POESIA Antonia Pozzi Alda Merini
voci
Cominciamo!
N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni, Gli istanti più belli © Zanichelli - 2024
Sommario
Due voci importanti della poesia italiana
Antonia Pozzi, “anima di eccezionale purezza”
Alda Merini, un’anima ferita
Gli elementi comuni
01
Due voci importanti della poesia italiana
Due donneche presentano vari aspetti di stretta comunanza e altri di profonda diversità.È la poesia a farle incontrare; sono i loro versi
a sancire un legame altrimenti impossibile.
Il confronto traAntonia Pozzie Alda Meriniè frutto didue storie personali,di due vicende di vita sofferte, burrascose, tragiche, due storieche hanno trovato proprio nella poesia
un’ancora di salvezza,una risposta aun insopprimibile bisogno espressivo e relazionale.
Sono due donne,due poetesse, e già questo ha carattere eccezionale. Forse, oggi, in ambito letterario si sta facendo stradauna maggior abitudine a incontrare una donnanel ruolo di autrice,di scrittrice di romanzi o di poesie.Non è stato sempre così: basta volgere il capoai decenni passati e all’intero Novecentoper accorgersi della discriminazione patita dalle donne.
Il mondo intellettuale,in passato, ha operato
una sistematica denigrazione, ghettizzazione e cancellazione delle scrittrici: Pozzi nella prima, Merini nella seconda metà dello stesso secolo hanno vissuto ai margini della letteratura ufficiale, trovando una loro consacrazione oben dopo la morte (Pozzi) o dopo lunghi ostracismi (Merini).
Oggi sono entrambe due voci importanti della poesia italiana, due “voci classiche” ormai di riferimento. Entrambe hanno lasciato crescere e affiorare i sentimentipiù puri o più tormentati, le immagini più eccelseo più terrene. Entrambe hanno lasciato parlarela loro anima.
Nel Novecento la discriminazione delle donne nel ruolo di scrittrici e poetesse è ormai soltanto un ricordo.
Falso
Vero
02
Antonia Pozzi, “anima di eccezionale purezza”
Eugenio Montale,nella presentazione dell’unicaraccolta di
poesia di Antonia Pozzi,intitolata Parole e pubblicata postuma,utilizza quest’espressione,“anima di eccezionale purezza”,per riferirsi al carattere della poetessa,che troviamo rispecchiato nelle sue liriche.
Nasce a Milano nel 1912, in una ricca famiglia di tradizioni nobiliari.Timida e schiva, da un lato cresce sentendo tutto il peso della rigida educazione chei genitori le impongono e dall’altro è alla ricerca di una guida, che incontra nella figura del suo docente di greco e di latino al liceo, forse privo di fascino fisico ma colto e onesto.
1912
La sua natura di giovane libera e indomita le fa sentire come catene intollerabili i pregiudizi e le convenzioni, per cui si spinge a sognare con lui la propria personale realizzazione, una vita normale, una famiglia, un figlio: è quella che lei stessa definirà la “vita sognata”. L’opposizione paterna tronca ogni progetto e Antonia vi rinuncia.
Antonia smarrisce il senso di sé. A nulla valgono gli studi, gli interessi culturali, i viaggi:è solo una calma apparente, che vorrebbe essere un segno esteriore di superiore rassegnazione. In realtà da quel momento la poetessa non riesce a cogliere pienamente le opportunità di gioia che la circondano, non ha il coraggio di intraprendere progetti.
All’università conosce e frequenta Vittorio Sereni e altri giovani intellettuali. Per lei sono anni tormentati, tra fiducia e disperazione. Le leggi razziali del 1938 causano la fugada Milano di alcuni suoi amici e ciò crea nella poetessa un ulteriore sconforto che contribuisce a condurla al suicidio, avvenuto il 3 dicembre 1938, a soli 26 anni.
1938
10
Palpitante, ridente, appassionata
Poesia e desiderio
Un mare agitato
Alte vette
Chi l’ha frequentata nega che avesse un carattere incline alla malinconia e che il suicidio fosse uno sbocco predestinato; ne scrive anzi come di una donna vibrante ed entusiasta della vita.
Tuttavia le sue traversie
biografiche l’hanno spinta a percorrere con maggior convinzione la via dell’interiorità e
della riflessione. A un certo punto della sua vita, si sente sempre più come un “mare agitato”, in perenne balia delle onde tempestose dell’esistenza.
Antonia non scrive per evadere: i versi scaturiscono dalla sua dolorosa realtà e oggettivano tensioni, attese, sentimenti.Ne risulta una poesia che si salda appassionatamente alla vita,in cui predominail desideriodi elevazione, frenato dalla pesantezzadel corpo.
Antonia mira sempre alle vette più alte, così anche il suo andare in montagna, desiderosa d’assoluto, è un’avventura dello spirito. È molto esigente con sé stessa. La poetessa è perennemente alla ricerca di qualcosa che “stia e resista” nella tempesta.
La sua opera poetica compare postuma nel 1939, rimaneggiata dal padre, che nega il suicidio, gesto scandaloso, e l’amore per il professore: nel tentativodi immortalare un’immagine più consona ai valoridella tradizione familiare distrugge il testamento, censura le poesie, elimina ogni dedica, brucia lettere e fotografie.
11
Montale, nel 1948, la fa conoscere alla critica.Gli scritti testimoniano un’interiorità inquieta e tenera, una personalità ricchissima eprofondamente lacerata. Solo nelle edizioni più recentiè stata ricostruita la genesi delle sue poesie.
PAROLE
12
Antonia Pozzi ha la possibilità di organizzarein prima persona la prima edizione dei suoi scritti.
Falso
Vero
03
Alda Merini,
un’anima ferita
14
La parabola poetica di Alda Merini è caratterizzatada molteplici aspetti, ma ruota in maniera costante attorno alle difficili condizioni di vita della poetessa. Non solo è stata ferita dai ricorrenti ricoveriin manicomio, ma anche dall’aver subitoin maniera evidente la solitudine, la mancanza d’amore, l’indifferenza per la sua poesia, l’emarginazione. Proprio la poesia ha rappresentato per lei un sostegno esistenziale, un amore dal quale non è stata mai tradita.
15
Nasce a Milano il 21 marzo 1931. Il padre è uomo colto e di famiglia nobile, ma viene diseredato quando sposa una semplice contadina, Emilia Painelli. Alda frequentala scuola elementare con profitto e dimostra una buona attitudine agli studi, ma il padre la indirizza verso una scuola professionale. Si dedica anche allo studio del pianoforte.
1931
All’età di quindici anni incomincia a scrivere poesie ed entra in contatto con ambienti culturali milanesi molto stimolanti, che la incoraggiano a continuare. I primi segni della malattia mentale che l’avrebbe tormentata per tutta la vita risalgono al 1947. Nel 1953 si sposa e intanto pubblica la sua prima raccolta poetica, intitolata La presenza di Orfeo.
Alterna periodi di salute e di malattia, descritta con toni intensi e drammatici nei suoi versi. Dal 1961 incominciano anni di silenzio e di isolamento, con lunghe degenzeal manicomio. Ma, pur con varie difficoltà, Alda Merini riprende il controllo di sé e della sua vita. Torna all’amata poesia e nel 1984 pubblica la raccolta di versi La Terra Santa.
Rimasta vedova, sposa il poeta-medico Pierri e si trasferisce a Taranto. Ritorna a Milano nel 1986, dove inizia un periodo fecondo sul piano poetico: Testamento, Vuoto d’amore, Ballate non pagate. Al centro delle ultime pubblicazioni ricorrono temi mistici e insieme sensuali, come in Cantico dei Vangeli. Muore a Milano il 1° novembre 2009.
2009
16
La rinascita dopoil silenzio
Angoscia e profezia
Poesia dell’istante
Poesia magica
Nella poesia di Merini emergono due aspetti ricorrenti: il carattere
profetico dei versi e l’impossibilità per la poetessa di liberarsi dall’angoscia.
Temi mistici e ricerca di una dimensione religiosa vanno di pari passo con un costante bisogno d’amore, una insopprimibile necessità di affetto che, inappagata, ha spesso generato dolore e angoscia.
Dopo un lungo silenzio dovutoai ricoveri in manicomio, nel 1984 esce La Terra Santa. Al centro,la meditazione sulla sconvolgente esperienza manicomiale, che ha irrobustito la voce poetica di Merini
e chiarito alla sua anima il significatodi persone ed eventi che attraversano
l’esistenza.
Negli anni Novanta pratica la “tecnica dell’improvvisazione”, basata sull’idea di far nascere la poesia “di getto”. Ne consegue un’ispirazione che risponde alla necessità di una comunicazione immediata e predilige la misura brevedel verso o addirittura dell’aforisma.
Trasportare il dolore radicale e le fertili contraddizionidella vita di Merini nella sua poesia è scavarein profondità per far emergere una grande ricchezza metaforica. In lei, la parola acquista carattere polisemico. Si parla di “poesia orfica”, una poesia misteriosa, magica, analogica. Non per nulla la sua prima raccolta è intitolata La presenza di Orfeo.
17
L’esperienza del manicomio segna profondamentesia la vita che la voce poetica di Alda Merini.
Falso
Vero
04
Gli elementi comuni
19
Gli elementi comuni
Avvicendarsidi solitudine e ricerca di vicinanza
Rinuncia a qualsiasi compromesso morale, culturale, sociale
Bisogno d’amore, sempre inseguito e mai appagato: passionale
e sensuale per Merini; più limpido per Pozzi
Continua ricerca diuna via per l’infinito, per l’assoluto, pur non necessariamentedi natura religiosa
Volontà di scavalcarela realtà, elaborando immagini allusive efortemente evocative
Dolore costante delle loro vite, pur per motivazioni differenti: malattia mentale per Merini; opposizione paterna per Pozzi
Rifiuto di complicazioni sperimentali d’Avanguardia, fedeltà alla tradizione
Poesia come arte cui giungere in maniera naturale, una necessità espressiva, ma ancheun bisogno dell’anima
Allucinazioni, ossessioni, fantasie
Attaccamento alla vita e insieme pensiero costante della morte, della
perdita di ogni bene
20
Pozzi e Merini consideranoil linguaggio sperimentale dell’Avanguardiaun indispensabile strumento comunicativo.
Falso
Vero
Questo ripasso interattivo è legatoal corso Gli istanti più bellidi N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni.
L’editore ha cercato di reperire tutte le fonti, ma alcune restano sconosciute. L’editore porrà rimedio, in caso di segnalazione, alle involontarie omissioni o errori nei riferimenti.
Perego Poesia 10 - Antonia Pozzi, Alda Merini
Zanichelli
Created on May 28, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Pastel Color Presentation
View
Visual Presentation
View
Relaxing Presentation
Explore all templates
Transcript
POESIA Antonia Pozzi Alda Merini
voci
Cominciamo!
N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni, Gli istanti più belli © Zanichelli - 2024
Sommario
Due voci importanti della poesia italiana
Antonia Pozzi, “anima di eccezionale purezza”
Alda Merini, un’anima ferita
Gli elementi comuni
01
Due voci importanti della poesia italiana
Due donneche presentano vari aspetti di stretta comunanza e altri di profonda diversità.È la poesia a farle incontrare; sono i loro versi a sancire un legame altrimenti impossibile.
Il confronto traAntonia Pozzie Alda Meriniè frutto didue storie personali,di due vicende di vita sofferte, burrascose, tragiche, due storieche hanno trovato proprio nella poesia un’ancora di salvezza,una risposta aun insopprimibile bisogno espressivo e relazionale.
Sono due donne,due poetesse, e già questo ha carattere eccezionale. Forse, oggi, in ambito letterario si sta facendo stradauna maggior abitudine a incontrare una donnanel ruolo di autrice,di scrittrice di romanzi o di poesie.Non è stato sempre così: basta volgere il capoai decenni passati e all’intero Novecentoper accorgersi della discriminazione patita dalle donne.
Il mondo intellettuale,in passato, ha operato una sistematica denigrazione, ghettizzazione e cancellazione delle scrittrici: Pozzi nella prima, Merini nella seconda metà dello stesso secolo hanno vissuto ai margini della letteratura ufficiale, trovando una loro consacrazione oben dopo la morte (Pozzi) o dopo lunghi ostracismi (Merini).
Oggi sono entrambe due voci importanti della poesia italiana, due “voci classiche” ormai di riferimento. Entrambe hanno lasciato crescere e affiorare i sentimentipiù puri o più tormentati, le immagini più eccelseo più terrene. Entrambe hanno lasciato parlarela loro anima.
Nel Novecento la discriminazione delle donne nel ruolo di scrittrici e poetesse è ormai soltanto un ricordo.
Falso
Vero
02
Antonia Pozzi, “anima di eccezionale purezza”
Eugenio Montale,nella presentazione dell’unicaraccolta di poesia di Antonia Pozzi,intitolata Parole e pubblicata postuma,utilizza quest’espressione,“anima di eccezionale purezza”,per riferirsi al carattere della poetessa,che troviamo rispecchiato nelle sue liriche.
Nasce a Milano nel 1912, in una ricca famiglia di tradizioni nobiliari.Timida e schiva, da un lato cresce sentendo tutto il peso della rigida educazione chei genitori le impongono e dall’altro è alla ricerca di una guida, che incontra nella figura del suo docente di greco e di latino al liceo, forse privo di fascino fisico ma colto e onesto.
1912
La sua natura di giovane libera e indomita le fa sentire come catene intollerabili i pregiudizi e le convenzioni, per cui si spinge a sognare con lui la propria personale realizzazione, una vita normale, una famiglia, un figlio: è quella che lei stessa definirà la “vita sognata”. L’opposizione paterna tronca ogni progetto e Antonia vi rinuncia.
Antonia smarrisce il senso di sé. A nulla valgono gli studi, gli interessi culturali, i viaggi:è solo una calma apparente, che vorrebbe essere un segno esteriore di superiore rassegnazione. In realtà da quel momento la poetessa non riesce a cogliere pienamente le opportunità di gioia che la circondano, non ha il coraggio di intraprendere progetti.
All’università conosce e frequenta Vittorio Sereni e altri giovani intellettuali. Per lei sono anni tormentati, tra fiducia e disperazione. Le leggi razziali del 1938 causano la fugada Milano di alcuni suoi amici e ciò crea nella poetessa un ulteriore sconforto che contribuisce a condurla al suicidio, avvenuto il 3 dicembre 1938, a soli 26 anni.
1938
10
Palpitante, ridente, appassionata
Poesia e desiderio
Un mare agitato
Alte vette
Chi l’ha frequentata nega che avesse un carattere incline alla malinconia e che il suicidio fosse uno sbocco predestinato; ne scrive anzi come di una donna vibrante ed entusiasta della vita.
Tuttavia le sue traversie biografiche l’hanno spinta a percorrere con maggior convinzione la via dell’interiorità e della riflessione. A un certo punto della sua vita, si sente sempre più come un “mare agitato”, in perenne balia delle onde tempestose dell’esistenza.
Antonia non scrive per evadere: i versi scaturiscono dalla sua dolorosa realtà e oggettivano tensioni, attese, sentimenti.Ne risulta una poesia che si salda appassionatamente alla vita,in cui predominail desideriodi elevazione, frenato dalla pesantezzadel corpo.
Antonia mira sempre alle vette più alte, così anche il suo andare in montagna, desiderosa d’assoluto, è un’avventura dello spirito. È molto esigente con sé stessa. La poetessa è perennemente alla ricerca di qualcosa che “stia e resista” nella tempesta.
La sua opera poetica compare postuma nel 1939, rimaneggiata dal padre, che nega il suicidio, gesto scandaloso, e l’amore per il professore: nel tentativodi immortalare un’immagine più consona ai valoridella tradizione familiare distrugge il testamento, censura le poesie, elimina ogni dedica, brucia lettere e fotografie.
11
Montale, nel 1948, la fa conoscere alla critica.Gli scritti testimoniano un’interiorità inquieta e tenera, una personalità ricchissima eprofondamente lacerata. Solo nelle edizioni più recentiè stata ricostruita la genesi delle sue poesie.
PAROLE
12
Antonia Pozzi ha la possibilità di organizzarein prima persona la prima edizione dei suoi scritti.
Falso
Vero
03
Alda Merini, un’anima ferita
14
La parabola poetica di Alda Merini è caratterizzatada molteplici aspetti, ma ruota in maniera costante attorno alle difficili condizioni di vita della poetessa. Non solo è stata ferita dai ricorrenti ricoveriin manicomio, ma anche dall’aver subitoin maniera evidente la solitudine, la mancanza d’amore, l’indifferenza per la sua poesia, l’emarginazione. Proprio la poesia ha rappresentato per lei un sostegno esistenziale, un amore dal quale non è stata mai tradita.
15
Nasce a Milano il 21 marzo 1931. Il padre è uomo colto e di famiglia nobile, ma viene diseredato quando sposa una semplice contadina, Emilia Painelli. Alda frequentala scuola elementare con profitto e dimostra una buona attitudine agli studi, ma il padre la indirizza verso una scuola professionale. Si dedica anche allo studio del pianoforte.
1931
All’età di quindici anni incomincia a scrivere poesie ed entra in contatto con ambienti culturali milanesi molto stimolanti, che la incoraggiano a continuare. I primi segni della malattia mentale che l’avrebbe tormentata per tutta la vita risalgono al 1947. Nel 1953 si sposa e intanto pubblica la sua prima raccolta poetica, intitolata La presenza di Orfeo.
Alterna periodi di salute e di malattia, descritta con toni intensi e drammatici nei suoi versi. Dal 1961 incominciano anni di silenzio e di isolamento, con lunghe degenzeal manicomio. Ma, pur con varie difficoltà, Alda Merini riprende il controllo di sé e della sua vita. Torna all’amata poesia e nel 1984 pubblica la raccolta di versi La Terra Santa.
Rimasta vedova, sposa il poeta-medico Pierri e si trasferisce a Taranto. Ritorna a Milano nel 1986, dove inizia un periodo fecondo sul piano poetico: Testamento, Vuoto d’amore, Ballate non pagate. Al centro delle ultime pubblicazioni ricorrono temi mistici e insieme sensuali, come in Cantico dei Vangeli. Muore a Milano il 1° novembre 2009.
2009
16
La rinascita dopoil silenzio
Angoscia e profezia
Poesia dell’istante
Poesia magica
Nella poesia di Merini emergono due aspetti ricorrenti: il carattere profetico dei versi e l’impossibilità per la poetessa di liberarsi dall’angoscia. Temi mistici e ricerca di una dimensione religiosa vanno di pari passo con un costante bisogno d’amore, una insopprimibile necessità di affetto che, inappagata, ha spesso generato dolore e angoscia.
Dopo un lungo silenzio dovutoai ricoveri in manicomio, nel 1984 esce La Terra Santa. Al centro,la meditazione sulla sconvolgente esperienza manicomiale, che ha irrobustito la voce poetica di Merini e chiarito alla sua anima il significatodi persone ed eventi che attraversano l’esistenza.
Negli anni Novanta pratica la “tecnica dell’improvvisazione”, basata sull’idea di far nascere la poesia “di getto”. Ne consegue un’ispirazione che risponde alla necessità di una comunicazione immediata e predilige la misura brevedel verso o addirittura dell’aforisma.
Trasportare il dolore radicale e le fertili contraddizionidella vita di Merini nella sua poesia è scavarein profondità per far emergere una grande ricchezza metaforica. In lei, la parola acquista carattere polisemico. Si parla di “poesia orfica”, una poesia misteriosa, magica, analogica. Non per nulla la sua prima raccolta è intitolata La presenza di Orfeo.
17
L’esperienza del manicomio segna profondamentesia la vita che la voce poetica di Alda Merini.
Falso
Vero
04
Gli elementi comuni
19
Gli elementi comuni
Avvicendarsidi solitudine e ricerca di vicinanza
Rinuncia a qualsiasi compromesso morale, culturale, sociale
Bisogno d’amore, sempre inseguito e mai appagato: passionale e sensuale per Merini; più limpido per Pozzi
Continua ricerca diuna via per l’infinito, per l’assoluto, pur non necessariamentedi natura religiosa
Volontà di scavalcarela realtà, elaborando immagini allusive efortemente evocative
Dolore costante delle loro vite, pur per motivazioni differenti: malattia mentale per Merini; opposizione paterna per Pozzi
Rifiuto di complicazioni sperimentali d’Avanguardia, fedeltà alla tradizione
Poesia come arte cui giungere in maniera naturale, una necessità espressiva, ma ancheun bisogno dell’anima
Allucinazioni, ossessioni, fantasie
Attaccamento alla vita e insieme pensiero costante della morte, della perdita di ogni bene
20
Pozzi e Merini consideranoil linguaggio sperimentale dell’Avanguardiaun indispensabile strumento comunicativo.
Falso
Vero
Questo ripasso interattivo è legatoal corso Gli istanti più bellidi N. Perego, M. Collina, E. Ghislanzoni.
L’editore ha cercato di reperire tutte le fonti, ma alcune restano sconosciute. L’editore porrà rimedio, in caso di segnalazione, alle involontarie omissioni o errori nei riferimenti.