stesso sopportabile, mentre quello grave è necessariamente breve, in quanto con il passare del tempo diminuisce o provoca la morte dell'individuo, esperienza che quest'ultimo non proverà. Epicuro riconosceva che il dolore fisico è una realtà della vita e che non può essere completamente eliminato. Tuttavia, sosteneva che la nostra percezione e la nostra risposta al dolore potevano influenzare la nostra esperienza complessiva. Egli insegnava che il dolore fisico temporaneo, sebbene indesiderabile, poteva essere tollerato e affrontato attraverso la razionalità e la consapevolezza. Il dolore

Scetticismo

Lo scetticismo è una corrente filosofica che pone in dubbio la possibilità di raggiungere una conoscenza certa o verità assolute. Fondatore dello scetticismo greco è Pirrone di Elide. L'obiettivo degli scettici è di conquistare l'imperturbabilità dell'anima (atarassía). Lo scettico non si limita a dubitare di tutto, ma giunge alla sospensione del giudizio (epoché). Pirrone afferma che le cose sono tutte uguali e indifferenti, e le nostre sensazioni e opinioni non sono né vere né false. La natura delle cose non è conoscibile, poichè le percezioni umane fossero soggettive e influenzate da molteplici fattori, come l'esperienza personale, le emozioni e le opinioni culturali. Poiché non è possibile emettere giudizi veri, il saggio deve restare sospeso nell'indifferenza (adiaforía), non partecipando alle dispute. Un altro tipico atteggiamento del saggio scettico è l'afonía ("mancanza di parola"), ossia il non dire nulla sulla realtà, visto che è impossibile conoscerla. Gli scettici esprimevano il loro dubbio attraverso argomentazioni detti "tropi", che erano strumenti dialettici per mettere in evidenza le incertezze e le contraddizioni nelle teorie e nelle credenze.

Stoicismo

Lo stoicismo è una filosofia che si concentra sul raggiungimento della serenità e delle virtù attraverso il controllo delle emozioni, l'accettazione del destino e l'orientamento verso ciò che è sotto il nostro controllo. I principali punti chiave dello stoicismo includono:

  • Accettazione del destino: Riconoscere che molte cose nella vita sono al di fuori del nostro controllo e accettare serenamente gli eventi che non possiamo cambiare,
  • Concentrarsi sulle nostre reazioni e azioni, che sono le sole cose che possiamo veramente controllare, e non fare dipendere la nostra felicità da cose esterne come la ricchezza o la fama.
  • Controllo delle emozioni
  • Concentrarsi sul qui e ora e apprezzare appieno ciò che si ha, evitando di lasciarsi consumare da preoccupazioni sul passato o sul futuro.
  • Riconoscere l'interconnessione di tutte le cose e coltivare la compassione, la generosità e la cooperazione con gli altri come parte di un ordine cosmico più ampio.

L'etica stoica

Gli stoici sostengono che il fine supremo della vita sia raggiungere la virtù e vivere in accordo con il logos, l'ordine razionale del cosmo. La virtù è considerata il bene supremo e lo scopo principale della vita. Gli stoici credono che perseguirla sia la strada per raggiungere una vita felice, soddisfacente e pienamente realizzata. Questi invitano inoltre a sviluppare l'autocontrollo e ad accettare con serenità ciò che non può essere controllato. Ritengono infatti che tutto nel mondo sia guidato da una forza razionale e che gli eventi siano determinati da essa. Pertanto, pensano che sia inutile lottare contro il destino, ma piuttosto bisogna accettarlo e adattarsi ad esso. L'etica stoica promuove anche una visione cosmopolita, in cui tutti gli esseri umani sono considerati parte di una comunità più ampia.

Riflessione sulla felicità

  • Lo scetticismo ci invita a mettere in dubbio le nostre convinzioni sulla felicità e a riconoscere le limitazioni della nostra conoscenza. Sollevano interrogativi critici riguardo la possibilità di raggiungere una conoscenza certa e universale sulla felicità stessa. Questo atteggiamento di dubbio ci spinge a considerare molteplici prospettive e ad evitare di desumere a priori cosa sia la felicità.
  • L'epicureismo, d'altra parte, ci suggerisce che la felicità può essere raggiunta attraverso la ricerca della tranquillità interiore e del piacere duraturo. Gli epicurei considerano il piacere come la massima forma di felicità. Per loro, la felicità siraggiunge minimizzando il dolore e le preoccupazioni L'epicureismo ci invita a coltivare il piacere dell'anima attraverso la saggezza, la virtù e le relazioni autentiche.
  • Gli stoici sostengono che la felicità non dipenda da circostanze esterne, ma che sia piuttosto il risultato di una mente calma e razionale. Essi ci insegnano a focalizzarci su ciò che è sotto il nostro controllo e a sviluppare virtù come la saggezza, il coraggio e la giustizia. Lo stoicismo ci invita ad accettare il destino e ad affrontare le avversità con calma e razionalità, trovando la felicità nell'armonia interiore.

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